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Categoria: Comunicati

Ospedale Sassuolo, nuove rsu: Cisl passa da due a tre delegati

Ospedale Sassuolo, nuove rsu: commento di Patrizia De Cosimo (Cisl Fp)
Patrizia De Cosimo, segreteria Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale

Soddisfazione della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale per l’esito delle elezioni per il rinnovo delle rsu (rappresentanze sindacali unitarie) dell’ospedale di Sassuolo, società mista pubblico-privata (l’Azienda Usl di Modena detiene il 51 per cento delle azioni, mentre il restante 49 per cento appartiene ad Atrikè, una società privata).

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Vignola: Cisl, «La fusione tra i Comuni serve al territorio»

Fusione Comuni, parla il responsabile Cisl di Vignola Maurizio Brighenti
Maurizio Brighenti, responsabile Cisl Vignola

«La politica, quindi l’amministrazione pubblica, è chiamata a ricercare una maggiore efficacia ed efficienza dei servizi ai cittadini e alle imprese. Nel quadro del superamento delle Province, bisogna esplorare soluzioni nuove, come quella delle amministrazioni comunali della Valsamoggia (Bologna), che hanno deciso di fondersi per costituire una nuova municipalità più competitiva e capace di rispondere ai bisogni delle comunità». Lo afferma il responsabile della Cisl di Vignola Maurizio Brighenti intervenendo nel dibattito sulla fusione tra alcuni Comuni delle Terre di Castelli.

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Pulizie ospedali: domani sciopero addetti Dussmann

Scioperano domani – mercoledì 13 aprile – per l’intera giornata le lavoratrici e i lavoratori dipendenti di Dussmann Service impiegati nell’appalto dei servizi di pulizie in cinque ospedali della provincia di Modena (Carpi, Mirandola, Vignola, Castelfranco e Pavullo) e nei poliambulatori cittadini dell’Ausl di Modena.

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Rai …e quei casi controversi

Molti sanno che il nuovo canone Rai si pagherà sulla bolletta elettrica, a partire da una maxi-rata da 60 euro contenuta sulla fattura del prossimo luglio. Resta ancora, però, più di una incertezza per quanto  riguarda i casi controversi. A fare chiarezza sui casi più controversi interviene Adiconsum. Uno di questi è quello di un coniuge (es. la moglie) che  paga la bolletta della luce e l’altro (es. il marito) pagava l’abbonamento alla tv: ora chi deve pagare il canone Rai? Risponde Massimo Rancati, referente di Adiconsum Cisl Emilia Centrale Reggio Emilia: «Pagherà la moglie. Di conseguenza, in caso di doppia richiesta, sarà il marito a doversi attivare per autocertificare, anche rivolgendosi ai nostri sportelli». L’associazione a difesa di consumatori ed ambiente promossa dalla Cisl, infatti, fornisce assistenza anche per la compilazione e l’invio dei moduli necessari a richiedere l’esenzione dal pagamento del canone. «È possibile richiederla se non si possiede il televisore o, comunque, se il canone è già dovuto in relazione all’utenza elettrica intestata ad altro componente della stessa famiglia anagrafica entro il 30 aprile oppure, perché valga per il secondo semestre dell’anno, entro il 30 giugno» – spiega ancora Rancati – «Possono inoltre chiedere l’esenzione gli over 75 con reddito annuo non superiore ad euro 6.713». 

Massimo Rancati dell'Adiconsum Cisl Emilia Centrale
Massimo Rancati dell’Adiconsum Cisl Emilia Centrale

Adiconsum ricorda inoltre che la richiesta di esenzione va presentata ogni anno (dal primo luglio 2016 al 31 gennaio 2017 perché valga per la prossima annualità) e chi attiva una nuova utenza elettrica e non possiede un televisore dovrà inviare il modulo per l’esenzione all’Agenzia delle Entrate entro la fine del mese successivo a quello di attivazione dell’utenza. Infine, si fa chiarezza sul punto che più di ogni altro ha destato preoccupazione fra gli utenti reggiani: in nessun caso il mancato pagamento del canone comporta il distacco della fornitura di energia elettrica.

Canone Rai in bolletta: da Adiconsum istruzioni per l’esenzione

Canone Rai in bolletta: i consigli di Adele Chiara Cangini (resp. Adiconsum Modena)
Adele Chiara Cangini, responsabile Adiconsum Modena

Si cominciano a delineare alcuni tasselli relativi al pagamento del canone di abbonamento della televisione nella bolletta elettrica. Adiconsum – l’associazione consumatori della Cisl – sottolinea che il nuovo impianto di riscossione è basato sul concetto di presunzione della detenzione di un apparecchio televisivo legato all’esistenza di un contratto di fornitura elettrica.

