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Categoria: Comunicati

Monopolio: si cerchino tutte le possibili soluzioni

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REGGIO EMILIA (15 gennaio 2015) – “Invitiamo a ricercare tutte le possibili soluzioni alternative che possano consentire la prosecuzione della distribuzione dei generi di monopolio in montagna”, è quanto chiedono Silvia Dalla Porta, Cgil, Luca Ferri, Cisl Emilia Centrale e Giovanni Riatti, Uil. E lo fanno manifestando disapprovazione per lo scenario che si aprirà a breve a Castelnovo ne’Monti. Entro fine marzo, infatti, cesserà la distribuzione dei generi di monopolio nel capoluogo montano. Tale servizio verrà infatti centralizzato a Reggio Emilia.
“E’ purtroppo l’ennesima scelta che provocherà delle ricadute sia sul piano organizzativo che sul piano logistico/gestionale”, concludono i responsabili da Reggio Emilia.

Ritardi nei pagamenti nonostante l’aumento

Salvatore Cosma (Filca Cisl Re, foto G. Arlotti) p

REGGIO EMILIA (15 gennaio 2015) – Settore edile: i ritardi nei pagamenti potrebbero portare le aziende sul lastrico. Questo nonostante l’aumento del + 2,1% registrato nel terzo trimestre 2015, secondo Unioncamere Emilia Romagna. “Sono dati contraddittori – dichiara Salvatore Cosma, della segreteria Filca (Federazione italiana lavoratori costruzioni affini) Cisl Emilia Centrale – perché se a Reggio e provincia aumenta il volume di affari rispetto al 2014, questo non è direttamente proporzionale alla liquidità delle aziende. È necessario, infatti, analizzare i tempi di pagamento specialmente negli appalti pubblici, ossia, se i committenti pagano nei tempi previsti dall’opera, altrimenti le aziende in subappalto sono costrette ad anticipare le spese (materie prime, stipendi, contributi) questa è una discriminante che spesso ha ridotto diverse aziende sul lastrico e in alcuni casi i lavoratori non sono stati retribuiti”.
“Un altro elemento di cui tenere conto – prosegue Cosma – è il tramonto dei grandi colossi cooperativi delle costruzioni. Dal 2011 ad oggi, si sono moltiplicate le cooperative in procedura concorsuale, elemento che fa riflettere e non poco, da ultime Open.co (exCormo) e Coopsette. I lavoratori vivono ore angoscianti poichè avendo investito i risparmi di una vita presso le stesse cooperative, attraverso la quota sociale rischiano di ritrovarsi senza stipendio e senza le quote sociali investite nelle stesse cooperative”.
“Pertanto – riprende Cosma – evidentemente va ripensato il modello cooperativo ritrovando i principi della mutualità e assistenza quali principi fondanti il mondo cooperativo di tanti anni fa, in cui ci siano meno dirigenti e più soci lavoratori che conseguono il bene della cooperativa attraverso il lavoro quotidiano. Un ulteriore elemento per uscire da questa situazione di stallo in cui versano spesso i dipendenti delle piccole e medie aziende, deve essere l’anticipazione del credito da parte degli istituti ad esso preposti”.
“Le aziende attraverso la cessione del credito alle banche, potrebbero reperire la liquidità necessaria per terminare l’opera in costruzione ed essere in regola con gli oneri retributivi, contributivi e cassa edile relativi ai dipendenti. Solo in questo modo ci sarà più liquidità ed una economia pragmatica ed effettiva lontana dai dati formali, evitando lungaggini estenuanti”, concludono da Reggio Emilia.

Cisl: «Episodio di Vignola è grave, ma no a contrapposizioni italiani-stranieri»

Il grave episodio accaduto a Vignola non diventi un pretesto per bloccare le politiche a favore dell’integrazione o, peggio, per contrapporre italiani e stranieri. Lo afferma la Cisl Emilia Centrale, che condanna l’aggressione subita dai cinque minorenni italiani a opera di un gruppo di giovani immigrati. «È stata un’azione stupida ed è giusto che gli autori ne paghino le conseguenze – dice la Cisl – Ora, però, invitiamo tutti ad abbassare i toni e a non evocare immotivate paure per l’accoglienza di profughi e il rischio di terrorismo islamista. L’episodio di Vignola non cancelli quanto di buono viene compiuto da anni nel nostro territorio per favorire l’integrazione tra cittadini italiani e immigrati, soprattutto in realtà come Vignola che, con il 17,54 per cento, è tra i quindici Comuni dell’Emilia-Romagna con la maggiore incidenza di stranieri sul totale della popolazione residente. La politica deve governare questi fenomeni e la società civile può dare un prezioso contributo». La stessa Cisl ha creato vent’anni fa l’Anolf (Associazione nazionale oltre le frontiere), un’associazione di immigrati di varie etnie che fornisce assistenza per i permessi di soggiorno, ricongiungimenti e cittadinanza, supporto per i profughi, richiedenti asilo e casi di carattere umanitario che coinvolgono donne e bambini. «L’Anolf è stata promossa allo scopo di favorire l’amicizia e la fratellanza tra i popoli, nello spirito della Costituzione italiana – spiega la Cisl Emilia Centrale – Si fonda sul protagonismo degli immigrati per la tutela delle loro esigenze e la crescita della nostra società. L’assemblea dei soci e il direttivo dell’associazione sono composti prevalentemente da immigrati, mentre la rappresentanza è affidata a due co-presidenti, uno straniero e uno italiano. A Modena l’Anolf offre mediazione culturale e iniziative per favorire l’inserimento e l’integrazione degli immigrati, corsi di lingua italiana, attività ricreative e una formazione anche di carattere sindacale. Altrettanto importante – conclude la Cisl – è la rappresentanza dei bisogni specifici degli stranieri, come il diritto a casa e cittadinanza».

Sabato 9 gennaio commemorazione 66 esimo anniversario Fonderie Riunite di Modena

WILLIAM BALLOTTA_29Ricorre dopodomani – sabato 9 gennaio – il 66 esimo anniversario dell’eccidio delle Fonderie Riunite di Modena, dove il 9 gennaio 1950 la polizia uccise sei operai durante la manifestazione per la riapertura della fabbrica. Come ogni anno, Cgil, Cisl e Uil organizzano una commemorazione. L’appuntamento è alle 9 presso il cippo ai caduti delle ex Fonderie (cavalca ferrovia C. Menotti-via Santa Caterina). I segretari di Cgil, Cisl e Uil Tania Scacchetti, William Ballotta e Luigi Tollari, unitamente alle autorità cittadine, depongono corone di alloro in memoria dei sei operai – Angelo Appiani, Renzo Bersani, Arturo Chiappelli, Ennio Garagnani, Arturo Malagoli e Roberto Rovatti – che morirono sotto i colpi della polizia durante lo sciopero generale proclamato dalla Camera confederale del Lavoro per chiedere la riapertura della fabbrica, contro la serrata e i licenziamenti massicci decisi dalla direzione delle Fonderie. Per la loro drammaticità, i fatti del 9 gennaio 1950 segnano il culmine di un clima conflittuale nei luoghi di lavoro in provincia di Modena e in tutto il paese nel primo decennio del dopoguerra. Un decennio caratterizzato dalla ripresa dell’offensiva padronale per eliminare o limitare il più possibile i diritti e le conquiste dei lavoratori nell’Italia del dopo Liberazione. L’eccidio dei sei lavoratori e il ferimento di altri 200 (molti dei quali non si presentarono agli ospedali per paura di essere fermati) segna la sproporzione tra la brutale repressione della polizia, sostenuta da alcuni industriali modenesi, e le rivendicazioni del sindacato e dei lavoratori per il diritto alla libertà sindacale, la difesa delle Commissioni interne e del cottimo collettivo, il controllo del collocamento per ridurre la forte disoccupazione degli anni postbellici. Fu anche con il sacrificio di quelle vite umane e con quella dura stagione di lotte per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici che si avviò il difficile cammino della costruzione della democrazia e del civile convivere nella nostra provincia.

