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Categoria: Comunicati

Pulizie ospedali modenesi: proroga 30 giorni mobilità, preoccupano esuberi

«È stato compiuto un primo passo avanti, ma resta ancora molto da fare. Soprattutto destano preoccupazione gli annunciati licenziamenti». Così Alessandro Martignetti (Fisascat Cisl Emilia Centrale), Andrea Santoiemma e Veronica Marchesini (Filcams Cgil Modena) commentano l’incontro di ieri in prefettura a Modena con la Dussmann Service e l’Ausl a proposito degli esuberi dichiarati dalla Dussman, che ha in appalto i servizi di pulizie nei cinque ospedali di Carpi, Mirandola, Vignola, Castelfranco e Pavullo e negli poliambulatori Ausl di Modena.

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Quell’assalto alle pensioni dei vedovi. Lasagni segretario Fnp Cisl Emilia Centrale: “Vigileremo”

 

“Fare cassa sui vedovi e le vedove è ingiusto se non immorale. Accogliamo con soddisfazione le precisazioni del ministro Padoan, ma vigileremo affiche le pensioni di reversibilità – che riguardano alcune migliaia di Reggiani (circa 4,3 milioni di persone in Italia, 309 mila in Emilia Romagna), in gran parte vedove – continuino ad essere erogate con le regole attuali. Diversamente ci mobiliteremo”.

Adelmo Lasagni, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale. I pensionati della Cisl
Adelmo Lasagni, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale

Sono le parole di Adelmo Lasagni, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale dopo che il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, e quello dell’Economia, Pier Carlo Padoan, hanno smentito le ipotesi di intervento sulle pensioni ai superstiti o di reversibilità. “Tutti i trattamenti restano intatti” ha risposto il ministro Padoan al presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano (Pd) e alle opposizioni. Questi ultimi, infatti, avevano osservato come nel disegno di legge delega sul contrasto alla povertà, presentato da Renzi in Parlamento, fosse previsto anche un riordino delle prestazioni assistenziali e di quelle previdenziali legate al reddito. E tra queste ultime rientrano appunto anche le pensioni di reversibilità, benché non siano esplicitamente menzionate del disegno di legge stesso. Una preoccupazione – accolta in queste ore dai sindacati in maniera unitaria – sul fatto che il provvedimento prevede, come criterio generale, che le prestazioni future (non quelle in essere) non siano più legate al reddito ma all’Isee, l’indicatore che tiene conto di tutta la ricchezza familiare (redditi, risparmi, investimenti, immobili). Ci sarebbe quindi stato il rischio di una stretta sui requisiti. Rischio che, dopo la doppia smentita dei due ministri renziani dovrebbe essere caduto.

“Ma noi aspettiamo o la cancellazione del Ddl o una puntualizzazione dello stesso – spiega Lasagni –. Si noti che ad oggi i coniugi superstiti ricevano solo il 60% della pensione del defunto. Questa percentuale scende al 45% se il superstite ha redditi superiori a tre volte l’importo della pensione minima, cioè 1.505 euro lordi al mese, e al 30% se ha redditi oltre 5 volte il minimo (2.509 euro lordi al mese). Le percentuali aumentano se ci sono figli a carico. A Reggio Emilia, con l’allungamento della vita, le 167.000 pensioni attive salgono costantemente e, con esse, anche quelle di riversibilità: toccarle avrebbe voluto dire incidere sulla vita di molte persone dato che, mediamente, le pensioni di reversibilità hanno un importo medio di soli 591 euro lordi mensili e, purtroppo, riguardano persone spesso anziane, sole e, a volte, anche malate”.

“Per il futuro – conclude Lasagni – ricordiamo che sia a livello locale quanto nazionale da tempo ripetiamo che per la quadratura dei conti occorra occuparsi di evasione fiscale, di evasione contributiva, di corruzione, di grandi patrimoni esentasse e di promuovere un sistema fiscale progressivo chiedendo di più a chi ha di più e non ai più deboli. Con coraggio si attinga ai ricchi, ai grandi manager, le pensioni d’oro e ai grandi patrimoni sempre al riparo da ogni provvedimento”.

Precari scuola: domani presidio davanti a prefettura Modena

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La Cisl Scuola Emilia Centrale in una manifestazione contro la legge “La Buona Scuola”

Una giornata di mobilitazione nazionale in difesa dei diritti dei docenti precari. L’hanno proclamata per domani – venerdì 12 febbraio – i sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams. A Modena si terrà un presidio davanti alla prefettura a partire dalle 16.

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Ragazzo investito da treno: sindacati chiedono sicurezza

Ragazzo investito treno Modena-Sassuolo
La fermata di Casinalbo della linea ferroviaria Modena-Sassuolo

I sindacati provinciali dei trasporti sono vicini alla famiglia del 15enne investito sabato sera da un treno della linea Modena-Sassuolo. Allo stesso tempo, però, chiedono con urgenza un tavolo sulla sicurezza dell’intera rete ferroviaria regionale.