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Seta, oggi sciopero provinciale a Modena: il commento della Fit Cisl

Maurizio Denitto ha commentato lo sciopero provinciale di oggi dei lavoratori Seta
Maurizio Denitto (Fit Cisl Emilia-Romagna)

«L’adesione allo sciopero è stata molto alta, oltre il 90 per cento con punte del 100 per cento in alcuni depositi». Lo afferma Maurizio Denitto (Fit Cisl Emilia-Romagna) commentando l’esito dello sciopero provinciale di oggi dei lavoratori di Seta, l’azienda del trasporto pubblico locale.

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Migranti: “Noi studenti in Italia senza essere italiani”

Migranti. “Anche quanto avviene in questi mesi drammatici per l’Europa ci fa richiedere di sbloccare la legge sullo ius soli. E’ solo creando cittadini culturalmente consapevoli che si può realizzare il senso di appartenenza a una comunità e al rispetto dei suoi lavori. Diversamente in Italia avremo 80.000 figli di immigrati (nati qui) – 10.000 a Reggio – in una singolare situazione di… ‘rifugiati nella propria terra’”. Sono le parole di William Ballotta, segretario generale della Cisl Emilia Centrale emerse durante il dibattito “Immigrazione, opportunità o problema?” andato in scena sabato 9 aprile 2016 all’Auditorium Simonazzi. Organizzato dalla Cisl Emilia Centrale e dell’Anolf, l’associazione nazionale oltre le frontiere, il convegno ha visto l’intervento e il saluto di Serena Foracchia assessora alla Città internazionale del Comune di Reggio Emilia: “l’integrazione è un processo che consta di due parti: da un lato si richiede adattamento e rispetto delle regole verso chi arriva, dall’altro la capacità della società che accoglie i migranti di riconoscere e fare propri gli elementi positivi che arrivano. Giovani, integrazione, scuola e alfabetizzazione linguistica delle famiglie sono la base per creare l’accoglienza”.

Da sinistra a destra: Sadid Aziz (Anolf Cisl Emilia Centrale), Mattia Manzotti (Zanelli), Thomas Mendicino (Filippo Re), Lorenzo Zini (Zanelli), Cecilia La Macchia (Ariosto), Chiara Bonfrisco (Pascal),Margherita Salvioli Mariani (segretaria generale aggiunta Cisl Emilia Centrale), Alessia Calzolari (Pascal), Serena Foracchia (assessore Comune di Reggio)
“Immigrazione, opportunità o problema?”: il tavolo dei relatori
L’intervento di Sadid Aziz a fianco di William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale

Andrea Facchini, del Servizio politiche per l’accoglienza e l’integrazione sociale della Regione Emilia-Romagna, assieme a Domenico Chiatto, segretario della Cisl Emilia Centrale con delega per le politiche all’immigrazione, hanno presentato i dati nazionali, regionali e della presenza degli immigrati e dei rifugiati. A Reggio sono 70.191 gli immigrati e rappresentano il 13,3% della popolazione, con punte del 20,24% a Luzzara. 30.154 vivono in città e pur con una lieve flessione registrata dai media nei giorni scorsi, continua ad essere superiore alla media regionale del 12,1%. In Emilia Romagna il 22% dei minori è di origine straniera. Reggio Emilia ha accolto anche i profughi inseriti nel programma Sprar (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati): 696 persone hanno trovato ospitalità nelle strutture straordinarie predisposte dalla Prefettura. I migranti sono in attesa che si definisca la loro posizione giuridica in base alla richiesta avanzata. I Paesi di provenienza sono prevalentemente Siria, Niger, Somalia, Sudan ed Eritrea.
“La Cisl è chiede da tempo una modifica delle normative sull’immigrazione e la rivisitazione del trattato di Dublino – ha affermato Domenico Chiatto – con l’assunzione piena della responsabilità di far fronte all’emergenza per tutta la comunità europea. Quindi una piena parificazione per il sistema sanitario, l’abbattimento delle tasse per il rinnovo dei permessi di soggiorno, un maggior sostegno alle famiglie (rete locale), un luogo di confronto dei lavoratori di migrati (ad esempio la consulta), la verifica delle situazioni di abbandono scolastico. E anche il riconoscimento della libertà religiosa”.
“L’immigrazione non può essere solo declinata nella logica della sicurezza. L’importanza dello ius soli ha ricadute molto concrete nella vita scolastica degli studenti” ha affermato Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta.
La proposta dei segretari ha trovato pieno sostegno anche nella parole di Sadid Aziz, dell’Anolf Cisl Emilia Centrale: “Così come avviene in altre nazioni chiediamo venga sbloccata la Legge sullo ius soli. I figli di immigrati nati in Italia sono oggi una generazione sospesa, tra la cultura che viene loro trasmessa dalle famiglie e la vita reale. L’immigrazione è un’opportunità per tutta l’Europa, ma può diventare un problema in mancanza di scelte adeguate. Molti ragazzi immigrati non sono mai stati nel Paese di origine dei loro genitori e si sentono italiani a tutti gli effetti, ma amaramente scoprono che non possono accedere ai diritti di cittadinanza dei loro compagni di classe!”. Un fatto richiamato dalle parole di Mattia Manzotti, presidente della consulta provinciale degli studenti e di Ihssan Ait Yahia, studentessa universitaria (da 16 anni in Italia) priva di cittadinanza italiana. “Chiediamo – hanno affermato gli studenti – di partecipare attivamente e democraticamente alla vita della nostra comunità e di non essere chiusi in una sorta di separazione sociale: diversità di diritti la riscontriamo nell’acquisto di libri di testo, nella possibilità di fare le gite all’estero, più in generale nel diritto allo studio”.
Per Matteo Iori, presidente del Forum Terzo settore di Reggio Emilia, la giornata di oggi è stata “un’occasione per ragionare insieme su un tema che va affrontato e analizzato con la testa, mentre ancora tanti lo affrontano e ne parlano con la pancia. E se usiamo la testa capiamo che l’immigrazione, seppure preoccupi alcuni, non solo è una fenomeno inarrestabile ma una grande opportunità per il nostro paese che negli anni riusciremo a cogliere appieno”.

