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Categoria: Comunicati

Scuola, denuncia dei sindacati: «A Modena molto precari senza stipendio»

Emergenza salariale per molti dei supplenti assunti a Modena: il pagamento dei loro stipendi è sospeso per “verifica capienza fondi”. Lo denunciano i sindacati modenesi Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda, che parlano di mancato riconoscimento del diritto alla retribuzione del personale precario.

«Nonostante lo sforzo di inserire i contratti stipulati a sistema con le nuove procedure (ennesima molestia burocratica dedicata al personale delle segreterie), i pagamenti sono sospesi per “verifica capienza fondi” – affermano i sindacati – In altre parole non ci sono disponibilità per pagare lavoratrici e lavoratori. È questa la buona scuola che, secondo Renzi, avrebbe dovuto guarire la supplentite? La realtà è che l’amministrazione centrale continua a non programmare per tempo le risorse economiche necessarie ad assicurare la regolarità degli stipendi dei precari. Peccato che bollette e altre spese per vitto e alloggio non aspettino…» I sindacati chiedono che la situazione venga sanata al più presto e annunciano che, in caso contrario, intraprenderanno le iniziative necessarie per tutelare il diritto allo stipendio dei precari della scuola.

Femca-Cisl Emilia Centrale, concluso a Firenze il corso lungo per i delegati

Si conclude presso il Centro Studi della Cisl a Firenze il cosiddetto “corso lungo” frequentato dai delegati della Femca-Cisl Emilia Centrale. Oggi i delegati hanno incontrato il segretario nazionale Femca-Cisl Luca Bianco (responsabile del comparto chimico) e il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta. Il percorso formativo, durato nove mesi, ha attraversato i tanti ambiti delle attività del delegato sindacale.

corsofemca«Il corso ha favorito la crescita umana e sindacale di donne e uomini che si spendono ogni giorno nei luoghi di lavoro per rappresentare le lavoratrici e i lavoratori – commenta la segreteria della Femca-Cisl Emilia Centrale – Il percorso formativo è stato progettato e realizzato sotto la direzione didattica della Femca nazionale in collaborazione con la Cisl Emilia-Romagna e la Cisl Emilia Centrale. In questi ultimi due giorni – continua la segreteria Femca – i delegati presentano al prof. Aldo Carera (docente di Storia Economica all’Università Cattolica di Milano) tesi in cui affrontano vari argomenti relativi all’impegno sindacale nelle aziende e restituiscono un elaborato che sintetizza la loro attività e la loro responsabilità di tutela nei luoghi di lavoro. Questa tappa non è solo la conclusione di un percorso, ma la conferma della volontà della Femca di continuare a investire a tutti i livelli sui delegati, la vera forza e il motore dell’attività della Cisl».

Domani a Reggio Emilia incontro sulla Bosnia tra memoria e impegno

Si parla della Bosnia Erzegovina domani – mercoledì 4 novembre – a Reggio Emilia in un incontro promosso dal coordinamento femminile della Cisl Emilia Centrale a vent’anni dal genocidio di Srebrenica.

sambiase“Bosnia 2015: la memoria e l’impegno”. È questo il titolo dell’incontro, in programma alle 16 all’auditorium Simonazzi (via Turri 55/A, Reggio Emilia). Intervengono Simonetta Sambiase (coordinatrice femminile Cisl Emilia Centrale), William Ballotta (segretario generale Cisl Emilia Centrale), Margherita Salvioli Mariani (segretaria generale aggiunta Cisl Emilia Centrale), Roberta Pavarini (presidente Commissione partecipazione del Comune di Reggio Emilia), Selma Hadzihalilovic, Stela Kovacevic e Tanja Curic (Fondazione Cure di Sarajevo), Ivana Vasic ed Emina Dzehverovic (volontarie associazione Lotos di Zenica). Durante l’incontro vengono proiettate immagini della cerimonia di commemorazione del ventesimo anniversario della strage di Srebrenica (11 luglio 2015), alla quale ha partecipato una delegazione di Iscos-Anolf-Anteas. Queste associazioni, infatti, hanno attivato un progetto di solidarietà in Bosnia. Iscos Emilia-Romagna, Coordinamento Donne Cisl e Fnp Emilia Centrale, Anolf e Anteas della Cisl Emilia Centrale domani incontrano associazioni bosniache per fare il punto sulla situazione della Bosnia di oggi, dai diritti umani all’attivismo politico e sociale, dal ruolo delle donne nella società al volontariato e disabilità. Per ulteriori informazioni contattare Francesco (3357786746), Simonetta (3294191823), Andrea (3492611929).

Istituti comprensivi di Modena, sindacati non coinvolti nella riorganizzazione

I sindacati della scuola Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda-Unams apprendono solo oggi dai mezzi d’informazione che una commissione mista formata da Comune, dirigenti scolastici e Ufficio scolastico regionale ha predisposto un piano di dimensionamento scolastico con la creazione degli istituti comprensivi nel Comune di Modena. Questo senza aver mai coinvolto le organizzazioni sindacali in un percorso che comporterà modifiche degli organici delle istituzioni scolastiche.

barbolini«Il Comune di Modena e quello di Carpi, che ha già effettuato il dimensionamento scolastico tre anni fa, si dimostrano gli unici a livello regionale a discostarsi dalle linee di indirizzo della Regione Emilia-Romagna, tagliando autonomie scolastiche e posti di lavoro – affermano Stefano Colombini (segretario Flc-Cgil Modena), Monica Barbolini (segretaria generale Cisl Scuola Emilia Centrale), Liviana Cassanelli (segretario Uil Scuola Modena), Giovanni Massarenti (segretario Snals Modena) e Robertino Capponcelli (coordinatore Gilda Modena) – La Regione Emilia-Romagna indica nelle linee di indirizzo come “punto fermo del percorso della programmazione… l’invarianza del numero delle autonomie scolastiche”. La Regione ricorda inoltre agli enti locali che i parametri per la costituzione degli istituti comprensivi e della loro autonomia devono rimanere all’interno di un minimo di 600 alunni fino a un massimo di 1.200. Nel piano del Comune di Modena, invece, c’è il taglio di due autonomie scolastiche (che passano da dodici a dieci); ne deriva la costituzione di due comprensivi da oltre 1.600 studenti». Secondo i sindacati l’esperienza di Carpi e di altre province dimostra la difficoltà di gestire istituti comprensivi con un elevato numero di studenti e personale ausiliario ata ridotto. I parametri ministeriali, infatti, non prevedono, oltre una determinata soglia di studenti, un adeguamento proporzionale degli organici. I sindacati, che in base alle linee di indirizzo della Regione Emilia-Romagna, avrebbero dovuto essere coinvolti sin dall’inizio nella riorganizzazione, saranno convocati dall’assessore a cose fatte e solo dopo ripetuta sollecitazione. «A oggi non è ancora stata fissata una data per l’incontro – sottolineano Colombini (segretario Flc-Cgil Modena), Barbolini (segretaria generale Cisl Scuola Emilia Centrale), Cassanelli (segretario Uil Scuola Modena), Massarenti (segretario Snals Modena) e Capponcelli (coordinatore Gilda Modena) – Il piano proposto modifica anche i tre istituti comprensivi creati appena due anni fa, mescolando plessi scolastici e sedi di segreteria in modo confuso, cancellando uffici già esistenti e costringendo l’intero personale di una struttura già consolidata e funzionante a chiedere il trasferimento in un’altra. Attraverso i collegi docenti e i consigli di istituto, alcune scuole modenesi hanno già dato pareri negativi al piano di dimensionamento proposto. Da questo si deduce che non vi è stato alcun percorso di condivisione con il personale delle scuole che – ricordano i sindacati – non è formato solo dai dirigenti scolastici, ma dall’intero corpo docente e il personale ata. Per non parlare del coinvolgimento delle famiglie e della cittadinanza che saranno messi di fronte al fatto compiuto. Certamente questa operazione non brilla per trasparenza, condivisione e corrette relazioni sindacali».