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#CislEmiliaCentrale: un Patto territoriale per sostenere la nuova coesione sociale a Reggio Emilia

REGGIO EMILIA – “Le mutate condizioni del lavoro a Reggio Emilia dovranno portare a una rinnovata coesione sociale. Per questo proponiamo un Patto territoriale, sul fronte del lavoro e della coesione sociale, per far fronte a esigenze di persone e famiglie fortemente mutate (in consistenza e bisogni) durante i 7 anni della crisi. Anni nei quali abbiamo assistito alla perdita di 7.000 posti di lavoro, pari alla forza occupazionale di un intero Comune reggiano di media-grande dimensione”. E’ quanto ha dichiarato la segreteria della Cisl Emilia Centrale svolta a Reggio presentando il “1° Report Lavoro & Coesione sociale 2016”.

Cisl Emilia Centrale
William Ballotta e Margherita Salvioli Mariani

Diversi gli strumenti funzionali a occupazione e coesione sociale proposti da William Ballotta, segretario generale della Cisl Emilia Centrale, Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta, assieme ai segretari Domenico Chiatto, Andrea Sirianni e Michele Del Fabbro. Per i segretari per tenere assieme la crescita complessiva del territorio (sviluppo economico e coesione sociale) “prioritario è il rilancio del ruolo del manifatturiero, lo sviluppo della contrattazione di secondo livello (aziendale e/o territoriale). Anche per Reggio Emilia è possibile tradurre sul territorio reggiano il Patto regionale per il Lavoro, con particolare attenzione alle caratteristiche dei singoli distretti produttivi”.
Anche nel reggiano la Cisl Emilia Centrale richiede la programmare interventi per la riqualificazione del patrimonio edilizio, di “potenziare la formazione professionale e riconversione dei lavoratori, ma anche un piano infrastrutturale per mettere a valore l’Alta Velocità ferroviaria”.
Tutto questo, secondo i segretari, deve scaturire da un percorso partecipato verso un Patto sociale per Reggio Emilia. In esso potranno trovare risposta la riorganizzazione della pubblica amministrazione, la riduzione degli sprechi, la semplificazione delle procedure amministrative. All’orizzonte anche il tema della fusione tra Comuni (così come avviato dal Comune del Ventasso da inizio anno), oltre al welfare dei servizi rilanciare del welfare di relazione con tavoli di co-progettazione (es: portierato sociale, infermiere di comunità). Sì anche a un piano per edilizia residenziale sociale, a una politica per il trasporto pubblico ecocompatibile, concorrenziale e alternativo ai mezzi privati. Attuale e da rafforzare la cultura della legalità e anche il controllo degli appalti pubblici”.

Elettrondata, domani sciopero contro licenziamento delegato sindacale

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Roberto Verucchi (Fim-Cisl Emilia Centrale)

Sciopero di due ore domani – giovedì 4 febbraio – alla Elettrondata di Solignano Nuovo di Castelvetro (Modena) per protestare contro la procedura di licenziamento aperta lo scorso 19 gennaio nei confronti di un delegato della Fiom-Cgil. L’azienda, che è leader nel settore delle automazioni industriali e conta 23 addetti, lo scorso settembre ha attivato una procedura di licenziamento collettivo con incentivo all’esodo per sei dipendenti; poi ha fatto richiesta di un ulteriore periodo di cassa integrazione ordinaria per 13 settimane per far fronte a un calo di commesse. «Il 19 gennaio ha deciso il licenziamento del delegato Fiom-Cgil, giustificandolo come esubero di personale nell’ufficio tecnico – affermano Yawo Galli della Fiom Cgil e Roberto Verucchi della Fim-Cisl – Contestiamo questa procedura di licenziamento e le stesse motivazioni, che sono pretestuose visto che la Elettrondata esternalizza parte del lavoro dell’ufficio tecnico. Se questo lavoro fosse svolto dai due tecnici non ci sarebbe necessità di esuberi, ma tutt’al più di ammortizzatore sociale in alcuni momenti. Inoltre – proseguono i sindacalisti – avevamo concordato che la cigo attivata per tutti i dipendenti da settembre avrebbe dovuto servire per riqualificare i lavoratori su certe mansioni, ma l’azienda lo ha fatto solo marginalmente. Contestiamo, poi, che del periodo di 13 settimane di cigo ne sia stata realmente attivata solo una piccola parte, tanto è vero che diversi lavoratori sono rimasti sul luogo di lavoro oltre il dovuto per venire incontro alle esigenze produttive». L’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici di Elettrondata considera scorretta la procedura di licenziamento del delegato sindacale; la ritiene, inoltre, un atto discriminatorio in quanto, nei momenti delicati, si sono sempre trovate soluzioni condivise. Fiom-Cgil, Fim-Cisl e i lavoratori chiedono pertanto all’azienda di rivedere la sua posizione e di prendere in considerazione proposte che, valorizzando le professionalità interne, sono alternative ai licenziamenti. Oltre allo sciopero, domani si terrà anche un presidio davanti all’azienda dalle 9 alle 11.

Truffa Ina Assitalia a Castelnovo ne’ monti: con Adiconsum i primi 250.000 euro sono di nuovo nelle tasche dei cittadini

CASTELNOVO MONTI (Reggio Emilia, 3 febbraio 2016) – Le prime cinque famiglie assistite da Adiconsum Reggio Emilia hanno recuperato quanto avevano investito. Dopo mesi di ansie e timori d’aver perso i risparmi di una vita, i truffati nella vicenda del promotore Ina Assitalia di Castelnovo ne’ Monti hanno dunque ritrovato il sorriso e la serenità “economica”, riavendo 250.000 euro dalla compagnia di assicurazione.