Scuola, i sindacati denunciano il caos nella fase C delle assunzioni

MONICA BARBOLINI CISL SCUOLA
Monica Barbolini, Segretaria Generale Cisl Scuola Emilia Centrale

Anziché il prof di matematica richiesto dal collegio docenti per colmare le lacune dei ragazzi, ne è arrivato uno di musica; al posto dell’insegnante di italiano che serviva per un progetto rivolto agli alunni stranieri, Roma ne ha mandato uno di diritto. Sta succedendo in queste settimane anche nelle scuole modenesi che avevano presentato al Ministero dell’Istruzione le richieste relative all’organico potenziato. «Si tratta della cosiddetta fase C della legge 107/2015 per la copertura dei posti destinati al potenziamento dell’offerta formativa – spiegano i sindacati Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda – In pratica le scuole, dopo un’attenta autovalutazione, hanno richiesto docenti con le competenze necessarie a potenziare la propria offerta formativa: ad esempio recupero di matematica o abilità di base, italiano per gli stranieri o altri progetti ritenuti prioritari dal collegio docenti. Poiché, però, le graduatorie più affollate sono quelle di certe discipline (perlopiù diritto, musica, arte, artistica), per svuotarle hanno mandato docenti di queste materie, anche se le scuole ne avevano richiesti altri. È accaduto ciò che noi sindacati avevamo previsto un anno fa, perché conosciamo la situazione delle graduatorie». Per i sindacati, insomma, l’organico potenziato non trova riscontro nel reale fabbisogno delle scuole. Saltano così i progetti elaborati dagli istituti, che si trovano nell’impossibilità di rispettare il patto formativo sottoscritto con le famiglie. «E pensare – continuano i sindacati – che, a detta del ministro Giannini, questa fase avrebbe dovuto essere il cuore della riforma “La Buona Scuola”. Invece sta creando confusione e aggiunge nuovi problemi invece di risolvere quelli già presenti». Secondo Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda, infatti, la prima attuazione della legge 107 non ha portato nessun miglioramento nelle condizioni di lavoro e del servizio. Tutto questo senza contare che docenti di scuola superiore abilitati in discipline afferenti quel grado scolastico sono stati mandati a insegnare, con modalità e contenuti indefiniti, nella scuola del primo ciclo senza disporre delle competenze didattiche assicurate fino a oggi dal possesso del relativo titolo di studio d’accesso. «A Modena, oltretutto, sono stati coperti solo alcuni posti perché – aggiungono i sindacati – molti docenti hanno preferito rimanere sull’incarico annuale conferito a settembre. Solo il 3,50 per cento alla scuola media ha accettato il posto sull’organico potenziato (fase C); un po’ meglio è andata alla scuola superiore (21 per cento) e alla primaria (60 per cento). La scuola dell’infanzia resta priva di ulteriori risorse di organico, essendo stata in partenza esclusa dal piano straordinario di assunzioni. Si aggiunga a tutto ciò lo svilimento della professionalità di tanti docenti che, pur avendo molti anni di insegnamento alle spalle, si vedono utilizzati come “tappabuchi”, in quanto hanno l’obbligo prioritario di sostituire i colleghi assenti per i primi dieci giorni di malattia. Insomma, sono supplenti brevi di ruolo, senza un orario settimanale definito e una sede fissa. Sarebbe questa la “buona scuola”? Noi – concludono Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda – continuiamo a definirla una scuola “alla buona”».

Assieme alla Scuola si salvaguardi la Compagnia del “Balletto Classico Cosi – Stefanescu”. Appello dei sindacati

 

Annuncia la chiusura la storica Associazione. Fistel Cisl Emilia Centrale e Slc Cgil mobilitate. Entro il 31 in Provincia il tentativo per siglare l’accordo. 25 persone lavorano nell’Associazione che ha svolto oltre 2000 spettacoli nel mondo. La lettera di Delrio ai genitori degli allievi: “Garantire il proseguimento dei corsi”Conferenza stampa Balletto Classico (1) (Large)

 

REGGIO EMILIA – Fistel Cisl Emilia Centrale e Slc Cgil in campo per salvare il patrimonio umano e immateriale di una straordinaria realtà reggiana iniziata nel 1978, (unica scuola di danza classica presente in regione con un “convitto” per ospitare i propri studenti) e di valore internazionale. E’ l’“Associazione Balletto classico Cosi – Stefanescu” il cui valore, oltre dalla qualità del balletto classico, deriva dall’abbinata tra Compagnia teatrale e Scuola di balletto classico. L’associazione nel 2016 ha decretato la cessazione dell’attività.

“E’ accaduto – ricostruisce Giorgio Uriti, operatore Fistel Cisl Emilia Centrale – che questa straordinaria realtà stia pagando gli effetti della crisi economica e dei tagli alla cultura. Si sono creati così negli ultimi anni sbilanci di esercizio che hanno causato un indebitamento tale per cui l’Associazione ha deciso di chiudere e liquidare tutte le pendenze in corso, verso lavoratori (25 persone dipendenti), fornitori e fisco.Conferenza stampa Balletto Classico (4) (Large)

Un piano studiato e che è stato comunicato alle organizzazioni sindacali e che nella giornata di oggi si è concluso con la firma di un mancato accordo presso la Provincia. Una situazione che non riguarda solo i 25 lavoratori/artisti, ma che coinvolge le 70 famiglie che portano i loro figli alla scuola di danza, oltre al fatto di perdere per la nostra città una eccellenza nel campo artistico e culturale che poche altre realtà possono vantare.

Purtroppo rileviamo come ci sia l’interesse da parte di qualcuno per salvare la Scuola di balletto, ma non altrettanto per la Compagnia. Il nostro intento è, invece, di salvaguardarle entrambe”.

“Nella figura della signora Cosi abbiamo incontrato un valido interlocutore – aggiunge Mirco Pellati, segretario Slc Cgil – ma è a tutti evidente la situazione grave nella quale ci troviamo. Oltre al tema occupazionale, è in gioco il fatto che Reggio Emilia sia di fatto capitale italiana della danza. Un’eccellenza che si deve proprio anche a Cosi-Stefanescu e all’offerta della Compagnia dell’Associazione, tipica delle grandi capitali della danza. Associazione che gestisce un capannone attrezzato a Mancale (il bene che sarà alienato e consentirà di pagare i debiti), ma che è forte soprattutto di oltre 2.000 esibizioni in 530 città diverse, di cui 60 fuori dall’Italia, con tournée in Medio Oriente, Cina, Giappone ma anche Europa, Stati Uniti e Brasile, con un repertorio che abbraccia classico, neo-classico e moderno”.Conferenza stampa Balletto Classico (2) (Large)

“Per questo – concludono i sindacalisti unitamente a Stefano Gregnanin, segretario Fistel Cisl Emilia Romagna – chiediamo che le istituzioni si impegnino al pari di altre realtà del territorio: sia salvaguardata la Scuola – e in tal senso abbiamo ottenuto rassicurazioni -, ma anche la Compagnia. Ci rivolgiamo pertanto a Comune, Provincia e Regione Emilia Romagna, con i relativi assessorati per considerare entrambe le realtà”.

