Un migliaio di persone da Reggio e Modena e 5 mila da tutta la regione. Questi i numeri della manifestazione dei lavoratori e dei sindacati del pubblico impiego che si è svolta questa mattina a Bologna con un corteo terminato sotto le torri della Regione.
Vittorio Daviddi, segretario generale Fai Cisl Emilia Centrale
Continua la vertenza alle Cantine Riunite & CIV per il rinnovo del contratto aziendale, scaduto il 31 luglio 2014 e rinnovato con un accordo “ponte” di un anno per far fronte alla riorganizzazione della cooperativa dopo l’acquisizione dell’azienda Cavicchioli di S. Prospero. Oggi le rsu e le organizzazioni sindacali Fai Cisl e Flai Cgil hanno proclamato altre due ore di sciopero,
Monica Barbolini, segretaria generale Cisl Scuola Emilia Centrale
«La scuola non può far fronte da sola a tutte le esigenze della società. Se le famiglie non hanno nonni disponibili a dare una mano in estate o sono costrette a spendere denaro, bisogna coinvolgere tutti gli attori della società, dagli enti locali alle parrocchie, dalle associazioni di volontariato alle società sportive e via discorrendo».
Rosario Roselli, segretario generale Femca Cisl Emilia Centrale
«Ai lavoratori non interessano le liti su regole e cavilli, ma che siano rappresentati al meglio i loro bisogni e la capacità di dare risposte, altrimenti tutto il sindacato rischia di perdere credibilità». Lo ha dichiarato il segretario generale della Femca Cisl Emilia Centrale Rosario Roselli all’incontro dei delegati dei ceramisti Cisl che si è tenuto oggi pomeriggio a Modena.
Davide Battini, segretario generale Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale
Si prevede un’alta adesione a Modena allo sciopero regionale del pubblico impiego, sanità privata e privato sociale, proclamato per domani – martedì 24 maggio – dai sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa per chiedere il rinnovo del contratto nazionale, lo sblocco delle assunzioni, investimenti in formazione e lotta agli sprechi.
Canone Rai, ecco come sta andando a Reggio Emilia. Tra proclami governativi più velati del solito, voci contrastanti diffuse dai media, un decreto bocciato dal Consiglio di Stato che ha tardato ad essere approvato, e dunque chiaro, fino a poche settimane dalla scadenza del termine per ottenere l’esenzione. E, infine, i tre soggetti coinvolti nel nuovo sistema di addebito del Canone Rai sulla bolletta elettrica – Agenzia delle entrate, compagnie elettriche e Comuni – non preparati a dare risposte puntuali. Così i cittadini reggiani si sono rivolti in massa ad Adiconsum, l’Associazione consumatori promossa dalla Cisl. «Abbiamo rilevato il bisogno degli utenti di fare chiarezza ed essere seguiti caso per caso già lo scorso gennaio, così abbiamo predisposto una sorta di task force dedicata al canone Rai – spiega Massimo Rancati, referente di Adiconsum Reggio Emilia – «In una prima fase abbiamo fornito informazioni soprattutto telefonicamente e tramite la nostra pagina Facebook, ponendoci come contraltare alle notizie confusionarie talvolta divulgate sui media. Successivamente, anche grazie al Caf, che ha catalizzato la domanda sfruttando la massima affluenza dovuta alla campagna fiscale, Adiconsum ha garantito assistenza quotidiana anche per la compilazione e l’invio delle dichiarazioni sostitutive per ottenere l’esenzione, sia su Reggio che in ogni angolo della provincia, dalla Bassa alla Montagna».
Massimo Rancati dell’Adiconsum Cisl Emilia Centrale
Rilevante è il dato degli accessi in prossimità della scadenza del 16 maggio: oltre 500 reggiani si sono rivolti all’associazione in una vera e propria corsa contro il tempo. «Sono numeri che i Caf registrano per le scadenze Imu, che riflettono drammaticamente la cattiva gestione delle novità apportate ad un sistema rodato – commenta Rancati –. Molta gente è venuta a sapere di doversi attivare per evitare di pagare un canone non dovuto per il solo fatto di essere passati a presentare il modello 730».