I legali dell'Adiconsum Cisl Emilia Centrale con, al centro. Luca Braggion, segretario
I legali dell’Adiconsum Cisl Emilia Centrale con, al centro. Luca Braggion, segretario

E’ quanto informa, con soddisfazione, l’associazione per la difesa dei consumatori promossa dal Cisl. Da parte dell’associazione stessa, infatti, il compito di seguire passo a passo i cittadini truffati, instaurando con essi un vero e proprio rapporto di fiducia. Contrariamente alle voci che si erano sparse in paese negli ultimi giorni su una presunta imperizia e difetto di comunicazione delle associazioni dei consumatori, insomma, i soldi tornano ad essere nelle tasche dei cittadini.

Affitti concordati, nuovo accordo a Modena

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Eugenia Cella (Sicet-Cisl) è la seconda da destra

Riduzione delle fasce di oscillazione dei canoni massimi, nuovi parametri e criteri per la determinazione dei canoni stessi e riduzione delle zone. Sono le principali novità contenute nel nuovo accordo territoriale sui contratti di affitto a canone concordato, che nel Comune di Modena sono oltre 14 mila. Firmato nei giorni scorsi dai sindacati degli inquilini Sunia (Cgil), Sicet (Cisl), Uniat (Uil) e da Asppi, l’associazione che tutela la piccola e media proprietà immobiliare, il documento, che sostituisce il precedente del 2008, stabilisce canoni mensili più coerenti con l’attuale situazione immobiliare, semplificando e aggiornando i parametri per la definizione dei contratti. L’intesa è stata presentata ieri – lunedì 1 febbraio – in Provincia con la partecipazione di Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia, Francesco Lamandini, presidente di Asppi, Antonietta Mencarelli del Sunia e Eugenia Cella del Sicet. «Questo nuovo accordo – ha sottolineato Muzzarelli – evidenzia che attraverso il confronto tra i sindacati degli inquilini e le associazioni della proprietà immobiliare è possibile fornire risposte concrete su un problema così delicato come la casa. L’accordo, valido per il Comune di Modena, farà da apripista anche per gli accordi sottoscritti in futuro nel resto della Provincia». Asppi e i sindacati degli inquilini sottolineano l’importanza strategica di questo nuovo accordo che «fornisce un quadro aggiornato e chiaro per una tipologia di affitto sempre più importante per il nostro territorio». I canoni concordati contribuiscono a calmierare il mercato della locazione: da un lato permettono a molte famiglie modenesi di usufruire di un affitto a costi sostenibili e adeguati al proprio reddito, e dall’altro prevedono una fiscalità agevolata per i proprietari: cedolare secca al 10 per cento, riduzione dell’Imu del 25 per cento e una detrazione fiscale più elevata, sia per i proprietari che per gli inquilini. Sunia, Sicet e Uniat, insieme ad Aspp hanno sollecitato il sostegno all’edilizia residenziale pubblica, il ripristino in forma permanente con risorse adeguate del fondo sociale per l’affitto, la promozione di politiche di prevenzione degli sfratti per morosità incolpevole, l’aumento del numero degli alloggi destinati dell’Agenzia Casa, il sostegno a interventi di aiuto alle famiglie più fragili, l’aggiornamento delle politiche dei Peep e la riduzione del carico fiscale (Imu) sugli immobili.
Tutte le nuove regole: zone ridotte a quattro, nuove fasce e parametri
La principale novità contenuta nell’accordo sui canoni concordati è la riduzione delle zone in cui viene suddiviso il Comune di Modena: dalle precedenti cinque aree si passa a quattro zone, secondo i criteri stabiliti dell’Agenzia del territorio (centro, semicentro, periferia e zona suburbana e rurale). Alla nuova suddivisione si aggiunge la rimodulazione delle fasce di oscillazione del canone mensile che unificano i minimi e riducono i massimi di una percentuale che varia fra il 2 il 10 per cento: per una casa di medie dimensioni la riduzione si attesta tra i 10 e i 68 euro mensili. La modifica si è resa necessaria per recepire l’attuale valore di mercato degli immobili, in contrazione a causa della crisi. Viene superato anche il vecchio criterio delle aree di minore o maggiore pregio, con la sola eccezione delle vie del centro storico di grande prestigio, che vengono valorizzate mantenendo una maggiorazione del 6 per cento. Il nuovo accordo territoriale, infine, aggiorna i parametri per la determinazione del canone: è stato tolto il criterio del riscaldamento, oggi di fatto presente praticamente tutte le abitazioni, e aggiunto un ulteriore parametro relativo alla sicurezza (allarme interno e inferriate), ritenuto un tema di particolare importanza, cercando anche di semplificare la descrizione dei parametri stessi.  Ecco un esempio di contratto mensile a canone concordato in base ai nuovi accordi territoriali, per un appartamento alla periferia di Modena di dimensioni comprese tra 50 e 70 mq: fascia minima (meno di cinque parametri oggettivi), il canone concordato minimo sarà 400 euro, massimo 430 euro mensili; fascia media (cinque parametri oggettivi) minimo 437 euro, massimo 487 euro; fascia alta (oltre cinque parametri oggettivi), minimo 487 euro, massimo 543 euro al mese.