Intanto l’Associazione Balletto Classico ha già inoltrato una nota di cessazione attività. I sindacati hanno già avviato incontri con l’Associazione e la Provincia, concludendo la procedura con un mancato accordo. In merito ai tempi: il 31 di marzo chiuderà la Compagnia e il 30 di giugno 2016 la Scuola di balletto Classico dell’Associazione. Prima che ciò avvenga le organizzazioni sindacali, insieme ai lavoratori e alle famiglie degli studenti, proveranno a sensibilizzare le Istituzioni locali (Comune e Regione) e le realtà imprenditoriali, affinché si trovi una soluzione che garantisca la sopravvivenza della Scuola e della Compagnia di Ballo.Conferenza stampa Balletto Classico (3) (Large)

Da segnalare anche una lettera ai genitori degli allievi della Scuola di Balletto classico di questi giorni di Graziano Delrio, ministro alle infrastrutture e dei trasporti e già sindaco di Reggio Emilia, nella quale ribadisce come: “la Scuola di Balletto classico Cosi-Stefanescu sia motivo di ricchezza e orgoglio per la nostra città, soprattutto per l’alta professionalità con la quale svolge le sue attività artistiche, culturali nonché educative, attraverso la diffusione della danza come strumento di socializzazione e crescita personale dei propri allievi in sinergia con le famiglie. (…) Sono sicuro che l’amministrazione comunale proverà a fare il possibile per garantire il proseguimento dei corsi in modo da tutelare il loro ruolo formativo per i nostri giovani, il prestigio della città di Reggio Emilia e l’arte del balletto in generale”.

 

 

Castelfranco E.: Cisl non firma contratto decentrato e si appella a revisori

RAKEL WILIANA VIGNALI_3Niente firma sul contratto e consegna di una nota ufficiale ai revisori contabili del Comune affinché vigilino attentamente sulle decisioni dell’amministrazione comunale. È finita così la trattativa per il contratto decentrato 2015 del Comune di Castelfranco Emilia. Ieri si è tenuto l’ultimo incontro con l’amministrazione e tutti i sindacati convocati avrebbero dovuto apporre la loro firma sul contratto definitivo. «Rispettosi del chiaro mandato ricevuto dai lavoratori, noi della Cisl, unitamente ad altre sigle sindacali, non abbiamo firmato il testo e abbiamo consegnato una nota ai revisori contabili del Comune affinché controllino con rigore l’operato dell’amministrazione, che giudichiamo arbitrario», dichiara Rakel Wiliana Vignali (Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale. La sindacalista ripercorre la storia della trattativa, iniziata ad aprile, sul fondo di produttività (737 mila euro) del Comune di Castelfranco Emilia. «Abbiamo proposto ai lavoratori di utilizzare lo strumento delle progressioni economiche, cioè incrementi dello stipendio (circa 7-800 euro l’anno) cui avrebbero diritto 153 dipendenti su 200 del Comune di Castelfranco e che, a differenza degli aumenti derivanti dalla produttività, – spiega Vignali – un lavoratore mantiene per sempre, anche se cambia ente». Per finanziare il maggior numero possibile di progressioni, tutti i sindacati (Cgil compresa) hanno presentato ai lavoratori due opzioni: utilizzare i 35 mila euro risparmiati dal fondo di produttività 2015 grazie all’introduzione della dirigenza, oppure decurtare lo stesso fondo di 131 mila euro. «Con la prima opzione il fondo di produttività sarebbe stato più alto, ma la possibilità di progressioni sarebbe stata riservata solo a un 20-30 per cento degli aventi diritto. La seconda opzione, invece, – continua la sindacalista Cisl – avrebbe abbassato il fondo di produttività, ma avrebbe consentito di accedere alle progressioni al 70-80 per cento dei dipendenti, ovviamente applicando criteri concordati con i sindacati». Chiamati ad esprimersi attraverso un referendum al quale hanno partecipato 122 aventi diritto su 200, i lavoratori hanno assegnato ottanta preferenze all’opzione 2 (quella dei 131 mila euro) e 37 voti alla proposta 1 (i 35 mila euro). «Nonostante il risultato inequivocabile della consultazione, confermato anche in due assemblee, l’amministrazione comunale di Castelfranco Emilia non ha ascoltato la volontà dei lavoratori e ha firmato il contratto decentrato 2015 con la sola Cgil e la minoranza delle rsu (quattro su nove). Per noi si tratta di un atto illegittimo. Ora – conclude Rakel Wiliana Vignali (Cisl Fp Emilia Centrale) – la palla passa ai revisori contabili del Comune, ai quali chiediamo di esprimersi sulle nostre osservazioni».

La Cisl Emilia Centrale: “Sì al rilancio delle politiche sull’immigrazione, no alla strumentalizzazione della verso i profughi”

 

 

 

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Aziz Sadid, coordinatore Anolf Cisl Emilia Centrale

Immigrazione, assistenza per i permessi di soggiorno, ricongiungimenti e cittadinanza, ma anche supporto per i profughi, richiedenti asilo e casi di carattere umanitario che coinvolgono donne e bambini. Sono i servizi offerti dall’Anolf (Associazione nazionale oltre le frontiere), un’associazione di immigrati di varie etnie che, nata in Emilia-Romagna nel 1995 per iniziativa della Cisl, festeggia in questi i giorni i vent’anni di attività.

«L’Anolf è stata promossa allo scopo di favorire l’amicizia e la fratellanza tra i popoli, nello spirito della Costituzione italiana – spiega Domenico Chiatto, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale – Si fonda sul protagonismo degli immigrati per la tutela delle loro esigenze e la crescita della nostra società. L’assemblea dei soci e il direttivo dell’associazione sono composti prevalentemente da immigrati, mentre la rappresentanza è affidata a due co-presidenti, uno straniero e uno italiano». A Reggio Emilia, dove i due co-presidenti sono Thambinayagam Jospeph Rasanthiram e Margherita Salvioli Mariani, l’Anolf – coordinato localmente da Aziz Sadid – offre mediazione culturale e iniziative per favorire l’inserimento e l’integrazione degli immigrati, corsi di lingua italiana, attività ricreative e una formazione anche di carattere sindacale. Altrettanto importante è la funzione di rappresentanza dei bisogni specifici degli stranieri, come il diritto a casa e cittadinanza.

«Siamo favorevoli al riconoscimento dello “ius soli” per i nati in Italia – dichiara Aziz Sadid – Molti ragazzi immigrati non sono mai stati nel paese di origine dei loro genitori e si sentono italiani a tutti gli effetti, salvo scoprire che non possono accedere ai diritti di cittadinanza dei loro compagni di classe. In Emilia-Romagna gli stranieri residenti sono 538 mila; rappresentano il 12,1 per cento della popolazione, il 24 per cento dei nati e il 15,5 per cento degli alunni. La provincia di Reggio Emilia – aggiunge Sadid – ha 73 mila stranieri residenti (oltre la metà donne). La presenza a Reggio Emilia è di  30.154 persone, mentre Luzzara col 20,24%, Rolo con il 18,74% e Boretto con il 17,70% sono tra i quindici Comuni della regione con la maggiore incidenza di stranieri sul totale della popolazione residente. Il ventennale dell’Anolf ci offre l’occasione per sollecitare un rilancio delle politiche sull’immigrazione, un fenomeno che non può essere strumentalizzato elettoralmente, per esempio evocando la paura per i profughi e il terrorismo islamista».

In conclusione Chiatto richiama l’attenzione anche sulla cosiddetta “tassa di soggiorno”, che costa a ogni famiglia tra gli 80 e 200 euro anche se il permesso viene rinnovato parzialmente. «La sentenza della Corte Europea sull’iniquità di tale tassa e un ricorso giacente al Tar del Lazio potrebbero nei prossimi mesi dare luogo a un pronunciamento che, se positivo, porterà a migliaia di richieste di rimborso. Infine solleviamo il problema dei tempi di riconoscimento della cittadinanza. La norma prevede che entro due anni ci debba essere un riscontro, ma questo periodo – conclude il segretario della Cisl Emilia Centrale – si dilata spesso e volentieri, a volte senza plausibili giustificazioni».