Ospedale Sassuolo, elezioni rsu dal 12 al 14 aprile: appello Cisl alla partecipazione

Ospedale Sassuolo, elezioni rsu: appello al voto di Davide Battini, segretario generale Cisl Fp
Davide Battini, segretario generale Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale

Si aprono la settimana prossima all’ospedale di Sassuolo le urne per eleggere le rsu (rappresentanze sindacali unitarie). I 541 aventi diritto possono votare presso la sala sindacale al primo piano dell’ospedale vicino alla lungodegenza da martedì 12 a giovedì 14 aprile nelle fasce orarie 6.30-8, 12-16 e 19.30-20.30.

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“Immigrazione, la vediamo così”. E in Cisl parlano anche gli studenti

 “Immigrazione, opportunità o problema?”, sabato 9 aprile 2016 alle ore 9,30 presso l’Auditorium Simonazzi in via Turri, 71 sarà questo il tema del dibattito organizzato dalla Cisl Emilia Centrale e dell’Anolf, l’associazione nazionale oltre le frontiere della stessa Cisl.

Anche gli studenti figli di immigrati interverranno al convegno
Anche gli studenti figli di immigrati interverranno al convegno

L’appuntamento – che giunge proprio nei giorni in cui si discute dell’abbandono degli immigrati dalla città reggiana – sarà introdotto da Domenico Chiatto, segretario Cisl Emilia Centrale, cui seguirà un intervento di Aziz Sadid, operatore sindacale e immigrato di seconda generazione. Interverranno quindi Andrea Facchini della Regione Emilia-Romagna, Serena Foracchia assessore alla Città internazionale del Comune di Reggio Emilia, Matteo Iori, presidente del Forum Terzo settore di Reggio Emilia. Prenderanno la parola anche studenti delle scuole superiori ed universitarie del territorio. Le conclusioni saranno tenute dal segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta, mentre il dibattito sarà moderato da Margherita Salvioli Mariani, segretaria aggiunta Cisl Emilia Centrale. IMMIGRAZIONE CONVEGNO 9 APR REGGIO VOLANTINO

“Siamo in una drammatica fase di emergenza internazionale che non sarà breve – rileva una nota della Cisl -, determinata dalla destabilizzazione politica di grandi aree del Medioriente e dell’Africa. Intere popolazioni fuggono da guerra, morte e distruzione. L’Europa dovrà ragionare al più presto di politiche sia di accoglienza che economiche per favorire la stabilità e il graduale sviluppo di quelle aree. L’intento dell’iniziativa di sabato è quindi quello di proporre un focus sull’immigrazione con un confronto tra soggetti politici e sociali sia sull’emergenza migranti e profughi che sui processi di integrazione e partecipazione degli immigrati che si sono radicati e vivono nelle nostre comunità. Si partirà per questo da dati oggettivi dell’accoglienza dei migranti e dei profughi valutati nell’ambito dello Sprar (sistema di protezione per richiedenti  asilo e rifugiati), rilevando quali sono le difficoltà rispetto al riconoscimento dello status di rifugiato, con conseguente rilascio di un titolo di soggiorno sul nostro territorio”.

Tra social media e sigle, scuola che stress: quali le soluzioni?

 

Scuola: alle volte la scuola può divenire elemento di stress sia per studenti che per gli insegnanti. Quali sono le cause e quali le possibili soluzioni che si possono trovare nella comunità educante?