Esselunga, siglato accordo sperimentale su lavoro domenicale

Enrico GobbiProgrammazione trimestrale del lavoro domenicale che valorizzi la disponibilità volontaria dei singoli lavoratori, in un’ottica di attenuazione dei carichi di lavoro, miglioramento dell’efficienza organizzativa e della produttività aziendale. È questo il fulcro dell’accordo sperimentale, valido per un anno dal 1° maggio 2016, siglato dai sindacati Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil, Uiltucs-Uil e la direzione di Esselunga, il gruppo italiano della grande distribuzione organizzata che conta più di 22.500 dipendenti degli oltre 150 punti vendita, di cui 139 a oggi aperti al pubblico nella giornata domenicale. «L’intesa riguarda anche i 450 addetti dei punti vendita di Modena, Sassuolo, Appalto di Soliera e Reggio Emilia – commenta il segretario generale della Fisascat-Cisl Emilia Centrale Enrico Gobbi – Si tratta di un accordo innovativo in un gruppo che ha resistito alla crisi degli ultimi anni. A fronte di una flessibilità contrattata, viene valorizzato il confronto tra le rappresentanze sindacali e la direzione aziendale per concordare le modalità della prestazione domenicale volontaria nel rispetto delle esigenze di vita dei dipendenti, pur in un’ottica di incremento della produttività. Questa intesa rappresenta un primo passo per ristabilire corrette relazioni sindacali e pone le basi per il rinnovo del contratto integrativo scaduto nel 2007 – sottolinea Gobbi – Il nostro auspicio è che si individui un punto di mediazione al tavolo con Federdistribuzione per siglare al più presto il nuovo contratto nazionale per gli addetti della grande distribuzione organizzata». L’accordo con Esselunga prevede che a livello di singolo negozio venga esperito un confronto tra le rsu/rsa, i sindacati territoriali e la direzione aziendale sulla programmazione trimestrale concordata del lavoro domenicale e sugli impatti dell’organizzazione del lavoro – turni, riposi ecc. – che dovrà comunque prevedere 22 domeniche lavorate per gli addetti dei reparti DroGem e 24 prestazioni domenicali per gli addetti degli altri reparti. Rispetto alle previsioni dell’integrativo aziendale – sei domeniche di riposo domenicale per i full time e quattro per i part-time – l’intesa prevede che il 50 per cento delle giornate di riposo domenicale possano essere concordate a livello territoriale o di singola filiale. Si potranno inoltre concordare due giornate di riposo consecutivo di sabato e domenica ogni dieci domeniche di lavoro effettuate. «Sono esclusi dalla programmazione del lavoro domenicale i padri e madri di bambini sotto i tre anni e i lavoratori che assistono persone disabili o con patologie gravi e continuative – aggiunge Gobbi – Sul mercato del lavoro l’intesa introduce la possibilità per 120 lavoratori part-time a tempo indeterminato di incrementare l’orario di lavoro settimanale aggiungendo la domenica tra le giornate contrattualmente previste. L’accordo regola anche le maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo in vigore dal 1° gennaio 2016 con la previsione – conclude il segretario generale della Fisascat-Cisl Emilia Centrale – di sette fasce di trattamento economico (di miglior favore rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale) dal 30 all’80 per cento rapportate al numero di prestazioni effettuale dalla prima alla 28 esima e oltre la 29 esima giornata lavorata».

Fnp: se il servizio sanitario è gratuito per gli anziani, in zona stazione, con un ambulatorio

Un ambulatorio gestito da medici e infermieri volontari in pensione, che produce prestazioni sanitarie totalmente gratuite per anziani e cittadini in difficoltà in Via Vecchi (Reggio Est, in zona stazione). Questo è il servizio promosso da Anteas servizi Fnp Cisl Emilia Centrale che prosegue con successo la sua attività il lunedì, martedì e mercoledì dalle ore 9.00 alle 10.00. Adelmo Lasagni-Foto G. Arlotti, Fnp
“In accordo con Comune e Ausl – spiega Adelmo Lasagni, segretario Fnp (Federazione nazionale pensionati) Cisl Emilia Centrale – sono prodotte prestazioni sanitarie volontarie sulla base di precise prescrizioni del medico curante. Il servizio offerto da Anteas servizi Cisl Emilia Centrale riveste una grande importanza per gli anziani e le persone in difficoltà. E’ l’impegno del sindacato verso le fasce più fragili che unisce un bisogno espresso, in questo caso di semplici prestazioni sanitarie, e la disponibilità di persone professionalmente competenti che decidono di mettere la propria capacità ed il proprio tempo a disposizione degli altri e che ringraziamo. Piccole azioni, che in tempo di fragilità relazionali e di povertà economica rendono accogliente la città, in una zona che per la varietà dei cittadini è certamente complessa”.
“Si effettuano – entra nel dettaglio Marino Favali, presidente Anteas servizi Cisl Emilia Centrale – prestazioni inerenti a controlli della pressione, iniezioni intramuscolari, medicazioni semplici su prescrizione del medico curante. È inoltre possibile usufruire di una consulenza medica gratuita il lunedì e il martedì dalle 9.00 alle 10.00”.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare il numero 3428593100 negli orari di apertura al pubblico.