Somministrati area sisma, ancora in alto mare applicazione accordo 29 settembre

“Fumata nera” nell’incontro del tavolo di monitoraggio, previsto dall’accordo regionale del 29 settembre 2015, sui lavoratori somministrati impiegati dalle pubbliche amministrazioni nella ricostruzione post terremoto. I sindacati lamentano che è ancora in alto mare l’applicazione integrale dell’accordo che, ricordano, era stato convenuto tra commissario straordinario, Anci, Manpower e gli stessi sindacati. «Oggi non tutti i lavoratori sono passati da un’agenzia all’altra e ad alcuni è stato richiesto di ridursi l’orario di lavoro. Per non parlare del trattamento riservato ad alcune lavoratrici in maternità», denunciano Cgil e Cisl Emilia-Romagna, Cgil Modena e Cisl Emilia Centrale, Nidil-Cgil, Felsa-Cisl, Uiltemp-Uil Emilia-Romagna e Modena. L’accordo prevede che nel cambio appalto il passaggio da un’agenzia all’altra riguardi tutti i lavoratori coinvolti, i quali devono essere utilizzati nelle stesse mansioni o in altre similari. Questo doveva essere garantito attraverso la corretta applicazione della clausola sociale. «Ciò non è avvenuto, tant’è vero che dalla tardiva consegna degli elenchi da parte di Manpower si evince che almeno quaranta persone non sono state coinvolte per l’eventuale reimpiego, mentre i Comuni da giugno a oggi (data del cambio appalto) hanno assunto oltre 80 persone – dicono i sindacati – L’accordo del 29 settembre prevede che i lavoratori in somministrazione assunti a tempo indeterminato abbiano come scadenza della missione la data del 31 dicembre 2016, ovvero la data prevista per la scadenza dell’appalto con la Regione. Per i tempi determinati è prevista la medesima scadenza, tranne che per i Comuni dell’Alto Ferrarese e dell’Area Nord, che hanno specifiche problematiche di cui si è tenuto conto nell’accordo. Invece, dopo aver firmato l’intesa – continuano le organizzazioni sindacali – ci siamo dovuti scontrare con una realtà, quella dei sindaci, nella quale ognuno si è mosso come meglio credeva. Ciò è avvenuto con il supporto di Manpower, la quale peraltro ha disatteso anche la norma prevista dal ccnl delle agenzie per il lavoro somministrato in merito alla cosiddetta “clausola sociale”». Per Cgil e Cisl Emilia-Romagna, Cgil Modena e Cisl Emilia Centrale, Nidil-Cgil, Felsa-Cisl, Uiltemp-Uil Emilia-Romagna e Modena il commissario straordinario, titolare del bando, deve farsi garante di quanto convenuto il 29 settembre, soprattutto nel rispetto di chi, come i lavoratori somministrati, garantisce il supporto istituzionale alla ricostruzione. Nel contempo Manpower deve applicare le regole previste dal ccnl, in particolare per ciò che riguarda la “clausola sociale”. «Apprendiamo infine dai quotidiani locali l’impegno di Manpower ad assumere altri 200 lavoratori a tempo indeterminato: erano le richieste da noi avanzate alla stessa Manpower nel momento del cambio appalto – sottolineano i sindacati – Siamo all’assurdo: si fa un incontro istituzionale e agenzia e Regione non sono in grado di rispondere a quanto previsto dall’accordo, salvo poi il giorno dopo uscire sulle agenzie stampa per dare la “notizia”. In ogni caso nei prossimi giorni convocheremo le assemblee con i lavoratori somministrati dell’area del sisma e metteremo in campo – concludono Cgil e Cisl Emilia-Romagna, Cgil Modena e Cisl Emilia Centrale, Nidil-Cgil, Felsa-Cisl, Uiltemp-Uil Emilia-Romagna e Modena – tutte le azioni utili, di carattere legale e contrattuale, per garantire ai lavoratori il rispetto degli accordi sottoscritti».

Cisl: «Inalca assuma i 160 addetti ex consorzio Euro 2000, oggi Trenkwalder»

Inalca assuma direttamente a tempo indeterminato i 160 lavoratori interinali che impiega nel macello di Castelvetro attraverso la Trenkwalder. Lo chiede il sindacato Fai-Cisl Emilia Centrale, secondo il quale l’assunzione diretta di questi addetti permetterebbe all’Inalca di controllare ancor meglio il ciclo produttivo e abbassare il costo del lavoro.

mediani«I lavoratori di cui chiediamo a Inalca l’assunzione diretta sono gli ex dipendenti di Euro 2000, il consorzio di cooperative cui l’azienda aveva appaltato alcune lavorazioni – spiega Piersecondo Mediani, sindacalista della Fai-Cisl – Il 1° giugno scorso essi hanno dato le dimissioni dal vecchio datore di lavoro e accettato la proposta Inalca di un’assunzione a tempo determinato per sei mesi tramite l’agenzia di lavoro Trenkwalder. In questi mesi – continua Mediani – i lavoratori hanno confermato l’impegno già dimostrato quando lavoravano nelle cooperative cui l’Inalca aveva dato in appalto le proprie lavorazioni. La gestione tramite agenzia interinale ha dimostrato che Inalca riesce a controllare meglio tutti i processi produttivi, ma il costo del lavoro è ovviamente più alto. Per questo chiediamo all’Inalca l’assunzione a tempo indeterminato dal 1 dicembre 2015 di tutti i lavoratori Trenkwalder che attualmente utilizza nelle proprie strutture, rinunciando del tutto al ricorso a cooperative e appalti. È, quindi, auspicabile – conclude il sindacalista della Fai-Cisl Emilia Centrale – che l’azienda ci convochi per tempo e definisca un percorso condiviso prima del 30 novembre 2015, quando scadranno i contratti Trenkwalder».