Mariarita Bortolani, segretaria Cisl Scuola Emilia Centrale
Mariarita Bortolani, segretaria Cisl Scuola Emilia Centrale

Sul fronte dell’apprendimento, recentemente, il rapporto Oms ha riferito proprio che gli adolescenti italiani manifestano insoddisfazione, noia e stress verso il sistema istruzione. Un’altissima percentuale di studenti – maschi e femmine –  risponde “no” alla domanda “ti piace la scuola?”. Insomma è sempre più raro trovare giovani che amano la scuola in modo viscerale, che hanno potuto appassionarsi a discipline, anche ostiche, grazie alla passione, all’entusiasmo e alla motivazione di diversi insegnanti. Ma oggi la complessità della scuola determina dinamiche complesse: gli alunni appaiono più fragili, più distratti dai social e maggiormente disorientati.

La scuola può avere delle responsabilità, ad esempio in riferimento alla molteplicità di discipline – anche 14, qualcuna per una ora soltanto – che gli alunni sono tenuti ad affrontare,  ma è opportuno che si conoscano le reali condizioni del fare scuola.

Sul fronte dell’insegnamento oggi viviamo la scuola degli acronimi – Ptof, Pai, Bes , Rav, Clil, Cpia, Pon, Snv … – e delle Faq: ogni procedura prevista deve essere spiegata, chiarita (anche con Faq fuorvianti per “mero errore materiale” dell’amministrazione come accaduto per le recenti domande di partecipazione al concorso docenti) oppure contrastata, con un contenzioso sempre più consistente. Spesso gli insegnanti devono subire riforme, adattarsi a nuove e continue prescrizioni, affrontare la complessità delle classi, in aule un po’ fatiscenti e un po’ affollate, impegnati, comunque, anche nella formazione, negli impegni collegiali nonostante gli anni che avanzano. Sì, perché anche questo è un aspetto non trascurabile: l’entusiasmo iniziale che consente di aspirare all’insegnamento come professione  alta e nobile, dopo quarant’anni può scemare, per la stanchezza, per le energie ridotte, per i sempre maggiori coinvolgimenti della scuola in tutte le emergenze educative (bullismo, obesità, tabagismo, educazione stradale, ambientale, ..).

Tra queste prolematiche, quali le possibili risposte? I giovani lanciano sfide: è necessario la sottoscrizione di “patti educativi” , di allenanze tra Scuole, famiglie, territorio e società; forse è necessario riconsiderare obiettivi, aspettative, insuccessi. La corresponsabilità di tutta la comunità educante è, molto probabilmente, la risposta adeguata.

 

Mariarita Bortolani

(Cisl Scuola Emilia Centrale, sede RE)

 

 

Maserati: incontro interlocutorio oggi a Modena

CLAUDIO MATTIELLO_25
Claudio Mattiello, segretario Fim Cisl Emilia Centrale

Fca ha ribadito oggi ai sindacati che ancora nessuna decisione è stata presa per lo stabilimento Maserati di Modena in merito ai lanci previsti per il piano industriale.  Lo rendono noto i delegati e le organizzazioni sindacali nazionali e provinciali firmatarie del contratto Fca, cioè Fim Cisl, Uilm Uil, Fismic Confsal, Uglm e Aqcf.

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Morte sul lavoro, alle ex Reggiane: il cordoglio di Fim e Fiom. L’impegno per la “cultura della sicurezza”

Morte sul lavoro. E’ successo lunedì nello stabilimento di Casalgrande della Rubiera Special Steel, già Acciaieria di Rubiera, l’ennesimo incidente mortale sul lavoro.
Stavolta è toccato a Fabrizio Baroni, artigiano edile di 59 anni che ha perso la vita scivolando in una buca profonda quattro metri.
La dinamica dell’infortunio è ora al vaglio delle autorità competenti e l’area nella quale si è verificato l’incidente è stata delimitata e sottoposta a sequestro.
Baroni era responsabile di una ditta edile e da anni svolgeva lavori per la Rubiera Special Steel.
Si trattava di un lavoratore esperto, resta quindi da capire quali siano state le cause del tragico infortunio. 

Morte sul lavoro, il nuovo caso alle Acciaierie di Rubiera
Morte sul lavoro, il nuovo caso alle Acciaierie di Rubiera


“Crediamo sia necessario, perché non succeda ancora, mettere l’accento sull’importanza della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, per tutti – fanno sapere Fiom Cgil e Fim Cisl – Considerando che come Sindacati e come lavoratori, crediamo sia di inestimabile importanza e vada messa sempre al primo posto. Basta un attimo, infatti, per compiere un passo falso a cui non è più possibile porre rimedio”.