Con Anteas un po’ di pubblicità ti allunga verso la strada. In arrivo un nuovo mezzo per i disabili

E siamo a tre. Si espande il progetto di pubblica utilità “Trasporti di solidarietà” in collaborazione con Anteas Servizi Reggio Emilia (Associazione nazionale tutte le età attive per la solidarietà) Cisl Emilia Centrale e l’azienda milanese ‘Servizi di utilità sociale’. Dopo Correggio, Reggiolo e Scandiano arriverà anche nella zona pedecollinare un mezzo per il trasporto di persone svantaggiate, che servirà le località di Albinea, Quattro Castella e Vezzano. Marino Favali, Anteas
“Per Anteas Servizi Reggio Emilia – spiega il presidente Marino Favali – che, svolge quotidianamente attività di volontariato, è molto importante: poter utilizzare un veicolo adibito al trasporto di persone appartenenti a categorie svantaggiate”. “Oltre alle persone con difficoltà motorie – prosegue Franco Maramotti contabile della associazione –, il mezzo può anche servire per trasportare per portare i bambini all’asilo e per ogni altro utilizzo di cui necessita Anteas”.
“Forniremo ad Anteas Servizi Reggio Emilia un Fiat Doblò ‘tetto alto passo lungo’ – spiega Gianluca Palazzetti, responsabile di area di ‘Servizi di utilità sociale’ –, esso consente alle persone diversamente abili di mantenere il capo eretto. Il mezzo, con allestimenti certificati Iso 9001, è dotato di pedana elettroidraulica. Anteas Servizi Reggio Emilia avrà il mezzo in comodato d’uso gratuito per 8 anni. La nostra azienda provvede alla copertura assicurativa totale del mezzo, responsabilità civile, furto, incendio, atti vandalici, eventi atmosferici, casco (franchigia), cambi gomme, tagliandi e assistenza. L’unico costo di cui dovrà farsi carico Anteas Servizi Reggio Emilia sarà il carburante”.
“Il servizio – prosegue il responsabile – sarà effettuato coinvolgendo le attività economiche dei territori di Albinea, Quattro Castella e Vezzano che avranno la possibilità di acquisire un loro spazio informativo sulla carrozzeria del veicolo. Eventuali interessamenti saranno preceduti da telefonate e possibili incontri con gli agenti si recheranno dagli interessati. Oltre alla promozione è un investimento deducibile fiscalmente al 100%. E molte attività economiche partecipano per una ragione altruistica”.
“In Italia ‘Servizi di utilità sociale’ conta ben 400 mezzi fra Toscana, Emilia Romagna, Marche, Umbria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia. Quando arriveranno anche gli altri automezzi di Anteas Servizi Reggio Emilia, questo sarà il terzo reggiano”, conclude Palazzetti.

Spesso pensionato, oberato da telefonia o energia. Il consumatore reggiano “stressato”: report Andiconsum

“Un 2016 dalla parte dei cittadini, anche se sempre più oberati da truffe e problematiche contrattuali” sono le parole di Luca Braggion, presidente di Adiconsum Reggio Emilia, l’associazione per la difesa dei consumatori e dell’ambiente promossa dalla Cisl, che solo a Reggio Emilia, nell’anno da poco concluso ha consentito ai consumatori reggiani di risparmiare recuperare oltre 150.000 euro.

Luca Braggion, presidente Andiconsum
Luca Braggion, presidente Andiconsum

“Il 2016 ovviamente ci vede impegnati in prima linea, ma anche con grande attenzione e preoccupazione rispetto a quanto di nuovo viene avanti – afferma Braggion – Analizzando infatti i dati dell’attività svolta nel 2015 a Reggio Emilia e provincia (con particolare riferimento agli sportelli territoriali di Scandiano e Rubiera), lo scorso anno Adiconsum Reggio Emilia ha assistito 642 reggiani alle prese con diverse problematiche. Un quarto di essi ha trovato soddisfazione tramite lo strumento della conciliazione paritetica con Telecom-Tim, Vodafone, Wind, H3G e Fastweb”. Le problematiche con le varie compagnie telefoniche, infatti, restano le più frequenti, ma le controversie con banche, assicurazioni e finanziarie sono segnalate come sempre più diffuse “non soltanto perché la nostra provincia è stata direttamente coinvolta dalla enorme truffa assicurativa di Castelnovo ne’ Monti, sulla quale l’associazione è tuttora al lavoro, ma anche e soprattutto in ragione di un drammatico aumento dei soggetti sovraindebitati” aggiunge Luca Braggion, presidente della struttura provinciale. Per questa ragione Adiconsum Reggio Emilia ha potenziato la collaborazione con i poli territoriali dei servizi sociali del Comune di Reggio Emilia e la recettività del proprio osservatorio.
Da segnalare che restano all’ordine del giorno di Adiconsum le casistiche di anziani che subiscono i metodi spesso e volentieri aggressivi dei commerciali dell’energia. Quasi il 50% dei cittadini reggiani che si rivolgono all’associazione sono pensionati.