Patto regionale per il lavoro: venerdì 30 ottobre a Carpi incontro di Cgil-Cisl-Uil

Si parla del Patto regionale per il lavoro nell’incontro che Cgil-Cisl-Uil organizzano a Carpi dopodomani – venerdì 30 ottobre. L’iniziativa, intitolata “Il lavoro al centro” e aperta al pubblico, è in programma dalle 9 alle 12 nella sala Loria (via Rodolfo Pio 1).

Introduce il segretario generale della Cgil di Modena Tania Scacchetti, conclude il segretario regionale della Cisl Giorgio Graziani. Partecipano Alberto Bellelli (sindaco di Carpi e presidente Unione Comuni Terre d’Argine), Alberto Silvestri (sindaco di S. Felice sul Panaro e presidente Unione Comuni Area Nord), Alberto Zanetti (segretario provinciale Uil Modena-Reggio Emilia), Alberto Bortoli (ad Fresenius Hemocare Italia), Enrico Amadei (segretario Cna regionale), Albano Dugoni (portavoce Forum Terzo Settore Modena) e Palma Costi (assessore regionale alle attività produttive, piano energetico, economia verde e ricostruzione post-sisma). «L’incontro è l’occasione per avanzare proposte che declinano a livello dei distretti Terre d’Argine e Area Nord le misure contenute nel Patto regionale per il lavoro firmato lo scorso 20 luglio tra sindacati, Regione Emilia-Romagna, rappresentanze datoriali e associazioni – spiegano Cgil-Cisl-Uil – È un Patto che consideriamo importante sia per il ruolo fondamentale assegnato alla contrattazione con le parti sociali nell’elaborazione delle strategie per lo sviluppo e l’occupazione, sia perché mette il lavoro, stabile e di qualità, al centro delle politiche di investimento pubblico». Ricordiamo che il Patto per il lavoro si pone l’obbiettivo di creare 120 mila nuovi posti di lavoro e dimezzare la disoccupazione in regione (dall’attuale 9 al 4,5 per cento) entro la fine della legislatura. Come? Indirizzando quasi 15 miliardi di euro di investimenti pubblici nella costruzione di nuova e buona occupazione, puntando sulla contrattazione tra le parti sociali, in una cornice di legalità e trasparenza, con il rispetto della “clausola sociale” nell’aggiudicazione di appalti pubblici e privati tutelando tutti i posti di lavoro in ogni cambio appalto.

Commercio, i sindacati ricordano che il lavoro festivo non è un obbligo

Domenica 1 novembre non lavorate. L’invito è rivolto ai lavoratori del commercio dai sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil, che ricordano la non obbligatorietà del lavoro festivo.

«A Modena capoluogo, in virtù del Codice comportamentale 2015-2016 sulle aperture domenicali e festive, le principali catene distributive rimarranno chiuse. Le stesse catene, però, potrebbero tenere aperto negli altri Comuni della provincia – sottolineano i sindacati – Ad esempio, hanno già dichiarato l’apertura per il 1° novembre negozi quali Pam Vignola, Panorama Sassuolo, Lidl, Eurospin, Obi (che apre anche a Modena città), Comet, Coop Estense e Famila. La disponibilità al lavoro festivo è una scelta libera e autonoma di lavoratrici e lavoratori, prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro e confermata da recenti sentenze della Cassazione, secondo la quale il datore di lavoro non può imporre al dipendente di lavorare in una giornata festiva e definisce illegittima l’eventuale sanzione disciplinare a carico del lavoratore, a meno che quest’ultimo non abbia dato preventivamente assenso al lavoro festivo». Oltre a domenica 1° novembre, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil invitano i lavoratori all’astensione dal lavoro anche nelle festività dell’8, 25 e 26 dicembre.

Processo “Aemilia”: Cgil-Cisl-Uil Emilia-Romagna parte civile per sconfiggere le mafie

Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia-Romagna, insieme ad alcune strutture dei territori interessati dai fatti criminosi, si costituiranno parte civile nel processo “Aemilia, che si apre domani – mercoledì 28 ottobre. Si tratta del più grande processo contro le mafie mai celebrato nel Nord Italia,

scaturito da un’inchiesta che svelato il radicamento assunto da un’organizzazione ‘ndranghetista, molto ramificata nel territorio emiliano. È precisa convinzione di Cgil, Cisl e Uil che quanto accaduto vada combattuto nelle aule giudiziarie con la massima determinazione possibile, allo scopo di cancellare la presenza di questa consorteria criminale dal tessuto economico della regione. «Sono stati violati diritti fondamentali delle lavoratrici e dei lavoratori che operavano nelle imprese coinvolte nei fatti contestati, sono state stravolte le regole del mercato del lavoro, si è agito da parte di costoro con la minaccia, la violenza e la ritorsione, colpendo diritti e determinando condizioni di lavoro inaccettabili, imponendo il “metodo mafioso” alle relazioni economiche e del lavoro – affermano i sindacati – Sono stati lesi principi e valori di riferimento nell’azione del sindacalismo confederale, in primo luogo il fatto che la tutela dei diritti sociali e del lavoro richiede un contesto di piena affermazione della legalità. È stato ferito un territorio che in questi anni ha visto protagoniste le istituzioni, le organizzazioni sindacali, il mondo associativo, l’insieme della società civile, nell’azione finalizzata a impedire la penetrazione della criminalità organizzata nell’economia legale. Sono numerosi gli atti negoziali, i protocolli, il sostegno all’azione legislativa, le ripetute denunce delle organizzazioni dei lavoratori, che testimoniano questo. Ma ciò non è bastato. Purtroppo – continuano Cgil, Cisl e Uil – questa azione non ha impedito che accadessero fatti e si determinassero situazioni aberranti come quelle scaturite dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia. Il processo alla ‘ndrangheta che ha messo radici in Emilia-Romagna deve perciò servire a questo: condannare i responsabili di questi gravissimi fatti, impedire che agiscano ancora, sradicare questo sodalizio criminale, riaffermare i diritti dei lavoratori. Ma, nel contempo, dare senso compiuto e forza all’affermazione della legalità economica e nel lavoro, affinché non risulti vano ciò che è stato fatto dai tanti soggetti che si sono impegnati in questa direzione in questi anni. Abbiamo scelto di costituirci parte civile, insieme ad altre associazioni ed espressioni della società civile, – concludono Cgil, Cisl e Uil dell’Emilia-Romagna – per ribadire con fermezza e determinazione la volontà di sconfiggere le mafie».