Cisl: «Riconoscere “ius soli” a figli di immigrati nati in Italia»

DOMENICO CHIATTO 15Assistenza per i permessi di soggiorno, ricongiungimenti e cittadinanza, ma anche supporto per i profughi, richiedenti asilo e casi di carattere umanitario che coinvolgono donne e bambini. Sono i servizi offerti dall’Anolf (Associazione nazionale oltre le frontiere), un’associazione di immigrati di varie etnie che, nata in Emilia-Romagna nel 1995 per iniziativa della Cisl, festeggia in questi i giorni i vent’anni di attività. «L’Anolf è stata promossa allo scopo di favorire l’amicizia e la fratellanza tra i popoli, nello spirito della Costituzione italiana – spiega Domenico Chiatto, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale – Si fonda sul protagonismo degli immigrati per la tutela delle loro esigenze e la crescita della nostra società. L’assemblea dei soci e il direttivo dell’associazione sono composti prevalentemente da immigrati, mentre la rappresentanza è affidata a due co-presidenti, uno straniero e uno italiano». A Modena, dove i due co-presidenti sono Jabri Abderrahman e William Ballotta, l’Anolf offre mediazione culturale e iniziative per favorire l’inserimento e l’integrazione degli immigrati, corsi di lingua italiana, attività ricreative e una formazione anche di carattere sindacale. Altrettanto importante è la funzione di rappresentanza dei bisogni specifici degli stranieri, come il diritto a casa e cittadinanza. «Siamo favorevoli al riconoscimento dello “ius soli” per i nati in Italia – dichiara Chiatto – Molti ragazzi immigrati non sono mai stati nel paese di origine dei loro genitori e si sentono italiani a tutti gli effetti, salvo scoprire che non possono accedere ai diritti di cittadinanza dei loro compagni di classe. In Emilia-Romagna gli stranieri residenti sono 538 mila; rappresentano il 12,1 per cento della popolazione, il 24 per cento dei nati e il 15,5 per cento degli alunni. La provincia di Modena – aggiunge il sindacalista Cisl – ha 93 mila stranieri residenti (oltre la metà donne). Modena (28.641 persone), Carpi (10.130), Sassuolo (5.653) e Castelfranco Emilia (4.473) sono tra i primi quindici Comuni dell’Emilia-Romagna per stranieri residenti all’1 gennaio 2015, mentre Spilamberto (17,74 per cento) e Vignola (17,54) sono tra i quindici Comuni della regione con la maggiore incidenza di stranieri sul totale della popolazione residente. Il ventennale dell’Anolf ci offre l’occasione per sollecitare un rilancio delle politiche sull’immigrazione, un fenomeno che non può essere strumentalizzato elettoralmente, per esempio evocando la paura per i profughi e il terrorismo islamista». Chiatto richiama l’attenzione anche sulla cosiddetta “tassa di soggiorno”, che costa a ogni famiglia tra gli 80 e 200 euro anche se il permesso viene rinnovato parzialmente. «La sentenza della Corte Europea sull’iniquità di tale tassa e un ricorso giacente al Tar del Lazio potrebbero nei prossimi mesi dare luogo a un pronunciamento che, se positivo, porterà a migliaia di richieste di rimborso. Infine solleviamo il problema dei tempi di riconoscimento della cittadinanza. La norma prevede che entro due anni ci debba essere un riscontro, ma questo periodo – conclude il segretario della Cisl Emilia Centrale – si dilata spesso e volentieri, a volte senza plausibili giustificazioni».

B. Braun Avitum Italy: Femca-Cisl stravince elezioni rsu

CARLO PRETI_1Exploit della Femca-Cisl Emilia Centrale alle elezioni per le rsu (rappresentanze sindacali unitarie) della B. Braun Avitum Italy, azienda biomedicale di Mirandola. La Cisl ha conquistato quattro seggi sui sei a disposizione, quadruplicando la propria rappresentanza rispetto alla rsu precedente, dove aveva un solo delegato. Alle elezioni hanno partecipato 118 dipendenti (pari al 58,41 per cento degli aventi diritto) e la lista della Femca-Cisl ha ottenuto 66 preferenze. «L’ottimo risultato è frutto sia del buon lavoro compiuto dal nostro delegato uscente che dell’affidabilità dimostrata dalla nostra organizzazione – afferma Carlo Alfonso Preti, responsabile Cisl Area Nord – Ora abbiamo davanti tre anni per fare la nostra parte con serietà, trasparenza e competenza. Dopo il rinnovo dell’integrativo aziendale dello scorso anno, ci sono ancora diverse situazioni in ballo con la direzione aziendale e confidiamo di raggiungere un risultato positivo entro il 2016. Ringraziamo i lavoratori per la fiducia che ci hanno accordato e cogliamo l’occasione – conclude il sindacalista Cisl – per augurare loro un felice anno nuovo».

Finale Emilia: positivo confronto Comune-sindacati su bilancio 2016

firma accordo sindacati Cgil Cisl Uil con sindaco Ferioli eGiudizio positivo di Cgil-Cisl-Uil dell’Area Nord sul confronto avuto nei giorni scorsi con il Comune di Finale Emilia sul bilancio comunale e le linee di indirizzo per i prossimi anni. Piace ai sindacati il fatto che l’amministrazione comunale si sia impegnata a garantire i servizi erogati finora (educativi, anziani, trasporti ecc.), senza aumentare la pressione fiscale. Il verbale d’incontro tra i sindacati e l’amministrazione comunale di Finale Emilia ha come presupposto la concertazione con le parti sociali come strumento utile a ricercare modalità e iniziative atte alla valorizzazione e al rilancio del territorio di Finale Emilia, ancora nel pieno della ricostruzione post-sisma e degli effetti della crisi economica. Dopo otto anni di crisi è cambiato il tessuto economico-produttivo e sociale di Finale Emilia, con una disoccupazione al 10,4 per cento (30 per cento tra i giovani). Cgil-Cisl-Uil, rappresentate rispettivamente da Erminio Veronesi, Carlo Alfonso Preti ed Ennio Superbi, hanno concordato insieme al sindaco Fernando Ferioli che la crisi si può sconfiggere creando buona occupazione e crescita economica di qualità, mettendo in campo investimenti privati e pubblici e con attenzione alla sostenibilità ambientale degli stessi. Oltre a quelli pubblici per strade, verde pubblico e illuminazione, nei prossimi anni sono previsti importanti investimenti privati: l’ampliamento delle Ceramiche Marazzi, il completamento della Titan e il rientro delle attività da Crespellano a Finale, il reinsediamento nell’area ex Ansa Marmitte dello stabilimento Unifer Navali da parte del Gruppo Sag con 110-130 nuovi occupati, il nuovo stabilimento Ecoblok con un aumento degli occupati dai 35 attuali a 50. Nel verbale d’incontro firmato con i sindacati l’amministrazione comunale si impegna a risanare la situazione debitoria (23 milioni di euro), viene confermata la riduzione del 20 per cento della tariffa per il nido e l’abbassamento di Tari e Tosap con l’obbiettivo di sostenere la rivitalizzazione delle attività del centro storico e attrarre nuovi investimenti. Sul piano socio-sanitario, i sindacati hanno condiviso il progetto della futura Casa della Salute e dell’ospedale di comunità con i posti letto necessari per la continuità delle cure, in particolare per le malattie croniche, stimolando una rapida esecuzione del progetto essenziale per dare ai cittadini di Finale una risposta socio-sanitaria di qualità. Le parti si adopereranno anche per una maggiore integrazione e razionalizzazione dei servizi socio-sanitari sul territorio. L’accordo prevede, inoltre, di attivare ulteriori tavoli di confronto sulle politiche per gli anziani, l’integrazione dei migranti, le politiche per la casa, il contrasto alla povertà e al disagio. Un tavolo apposito dovrà essere avviato anche sulla ricostruzione post-sisma con riferimento alle domande di ricostruzione, ai Cas, disagi sociali, recupero aree/fabbricati dismesse, codice etico per gli appalti e contrasto all’infiltrazione malavitosa. In tema di multiutility si ritiene fondamentale il mantenimento della governance da parte dell’ente pubblico; Cgil-Cisl-Uil condividono la scelta del Comune di Finale di continuare a gestire una risorsa importante come il servizio idrico.