Camera di commercio: stato di agitazione anche a Modena

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Roberta Roncone, segretaria generale Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale

Anche a Modena il personale della Camera di commercio ha proclamato lo stato di agitazione in vista dell’imminente decreto legislativo con cui il governo intende riordinare il sistema camerale. «Il governo vuole togliere alle Camere di commercio la quasi totalità delle loro funzioni – affermano le rsu (rappresentanze sindacali unitarie) della Camera di commercio di Modena – Per le 89.861 attività imprenditoriali iscritte alla Camera di commercio di Modena questo significa dire addio a molti contributi, finanziamenti e sostegni. Nel solo 2014 il tessuto imprenditoriale modenese ha ricevuto dall’ente camerale circa 7,2 milioni di euro per lo sviluppo di progetti che non sarebbero più realizzabili a causa di una centralizzazione che allontanerà servizi e consulenze dal territorio modenese». Le rsu avvertono che il sistema economico modenese perderà contributi e finanziamenti alle imprese, sostegni all’imprenditoria femminile e giovanile, interventi a favore dell’internazionalizzazione, certificazioni per le esportazioni, sostegno ai processi di innovazione e al credito alle imprese, assistenza all’apertura di nuove imprese. Inoltre non ci saranno più i servizi di conciliazione e mediazione, le camere arbitrali, il servizio di marchi e brevetti, corsi di formazione e orientamento al lavoro, studi sull’economia del territorio. «I 63 lavoratori della Camera di commercio di Modena manifestano la propria indignazione per una decisione che giudicano assurda e incomprensibile – continuano le rsu – Essa potrebbe causare un irreparabile pregiudizio alle imprese e, più in generale, al sistema economico locale, senza peraltro alcun vantaggio per la spesa pubblica, sulla quale le Camere non incidono. Per questo – concludono le rsu – il personale della Camera di commercio di Modena aderisce allo stato di agitazione proclamato a livello nazionale».

“Camera di Commercio, a rischio il sistema imprese assieme al personale e alla sede”

Nei prossimi giorni il Consiglio dei Ministri varerà il decreto legislativo di riordino del sistema delle Camere di Commercio. Pare che il decreto, modificato senza alcuna condivisione e in contrasto con la legge delega, preveda il ridimensionamento delle funzioni e un taglio del personale.
Continuano così gli interventi sulla Pubblica amministrazione fatti in modo disarticolato, senza costruire percorsi che portino ad un vero cambiamento ed efficientamento della stessa. Il solo accorpamento non sempre porta a quei risparmi desiderati, inoltre spesso colpisce strutture che sono già virtuose, come la Camera di Commercio di Reggio Emilia. Strutture che si troveranno in futuro a dover dividere le proprie risorse con strutture che ne portano sul proprio territorio ben meno, così come sarebbe nel caso dell’accorpamento con Piacenza, inoltre Reggio Emilia rischia di perdere la sede con tutte le ulteriori conseguenze.

camera_di_commercio di Reggio Emilia

Secondo le indiscrezioni, il Governo intenderebbe spogliare le Camere di buona parte delle loro funzioni:
• addio a contributi e finanziamenti alle imprese
• niente più sostegno all’internazionalizzazione
• niente più sostegni ai Confidi
• addio ai servizi di conciliazione e mediazione
• niente più camere arbitrali
• niente più servizio di marchi e brevetti
• niente più corsi di formazione
• cessazione degli studi sull’economia del territorio
Ricordiamo che solo nel 2015, nonostante il taglio del diritto camerale, sono stati investiti a Reggio Emilia 6 milioni di euro, di questi 1,8 destinati all’innovazione tecnologica, 700 mila euro alla ricerca e sviluppo, 850 mila al credito alle imprese – che tutt’ora rappresenta una delle grandi emergenze delle imprese -, 300 mila alle start up e 200 mila euro all’attrazione di investimenti sul territorio. L’adesione ai bandi è stata anche per il 2015 molto importante, segno dell’apprezzamento delle imprese reggiane per questi strumenti. Ad esempio sono ben 51 sono le imprese che si sono avvalse dei finanziamenti per l’avvio della propria attività. Rispetto l’internazionalizzazione ricordiamo solo che ben 1 milione di euro è stato stanziato per far partecipare le imprese a fiere all’estero e quest’anno 450mila euro sono stati utilizzati per sostenere le imprese reggiane impegnate ad Expo: ben 107 aziende del settore enogastronomico sono state interessate, pari a un terzo di tutte le aziende emiliano romagnole coinvolte da analoga misura.
Sono numeri il cui merito va anche in parte al lavoro di noi dipendenti della Camera di Commercio ora colpiti da questo decreto. Ancor più grave è quanto venga minato il tessuto imprenditoriale di Reggio Emilia, privato di misure a incentivo dell’imprenditorialità stessa.
Con un appello ci siamo rivolti ai Parlamentari reggiani, affinché si mobilitino per la tutela di una parte vitale del nostro sistema imprenditoriale.
Come lavoratori della Camera di Commercio di Reggio Emilia manifestiamo la nostra indignazione per l’assurdo spreco di competenze e capacità
operative cui la riforma condurrebbe. Esprimiamo preoccupazione per il nostro destino lavorativo, dato che dal decreto sono previsti tagli al personale camerale (stimati almeno 1000 esuberi a livello nazionale): per la Camera di Commercio di Reggio Emilia, considerando anche il prossimo accorpamento, si ipotizza un taglio tra le 15 e le 20 unità sugli 80 dipendenti attualmente in servizio.
In tutta Italia è stato pertanto indetto lo stato di agitazione del personale delle Camere di Commercio che è stato votato all’unanimità anche a Reggio Emilia venerdì scorso.
Non intendiamo comunque subire passivamente questa iniziativa del governo che sconfessa quanto previsto nella legge delega. Nei prossimi giorni seguendo l’iter del decreto verranno decise iniziative di informazione per la cittadinanza e di protesta contro il governo.