Cisl Emilia Centrale, nel 2016 il primo bilancio sociale

La Cisl Emilia Centrale pubblicherà nel 2016 il bilancio sociale. Sarà la prima struttura Cisl in regione a farlo e una delle prime in Italia.

«Anticipiamo di un anno un obbligo introdotto a livello nazionale per tutti i livelli della nostra organizzazione – spiega il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta – Il bilancio sociale rappresenta uno strumento di qualificazione del nostro lavoro, in quanto permette di valutarne l’impatto sia all’interno delle strutture e servizi Cisl (dipendenti, collaboratori, delegati, iscritti) che all’esterno (lavoratori, pensionati, giovani, famiglie, immigrati, imprese, altri sindacati, associazioni, istituzioni ecc.). Serve per spiegare cosa facciamo, perché e come lo facciamo. Il bilancio sociale intende misurare il contributo che diamo alla crescita sociale ed economica del nostro territorio, comprendente le province di Modena e Reggio Emilia». La pubblicazione del bilancio sociale è una delle novità approvate dalla prima assemblea organizzativa della Cisl Emilia Centrale che, con 97.009 iscritti, è la maggiore struttura Cisl in Emilia-Romagna e l’ottava in Italia. Per il 2016 l’obiettivo della Cisl, che tra Modena e Reggio Emilia ha due sedi provinciali, sedici territoriali e 46 recapiti, è arrivare a 100 mila iscritti. «Si tratta di un traguardo a portata di mano se saremo capaci di stare sempre più in mezzo alla gente – sottolinea Ballotta – Per questo motivo potenzieremo l’attività contrattuale, che rimane la nostra prima ragion d’essere, ma vogliamo snellire il livello nazionale dei contratti e ampliare quello aziendale e/o territoriale». «Per fare ciò investiremo sempre più nella formazione dei nostri delegati nei luoghi di lavoro – aggiunge Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta della Cisl Emilia Centrale – Possiamo farlo anche perché, come deciso dalla Cisl a livello nazionale, il 70 per cento delle risorse umane e finanziarie resterà sui territori». I delegati non avranno solo un ruolo maggiore nelle aziende, ma conteranno di più anche nelle scelte politiche della Cisl attraverso assemblee, incontri e ogni strumento utile a favorire la loro partecipazione alla vita sindacale. «Di fronte ai nuovi bisogni che attraversano la società, e in particolare il mondo del lavoro, serve un sindacato capace di cambiare e innovarsi – conclude il segretario regionale Cisl Giorgio Graziani – La nostra organizzazione lo fa partendo dal consolidamento della presenza sul territorio, da nuovi servizi per chi cerca lavoro, fino ad arrivare a una comunicazione più efficace che utilizzi un linguaggio capace di parlare anche, e soprattutto, ai giovani».

Cpl Concordia: Cisl, «Cooperativa di nuovo in white list anche grazie a sacrifici lavoratori»

«La Cpl di Concordia non sarebbe stata riammessa nella white list senza il contributo fondamentale dei lavoratori, che hanno accettato sacrifici anche economici pur di salvare la propria cooperativa». Lo affermano i sindacalisti Marco Suffritti (Filca-Cisl Emilia Centrale) e Alessandro Gamba (Fim-Cisl Emilia Centrale),

esaltando lo sforzo dei lavoratori della cooperativa, condiviso e sostenuto da tutte le organizzazioni sindacali coinvolte. «I lavoratori della Cpl hanno affrontato le difficoltà con grande compostezza – sottolineano Suffritti e Gamba – Il consapevole ricorso all’abbassamento delle proprie retribuzioni, tra l’altro in un periodo di crisi economica, è stato accettato fin da subito, anche perché inscritto in una sicura cornice sindacale. Benché funzionale all’equilibrio finanziario ed economico della cooperativa, esso ha inciso profondamente sul tenore di vita dei lavoratori e delle loro famiglie. Insieme alle altre sigle sindacali, – continuano i due sindacalisti Cisl – abbiamo ritenuto che il contenimento dei toni e delle rivendicazioni fosse altrettanto funzionale alla conduzione delle trattative e alla risoluzione delle varie problematiche. In un clima collaborativo, le parti sociali hanno così potuto perseguire gli obiettivi fondamentali della salvaguardia dei posti di lavoro e del rilancio della Cpl, patrimonio della nostra storia e del nostro territorio». In conclusione Filca-Cisl e Fim-Cisl Emilia Centrale ringraziano le istituzioni, dalla Regione ai Comuni interessati, dal prefetto di Modena al Ministero dell’Economia, per aver concorso a questo risultato grazie alla sintesi raggiunta nei due tavoli istituiti permanentemente presso il Ministero e la Regione.

Bellco Medolla, oggi sciopero di due ore per il contratto aziendale

Sollecitano il rinnovo del contratto aziendale, scaduto a dicembre 2013. Per questo hanno scioperato due ore stamattina i lavoratori della Bellco di Medolla, azienda biomedicale con 270 addetti acquistata nel 2012 dal fondo Charme (Montezemolo and Partners Sgr).

Lo sciopero, proclamato dai sindacati Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil e dalla rsu, rientra in un pacchetto di otto ore di astensione dal lavoro, con blocco degli straordinari cominciato lunedì scorso 19 ottobre. Ha aderito allo sciopero la totalità degli addetti in produzione e tra il 70-80 per cento degli impiegati amministrativi. «Con la nuova proprietà abbiamo iniziato un confronto che, purtroppo, ancora non ha portato a nulla – denunciano i sindacati – Manca un piano industriale che rilanci l’impresa e permetta lo sviluppo più volte annunciato. La direzione aziendale continua a fornirci dati negativi sulle condizioni economico-finanziarie e, di conseguenza, chiede sacrifici sul contratto aziendale». Sindacati e rsu già lo scorso anno, viste le difficoltà dell’impresa, hanno firmato un accordo transitorio per il solo 2014 con un premio di risultato per i lavoratori inferiore alle medie percepite fino al 2013. «L’accordo prevedeva, però, anche l’impegno dell’azienda a presentarci un piano industriale dettagliato finalizzato a consolidare e sviluppare l’azienda nel mercato italiano e in quello internazionale. In pratica – spiegano Filctem-Femca-Uiltec e rsu – l’azienda avrebbe dovuto formalizzare investimenti e nuovi assetti organizzativi e occupazionali. Purtroppo dobbiamo prendere atto che di tutto questo a oggi non c’è traccia. L’azienda – continuano i sindacati – sembra navigare a vista con risultati di bilancio tutt’altro che incoraggianti e prospettive poco chiare. Tutto questo mentre altre aziende del settore mantengono o aumentano le proprie quote di mercato, nonostante la crisi e i tagli alla sanità. Inoltre, se fino a inizio ottobre l’azienda confermava sul premio di risultato la disponibilità a una soluzione analoga a quella del 2014, nell’ultimo incontro – concludono Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil e alla rsu – ha fatto marcia indietro sulle quantità salariali».