Castelfranco Emilia, Cisl accusa Cgil e Comune: «Ignorato risultato referendum su fondo produttività 2015»

RAKEL WILIANA VIGNALI_3Non rispecchia la volontà dei lavoratori, espressa attraverso un referendum, la pre-intesa sul fondo produttività 2015 del Comune di Castelfranco firmata dalla sola Cgil e quattro rsu su nove. Lo afferma la Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale che, insieme alle altre organizzazioni sindacali non firmatarie della pre-intesa (Csa-Fiadel e Sulpm), sta valutando quali iniziative anche legali prendere per salvaguardare le legittime aspettative dei dipendenti interessati. «Il fondo della produttività 2015, per il quale trattiamo da aprile, ammonta a 737 mila euro – spiega Rakel Wiliana Vignali, sindacalista della Cisl Fp Emilia Centrale – Abbiamo proposto ai lavoratori di utilizzare lo strumento delle progressioni economiche, cioè incrementi dello stipendio (circa 7-800 euro l’anno) cui avrebbero diritto 153 dipendenti (su 200) del Comune di Castelfranco e che, a differenza degli aumenti derivanti dalla produttività, un lavoratore mantiene per sempre, anche se cambia ente». Per finanziare il maggior numero possibile di progressioni, tutti i sindacati (Cgil compresa) hanno presentato ai lavoratori due opzioni: utilizzare i 35 mila euro risparmiati dal fondo di produttività 2015 grazie all’introduzione della dirigenza, oppure decurtare lo stesso fondo di 131 mila euro. «Con la prima opzione il fondo di produttività sarebbe stato più alto, ma la possibilità di progressioni sarebbe stata riservata solo a un 20-30 per cento degli aventi diritto. La seconda opzione, invece, – continua la sindacalista Cisl – avrebbe abbassato il fondo di produttività, ma avrebbe consentito di accedere alle progressioni al 70-80 per cento dei dipendenti, ovviamente applicando criteri concordati con noi sindacati». Chiamati ad esprimersi attraverso un referendum al quale hanno partecipato 122 aventi diritto su 200, i lavoratori hanno assegnato ottanta preferenze all’opzione 2 (quella dei 131 mila euro) e 37 voti alla proposta 1 (i 35 mila euro). «Nonostante il risultato inequivocabile della consultazione, confermato anche in due assemblee, l’amministrazione comunale di Castelfranco Emilia non ha ascoltato la volontà dei lavoratori e ha firmato la pre-intesa del contratto decentrato 2015 che assegna solo 35 mila euro alle progressioni economiche. La cosa grave – continua Rakel Wiliana Vignali – è che la pre-intesa porta la firma della sola Cgil e della minoranza delle rsu (quattro su nove), che non hanno rispettato l’esito del referendum e calpestato la volontà della maggioranza dei dipendenti. In questo modo solo una piccole parte dei lavoratori “eletti” avrà la progressione. Per tutelare la volontà della maggioranza dei dipendenti, insieme a Csa-Fiadel e Sulpm stiamo valutando – conclude la sindacalista della Cisl Fp Emilia Centrale – la possibilità di impugnare la pre-intesa e chiederne l’annullamento».

Minacce al sindaco di Sassuolo: Cgil-Cisl-Uil esprimono solidarietà

Anche Cgil-Cisl-Uil di Sassuolo esprimono solidarietà al sindaco di Sassuolo Claudio Pistoni, minacciato di morte nei giorni scorsi. «Condanniamo con la massima fermezza l’episodio di cui è involontario protagonista il sindaco Pistoni, così come qualunque forma di intimidazione – dichiarano Cgil-Cisl-Uil – L’intera comunità sassolese deve far sentire la propria vicinanza al sindaco e reagire con forza di fronte a queste inaccettabili manifestazioni di violenza e intolleranza».

Zincol Italia, accordo su anticipazione cigs

Alessandro GambaLa Zincol Italia continuerà ad anticipare ai lavoratori l’indennità di cassa integrazione e porterà a termine i lavori di costruzione del nuovo stabilimento, duramente colpito dal terremoto del 2012. Lo annunciano i sindacati metalmeccanici Fim-Cisl e Fiom-Cgil, che esprimono soddisfazione per la positiva conclusione della vertenza in corso da tempo nell’azienda di San Felice sul Panaro a causa del mancato pagamento delle competenze di cassa integrazione. «Nell’ultimo incontro la Zincol Italia ha confermato l’impegno a continuare ad anticipare per il prossimo semestre le competenze di cassa integrazione straordinaria per tutti i 47 dipendenti, fermi da più di un anno – comunicano Alessandro Gamba (Fim-Cisl) e Alessandro Cambi (Fiom-Cgil) – Inoltre l’azienda ha dichiarato di voler mantenere proficue relazioni sindacali. Questo era ciò che avevamo chiesto fin da subito. A febbraio 2016 abbiamo già in calendario nuovi incontri per fare il punto della situazione. La Zincol Italia, infine, ha annunciato – concludono i sindacalisti di Fim-Cisl e Fiom-Cgil – di essere in grado finanziariamente di portare a termine gli impegni presi nei confronti dei lavoratori e di contare sulla riapertura del nuovo stabilimento di San Felice per il nuovo anno».

Scuola, supplenti senza stipendio da settembre. Cisl. «Inaccettabile»

MONICA BARBOLINI_1È in cattedra dal 19 settembre e non ha mai ricevuto lo stipendio. In compenso si è vista accreditare un euro di tredicesima per aver lavorato nel periodo gennaio-giugno 2015. Ha dell’incredibile la storia di un’insegnante che ha segnalato la sua situazione al sindacato Cisl Scuola Emilia Centrale. Valentina Caiafa, 37 enne originaria della provincia di Foggia, abita da sei anni a Spilamberto. Quest’anno scolastico ha ottenuto un contratto a tempo pieno come insegnante di sostegno all’Istituto comprensivo G. Leopardi di Castelnuovo Rangone. «Come molti altri supplenti delle scuole di Modena e provincia, questa docente sta ancora aspettando il primo stipendio – denuncia Monica Barbolini, segretaria generale della Cisl Scuola Emilia Centrale – È una situazione inaccettabile quella che si sta determinando a causa del mancato pagamento degli stipendi ai supplenti. Non c’è giustificazione che tenga quando viene negato a una persona il compenso per il lavoro che svolge». Conti alla mano, alla prof. Caiafa spettano oltre 5 mila euro (1.300 euro netti al mese), che le farebbero particolarmente comodo in quanto si è iscritta a un corso di specializzazione sul sostegno all’Università di Modena e Reggio Emilia, per il quale ha pagato una retta di 3 mila euro. «Questa insegnante lavora e studia, ma rischia di non avere nemmeno i soldi per pagarsi la benzina o i mezzi pubblici per raggiungere il luogo di lavoro – continua Barbolini – È talmente scoraggiata che minaccia di non recarsi più a scuola. Purtroppo non è l’unica, sono davvero troppe le persone che vengono ogni giorno nelle nostre sedi a raccontarci il dramma che stanno vivendo di fronte a scadenze di pagamenti che non possono onorare, a volte esposte persino al rischio di sanzioni o atti ingiuntivi. La situazione – avverte la sindacalista Cisl – sta assumendo i caratteri di una vera e propria emergenza sociale. Abbiamo da tempo e più volte denunciato questi problemi alle scuole e all’amministrazione, sia a livello provinciale che nazionale, ma assistiamo a un rimpallo di responsabilità. Dimostra di essere un pessimo datore di lavoro il Ministero dell’Istruzione che per il quarto mese consecutivo non corrisponde il salario dovuto a ogni lavoratore. È paradossale definire “Buona Scuola” un’istituzione che – conclude la segretaria generale della Cisl Scuola Emilia Centrale – riduce a condizioni non dignitose tanti docenti che tengono aperte le nostre scuole, educano e istruiscono i nostri giovani».