R.S.U. Camera di Commercio di Reggio Emilia
FP CGIL CISL FP
Salvatore Coda (FP CGIL) e Davide Battini (CISL FP)

Fca, aumentano produzione e occupazione. Fim: «Merito dei nostri accordi»

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Claudio Mattiello, segretario generale Fim-Cisl Emilia Centrale

Grazie agli investimenti dell’azienda e agli accordi sindacali, nel 2015 il gruppo Fca ha aumentato la produzione del 66 per cento e l’occupazione del 9 per cento, mentre la cassa integrazione è calata a circa il 10 per cento. È quanto emerge da uno studio del sindacato Fim-Cisl, per il quale i fattori che hanno permesso l’incremento occupazionale sono stati gli investimenti e gli incentivi governativi alle assunzioni a tempo indeterminato. «Prima, però, sono serviti i nostri accordi sindacali che – sottolinea la Fim – hanno convinto Fca a investire molti miliardi negli stabilimenti italiani. In soli dodici mesi abbiamo stabilizzato 2.700 giovani. Prima in Fiat trascorrevano cinque o sei anni prima di poter avere una trasformazione a tempo indeterminato. Il nostro impegno per una gestione in positivo delle stabilizzazioni a tempo indeterminato proseguirà anche per l’intero 2016». Alla crescita dei volumi produttivi di Fca hanno contributo anche gli stabilimenti modenesi. «La Ferrari nel 2015 ha prodotto 7.400 vetture, contro le 7.050 del 2014 e 7 mila del 2013. La strategia del Cavallino è sempre produrre un’auto in meno di quella richiesta dal mercato – spiega Claudio Mattiello, segretario generale della Fim-Cisl Emilia Centrale – Certamente la recente quotazione in Borsa porrà Ferrari in un contesto nuovo e di ulteriore prospettiva, in continuità con il passato: margini elevati e piccoli incrementi produttivi. Ora, però, è urgente discutere le strategie future e aprire il negoziato per il rinnovo del contratto aziendale». Quanto a Maserati, lo studio Fim (che mette insieme i dati degli stabilimenti di Modena e Grugliasco) rivela che, dopo le 41.800 vetture del 2014, l’anno scorso sono state prodotte 32.700 unità. «Per il Tridente il 2015 è stato un anno di assestamento – afferma Mattiello – La flessione nei volumi è riconducibile in particolare al calo del mercato cinese, mentre sono cresciute le vendite italiane ed europee. Questo ha determinato l’utilizzo di un breve periodo di cassa integrazione a Grugliasco. A Modena si riduce il lavoro con utilizzo dei permessi retribuiti collettivi e la cassa integrazione a partire da febbraio. Non ci spaventa la cassa integrazione, ma abbiamo bisogno di capire quali sono prospettive per lo stabilimento e per i suoi 631 dipendenti. Ricordiamo che Modena oggi produce i due modelli Gran Turismo e Gran Cabrio, ormai datati, e assembla la Alfa Romeo 4C». Per il segretario della Fim-Cisl Emilia Centrale la recente conferma degli obiettivi del piano 2014-2018 dal punto finanziario ed economico sono un elemento positivo e di prospettiva per il futuro degli stabilimenti. Basti pensare agli ultimi anni, caratterizzati da bilanci Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) con continue di perdite (nel 2012 Fca aveva anche esaminato possibili chiusure di stabilimenti). «La sfida per “cuori forti” a fine 2012, che ha portato le produzioni di fascia alta negli stabilimenti italiani, ha visto la Fim-Cisl in prima linea – ricorda Mattiello – La Fiom, invece, ha continuano a opporsi in maniera miope, non solo quando si è trattato di firmare gli accordi sindacali, ma durante tutta la fase di salita produttiva. In tutti gli stabilimenti con crescita produttiva la Fiom ha indetto scioperi contro turni e straordinari, scioperi falliti per la mancata partecipazione dei lavoratori». Per Mattiello la preoccupazione maggiore ora riguarda la tempistica delle produzioni. «Si parla di un impegno a mantenere lo sviluppo dei nuovi modelli illustrati a Detroit nel 2014, ma con una tempistica un po’ più lunga. Sappiamo bene che dietro allo sviluppo di un nuovo modello c’è una salita produttiva e una occupazionale, necessaria per cogliere l’obiettivo della piena occupazione e l’esaurimento del residuo di cassa integrazione entro il 2018; per questo è importante avere assicurazioni da Fca. È probabile che le nuove produzioni di Giulia e del prossimo Suv Alfa Romeo assorbiranno totalmente la cig a Cassino e avranno anche impatti di crescita occupazionale. Tra gli stabilimenti che rischiano di soffrire per un slittamento dei tempi c’è Maserati Modena, in attesa di nuovi modelli per poter soddisfare l’obiettivo della piena occupazione. Per questo – conclude il segretario generale della Fim-Cisl Emilia Centrale – ci aspettiamo risposte puntuali nel prossimo incontro con l’ad Sergio Marchionne».