Adiconsum ricorda infine che è ancora possibile presentare la dichiarazione sostitutiva per ottenere l’esenzione a partire dal secondo semestre 2016 fino al 30 giugno e che la dichiarazione sostitutiva presentata dal 1 luglio ed entro il 31 gennaio 2017 ha effetto per l’intero canone dovuto per il prossimo anno. Gli uffici dell’associazione si preparano inoltre alla gestione dei contenziosi che, viste le premesse, verosimilmente ci saranno.
ESENZIONE CANONE RAI: LE SCADENZE 2016
Entro il 16 maggio era possibile presentare la dichiarazione sostitutiva per ottenere l’esenzione e/o evitare doppi addebiti su diverse utenze elettriche per tutto l’anno 2016;
Dal 17 maggio e fino al 30 giugno è possibile presentare la dichiarazione sostitutiva per ottenere l’esenzione e/o evitare doppi addebiti a partire dal secondo semestre 2016.
La dichiarazione sostitutiva presentata dal 1 luglio 2016 e fino al 31 gennaio 2017 ha effetto per l’intero canone dovuto per l’anno 2017.
LE DOMANDE PIU’ FREQUENTI DEI REGGIANI
Il bollettino con cui si pagava il vecchio canone era intestato al marito, mentre l’utenza elettrica residenziale è intestata alla moglie. Devo presentare la dichiarazione sostitutiva? No.
Devo presentare la dichiarazione sostitutiva anche per quanto riguarda le seconde case e, dunque, per le utenze domestiche NON residenziali? No.
Che deve fare la nonnina ricoverata in casa di riposo? Se detiene un apparecchio tv nella propria abitazione è tenuta al pagamento del canone. Se invece ne è priva ma è titolare di un’utenza elettrica, dovrà presentare la dichiarazione sostitutiva di non detenzione.
Rosario Roselli, segretario generale Femca Cisl Emilia Centrale
Si parlerà dei contratti firmati in diverse aziende ceramiche, tra cui quello del gruppo Concorde, e di welfare aziendale nell’incontro dei delegati della Femca Cisl Emilia Centrale in programma lunedì 23 maggio a Modena.
Paolo Bellentani, segretario generale First Cisl Emilia Centrale
Non sono piaciute ai 33 dipendenti modenesi e ai 36 reggiani di Equitalia le dichiarazioni di Matteo Renzi, il quale l’altro giorno ha annunciato su Facebook che «Equitalia non arriva al 2018». Dello sconcerto dei dipendenti si fa portavoce la First Cisl, il sindacato più rappresentativo dei lavoratori esattoriali.
Venerdì 20 maggio FLC Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal hanno indetto sciopero per l’intera giornata per il personale di Scuola, Università, Ricerca e Alta formazione artistica e musicale.
Da tempo le Organizzazioni sindacali sono impegnate per il diritto al rinnovo del Contratto nazionale, scaduto ormai da 7 anni, per cambiare la Legge 107, la cosiddetta “Buona Scuola”, e per ridare dignità al lavoro nei settori della conoscenza.
Ma quella di venerdì non sarà una mobilitazione solo per il Contratto nazionale, nonostante la grande importanza che esso ricopre sia dal punto di vista normativo sia da quello economico. Ricordiamo infatti che le retribuzioni dei docenti e del personale scolastico italiano non solo sono medio-basse, ma si collocano anche tra le più basse d’Europa.