Le due sigle sindacali esprimono il proprio cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia di Fabrizio Baroni e, in accordo con l’Azienda, proclamano una giornata di lutto, ricordando che la consapevolezza dell’importanza della sicurezza e salute sui luoghi di lavoro è l’unico vero deterrente per evitare il ripetersi di episodi così gravi.

Rsu della Rubiera Special Steel

Fim Cisl

Fiom Cgil

Quei due applausi di Landini (Fiom) al segretario Bentivogli (Fim) e l’appello del lavoratore della Lombardini “al rinnovo unitario del contratto”

Attivo dei delegati di Fim, Fiom e Uilm: partito in prima mattinata è rientrato nel pomeriggio il pullman di delegati metalmeccanici della Fim Cisl Emilia Centrale di Reggio Emilia (e Modena): al Paladozza a Bologna, ha portato la nutrita rappresentanza delle aziende metalmeccaniche reggiane (e modenesi) all’attivo unitario degli oltre 1.500 i delegati di Fim, Fiom e Uilm dell’Emilia-Romagna.

 

I delegati della Fim Cisl Emilia Centrale di Modena
La Fim Cisl Emilia Centrale all’ingresso del Paladozza
Marco Bentivogli
Giorgio Uriti, a sinistra, segretario generale aggiunto Fim Cisl Emilia Centrale
I delegati della Fim Cisl Emilia Centrale
I 1500 di Fim Fiom e Uilm al Paladozza
L’intervento di Massimo Orlando

Sul palco oltre agli interventi dei tre segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella, la parola anche al lavoratore reggiano della Lombardini Motori (oggi Kohler), Oliviero Massimiliano che ha auspicato “il rinnovo del contratto nazionale, che è patrimonio di tutti, assieme, dopo otto anni di divisioni”.

L’incontro, concluso dal segretario generale della Fim Cisl Emilia Romagna, il reggiano Giovanni Caruso, ha visto andare in scena due singolari applausi di Maurizio Landini a Marco Bentivogli quando questi ha dichiarato la propria contrarietà “ai superminimi dati individualmente alle persone lontane dalla vita sindacale nelle aziende” ma anche quando il segretario della Fim ha chiesto a gran voce “il diritto alla partecipazione in tutte le fabbriche italiane”.

Sempre Bentivogli, che ha parlato del “contratto nazionale di lavoro da siglare come il più difficile della storia, gravato da disoccupazione, deflazione e crisi”, ha inteso replicare a Fabio Storchi, presidente di Federmeccanica, ricordando come i sindacati “abbiano un lavoro in più da fare nelle fabbriche: quello di ricostruire i rapporti con le persone, logorati da anni di divisioni sindacali e spiazzati da miopi e irricevibili proposte di Federmeccanica sul rinnovo contrattuale”. “La partecipazione dei lavoratori alle strategie industriali – ha aggiunto il segretario generale nazionale della Fim Cisl – è utile alle imprese e sempre di più occorre che il contratto si occupi della vita delle persone, con la sanità e il welfare integrativi e la formazione come diritto soggettivo del singolo lavoratore”.

Per Giorgio Uriti, segretario generale aggiunto della Fim Cisl Emilia Centrale, “la giornata di oggi ha rappresentato un grande punto di partenza, perché i tre sindacati assieme hanno annunciato lo sciopero generale unitario della categoria del 20 aprile, per ribadire l’assoluta necessità di rinnovare un contratto nazionale, attraverso una sintesi coraggiosa e pluralista delle posizioni di Fim, Fiom, Uilm. Esse dimostreranno a Federmeccanica che le inutili provocazioni del tavolo contrattuale lasceranno lo spazio alle reali capacità negoziali dei lavoratori italiani e delle loro rappresentanze”.

 

“Cambiare le pensioni e dare lavori ai giovani”. Il giorno del presidio

Alcuni dei lavoratori e pensionati della Cisl Emilia Centrale il piazza Prampolini
Lavoro, giovani e pensioni le parole d’ordine per il 2 aprile di Cgil-Cisl-Uil
Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta Cisl Emilia Centrale, intervistata dal giornalista Antonio Farnè della Rai