Molino Ariani, continua lo sciopero

Prosegue lo sciopero, cominciato lunedì, dei lavoratori del Molino Ariani di San Felice sul Panaro. Vogliono scongiurare i licenziamenti annunciati dall’azienda e sollecitare il pagamento dell’ultimo stipendio. Innanzitutto lavoratori e sindacati chiedono un confronto con l’azienda che, invece, è rimasta in silenzio. «In passato ogni volta che c’è stato un problema abbiamo sempre aperto un confronto costruttivo – spiegano Erika Morsell (Flai-Cgil) e Mario Zoin (Fai-Cisl) – Vogliamo risposte sui licenziamenti annunciati per fine anno e anche sul pagamento della mensilità di novembre, così come chiediamo garanzie sul pagamento delle 13 esima e 14 esima mensilità. Chiediamo il rispetto degli accordi sottoscritti a ottobre sulla cassa integrazione a rotazione che prevedeva appunto l’anticipo da parte dell’azienda, che però ora non sta pagando la mensilità di novembre. Siamo consapevoli – continuano i sindacalisti – dei problemi dell’azienda, non ultimi quelli legati alla ricostruzione post-sisma. Ma ribadiamo che le aziende si ricostruiscono anche per mantenere tutta l’occupazione, a maggior ragione se le imprese ricevono i contributi regionali che sono legati appunto alla continuità aziendale e occupazionale». Martedì sera lavoratori e sindacati hanno incontro il sindaco di San Felice che, preso atto della situazione, si è impegnato a fare da tramite con l’azienda per aprire qualche spiraglio di dialogo. Intanto anche domani – venerdì 18 dicembre – i lavoratori saranno davanti ai cancelli aziendali dalle 7.30 alle 9.30 per distribuire una lettera aperta alla cittadinanza; successivamente si sposteranno al mercato cittadino di San Felice.

200 modenesi a Firenze per riforma pensioni

CISL MANIFESTAZIONE MILANO 4 DIC 14Sono 200 i modenesi che partecipano domani – giovedì 17 dicembre – a Firenze a una delle tre manifestazioni nazionali dei quadri e delegati di Cgil-Cisl-Uil per chiedere la riforma delle pensioni. Le tre manifestazioni sindacali (le altre due si tengono a Torino e bari) si svolgono in contemporanea dalle 9.30 alle 14. «Siamo arrivati a queste iniziative perché con la legge di Stabilità 2016 il governo non dà risposte adeguate alle ingiustizie e iniquità presenti nel sistema previdenziale – affermano Cgil-Cisl-Uil – È un grave errore non introdurre la flessibilità di accesso alla pensione. La proroga del blocco della perequazione delle pensioni fino al 2018 è sconcertante e non ripristina il diritto alla rivalutazione già previsto dalla recente sentenza della Corte Costituzionale. L’estensione, pur parziale, della no tax area per i pensionati è positiva, ma va attuata nel 2016 e non nel 2017, come prevede la legge». Inoltre i sindacati considerano non risolutiva la settima salvaguardia degli esodati, così com’è definita, in quanto non copre tutta la platea stimata dall’Inps e l’attuazione dell’opzione donna è limitata al 31 dicembre 2015. «È grave sottrarre risorse al Fondo dei lavori usuranti che, invece, andrebbero utilizzati per dare una risposta ai lavoratori che svolgono mansioni particolarmente faticose – sostengono Cgil-Cisl-Uil – A oggi non si dà una soluzione alle migliaia di dipendenti della scuola (quota 96), che continuano a essere penalizzati dal più grossolano errore della legge Fornero, né al tema delle ricongiunzioni onerose». Domani a Firenze confluiscono i delegati di Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche e Lazio; introduce Maurizio Petriccioli (segreteria nazionale Cisl), conclude la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso.

Marazzi Group, firmato integrativo aziendale: il commento della Femca-Cisl

ROSARIO ROSELLI_8Soddisfazione della Femca-Cisl Emilia Centrale per la firma del contratto integrativo aziendale di Marazzi Group, approvato dal 95 per cento dei lavoratori che hanno partecipato alle assemblee. «Il contratto si applica a tutti i lavoratori degli stabilimenti italiani di Marazzi Group, compresi i 1.400 dipendenti dei cinque stabilimenti modenesi (due a Sassuolo e Fiorano, uno a Finale Emilia) – spiega il segretario generale della Femca-Cisl Emilia Centrale Rosario Roselli – Per noi questo accordo è molto importante e innovativo. Attraverso la partecipazione abbiamo favorito i cambiamenti necessari allo sviluppo competitivo dell’impresa che, nella nostra visione sindacale, è un patrimonio da difendere perché genera ricchezza, valorizza il territorio e migliora la qualità di vita delle persone. Il management di Marazzi Group – continua Roselli – ha dimostrato di saper raccogliere la sfida della contrattazione aziendale, concordando con i sindacati contenuti innovativi e definendo obiettivi salariali legati alla crescita dell’efficienza aziendale e alla creazione di valore. Abbiamo rafforzato i diritti dei lavoratori. Norme innovative garantiranno un corretto sviluppo del confronto sulla flessibilità (regolamentazione degli orari di lavoro, ferie e permessi) e la conciliazione dei tempi di lavoro con quelli di cura della famiglia. Altre importanti novità riguardano la cosiddetta “staffetta generazionale”, introdotta per offrire ai giovani opportunità d’ingresso nel mondo del lavoro, e il welfare aziendale che – conclude il segretario generale della Femca-Cisl Emilia Centrale – tutela con forme nuove il reddito dei lavoratori di Marazzi Group».

Sciopero ieri e oggi al Molino Ariani di San Felice sul Panaro

Sciopero ieri e oggi al Molino Ariani di San Felice sul Panaro. Lo hanno proclamato i sindacati di categoria Flai-Cgil e Fai-Cisl insieme ai lavoratori per sollecitare la mensilità di novembre (che avrebbe dovuto essere pagata il 5 dicembre), avere garanzie sul pagamento della tredicesima e il rispetto degli accordi sottoscritti il 16 ottobre, che prevedono l’anticipo della cassa integrazione da parte dell’azienda. I tredici dipendenti, che sono in cassa integrazione per crisi da luglio e lavorano a rotazione per alcune settimane al mese, a oggi non hanno risposte sulla mensilità di novembre e sull’anticipo della cassa integrazione; inoltre sono molto preoccupati per i probabili esuberi entro la fine dell’annZoin01o annunciati dall’azienda tramite fax ai sindacati. «La comunicazione via fax degli esuberi è una modalità inaccettabile di relazioni sindacali, sia nel metodo che nel merito, poiché con questa azienda ci si è sempre confrontati direttamente sui problemi cercando soluzioni condivise – affermano Erika Morselli (Flai-Cgil) e Mario Zoin (Fai-Cisl) – Lo consideriamo un atto di arroganza, al pari dell’incontro proposto solo per il 28 dicembre. Nel merito, poi, l’annuncio di esuberi è in forte contraddizione con la tipologia dell’ammortizzatore sin qui utilizzato: la cassa ordinaria prevede infatti il mantenimento di tutta l’occupazione. Inoltre, l’azienda beneficerà dei contributi regionali per la ricostruzione post-sisma, ma questi contributi sono legati alla continuità aziendale e occupazionale». Lavoratori e sindacati sono consapevoli del difficile momento che sta attraversando l’azienda, impegnata nella ricostruzione del sito di San Felice, ma considerano scorretto il ritardo nel pagamento dello stipendio di novembre e strumentale l’annuncio dei licenziamenti se non arriveranno già a gennaio i contributi regionali per la ricostruzione. Tra l’altro la stessa azienda ammette che le banche stanno continuando a sostenerla. «L’azienda ha le sue responsabilità nell’aver tardato a presentare la domanda per i contributi per la ricostruzione. In ogni caso – sottolineano Morselli e Zoin – le amministrazioni pubbliche locale e regionale hanno finora operato con trasparenza e disponibilità. Per questo, in mancanza del pagamento immediato almeno della retribuzione di novembre, i lavoratori sono pronti a prolungare lo sciopero e – concludono Flai-Cgil e Fai-Cisl – a presidiare ogni giorno l’ingresso dell’azienda».