Cpl Concordia di nuovo nella white list: il commento della Cisl

Soddisfazione della Cisl Emilia Centrale per la riammissione della cooperativa Cpl Concordia nella white list.

«Aspettavamo questo momento che completa il percorso avviato dalle organizzazioni sindacali per la messa in sicurezza dei lavoratori e dell’azienda, attraverso l’applicazione degli ammortizzatori sociali, la discussione del piano di rilancio industriale e il costante lavoro di relazione con la centrale cooperativa di riferimento, le istituzioni regionali e locali – dichiarano Fim-Cisl e Filca-Cisl Emilia Centrale – Questa riammissione restituisce nuove prospettive alla cooperativa Cpl Concordia, che ha fondamenta sane, e può consentirle di ripresentarsi nel settore degli appalti pubblici sia per completare le opere in corso che per partecipare alle nuove future gare. L’applicazione della nuova norma di tutoraggio dell’azienda per le commesse pubbliche, che noi della Cisl abbiamo invocato sin dalle prime interdizioni di imprese edili nel nostro territorio, ha contribuito a preservare il patrimonio professionale e aziendale che, in mancanza di questa misura, avrebbe rischiato di andare disperso in modo irreversibile. Inoltre – continuano Fim e Filca – la sinergia tra le organizzazioni sindacali, la centrale cooperativa e il nuovo cda, con l’intervento della Regione, dei sindaci e del prefetto di Modena, dimostra che è possibile porre in essere meccanismi di tutela del patrimonio aziendale attraverso uno sforzo corale, a maggior ragione necessario quando parliamo di realtà così complesse. Anche se i problemi non sono certo finiti, auspichiamo che questo primo importante segnale positivo permetta oggi di aprire un nuovo capitolo per questa azienda, che deve fare tesoro dell’esperienza passata e darsi una governance senza personalismi. D’ora in poi “mai più” e “trasparenza” – concludono Fim-Cisl e Filca-Cisl Emilia Centrale – dovranno essere le parole chiave della Cpl Concordia».

Scuola, domani a Bologna manifestazione regionale contro la riforma

Si tiene domani – sabato 24 ottobre – a Bologna la manifestazione regionale dei sindacati contro “La Buona Scuola”.

“L’unione fa la scuola”: questo lo slogan scelto da Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda per concludere una mobilitazione avviata durante l’estate. La manifestazione di Bologna comincia alle ore 9.30 davanti all’Ufficio scolastico regionale e termina con il comizio alle 13 in piazza Santo Stefano. Si allestiscono pullman in partenza da Modena (ore 8 autostazione – piazzale 1° Maggio) e Carpi (ore 7.30 autostazione – piazzale Allende 2). Per informazioni e prenotazioni dei posti rivolgersi alle sedi sindacali o consultare i siti internet e social network. Il rientro da Bologna è previsto intorno alle 14. «La riforma ribattezzata “La Buona Scuola”, cioè la legge 107/15, aggrava la situazione della scuola italiana – affermano i sindacati – Essa non contribuisce a innalzare i livelli di istruzione, non migliora l’offerta formativa, introduce un modello gerarchico e inaugura una valutazione di stampo punitivo che non valorizza le professionalità del mondo della scuola, anzi le sottopone a una ricattabilità che lede la libertà di insegnamento e, di conseguenza, il diritto all’istruzione». I sindacati sono intenzionati a contrastare la riforma anche sul piano legale, procedendo con l’impugnazione dei decreti attuativi, in particolare quelli relativi alla chiamata diretta dei docenti da parte del preside dagli ambiti territoriali. «La chiamata diretta si profila incostituzionale perché al pubblico impiego si accede per concorso – spiegano Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda – Siamo intenzionati a impugnare davanti al Tar del Lazio anche il decreto sulle immissioni in ruolo per le mancate assunzioni di tutti i docenti e ata precari, abilitati e con almeno 36 mesi di servizio su posto vacante, come previsto dalla sentenza della Corte di giustizia europea del dicembre 2014. Il governo, infatti, assumerebbe solo 100 mila dei 160 mila addetti in possesso dei requisiti». I sindacati chiedono inoltre il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, perché considerano semplicemente ridicolo l’aumento di 5 euro mensili fissato nella legge di Stabilità per il rinnovo di tutti i contratti del pubblico impiego. Lo stesso blocco di sei anni dei contratti pubblici è stato giudicato illegittimo dalla Corte Costituzionale con la sentenza del giugno scorso. Le organizzazioni sindacali chiedono anche la cancellazione del divieto di sostituzione del personale assente (un giorno per i docenti, entro sette giorni per i collaboratori scolastici e divieto assoluto di nomina su assistenti tecnici e amministrativi).

Cisl Fp su concorso Ausl: «Mail spedita per errore serva per fare chiarezza su selezioni infermieri. Attuali procedure non corrette né trasparenti»

«Il clamore suscitato dalla mail spedita per errore deve servire per fare chiarezza una volte per tutte sulle selezioni interne dell’Azienda Usl di Modena per coordinatori infermieristici». Lo afferma Roberta Roncone, segretaria generale della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale, intervenendo sul concorso di coordinatore sanitario per la medicina penitenziaria di Modena.

«Partiamo dai fatti: una collega del nostro sindacato – dichiara Roncone – ha involontariamente inviato a tutti i dipendenti Ausl una mail riservata in cui un candidato si limitava a riferirle alcuni fatti dopo aver concluso la prova scritta, a cui poi sarebbe dovuta seguire quella orale, della selezione alla quale stava partecipando. Le parole ”mio posto” non vanno strumentalizzate in alcun modo poiché si riferiscono al fatto che il posto da coordinatore infermieristico del carcere S. Anna è attualmente occupato in modo precario, cioè con un incarico a tempo determinato, proprio da questo candidato. Egli sapeva perfettamente di non essere l’unico concorrente e che la posizione poteva essere assegnata a un altro: voleva solo essere rassicurato sulla correttezza e trasparenza della procedura. Il vero problema è proprio questo. In più occasioni noi della Cisl Funzione pubblica abbiamo chiesto pubblicamente all’Azienda Usl di Modena di rivedere completamente l’impianto delle selezioni che, a nostro avviso, non offre piena garanzia di regolarità. In primis perché – spiega Roncone – queste procedure sono gestite dall’ufficio infermieristico e non, come sarebbe più corretto, dall’ufficio concorsi, che ha le competenze giuridiche necessarie per garantire l’imparzialità delle selezioni, così come avviene per i concorsi pubblici esterni. La mail inviata per errore ha fatto esplodere il problema della correttezza delle procedure, da tempo causa di forte malumore tra i lavoratori. L’Ausl di Modena ha annullato solo la selezione per il posto a cui concorre anche il candidato che ha scritto la mail, mentre ha confermato tutte le altre, seppur realizzate con la stessa modalità a nostro avviso non corretta. A questo punto – continua Roncone – è chiaro che facevamo bene a chiedere trasparenza e regolarità. L’esposto in procura, quindi, al limite lo stiamo valutando noi, assieme ad altre azioni legali che stiamo approfondendo con il nostro avvocato Alessandro Ancarani. Vogliamo che siano accertati veramente i fatti e le responsabilità e non ci accontentiamo di spiegazioni vaghe: pretendiamo che sia applicato il principio di imparzialità a cui tutte le pubbliche amministrazioni devono attenersi. È chiaro che la nostra forte azione verso l’Ausl di Modena da fastidio. Oltre a mettere in discussione le procedure concorsuali, abbiamo già presentato due diffide anche su come vengono attribuiti gli incarichi delle posizioni organizzative e su come vengono determinate le risorse della produttività dei dipendenti. Non ci fermeremo di fronte a strumentalizzazioni, tentativi di danneggiare la nostra immagine o minacce. La posta in gioco è troppo alta: si chiama “bene pubblico” e noi – conclude la segretaria generale della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale – non abbiamo paura di denunciare ciò che non va».