Il 20 maggio si sciopererà anche per il personale amministrativo tecnico e ausiliario (Ata), ignorato dalla “buona scuola”, oggetto di continui tagli d’organico, di limitazioni alle sostituzioni e con carichi di lavoro ormai fuori controllo. Per la scomparsa completa e definitiva del lavoro precario, attraverso la stabilizzazione di chi ha prestato servizio per almeno 36 mesi da supplente (limite imposto dalla Corte di Giustizia europea). Per una valorizzazione della professione docente attraverso l’introduzione di meccanismi oggettivi di progressione della carriera da definirsi in ambito contrattuale. In un contesto dove il salario venga ricondotto all’accordo fra le parti e sottratto all’arbitrio di un organo monocratico. Per la libertà d’insegnamento e l’imparzialità della Pubblica amministrazione, incompatibili con la “chiamata diretta” dei docenti da parte del dirigente scolastico. Solo dei meccanismi oggettivi infatti e non discrezionali di assegnazione dei docenti alle scuole garantiscono la libertà d’insegnamento, l’uguale accesso al diritto all’apprendimento e scongiurano il rischio insito nella legge 107 di una più grave divaricazione tra scuole e tra zone avvantaggiate e svantaggiate. Per i dirigenti scolastici per i quali ad un sovraccarico di incombenze e responsabilità fa riscontro un calo delle retribuzioni percepite. Per investimenti nell’istruzione che colmi il gap con la media degli investimenti dei paesi Ocse (5,9%) incrementandoli di un punto di Pil.
Un momento dell’annuncio dello sciopero nella Scuola
“Entro il mese di maggio/giugno – fanno notare le organizzazioni sindacali – dovrebbe essere emanato l’atto di indirizzo per il rinnovo dei contratti pubblici e forte sarà il tentativo di rilegificazione e di ridimensionamento del ruolo del sindacato. Occorre rilanciare il ruolo pubblico dell’istruzione e della conoscenza e difendere il dettato costituzionale contro qualsiasi idea di privatizzazione. Servono investimenti pubblici strutturali per ridare slancio al sistema fortemente dequalificato dai continui e ripetuti tagli. Per queste ragioni va rilanciata la partecipazione democratica collettiva”. Per tutte queste ragioni le lavoratrici e i lavoratori del comparto scolastico si troveranno in presidio davanti la Prefettura di Reggio Emilia in Corso Garibaldi dalle ore 10:00 alle ore 12:00.
Monica Barbolini, segretaria generale Cisl Scuola Emilia Centrale
Sciopera domani – venerdì 20 maggio – per tutta la giornata il personale della scuola (docenti, ata e dirigenti scolastici). La protesta è proclamata a livello nazionale dai sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Confsal Snals. A Modena a partire dalle 10 si tiene un presidio davanti alla prefettura di Modena; i partecipanti sono invitati a portare con sé un libro per simboleggiare la richiesta al governo di maggiori investimenti in istruzione.
Introduzione del welfare aziendale, aumenti e premi a salire, formazione continua, stabilizzazione dei precari. Sono i contenuti principali del nuovo contratto integrativo dello stabilimento di Fiorano Modenese della Panariagroup Industrie Ceramiche, che ha la sede legale a Finale Emilia.
Patrizia De Cosimo (segreteria Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale)
All’Ausl di Modena non bastano oltre 7 milioni di euro per pagare gli straordinari, tanto che prenderà tra i 500 e 800 mila euro dai fondi contrattuali destinati alle progressioni di carriera, anche se non può farlo. Senza contare che l’uso abnorme di lavoro straordinario copre carenze organizzative e “spreme” una larga parte dei lavoratori.
Solo sul territorio reggiano sono dodicimila i dipendenti della Pubblica amministrazione che aspettano il rinnovo del Contratto nazionale da ormai sette anni. Assieme a loro ci sono altri seimila lavoratori tra dipendenti del Terzo settore, fermi da quattro anni, e sanità privata, con il rinnovo contrattuale bloccato da ben nove anni.
E’ dunque per dare una scossa ad una situazione di stallo che il prossimo 24 maggio tutti i comparti del pubblico, della cooperazione sociale delle cliniche private sciopereranno e si ritroveranno in manifestazione a Bologna, dove un corteo sfilerà da via Stalingrado per raggiungere i palazzi della Regione Emilia Romagna.