Industria alimentare: domani a Modena quattro ore di sciopero per il ccnl

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Piersecondo Mediani (in piedi)

Parte anche a Modena la mobilitazione nazionale dei lavoratori delle aziende alimentari in seguito alla rottura, avvenuta lo scorso 11 gennaio, delle trattative sul contratto nazionale dell’industria alimentare privata, che interessa circa 5 mila lavoratori modenesi. Sono in programma assemblee informative, stato di agitazione, blocco degli straordinari e delle flessibilità contrattuali e dodici ore di sciopero. Le prime quattro sono state proclamate per domani – venerdì il 22 gennaio. Le altre otto ore di sciopero nazionale si terranno il 29 gennaio. «Federalimentare non vuole affrontare gli argomenti principali della nostra piattaforma, che contiene una richiesta di 150 euro lordi di aumento mensile nel quadriennio 2016-2019. Altre richieste riguardano appalti e tutela dei licenziamenti individuali e collettivi – dichiarano Piersecondo Mediani (Fai-Cisl), Marco Bottura (Flai-Cgil) ed Ennio Rovatti (Uila-Uil) – Anzi Federalimentare ha presentato una vera e propria contro-piattaforma con pesanti ricadute sui lavoratori. Essa prevede aumenti retributivi solo dal 2017, spostamento del salario su voci diverse dalla paga base, eliminazione degli scatti di anzianità e premi di produzione, forte aumento della flessibilità contrattuale, contrattazione di secondo livello a invarianza di costi. Sono posizioni troppo distanti ed è inaccettabile il costo per i lavoratori di un settore che in realtà non solo tiene, ma ha buone prospettive di crescita». Sono numerose le prese di posizione delle singole rappresentanze sindacali unitarie, in particolare del distretto delle carni, che contestano la rigidità di Federalimentare sui temi principali della piattaforma sindacale. Tra le prime rsu che hanno proclamato le quattro ore di sciopero di domani – venerdì 22 gennaio – figurano quelle di Grandi Salumifici Italiani e Parmareggio di Modena, Gruppo Fini-Conserve della Nonna di Bomporto, Inalca e Suincom di Castelvetro, Globalcarni di Spilamberto, Alcar Uno, Assofood, Salumificio Gigi e Villani di Castelnuovo Rangone, Agricola Tre Valli di Formigine, Modenaceti e Bellentani di Vignola. Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil invitano allo sciopero tutti i lavoratori delle aziende che applicano il contratto Federalimentare.

Adiconsum: 608 pratiche nel 2015, recuperati 200 mila euro

ADELE CHIARA CANGINI_5Grazie all’Adiconsum, l’anno scorso i consumatori modenesi hanno recuperato oltre 200 mila euro. Lo rende noto la stessa associazione consumatori della Cisl tracciando un bilancio dell’attività svolta nel 2015 a Modena e provincia. L’anno scorso Adiconsum Modena ha aperto 608 pratiche, 379 delle quali di conciliazione paritetica relative alla telefonia con Telecom-Tim, Wind, Fastweb e H3g. «Il 99 per cento delle conciliazioni telefoniche si è concluso positivamente per gli utenti, che hanno recuperato complessivamente 109.584,00 euro – afferma la responsabile provinciale di Adiconsum Adele Chiara Cangini, conciliatrice regionale per le controversie con le compagnie telefoniche – Le altre pratiche aperte nel 2015 riguardano problemi con le banche per i mutui, acquisto di auto nuove o usate, forniture di acqua, elettricità e gas. Non si contano, invece, le risposte e i consigli forniti quotidianamente al telefono o via mail. Si tratta perlopiù di persone anziane cui è stata carpita la buona fede e che vogliono annullare contratti telefonici o acquisti conclusi fuori dai locali commerciali. Sono numerosi, infine, i consumatori che chiedono informazioni sugli abbonamenti delle pay tv e sul canone Rai». A proposito del canone, l’Adiconsum ricorda che si paga a partire da luglio 2016 con addebito nella bolletta per l’energia elettrica e che il canone sarà oggetto di specifica e separata voce non comprensiva di Iva.

Scuola, supplenti pagati “a singhiozzo”

barboliniSono ancora molti i supplenti senza stipendio dall’inizio dell’anno scolastico. Qualcuno ha ricevuto i corrispettivi di settembre e ottobre, ma non quelli dei mesi successivi; altri, invece, hanno avuto gli arretrati alla vigilia di Natale. È la Cisl Scuola Emilia Centrale a rivelare ancora una volta i pagamenti “a singhiozzo” dei supplenti, che stanno valutando clamorose forme di protesta come lo “sciopero bianco”, cioè andare in classe senza tenere la lezione. «Ormai non sappiamo più quali parole usare – dichiara Monica Barbolini, segretaria generale della Cisl Scuola Emilia Centrale – Ci sono insegnanti che non hanno nemmeno i soldi per pagarsi la benzina o i mezzi pubblici per raggiungere le scuole in cui lavorano. Alcuni sono talmente scoraggiati che minacciano di non recarsi più a scuola, ma così facendo rischierebbero di perdere la cattedra. Continuiamo a segnalare questi problemi agli Uffici scolastici provinciale e regionale, – continua Barbolini – ma tutti si rimpallano le responsabilità. Dimostra di essere davvero un pessimo datore di lavoro uno Stato che minaccia di licenziare gli assenteisti in 48 ore, ma da cinque mesi consecutivi non corrisponde il salario dovuto a tanti docenti che – conclude la segretaria generale della Cisl Scuola Emilia Centrale – educano e istruiscono i nostri figli».



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