Integrativo Motovario Formigine: il commento della Fim-Cisl

Soddisfazione della Fim-Cisl Emilia Centrale per il rinnovo dell’integrativo aziendale della Motovario di Formigine, azienda leader nella produzione di riduttori, recentemente passata alla multinazionale taiwanese Teco.

«Il contratto si applica ai circa 450 lavoratori impiegati negli stabilimenti di Formigine e Ubersetto di Fiorano – afferma il sindacalista Alessandro Bonfatti (Fim-Cisl Emilia Centrale) – Il precedente contratto era stato rinnovato nel 2008 e aggiornato nella parte economica sia nel 2012 che nel 2013. Questo integrativo vede notevoli avanzamenti sia per quanto riguarda la parte normativa che quella economica, tanto è vero – sottolinea Bonfatti – che il testo è stato approvato praticamente all’unanimità dall’assemblea dei lavoratori. Tra le novità segnalo l’esclusione dell’indicatore di presenza dal calcolo del premio di risultato e il progressivo innalzamento dei terzi livelli nei futuri mansionari aziendali. Inoltre – conclude il sindacalista della Fim-Cisl Emilia Centrale – sono state ampliate le possibilità di utilizzo del part time».

Avvocato e amministratore di sostegno accusato di truffa: sportello Cisl assistenza e supporto famiglie

Il processo all’avvocato accusato di essere un amministratore di sostegno “infedele” dimostra che le famiglie che devono ricorrere a questa figura hanno bisogno di un supporto. Lo afferma la Cisl Emilia Centrale, che nei mesi scorsi ha aperto un servizio gratuito di consulenza dedicato all’amministrazione di sostegno.

Si tratta del primo sportello di questo tipo attivato dalla Cisl in Emilia-Romagna. «L’amministratore di sostegno è una figura a tutela delle persone fragili istituita da una legge del 2004 – ricorda Andrea Sirianni, componente della segreteria della Cisl Emilia Centrale – In pratica è una persona nominata dal giudice tutelare per affiancare, assistere e sostenere chi si trova nell’impossibilità, anche parziale o temporanea, di provvedere ai propri interessi. Poiché sono sempre più numerose le famiglie che ci chiedono informazioni sull’amministrazione di sostegno, in collaborazione con il nostro sindacato pensionati Fnp-Cisl abbiamo aperto un servizio gratuito di supporto». Attualmente sono circa 2.600 le amministrazioni di sostegno nominate dal tribunale in provincia di Modena. Presso le sedi Cisl di Modena, Carpi, Castelfranco, Mirandola, Pavullo, Sassuolo e Vignola è possibile, previo appuntamento, ricevere informazioni sulla natura, compiti e ruoli dell’amministratore di sostegno, supporto nella scelta e presentazione della domanda al giudice tutelare. Il servizio è gestito da un gruppo di volontari, in prevalenza pensionati, che hanno frequentato un corso di formazione erogato dalla Cisl con esperti dell’Ausl di Modena e del Centro Servizi Volontariato; il gruppo è coordinato da Sara Diegoli, inserita nel sindacato pensionati della Cisl attraverso il progetto formativo regionale “Raggio verde”. «Tra i beneficiari dell’amministrazione di sostegno ci sono soprattutto anziani privi in tutto o in parte dell’autonomia necessaria a gestire la propria vita di tutti i giorni – spiega Sara Diegoli – Per noi è importante che questo compito venga svolto all’interno della famiglia, ma sappiamo che è complicato nominare l’amministratore di sostegno e ancora più difficile farlo. Ci sono difficoltà nella compilazione della domanda al giudice tutelare, nella fotografia del patrimonio, nell’individuazione della sfera familiare da coinvolgere, nel supporto alla rendicontazione annuale. Ecco perché abbiamo creato un servizio di assistenza e accompagnamento delle famiglie verso questa figura così utile e i cui compiti possono essere tranquillamente svolti da persone della cerchia familiare, senza dover per forza ricorrere a professionisti esterni».

Il settore edile è in continua evoluzione

Un segno positivo nel fatturato del settore edile: + 3,5% nel primo trimestre e + 2,5% nel secondo trimestre del 2015. “Questi dati ci consegnano una realtà in continua evoluzione ma evidenziano le criticità e i paradossi che vive ancora il comparto”, è critico Salvatore Cosma, della segreteria Filca (Federazione italiana lavoratori costruzioni e affini) Cisl Emilia Centrale, nel commentare i dati emessi dalla Camera di Commercio reggiana sull’andamento dell’edilizia in provincia.

Salvatore Cosma (Filca Cisl Re, foto G. Arlotti) p“Questo – prosegue – ci fa sperare in una imminente ripartenza del settore, ma ci sono ancora diverse criticità che rallentano il comparto. Prima fra tutte i tempi di pagamento ancora troppo lunghi delle pubbliche amministrazioni. Si stima, infatti, che in provincia tali tempi abbiano di gran lunga sforato i 360 giorni dall’ultimazione dell’opera. Questo comporta per le aziende un aggravio di costi legati all’anticipo delle spese del materiale per portare a termine l’opera, ma anche di spese fisse legate ai contributi e agli stipendi di operai e impiegati”.

“Spesso – aggiunge Cosma –, sono le stesse committenti che chiedono alle aziende in subappalto di assumere più lavoratori sui cantieri per portare a termine l’opera in tempi brevi e certi. Tuttavia, le aziende in subappalto non ricevono con gli stessi tempi e certezze i pagamenti. Tutto ciò si ripercuote sui lavoratori che non hanno certezza di percepire i loro stipendi nei tempi previsti dalla legge e purtroppo, porta l’azienda a licenziare gli stessi o a chiedere l’utilizzo di ammortizzatori sociali”.