Davide Battini, Maurizio Frigieri, Angelo Faietti i sindacalisti intervenuti alla conferenza stampa per il rinnovo del contratto nella pubblica amministrazione
Uno sciopero che arriva sulla scia di un percorso di mobilitazione iniziato lo scorso aprile con la consegna di cartoline di protesta ai dirigenti pubblici e privati delle maggiori realtà territoriali, con destinatario finale il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Lavoratori e sindacalisti hanno occupato simbolicamente le sedi delle varie aziende pubbliche e del privato sociale locale ed è stato chiesto ai vertici di ogni ente e parte datoriale di sottoscrivere, se condivisa, la lettera di protesta indirizzata a Renzi.
“Crediamo che il blocco dei contratti non possa proseguire oltre – ha sottolineato Maurizio Frigeri, segretario Fp Cgil Reggio Emilia– perché incide pesantemente sulle condizioni, economiche ma anche di sviluppo professionale, di lavoratori che garantiscono quotidianamente servizi essenziali per la collettività”. Il blocco contrattuale anche per quest’anno è stato invece confermato nel Documento economico finanziario presentato dal governo, documento che non contiene in se le risorse necessarie.
“E’ stato stimato che i lavoratori pubblici abbiano perso negli ultimi anni almeno il 13% del valore dello stipendio – ha sottolineato Davide Battini, segretario Cisl Fp Emilia centrale – . Ma le ricadute parlano di un contesto con meno dipendenti, meno retribuiti e più vecchi generando così una situazione ai limiti che sempre più muove verso le esternalizzazioni”.
A risentirne sono quindi tutti i settori del welfare, dai servizi per l’infanzia a quelli per gli anziani. Si parla di mancanza di formazione professionale, di blocco delle assunzioni, di precarizzazione dei servizi: mentre si continua con la politica del blocco del turn-over “vengono fatte delle assunzioni a tempo determinato che non solo sono più costose per le amministrazioni che sprecano così soldi pubblici, ma che non permettono di dare stabilità sia alle persone, sia al ruolo che queste esercitano e per il quale sviluppano professionalità” – chiosano Frigeri e Battini.
Ma non solo “assistiamo anche alla mancanza di progressione degli stipendi – aggiunge Angelo Faietti, della segreteria della Uil Fpl – dove ci sono lavoratori che non hanno aumenti anche per diversi anni anni, il tutto in un contesto mediatico che bolla i dipendenti pubblici come fannulloni, mentre riteniamo – conclude – che se è vero che il cosiddetto ‘fannullone’, e chi lo copre, va sanzionato è altrettanto vero casi e situazioni isolate non registrate nel nostro territorio”.
Per tutte queste motivazioni, convinti che se non arriveranno risposte bisognerà allargare la protesta fino a pensare ad uno sciopero nazionale, il prossimo 24 maggio i dipendenti pubblici emiliano-romagnoli si ritroveranno a Bologna.
Da Reggio Emilia sono previsti, in partenza da diversi punti della Provincia, dodici pullman.
Cultura. “Ora anche i lavoratori che operano nelle principali aziende culturali di Reggio e di Modena hanno un contratto moderno e flessibile, capace di cogliere le esigenze degli stessi per migliorare le condizioni di lavoro e garantire la capacità di rispondere in modo efficiente e dinamico alla domanda del mercato del settore”. Un ruolo, quello dei servizi culturali reggiani e modenesi, vitale sia per la crescita sociale e civile dei due territori, ma anche per lo sviluppo economico e che incassa questo commento di Davide Battini, segretario della Cisl Fp, dopo che, a Roma, è stato sottoscritto il 12 maggio 2016 il verbale di accordo per il rinnovo del Contratto collettivo di lavoro Federculture. Il contratto si applica ai dipendenti delle imprese dei servizi pubblici della cultura, del turismo, dello sport e del tempo libero. In Italia si tratta di oltre 3.000 dipendenti delle principali aziende culturali del Paese rappresentate da Federculture, come appunto i dipendenti delle Fondazioni o dei Musei, diverse decine di questi lavorano tra Modena e Reggio. L’accordo è stato siglato dalla delegazione trattante delle aziende culturali associate a Federculture, e dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Uil Pa.