Si è tenuto questa mattina in Piazza Prampolini il presidio unitario, organizzato da Cgil Cisl Uil di Reggio Emilia, che rilancia l’iniziativa delle confederazioni sul tema pensioni.
Parallelamente infatti mobilitazioni si sono svolte in tutta la Regione per un’iniziativa a carattere nazionale che parte da una piattaforma unitaria dove Cgil Cisl e Uil chiedono a gran voce una modifica netta della Legge Fornero, rivendicando l’urgenza di ricostituire quel patto intergenerazionale che solo l’accesso flessibile al pensionamento può consentire, favorendo così l’entrata nel mondo del lavoro delle giovani generazioni.
Insieme ai tre segretari reggiani della Cgil, Guido Mora, della Cisl Margherita Salvioli Mariani e della Uil Ferdinando Guidetti, centinaia di lavoratori, sindacalisti, esodati e precari hanno dato vita ad un momento di confronto che ha visto lo svolgersi di una conferenza stampa aperta in cui, oltre a spiegare i contenuti della piattaforma nazionale, è stata data voce a chi gli effetti della Legge Fornero li ha vissuti sulla propria pelle.
Flavio Villa, ad esempio, che dopo 40 anni di contributi versati accede alla mobilità alla fine della quale diventa un “esodato”  e non può andare in pensione perché sono cambiati i requisiti: fuori dall’azienda ma non ancora in pensione deve reinventarsi un lavoro e prova a mettersi in proprio per versare quei due anni e dieci mesi che la Fornero chiede in più per accedere al trattamento pensionistico.
Danilo Vacondio, 58 anni, precario, ex socio lavoratore nella logistica che a causa di un percorso lavorativo frammentato non sa ancora quando e come potrà andare in pensione.
Ma c’è anche chi in pensione c’è già, come Erio Buffagni, colpito dalla Fornero sul versante della rivalutazione pensionistica con ripercussioni economiche sull’indennità di pensione.
Poi ci sono i casi di chi in pensione ci sarebbe andato con i requisiti di età e contributi ante-Fornero, come Salvatore Ambrosino,  e che si è visto spostare avanti anche di sei/sette anni la data di accesso al trattamento pensionistico.
Il risultato del combinato disposto della legge Fornero e dell’aumento degli indici di speranza di vita, che di anno in anno spostano in avanti il raggiungimento del requisito, hanno influito pesantemente sulla vita delle persone.
Sono solo alcuni esempi, la lista sarebbe lunga laddove i casi relativi allo slittamento temporale della riscossione effettiva della pensione sono tra i più frequenti. Da 60 anni più la finestra, si è passati infatti ad una media di 67 anni a causa dell’aumento degli indici di speranza di vita e di un sistema rigido di calcolo di uscita dove, a seconda del mese di nascita, l’andata in pensione può slittare in avanti anche di molto. Indici che dal 2019 aumenteranno costantemente ogni due anni. A questo si aggiunga il ritocco dei coefficenti matematici e si avrà questo risultato: si lavora per più anni e si percepisce di meno.

Se la richiesta dei sindacati nazionali a livello unitario è quella di aprire un confronto con il governo sulla piattaforma, anche a livello locale “l’intenzione è quella di chiedere al più presto un incontro con i parlamentari reggiani perché si facciano portavoce di istanze di cambiamento di una riforma profondamente ingiusta – ha detto Guido Mora, segretario Cgil Reggio Emilia che ha poi aggiunto-. Credo che su questa partita, se non riceveremo risposte adeguate dal governo, dovremo valutare unitariamente anche lo sciopero generale”.
Mentre Margherita Salvioli Mariani, segretaria aggiunta Cisl Emilia Centrale, aggiunge “chiediamo una riforma seria: pensioni dignitose, lavoro per giovani e precari e copertura nei periodi non lavorativi. La flessibilità in uscita che chiediamo va inserita senza penalizzazioni e a partire da 62 anni d’età o 41 anni di contribuzione: in questo modo si possono liberare posti per i giovani.  – continua Salvioli – Chiediamo provvedimenti capaci di sanare definitivamente il problema degli esodati e un sistema di perequazione delle pensioni in essere che devono garantire una vita dignitosa”.
Allo stesso modo anche il segretario della Uil reggiana, Ferdinando Guidetti, ricorda che “questa riforma ha creato iniquità tra lavoratori e pensionati, ha bloccato l’inserimento lavorativo dei giovani e va modificata”.
Con la giornata di oggi si riapre la partita sul modello pensionistico nel nostro Paese e la mobilitazione sindacale continuerà fino a quando non giungeranno risposte alle richieste contenute nella piattaforma unitaria.

Di seguito una sintesi di quanto proposto nella piattaforma di Cgil Cisl Uil.

PER CHI LAVORA
il ripristino della flessibilità dell’età pensionabile a partire dai 62 anni di età;
il diritto alla pensione per chi ha raggiunto 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica;
il riconoscimento della contribuzione figurativa per i periodi di congedo parentale e di lavoro di cura;
un adeguato riconoscimento dei lavori usuranti: l’attuale normativa è da riscrivere.

PER I GIOVANI (che cercano lavoro o sono precari)
ingresso nel mondo del lavoro dei giovani attraverso le uscite flessibili e i pensionamenti anticipati dopo 41 anni di contributi;
la correzione dell’attuale sistema contributivo per assicurare una pensione dignitosa a chi svolge lavori saltuari, discontinui e con basse retribuzioni;
la diffusione della previdenza complementare con il riconoscimento della finalità sociale dei fondi pensione negoziali riportando all’11% l’imposta sostitutiva.