“Tale fenomeno è paradossale – prosegue il sindacalista –, in quanto i costi dell’opera vengono pagati dagli operai che vi hanno lavorato sul cantiere. Un altro fenomeno paradossale è la burocrazia che ritarda l’inizio di nuove opere, anche di mesi, spesso le aziende sono costrette a assumere consulenti ad hoc che sappiano interpretare al meglio questa o quella normativa per evitare di finire nelle sabbie mobili della burocrazia”.

“Nella nostra provincia diversi cantieri si trovano ad affrontare tali problematiche, pertanto faccio un appello alle istituzioni, Regione, Provincia, Comune, affinchè ognuno contribuisca a rendere certi e brevi i pagamenti di chi ha lavorato e si adoperi per rendere più snella la burocrazia evitando che i disservizi e i ritardi si ripercuotano in maniera negativa sull’ultimo anello della catena produttiva: operai e impiegati”, conclude da Reggio Emilia.

Pensionati Cisl: arriva il “sindacalista di quartiere”

Un sindacalista in ogni quartiere di Modena e in tutti i Comuni della provincia, scelto dagli iscritti per rappresentare e tutelare i pensionati nella contrattazione socio-sanitaria con gli enti locali e l’Ausl;

una quarantina di delegati, distribuiti sull’intero territorio provinciale, in grado di aiutare gli iscritti nell’accesso ai servizi di patronato, assistenza fiscale, colf e badanti; volontari presenti tutti i giorni nelle 29 sedi Cisl di Modena e provincia per accogliere e fornire una prima risposta alle esigenze delle persone che si rivolgono al sindacato. Sono le soluzioni individuate dalla Fnp-Cisl Emilia Centrale per tutelare sempre più efficacemente i pensionati che, nonostante il clima generale sfavorevole, continuano ad avere fiducia nel sindacato. Al 31 dicembre 2014 i pensionati modenesi iscritti alla Cisl erano 28.642, pari al 18,45 per cento della popolazione modenese over 65. Dopo aver abolito due anni fa le vecchie tredici Leghe di zona (una per ogni distretto), ora la Fnp-Cisl vuole dare ai pensionati una rappresentanza sindacale locale più snella e radicata sul territorio. Oltre alla figura dei delegati comunali, di quartiere, sociali e ai volontari per l’accoglienza, saranno potenziate le comunicazioni e i rapporti con gli iscritti. «I pensionati spesso sono persone sole e fragili che hanno bisogno di sentirsi considerate. A volte basta anche solo una telefonata. Per molti di loro – sottolineano i dirigenti della Fnp-Cisl Emilia Centrale – il sindacato è l’unico soggetto in grado di aiutarli a migliorare la propria condizione sociale».

Denuncia dei sindacati: «Dopo abolizione Province impossibile conoscere dati mercato del lavoro»

A Modena è divenuto ormai impossibile avere informazioni sull’andamento dell’occupazione e anche del programma “Garanzia Giovani”. Lo denunciano Cgil-Cisl-Uil che, in qualità di organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori, hanno bisogno di capire e analizzare il mercato del lavoro sul territorio.

«È necessario che ci vengano forniti dati in maniera completa e imparziale, e ciò può avvenire solo da parte di un soggetto istituzionale – affermano Claudio Riso (segreteria Cgil Modena), Domenico Chiatto (segreteria Cisl Emilia Centrale) e Lorenzo Tollari (segreteria Uil Modena e Reggio Emilia) – Il superamento delle Province, invece, ha portato alla cancellazione di importanti funzioni e servizi, come l’Osservatorio territoriale sul mercato del lavoro e la Commissione di concertazione, un organismo in cui erano presenti sindacati e imprese, ma anche il mondo della scuola e i Comuni». Riso, Chiatto e Tollari sottolineano che in diverse occasioni hanno sollecitato la Provincia, sia in via informale che formalmente, ma tutto è rimasto fermo. Eppure queste informazioni dovrebbero essere facilmente reperibili, perché le hanno i Centri per l’Impiego e l’Inps. Serve quindi un impegno, a partire da chi sul territorio ricopre responsabilità politiche, affinché si rimettano in moto meccanismi che permettano di verificare come vanno l’economia e il lavoro. Lo stesso discorso vale per “Garanzia Giovani”, il programma europeo che destina risorse all’occupazione e formazione dei cosiddetti “Neet”, i giovani che non studiano e non lavorano. «Dopo una presentazione di questo progetto nella fase di avvio, nulla si è più saputo sul coinvolgimento dei giovani modenesi e sugli eventuali risultati. Quanti hanno aderito? – chiedono Cgil-Cisl-Uil – Che cosa è stato proposto loro? Hanno effettivamente trovato un impiego oppure no»? Per i sindacati le responsabilità di questa situazione non stanno in capo a chi lavora nelle Province, o ciò che ne rimane. «Le cause sono la limitatezza delle risorse, la confusione e le difficoltà quotidiane da affrontare senza più strumenti dopo l’abolizione di un ente che – concludono Claudio Riso (segreteria Cgil Modena), Domenico Chiatto (segreteria Cisl Emilia Centrale) e Lorenzo Tollari (segreteria Uil Modena e Reggio Emilia) – rappresentava un riferimento per il territorio».

Organizzazioni sindacali e crinale: accordo raggiunto

REGGIO EMILIA (12 ottobre 2015) – Soddisfazione per l’accordo raggiunto fra le Organizzazioni sindacali della montagna e i sindaci dei quattro comuni del crinale: Daniela Pedrini per Busana, Paolo Bargiacchi per Collagna, Giorgio Pregheffi per Ligonchio, Martino Dolci per Ramiseto.

L’intesa riguarda sia il bilancio comunale 2015, sia gli impegni relativi alla nascita del nuovo Comune Ventasso, che sorgerà il 1°gennaio 2016, quando diventerà operativa la fusione sancita dai referendum popolari.

È stato valutato positivamente l’impegno assunto dalle amministrazioni comunali di non applicare addizionali Irpef e Tasi e di mantenere inalterati, rispetto all’anno precedente, gli altri tributi e le rette dei servizi comunali.

Per l’anno in corso, nei quattro comuni, sono previsti per circa 1.500.000 euro destinati per la maggior parte alla cura e alla manutenzione del territorio.

Il Comune Ventasso sarà il più esteso della provincia e si apriranno importanti opportunità. Si pensi, ad esempio, alle somme stanziate dalla Regione per il Programma di sviluppo rurale 2014/2020 in specifico nelle zone montane.