“Rinnovato e arricchito sotto molti profili normativi, il contratto prevede un incremento salariale a regime, per tutti i lavoratori, del 4,5% nell’arco del triennio – entra nel dettaglio Cristian Villani, Cisl Fp Emilia Centrale, responsabile Federculture per il territorio di Reggio Emilia e Modena –, inoltre è prevista l’introduzione del terzo Ear (elemento aggiuntivo di retribuzione), l’elemento di garanzia retributiva per i lavoratori delle aziende dove non si svolge la contrattazione di secondo livello e la costituzione di un fondo, pari a 9 euro al mese per 14 mensilità, destinato a finanziare lo sviluppo professionale e i percorsi di carriera dei lavoratori”.
Sono anche introdotti elementi innovativi sul tema delle unioni civili che vengono riconosciute contrattualmente al pari del matrimonio e viene estesa la dizione coniuge/coniugi anche ad ognuna delle parti delle unioni civili. Novità anche in tema di tutela delle pari opportunità, sulla violenza di genere, la conciliazione dei tempi vita-lavoro, la tutela e la sicurezza nei luoghi di lavoro.
Viene quindi istituita una commissione paritetica per l’aggiornamento del sistema di classificazione e l’individuazione dei criteri per l’attivazione dei percorsi di carriera ed è impedita l’introduzione di forme di flessibilità selvaggia attraverso l’opportuna regolamentazione di tutte le tipologie contrattuali.
Adelmo Lasagni, segretario generale Fnp Cisl Emilia Centrale
Sono oltre 400 i pensionati e lavoratori modenesi che dopodomani – giovedì 19 maggio – partecipano a Roma alla manifestazione nazionale organizzata da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil per chiedere la tutela del potere d’acquisto delle pensioni, la riduzione della tassazione, la separazione tra assiste
Maurizio Brighenti, responsabile Cisl Emilia Centrale zona di Castelfranco
Cgil e Cisl della zona di Castelfranco Emilia valutano positivamente l’allargamento dell’Unione del Sorbara da quattro a sei Comuni. Attualmente fanno parte dell’Unione solo quattro Comuni (Bomporto, Bastiglia, Ravarino e Nonantola); entro l’estate entreranno Castelfranco e San Cesario.
Pensioni _ Sono alcune centinaia i reggiani che, giovedì 19 maggio, giungeranno a Roma per manifestare al presidio “A testa alta” organizzato unitariamente dai sindacati dei pensionati Spi Cgil – Fnp Cisl – Uilp Uil. Rivalutazione delle pensioni, reversibilità, fisco, welfare, non autosufficienza i temi al centro di questa grande manifestazione nazionale.
Pensioni, un momento della conferenza stampa svoltasi stamane
“Intendiamo rivendicare diritti e dignità – ha spiegato Marzia Dall’Aglio, segretaria dello Spi Cgil -, per ribadire con forza le richieste avanzate al governo e fino ad oggi rimaste inascoltate. Chiediamo di tutelare il potere d’acquisto delle pensioni rivalutando il costo al pre-Fornero. Quindi la necessità di uguagliare le detrazioni fiscali per lavoratori dipendenti e pensionati, con estensione degli 80 euro alle pensioni più basse, al recupero del danno prodotto dal blocco delle rivalutazioni 2012/2013 sulle pensioni superiori a tre volte il minimo. Non ultimo il non toccare le pensioni di reversibilità (che non sono pensioni assistenziali ma sono erogate a fronte di contributi versati”. Tra le proposte anche quella di separare la spesa previdenziale da quella assistenziale, le maggiori risorse per l’invecchiamento e una legge per la non autosufficienza.