Comune di Modena: giudizio positivo dei sindacati su confronto bilancio 2016

SCACCHETTI-BALLOTTA-TOLLARI_1Giudizio positivo dei sindacati sull’inizio del confronto con il Comune di Modena sul bilancio di previsione 2016 e sul Dup (Documento unico di programmazione). «Dai primi incontri sembra che non saranno richiesti sacrifici ai cittadini e che il bilancio dovrebbe reggere senza tagli dolorosi – dichiarano i segretari di Cgil-Cisl-Uil Tania Scacchetti, William Ballotta e Luigi Tollari – Di certo, però, il documento subirà gli effetti delle scelte politiche nazionali. La legge di Stabilità, per esempio, ha congelato tutte le leve tributarie, a eccezione della Tari, che resta l’unico strumento per recuperare equità. Se da un lato questo significa che non ci saranno aumenti, dall’altro risulterà ingessata l’autonomia dei Comuni e, di conseguenza, la loro possibilità di compiere scelte strategiche per il territorio. Inoltre il fondo di solidarietà che dovrebbe compensare il 100 per cento della Imu/Tasi (abolita) potrebbe essere sottostimato e non essere trasferito ai Comuni fino a ottobre 2016, determinando incertezze nella tenuta dei conti». Per i sindacati confederali resta poi un effetto che deriva dalle scelte di assestamento del bilancio 2015: si è positivamente abbassata la Tasi della prima casa, ma rinunciando alle detrazioni che avrebbero potuto produrre un effetto di equità salvaguardando maggiormente le abitazioni con rendite catastali più basse e i nuclei familiari con figli a carico. Per questo dovrà continuare a essere strategico il contrasto all’evasione ed elusione fiscale, come testimoniano i risultati ottenuti valorizzando l’ufficio preposto al controllo. Se quindi sulle entrate non si muoverà granché, su quali capitoli si potrà lavorare per migliorare la gestione del Comune di Modena? Per Cgil-Cisl-Uil il primo capitolo riguarda le tariffe e l’impatto della nuova Isee (indicatore della situazione economia equivalente) sui regolamenti dei servizi, soprattutto per anziani, disabili e infanzia. «Sarà necessario svolgere un serrato confronto con gli assessorati maggiormente coinvolti per evitare – avvertono i sindacati – che la nuova Isee si trasformi da strumento per migliorare la equità a strumento per escludere o aumentare il costo dei servizi in un momento in cui tagli e vincoli alla spesa pubblica si abbattono su sanità e spesa assistenziale». Il secondo capitolo riguarda la riorganizzazione e innovazione dei servizi stessi. Per Cgil-Cisl-Uil sarà importante innovare per meglio rispondere ai mutati bisogni dei cittadini, senza restringere il perimetro dei servizi e abbassare Ia di qualità. Per i sindacati essenziale in questo caso dovrà essere il contributo degli operatori dei servizi, che devono essere valorizzati. Quanto agli investimenti, Cgil-Cisl–Uil esprimono una valutazione molto positiva, sostenendo l’importanza della domanda pubblica per stimolare l’economia e l’occupazione e suggerendo prioritariamente investimenti in welfare. Viene, inoltre, apprezzata la volontà dichiarata dall’amministrazione comunale di non procedere a ulteriori vendite del patrimonio mobiliare. Nel sottolineare positivamente il metodo di confronto promosso dal Comune di Modena, Cgil-Cisl-Uil annunciano che continueranno a seguire l’iter di approvazione del bilancio.

Ferrari: Fim replica a Fiom su bonus e premio di risultato

CLAUDIO MATTIELLO_25«Sul premio di risultato ai lavoratori Ferrari, la Fiom non la racconta giusta». Lo afferma il segretario generale della Fim-Cisl Emilia Centrale Claudio Mattiello replicando alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal segretario della Fiom di Modena Cesare Pizzolla. «Il bonus di 5 mila euro elargito ai dipendenti Ferrari nella busta paga di fine anno si somma ai 4.355,04 euro ricevuti in tre tranches a giugno e ottobre 2014 e aprile 2015 – ricorda Mattiello – Il totale del premio di competitività ammonta così a 9.355,04 euro. Credo che il sindacato debba avere l’onestà di esprimere soddisfazione per la decisione di un’azienda che riconosce l’impegno dei propri lavoratori nel raggiungimento di determinati risultati e che in questi anni non è mai ricorsa ad alcun ammortizzatore sociale». Detto questo, il segretario Fim ripercorre la storia degli ultimi contratti Ferrari. Mattiello ricorda che anche la Fiom firmò l’accordo che nel 2001-2005 riconosceva un premio di risultato di 2.750 euro, diventati 3.354 euro nel 2005-2008. «La stessa Fiom che all’epoca accettò un aumento di 604 euro in quattro anni, ora critica la Fim e la Uilm per aver firmato nel 2008 un accordo con la Ferrari che portò l’aumento a 3.654 euro. Nel 2012, dopo quattro anni di mancato accordo, ma comunque con il riconoscimento dei 3.654 euro per ogni anno, – continua Mattiello – le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto di lavoro del gruppo Fiat firmarono il rinnovo del contratto aziendale con un importo che poteva raggiungere il valore massimo di 5.250 euro, con la novità del “premio presenza”, che la Fiom ben conosce e contratta in altre aziende del territorio non solo modenese. Pertanto, né la Fiom né altri possono darci lezioni sulla contrattazione. Quanto all’appello a favore dell’unità sindacale, – conclude il segretario generale della Fim-Cisl Emilia Centrale – se la Fiom firma il ccsl del gruppo Fca, non abbiamo nessun problema a farla partecipare al tavolo».

Riforma pensioni e tagli a patronati e Caf: Cgil-Cisl-Uil incontrano on. Baruffi

MARGHERITA SALVIOLI MARIANI_2Nei giorni scorsi Cgil-Cisl-Uil hanno incontrato il deputato Davide Baruffi, in rappresentanza dei parlamentari modenesi del Pd, per presentare la piattaforma sindacale nazionale unitaria “Cambiare le pensioni e dare lavoro ai giovani” e per chiedere il ritiro dei tagli a patronati e Caf previsti dalla legge di Stabilità. La delegazione sindacale, che era guidata da Tania Scacchetti (segretario Cgil Modena), Margherita Salvioli Mariani e Andrea Sirianni (segreteria Cisl Emilia Centrale), Luigi Tollari (segretario Uil Modena-Reggio Emilia), ha espresso profonda insoddisfazione per il mancato intervento strutturale in legge di Stabilità sulla riforma Fornero, in particolare per l’assenza di norme sul ripristino della flessibilità in uscita e perché non si affronta il tema della sostenibilità di pensioni dignitose per i giovani. Preoccupazione è stata espressa anche per la mancanza di criteri idonei a salvaguardare la rivalutazione delle attuali pensioni. Cgil-Cisl-Uil hanno confermato che intendono proseguire la mobilitazione unitaria sulle pensioni, a partire dalle tre assemblee nazionali dei delegati che si terranno il 17 dicembre a Torino, Firenze e Bari. I sindacalisti hanno poi sottolineato come i tagli ai patronati (28 milioni sul 2016, in aggiunta al taglio di 35 milioni l’anno scorso) e ai Caf (40 milioni sul 2ANDREA SIRIANNI_5016, che diventeranno 70 nel 2017-18 e 100 dal 2019) mettano a rischio i servizi fiscali e la gratuità della tutela previdenziale e assistenziale, con il rischio di impedire ai cittadini l’esigibilità di diritti finora garantiti. Baruffi ha ascoltato con attenzione le posizioni sindacali e condiviso la necessità di un intervento strutturale sulla riforma Fornero, aggiungendo che sono già presenti in tal senso alcune proposte di legge in Commissione Lavoro alla Camera sulle quali c’è un impegno dei parlamentari modenesi nei prossimi mesi (escluso, quindi, un intervento in legge di Stabilità). Baruffi ha sottolineato il suo impegno in Commissione Lavoro su altre due questioni previdenziali con carattere d’urgenza: l’Opzione Donna 2015 e gli esodati. Ha poi comunicato che saranno presentati due emendamenti sul tema patronati e Caf per sopprimere i tagli o, in alternativa, per ridurli ancora dopo il passaggio in Senato della legge di Stabilità.