Quindi i sindaci e le organizzazioni sindacali concordano sulla necessità di dare vita ad un più ampio confronto, che veda il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali come soggetto attivo sui temi che riguarderanno la vita del nuovo crinale. Questi: il decentramento istituzionale (Municipio) e il nuovo statuto comunale; l’organizzazione dei servizi con particolare riferimento all’utilizzo personale; la distinzione tra risorse aggiuntive post fusione e programmazione degli investimenti; armonizzazione delle aliquote Imu e le tariffe ancora divergenti tra i quattro comuni.

Zincol Italia, stamattina presidio di protesta davanti ai cancelli aziendali

I lavoratori della Zincol Italia di S. Felice sul Panaro hanno tenuto stamattina un presidio davanti ai cancelli aziendali per protestare contro il mancato anticipo da parte dell’azienda della mensilità di settembre della cassa integrazione.

I 47 dipendenti sono infatti tutti in cassa integrazione straordinaria a zero ore da oltre tre anni per ristrutturazione dello stabilimento danneggiato dal sisma 2012. In questi giorni i lavoratori si sono visti recapitare il cedolino paga, ma senza alcun corrispettivo economico. La protesta odierna, promossa da Fim-Cisl, Fiom-Cgil e rsu, ha l’obiettivo di sollevare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla vertenza e coinvolgere le istituzioni locali, anche a fronte delle risorse stanziate dalla Regione Emilia-Romagna a favore delle aziende del cratere che ricostruiscono e che mantengono l’occupazione sul territorio.

Cpl Concordia, accordo cigs 344 lavoratori cantieri pubblici

È stato siglato oggi pomeriggio al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali l’accordo di cassa integrazione straordinaria per dodici mesi (dal 12 ottobre 2015 al 11 ottobre 2016) per 344 lavoratori (sei donne e 338 uomini) della cooperativa Cpl Concordia.

Si tratta degli impiegati, operai e quadri che sono occupati nei cantieri di contratti pubblici e di concessioni pubbliche, oggi commissariate in quanto soggette a interdittiva prefettizia antimafia, con conseguente applicazione delle misure di sostegno e la nomina di commissari straordinari. L’accordo, firmato dalle sigle di categoria di Cgil, Cisl e Uil e dai rappresentanti della Cpl Concordia, prevede la rotazione per tutti i lavoratori e l’anticipazione dei trattamenti di cassa integrazione da parte della cooperativa. Sono le stesse condizioni già applicare ai 300 lavoratori del settore privato in cigs dal 1° settembre. I sindacati di categoria di Cgil-Cisl-Uil esprimono soddisfazione per l’intesa, che riconosce l’ammortizzatore straordinario a lavoratori di un’azienda colpita da interdittiva prefettizia, applicando un nuovo articolo di legge inserito nel decreto legislativo 148/2015, norma che dal 25 settembre scorso regola i trattamenti di cassa integrazione. «È un accordo che dà respiro ai lavoratori, consentendo di garantire il reddito e l’occupazione. Inoltre si mantengono in azienda professionalità che, se non tutelate, rischiano di disperdersi – commentano i sindacalisti Alessandro Gamba (Fim-Cisl) e Marco Suffritti (Filca-Cisl) – È chiaro, però, che la situazione resta grave e siamo molto preoccupati perché con questo nuovo accordo abbiamo in cassa integrazione circa 650 lavoratori, cioè la metà della forza lavoro della Cpl. Inoltre, dopo l’apertura di ulteriori inchieste la riammissione della cooperativa nelle white lists sembra allontanarsi ancora. L’esclusione delle white lists per un’azienda che lavora per il 73 per cento nel pubblico significa che, dopo la graduale conclusione dei contratti aperti, se non si fa un grande sforzo di riconversione sul privato, l’azienda rischia di avere un elevato numero di esuberi. Continueremo, perciò, – proseguono Gamba e Suffritti – a lavorare insieme alle altre sigle sindacali per evitare che gli errori di pochi ricadano su tanti lavoratori che hanno investito nella cooperativa, anche con risorse personali, diventandone soci». Nell’accordo firmato oggi sono previste misure e interventi, quali la ricerca di soluzioni occupazionali, la ricollocazione anche temporanea in distacco presso altre aziende e l’attuazione di specifici progetti formativi di riqualificazione anche attraverso l’utilizzo dei fondi interprofessionali. È prevista anche la possibilità di aprire la procedura di licenziamento collettivo esclusivamente sul criterio della non opposizione del lavoratore.

Riforma della scuola, continua la protesta. Oggi attivo unitario rsu e delegati sindacati

Le ricadute della riforma della scuola sulla contrattazione d’istituto sono state analizzate stamattina dalle rsu e dai delegati di Flc-Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda, che si sono riuniti all’Itis Corni di Modena per l’attivo unitario.

«Continua la protesta contro la legge denominata “La Buona Scuola”, approvata lo scorso luglio nonostante l’opposizione di docenti e studenti», affermano i sindacati, secondo i quali la riforma aggrava la situazione della scuola italiana. Per i rappresentanti dei lavoratori la legge 107 del 2015 non contribuisce a innalzare i livelli di istruzione, non migliora l’offerta formativa, introduce un modello gerarchico, inaugura una valutazione di stampo punitivo che non valorizza le professionalità della scuola, ma le sottopone anzi a una ricattabilità che lede la libertà di insegnamento e, di conseguenza, il diritto all’istruzione. Per tutte queste ragioni i sindacati continuano la mobilitazione. Quella di oggi a Modena è la prima tappa di un percorso che condurrà alla manifestazione nazionale unitaria programma il 24 ottobre e articolata a livello regionale; in Emilia-Romagna l’iniziativa si terrà a Bologna a partire dalle 9.30.

Pensioni: martedì 13 ottobre presidio Cgil-Cisl-Uil davanti a prefettura per modificare legge Fornero

Coinvolge anche Modena la mobilitazione nazionale promossa unitariamente dai sindacati confederali per spingere il governo a riformare le pensioni. Martedì prossimo 13 ottobre Cgil-Cisl-Uil organizzano un presidio davanti alla prefettura, in viale Martiri della Libertà; l’iniziativa si terrà dalle 11 alle 12.30.

I segretari di Cgil-Cisl-Uil Tania Scacchetti, William Ballotta e Luigi Tollari saranno ricevuti dal prefetto per illustrargli le proposte sindacali di riforma del sistema previdenziale e le iniziative di sostegno. Cgil-Cisl-Uil chiedono che, a partire dalla legge di Stabilità, si definisca un intervento strutturale di modifica della legge Fornero che permetta di andare in pensione un po’ prima, ripristinando la flessibilità in uscita. Ciò anche per favorire il turn-over, quindi per incrementare l’occupazione giovanile. Va inoltre varata la settima salvaguardia per i lavoratori esodati e consentita l’applicazione dell’opzione donna, misure che non hanno bisogno di nuove coperture finanziarie. I sindacati chiedono anche risorse certe per la rivalutazione delle pensioni in essere.



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