“Una riforma del sistema previdenziale a Reggio Emilia interessa 165.000 pensioni che (coinvolgono 110.000 pensionati) – ha dichiarato Adelmo Lasagni, segretario generale Fnp Cisl Emilia Centrale -. Il 40% di questi ha pensioni inferiori ai 1000 euro lordi al mese coi quali risulta difficile vivere, soprattutto in ambiti familiari talvolta gravati da malattie, affitti, situazioni sociali aggravate dalla crisi. L’importo medio delle pensioni vale rispettivamente 870 euro, i pensionati con meno di 1000 euro al mese sono il 32,5% del totale, circa il 20% delle pensioni di vecchiaia è compreso tra i 500 e i 750 euro/mese: tutto questo si traduce in nuove sacche di povertà proprio tra i pensionati che, negli anni della crisi, sono stati i veri ‘ammortizzatori sociali’ delle famiglie’ a fronte di un costo della vita medio alto rispetto ad altre realtà del Paese”. Ad oggi mediamente occorrono 42 anni e 10 mesi di lavoro a un uomo per andare in pensione, 41 a una donna. Ma come se non bastasse in Italia le pensioni sono tassate il doppio rispetto alla media europea (2000 euro contro 1000).
“Per la prima volta nel 2016 abbiamo assistito a una diminuzione delle aspettative di vita mentre i coefficienti pensionistici prevedono un allungamento della stessa – ha rimarcato Ferdinando Guidetti, segretario della Uilp Uil -. E’ fortemente minato il futuro dei giovani che, ad oggi, non possono avere certezze né sul fronte lavorativo né su quello pensionistico. Come pensionati proponiamo un patto con le future generazioni”.
Per questo la manifestazione di Piazza del Popolo si muoverà anche in una prospettiva più ampia: cambiare la Legge Fornero per rendere flessibile l’età pensionabile e dare un prospettiva certa per i giovani. Tutti insieme dunque, anziani e giovani, pensionati e lavoratori.
Da sin. Luigi Tollari e Fulvio Bonvicini (Uil), Rosario Roselli e William Ballotta (Cisl)
«La firma di un contratto aziendale non è sempre scontata e, nel caso del gruppo Concorde, stiamo parlando di uno dei principali attori del comparto ceramico, cioè di un’impresa che continua a investire, garantendo così un futuro al nostro territorio». Lo ha dichiarato il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta
Giorgio Uriti, segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale
«Sinceramente le polemiche di Pizzolla e della Fiom, scagliate contro la Fim Cisl e il suo segretario generale, impegnato a illustrare all’Università di Modena e Reggio Emilia la più grande ricerca sul lavoro degli ultimi 30 anni sulle condizioni dei lavoratori nel gruppo Fca-Cnhi, sembrano più ispirate da una inutile ricerca di protagonismo sui media che di attenzione verso i lavoratori di Maserati».
Vittorio Daviddi, segretario generale Fai Cisl Emilia Centrale
Continua il braccio di ferro sul rinnovo del contratto aziendale della cooperativa Cantine Riunite & Civ. Oggi – mercoledì 11 maggio – i lavoratori degli stabilimenti di S. Prospero (Modena) e Campegine (Reggio Emilia) hanno scioperato per quattro ore (le ultime di ogni turno). Inoltre davanti agli ingressi dei due stabilimenti sono stati organizzati dei presidi.
Presso la Facoltà Marco Biagi – Economia e Commercio dell’Università di Modena e Reggio Emilia nella mattinata di oggi si è tenuta la lectio magistralis su “Le persone e la fabbrica”. Si tratta di una ricerca promossa dalla Fim Cisl in collaborazione con un gruppo di docenti dei Politecnici di Milano e Torino, coordinati dal professor Luciano Pero.
Quartiere sicuro, quartiere solidale. Se ne parla giovedì 12 maggio a Modena in un incontro pubblico promosso dai sindacati pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Pensionati presso la sala civica di via Marie Curie 22, al quartiere 4 (San Faustino, Madonnina, Quattro Ville).