PER CHI E’ IN PENSIONE
previsione di un meccanismo di perequazione delle pensioni in grado di garantire il reale mantenimento del potere d’acquisto;
una riduzione della tassazione fiscale sulle pensioni.

PER I LAVORATORI “ESODATI”
prevedere una soluzione strutturale di salvaguardia per quei lavoratori rimasti senza stipendio e senza pensione (esodati) in grado di garantire a tutti il diritto a pensione.

I metalmeccanici Fim a Bologna per il rinnovo del contratto

Un intero pullman di delegati metalmeccanici della Fim Cisl Emilia Centrale di Reggio Emilia, altrettanti da Modena. Saranno davvero molti, per la prima volta, i rappresentanti sindacali cislini delle aziende metalmeccaniche reggiane e modenesi a muoversi compatti su Bologna. E’ previsto lunedì 4 aprile, infatti, nella città felsinea l’attivo degli oltre 1.500 i delegati di Fim, Fiom e Uilm dell’Emilia-Romagna. Un incontro unitario, dopo circa otto anni di divisioni, in vista di un obiettivo centrale: il rinnovo del contratto nazionale con Federmeccanica-Assital, che riguarda oltre 1 milione e 600mila lavoratori del settore in Italia, 200mila in regione e circa 35.000 a Reggio Emilia. Sullo sfondo anche lo sciopero nazionale di quattro ore del 20 aprile proprio sulla vertenza del rinnovo del contratto dei metalmeccanici.

Giorgio Uriti è il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Emilia Centrale
Giorgio Uriti è il segretario generale aggiunto della Fim Cisl Emilia Centrale

Giorgio Uriti, segretario generale aggiunto Fim Cisl Emilia Centrale commenta: «E’ un momento storico importante dove c’è bisogno dell’unitarietà dei lavoratori per un traguardo importantissimo. Certo, Federmeccanica vuole inasprire i rapporti e le relazioni industriali, ma a Roma nelle commissioni siamo al lavoro per migliorare l’architettura stessa del contratto che non ci convince. Salari, orari, smartworking, conciliazione tempi di vita e di lavoro, welfare contrattuale, formazione, sanità integrativa, appalti, Jobs act, e reperibilità sono alcuni dei temi sui quali è aperta la discussione e sui quali ci confronteremo con i delegati e i segretari nazionali».

Adiconsum approda a Guastalla e Poviglio

Adiconsum Reggio Emilia cresce ancora: a partire dal mese di aprile, ogni martedì e giovedì mattina i consulenti dell’associazione consumatori riceveranno i cittadini-utenti anche a Guastalla (il martedì mattina) e a Poviglio (il giovedì mattina), presso le rispettive sedi Csil di Via U. Foscolo 3/E e Via Don Pasquino Borghi 40.

Si tratta di una alternanza settimanale tra i due importanti comuni della Bassa che, di fatto, rappresentano nuove aperture per Adiconsum Reggio Emilia. Un progetto di potenziamento, questo dell’associazione dei consumatori, che nel 2016 ha anche visto salire gli sportelli attivi presso il Centro Servizi Cisl di Via Turri 71 da tre a cinque e ha confermando i presidi territoriali di Rubiera e Scandiano. L’obiettivo è di garantire ai reggiani il massimo della recettività ed assistenza in tempi rapidi, così come di recente ha dimostrato il caso della cosiddetta truffa Ina-Assitalia a Castelnovo Monti che ha consentito il recupero, tramite accordo, di oltre un milione di euro per una trentina di famiglie. Come noto, Adiconsum si occupa di problematiche legate alle utenze telefoniche ed energetiche, al fisco (equitalia, canone Rai, etc.), ai rapporti con le banche ed altri istituti di credito, di contratti non richiesti e sovraindebitamento.

Consumatori
L’Adiconsum è l’associazione promossa dalla Cisl a tutela dei consumatori

Il primo appuntamento nella “Bassa” è fissato per martedì 5 aprile, dalle ore 9 alle ore 12, presso la Cisl di Guastalla, quindi giovedì 14 a Poviglio, martedì 19 a Guastalla e giovedì 28 aprile a Poviglio.

Ecco il caso di lavoratori che hanno subito gli effetti della Fornero: il 2 aprile a Reggio Emilia

Cgil Cisl e Uil rilanciano la mobilitazione per cambiare la legge Fornero-Monti sulla previdenza. Per questo sabato 2 aprile in tutte le piazze della nostra regione sono organizzate manifestazioni e presidi. A Reggio Emilia, in Piazza Prampolini, è in programma un presidio con volantinaggio a partire dalle ore 9.00 e fino alle 12.30.