 

 

 

Tagli patronati e Caf, venerdì 11 dicembre uffici chiusi per protesta

Saranno chiusi per l’intera giornata di venerdì prossimo 11 dicembre anche a Modena gli uffici dei patronati di Cgil-Cisl-Uil e delle Acli. La chiusura è stata decisa a livello nazionale per protestare contro i tagli previsti nella legge di Stabilità 2016. Sempre venerdì 11 almeno 500 modenesi saranno in piazza del Nettuno a Bologna per partecipare al presidio regionale organizzato dai sindacati per dire no ai tagli (28 milioni di euro al fondo patronati e 40 milioni all’attività fiscale) che il governo si appresta a varare con la legge di Stabilità. Questa mobilitazione segue quella che il 27 novembre scorso ha visto i sindacati modenesi organizzare un presidio unitario davanti alla sede provinciale dell’Inps. «Oltre ad avere ripercussioni sull’organizzazione degli enti stessi, queste tagli si tradurranno inevitabilmente in una contrazione dei servizi alle persone, mettendo in discussione il diritto universale all’assistenza previdenziale e assistenziale gratuita finora garantita», affermano i responsabili di Acli, Inas-Cisl, Inca-Cgil e Ital-Uil e dei Caf. In questi giorni vengono effettuati volantinaggi nei principali mercati di Modena e provincia. Gli operatori di patronati e Caf sono in prima fila nel sensibilizzare i cittadini sulle conseguenze dei tagli. La campagna informativa avvienVOLANTINAGGIO 7 DIC 15e anche negli uffici e sportelli dove ogni giorno centinaia di modenesi si presentano per avere consulenza e assistenza per domande di pensione, compilazione modelli Red e Unico, domande Isee, dichiarazione dei redditi, domande di invalidità, maternità, infortuni e malattie professionali, rilascio/rinnovo permessi di soggiorno, bonus bebè-famiglie, indennità di disoccupazione, assegni familiari ecc. Sono numerosi i modenesi che hanno deciso di dare la propria solidarietà postando un selfie sul sito unitario dei patronati www.tituteliamo.it con l’hashtag #iocimettolafaccia. Lo stesso vale per la petizione on line lanciata unitariamente dai patronati su change.org.

“Uscita anticipata per gli edili”, la proposta della Filca Cisl dopo il dato sulle morti bianche

morti bianche proposta cisl
Salvatore Cosma

Aumentano le morti bianche: l’Inail comunica che le ‘denuncie di infortunio con esito mortale’, avvenute ‘in occasione di lavoro’, siano 729 nei primi dieci mesi del 2015, per Filca Cisl Emilia Centrale è primario il tema della sicurezza

Spaventa il dato sulle morti bianche, 729 nei primi dieci mesi del 2015 in Italia: la Filca Cisl Emilia Centrale propone uno sguardo più attento nella aggiudicazione degli appalti per evitare la corsa al massimo ribasso, che spesso si traduce in minore sicurezza sui cantieri e maggiori infortuni e malattie professionali. Questo quanto emerso pochi giorni fa dal seminario di Ase Cpt sulla sicurezza in edilizia, svoltosi presso il centro reggiano Loris Malaguzzi, al quale ha partecipato anche Filca Cisl Emilia Centrale.

Un tema più che attuale se si pensa che l’Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione per gli infortuni sul lavoro) ha annunciato l’aumento delle morti bianche. Dai dati ufficiali emerge che le ‘denunce di infortunio con esito mortale’, avvenute ‘in occasione di lavoro’, siano 729 nei primi dieci mesi del 2015. Erano invece 628 nello stesso periodo dello scorso anno (+16,1%). Quindi ora se ne contano 101 in più. Il divario cresce ancora se si includono anche i decessi di quanti andavano o tornavano dal lavoro. L’Inail usa il termine ‘in itinere’ e conta già 259 morti (erano 205 nel 2014). In totale quindi tra gennaio e ottobre sono arrivate denunce per 988 morti, contro le 833 dell’anno precedente (+155, +18,6%)”.
“Lo sguardo rivolto all’edilizia del futuro – afferma, Salvatore Cosma della segretaria Filca Cisl Emilia Centrale – deve partire da formazione e sicurezza, avvalendosi dell’ausilio degli enti bilaterali reggiani (Scuola edile e Ase Cpt) per fornire una adeguata formazione ai lavoratori del settore edile e alle aziende che si servono di consulenza ed esperienza in tema di sicurezza”.
“I lavoratori – dichiara il sindacalista, – per poter lavorare in sicurezza devono maturare una ‘percezione del rischio’, in cui i corsi di formazione non siano finalizzati a se stessi, ma ad adottare le regole della sicurezza per la salvaguardia individuale”.
“Auspichiamo – prosegue Cosma – che finalmente nel 2016 possa essere modificata sostanzialmente la riforma Fornero, prevedendo l’uscita anticipata per categorie come gli edili, per i quali l’allungamento dell’età lavorativa si traduce in una diminuzione della soglia di sicurezza sul cantiere”.
“Pertanto, attraverso un’offerta integrata degli enti bilaterali reggiani si potrà lavorare in sicurezza in edilizia, monitorando anche la percezione del rischio, senza tralasciare l’aspetto previdenziale che angustia fortemente il settore, non permettendo un cambio generazionale”, concludono da Filca Cisl Emilia Centrale.

Commercio: i sindacati invitano i lavoratori ad astenersi nella giornata festiva dell’8 dicembre

In vista della festività religiosa di martedì 8 dicembre, i sindacati del commercio Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil invitano i lavoratori ad astenersi dalla prestazione lavorativa. L’invito è rivolto ai lavoratori del piccolo commercio e delle attività all’interno dei centri commerciali di Modena città e della provincia. Tutte le principali catene distributive hanno, infatti, già dichiarato l’apertura per l’8 dicembre. «La disponibilità al lavoro festivo è una scelta libera e autonoma di lavoratrici e lavoratori – ricordano i sindacati – La non obbligatorietà del lavoro festivo è prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro e confermata da recenti sentenze della Cassazione, secondo le quali il datore di lavoro non può imporre al dipendente di lavorare in una giornata festiva e definiscono illegittima l’eventuale sanzione disciplinare a punizione del rifiuto al lavoro festivo, se non vi sia stato preventivamente un assenso del lavoratore». Oltre a martedì 8 dicembre, i sindacati invitano i lavoratori all’astensione dal lavoro anche in occasione delle festività del 25 e 26 dicembre. In caso di sanzione al lavoratore che rifiuta di lavorare in giornate festive, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil sono pronte a tutelarlo e sostenerne la vertenza.



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