Domenico Chiatto, componente segreteria Cisl Emilia Centrale
Solidarietà della Cisl Emilia Centrale a Porta Aperta dopo il blitz del Veneto Fronte Skinheads. «Diciamo no a gesti di intimidazione e denigrazione nei confronti di istituzioni come Porta Aperta, che da anni accolgono e assistono cittadini italiani e stranieri – afferma Domenico Chiatto, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale –
Commercio e non solo. Nel Paese sono più di un milione e cinquecentomila e nella migliore delle ipotesi aspettano il rinnovo del contratto nazionale di lavoro da tre anni. Nella peggiore da sei. Oggi per questo sono in sciopero per l’intera giornata.
Fisascat in piazza oggi a Bologna con le altre organizzazioni sindacali del commercio
A livello regionale, anche da Reggio Emilia e Modena, in molti hanno manifestato con un corteo che da piazza XX settembre è arrivato in Piazza Maggiore. Parliamo di persone che lavorano come baristi, camerieri, cuochi, operatori del comparto pulizia e sanificazione, attività ausiliarie e facility management, addetti alle mense, receptionist, impiegati di agenzia di viaggio, lavoratori dei fast food, operatori del comparto termale e farmacisti. In tutto questo tempo le parti datoriali hanno, con diversi accenti e modalità, cercato di negare il valore del Contratto nazionale subordinandone il rinnovo a forme più o meno esplicite di restituzione, attraverso il peggioramento di parti economiche e normative. Le pretese assurde di Federturismo/AICA/Confindustria Alberghi, Fipe, Fiavet, Confesercenti, Federterme, Federfarma, Angem, Aci (Alleanza Cooperative Italiane), Anip-Confindustria, Legacoop Servizi, Federlavoro e Servizi Confcooperative, Agci, Unionservizi Confapi, Fnip Confcommercio si possono riassumere in: “il Contratto si rinnova se a pagarlo sono le lavoratrici e i lavoratori con la rinuncia ai propri diritti e tutele”. Cioè quei professionisti cui spesso ci rivolgiamo per soddisfare bisogni imprescindibili, per necessità connesse alla salute, per servizi fondamentali della nostra vita quotidiana. Operano in settori strategici per l’economia del nostro Paese, che rappresentano una componente rilevante del Pil italiano come il turismo e il sistema degli appalti, e svolgono lavori importanti come ad esempio la refezione e le pulizie nelle scuole, negli asili e negli ospedali. Lavorano spesso in condizioni difficili, con orari ridotti e stipendi esigui. La loro attività, che talora appare “invisibile”, si svolge 365 giorni all’anno, la domenica e durante i festivi, perché di loro c’è sempre bisogno. A questi settori si aggiunge la grande distribuzione nelle aziende associate a Federdistribuzione, la cui trattativa si è interrotta su richieste di arretramento pesantissime avanzate dalle imprese, tra cui un sistema contrattuale quasi totalmente derogabile e la definizione di aumenti salariali decisamente inferiori, per montante salariale complessivo, a quanto già previsto nel rinnovo del contratto nazionale di Confcommercio, sottoscritto già oltre un anno fa. Tale posizione ha portato le organizzazioni sindacali alla proclamazione delle due giornate di sciopero, di cui la prima oggi e la seconda prevista per il 28 maggio. Esse seguono le iniziativa già effettuate il 7 novembre e 19 dicembre scorsi.
“L’atteggiamento delle associazioni datoriali – concludono Filcams, Fisascat e Uiltucs reggiane – che mirano ad un risparmio sul costo del lavoro totalmente basato su arretramenti contrattuali e i mancati rinnovi degli stessi , non è più accettabile”.
Volantinaggio dei sindacati davanti all’ospedale di Sassuolo
Giornata di mobilitazione e volantinaggio davanti a tutti gli ospedali della provincia di Modena oggi – venerdì 6 maggio. Le organizzazioni sindacali della sanità Fp Cgil, Cisl Funzione pubblica e Uil Fpl hanno spiegato le ragioni dello sciopero regionale del pubblico impiego indetto per il 24 maggio.