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Riformare la Fornero-Monti: questo il volantino dell’iniziativa del 2 aprile

Inoltre, alle ore 10.30 è convocata una conferenza stampa alla quale parteciperanno i tre segretari provinciali di Cgil Cisl Uil. Sono previsti interventi di lavoratori e lavoratrici che hanno subito gli effetti della legge Fornero con gravi penalizzazioni e ricadute sulla propria condizione di vita.

Con la giornata di mobilitazione nazionale di sabato 2 aprile, Cgil Cisl Uil rilanciano la piattaforma unitaria con cui chiedono di cambiare le pensioni e dare lavoro ai giovani, tutelare le attuali pensioni e rafforzare la previdenza complementare.

La piattaforma unitaria pone infatti il problema sia delle pensioni future dei giovani e delle donne, per i quali è necessario ricostruire un quadro di solidarietà, sia dei lavoratori prossimi al pensionamento, che hanno bisogno di vedersi riconosciute flessibilità in uscita e pensione anticipata a 41 anni di contributi, senza aggancio automatico all’attesa di vita.

I sindacati chiedono inoltre pensioni dignitose per i giovani e i lavoratori precari e discontinui, accesso flessibile al pensionamento, il riconoscimento del lavoro di cura e la diversità dei lavori.

Sabato 2 aprile si svolgeranno iniziative e manifestazioni unitarie in tutto il Paese. I segretari generali Susanna Camusso (Cgil), Annamaria Furlan (Cisl) e Carmelo Barbagallo (Uil) interverranno rispettivamente a Venezia, Roma e Napoli.

 

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Scarica qui il pieghevole con le richieste dei sindacati.

 

Cantine e caseifici sociali: firmato il nuovo contratto nazionale

Nuovo ccnl cantine e caseifici sociali: commento di Vittorio Daviddi
Vittorio Daviddi, segretario generale Fai Cisl Emilia Centrale

Si applica anche ai circa mille dipendenti delle cantine e dei caseifici modenesi e oltre millecinquecento reggiani  il nuovo contratto nazionale della cooperazione alimentare firmato dai sindacati Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil e da Confcooperative, Legacoop e Agci. «Dopo il rinnovo del contratto nazionale dell’industria alimentare, otteniamo un ulteriore importante risultato – commenta Vittorio Daviddi, segretario generale della Fai Cisl Emilia Centrale – Il nuovo contratto valorizza le specificità delle cooperative che, soprattutto nel nostro territori

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Green network: quelle forniture non richiesta

Un nuovo caso Green network a Reggio Emilia. «Fino allo scorso novembre non avevamo nemmeno mai sentito parlare di Green Network, ora in media un reggiano al giorno si rivolge ai nostri uffici per l’attivazione di una fornitura di energia elettrica o gas naturale non richiesta». E’ quanto rende noto Massimo Rancati, referente di Adiconsum Reggio Emilia per quello che è diventato un vero e proprio “caso”. «I metodi che usano i commerciali di questa compagnia dell’energia sono vari: alcune volte si spacciano per tecnici di altre aziende meglio percepite sul territorio (Iren in primis), in altre hanno un approccio con l’utente, solitamente pensionato, meramente telefonico e comunque aggressivo. La cosa singolare è che spesso nemmeno opporsi alle proposte di contratto è sufficiente: Green Network procede comunque all’attivazione di una fornitura di energia elettrica o gas naturale non richiesta».

Massimo Rancati (1)
Massimo Rancati, coordinatore Adiconsum al lavoro sul caso Green Network

Che fare a fronte delle costanti e ripetute chiamate ai nostri numeri di casa? «In via preventiva – risponde Rancati – è senz’altro fondamentale non fornire i dati della propria fornitura e tantomeno mostrare ad estranei le proprie bollette, o meglio ancora evitare di farli entrare in casa. Quindi può essere utile iscriversi al Registro Pubblico delle Opposizioni per evitare, per quanto possibile, di subire uno sfrenato marketing telefonico. Se nonostante tutto la fornitura non richiesta viene attivata, resta fondamentale muoversi entro 14 giorni dalla ricezione per posta della documentazione contrattuale per esercitare il diritto di ripensamento nei termini di legge ed evitare la controversia diventi più rognosa.». Sono proprio questi, comunque, i casi in cui interviene l’associazione per la tutela dei consumatori Adiconsum, che ogni giorno incontra i malcapitati presso i propri sportelli al Centro Servizi Cisl di Reggio Emilia e negli uffici comunali di Scandiano e Rubiera (tel. 0522/357485).

Intanto da Adiconsum ricordano che lo scorso dicembre Green Network è stata sanzionata per 340.000 euro dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, “ma evidentemente non è bastato e occorre ancora difendersi da soli”.



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