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Categoria: Comunicati

A Reggio e Modena circa 100.000 pensionati potrebbero essere coinvolti dalla riforma del governo: la Fnp Cisl chiede la pensione social

Il mese di settembre sarà un mese decisivo per la riforma pensionistica e riguarderà da vicino molti dei titolari di pensioni che a Reggio Emilia  sono 165.000 (coinvolgono 110.000 pensionati) e a Modena 225.000 (160.000 pensionati).  Il 12 di settembre è previsto un incontro tecnico tra il Governo e parti sociali.

Eppure il 40% di questi ha pensioni sono inferiori 1000 euro lordi al mese, denuncia la Fnp Cisl Emilia Centrale coi quali risulta difficile vivere, soprattutto in ambiti familiari talvolta gravati da malattie, affitti, situazioni sociali aggravate dalla crisi. L’importo medio delle pensioni, ad esempio nel reggiano, vale rispettivamente 870 euro, i pensionati con meno di 1000 euro al mese sono il 32,5% del totale, circa il 20% delle pensioni di vecchiaia è compreso tra i 500 e i 750 euro/mese. E dopo le recenti parole del premier Renzi, che ha annunciato nella legge di stabilità 2017 un aiuto ai pensionati, c’è grande attenzione e intento di dare il proprio contributo nel mondo Cisl.

A parlare sono segretario confederale Maurizio Petriccioli e, per Reggio e Modena, il segretario Fnp, Adelmo Lasagni.

Maurizio Petriccioli
Maurizio Petriccioli

«Il nostro obbiettivo è rivisitare la riforma Fornero secondo principi più equi e solidali, – esordisce il segretario Petriccioli – Vogliamo dare soluzioni ai tanti problemi ancora aperti nel sistema previdenziale.»

Su quali fronti state lavorando?

«Su tantissimi, per primo l’annoso problema delle ricongiunzioni onerose: stiamo cercando  una soluzione per consentire il cumulo gratuito dei contributi versati in gestioni diverse, che consentirà ai futuri pensionati di utilizzare per il calcolo della pensione tutti i periodi lavorativi effettuati con diverse tipologie di rapporto di lavoro, venendo incontro ad un problema che oggi riguarda anche tanti giovani.

Poi ci stiamo occupando di coloro che fanno lavori usuranti: la normativa è troppo rigida e tanti lavoratori, che ne hanno il diritto, non riescono a rientrarvi.»

Cosa chiedete invece  per il lavoratori precoci?

«Abbiamo proposto due cose essenziali: eliminare la penalizzazione prevista per le persone che hanno il requisito d’anzianità contributivo, ma che non hanno raggiunto il sessantaduesimo anno di età, e di far riconoscere “bonus contributivi” per coloro che hanno lavorato tra i quattordici e i diciotto anni di età.»

E per i pensionati…

«Noi chiediamo una parificazione della no-tax area tra lavoratori dipendenti e pensionati, per colmare una disparità che riguarda soprattutto gli anziani che hanno una pensione inferiore a 15mila euro annui. Inoltre, è allo studio un miglioramento della cosiddetta “quattordicesima mensilità”, erogata ai pensionati con redditi più bassi. Oggi prendono la quattordicesima coloro che ricevono un massimo annuo di 10.000 euro di pensione, noi vorremmo allargare la platea fino a ricomprendere coloro che percepiscono una pensione di 13.000 – 16.000  euro annui.»

Sui media si parla di Ape…

«L’ Ape è il prestito pensionistico. Sarebbe la soluzione per coloro che vogliono andare in pensione fino a tre anni prima la maturazione del requisito minimo di età attualmente previsto: impegnandosi a restituire la somma ottenuta in 20 anni, avrebbero la possibilità di ottenere un anticipo della loro pensione futura. La nostra proposta è quella di introdurre un’Ape “sociale”, azzerando il costo per la restituzione del prestito per determinate categorie.»

Adelmo Lasagni, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale
Adelmo Lasagni, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale

Anche il segretario Fnp Cisl Emilia Centrale, i pensionati di Reggio e Modena, Adelmo Lasagni è concorde con le parole di Petriccioli: «A Reggio Emilia e Modena sono molteplici i lavori usuranti in tutti i comparti, dall’industria, all’agricoltura, dai servizi al pubblico impiego. Il tema social, poi, è sentito da migliaia di lavoratori. In generale, poi, non possiamo continuare a tassare fortemente i pensionati (il doppio rispetto alla media europea), che nel complesso sono la classe più penalizzata». Per far fronte alle pensioni minime, calcolate in 2,3 milioni di euro in tutta Italia, circa 40 mila a Reggio Emilia e 60.000 a Modena, il governo sta pensando di utilizzare il sistema Isee, ma questo non è giusto per Lasagni.

«Come ho più volte ribadito, si perderebbe il diritto a un riconoscimento previdenziale versato dagli stessi lavoratori. I pensionati hanno diritto di avere tutto quello che gli spetta dopo anni di duro lavoro; anche nel territorio reggiano sarebbero a rischio migliaia di pensioni.»

Referendum: sì o no? Prima capiamolo. Incontro venerdì 9 settembre alla #CislEmiliaCentrale

Referendum costituzionale. Sì o no? Se ne parla il giorno 9 settembre alle ore 21, presso l’auditorium “Simonazzi” della sede Cisl di Reggio Emilia in via Turri, 55 si terrà un incontro di approfondimento sul referendum costituzionale, dal titolo “I volti della riforma, dialogo sopra il referendum costituzionale”. E’ organizzato da Campo Samarotto e Cisl Emilia Centrale. Il dibattito sarà aperto dal segretario generale Cisl William Ballotta e, oltre ad essere un’ occasione per conoscere e valutare gli articoli proposti dalla riforma, sarà un’occasione per dare il via ad iniziative ed esperienze comuni sui territori di Modena e Reggio Emilia.

Francesco Clementi
Francesco Clementi

Intervengono il dottor Francesco Clementi, professore di diritto pubblico comparato, e Gianfranco Pasquino, professore emerito di scienze politiche.

Gianfranco Pasquino
Gianfranco Pasquino

Lavinia, 103 anni: è una delle iscritte Cisl più anziane

103 di questi anni per la signora Lavinia Acerbi nata il 24 agosto del 1913 a San Martino di Guastalla e recentemente festeggiata. La signora ha perso il marito, Francesco, durante la campagna di Russia, nella seconda guerra mondiale, e anche il figlio Medardo, deceduto anni fa. Ora accudita dalla figlia Giulia, la signora Lavinia nasceva a cento anni dalla nascita di Verdi, quando Wilson era presidente degli Stati Uniti, esisteva ancora l’Impero Ottomano, in Sud Africa venivano promulgate le prime leggi di apartheid, l’Italia era ancora alleata dell’Austria – Ungheria e capo del governo del regno era Giolitti. Per quanto segnata dai lutti, la vita di Lavinia, fu alquanto più semplice delle complessità internazionali, dato che fu sempre lavoratrice agricola, ma anche conosciuta in paese per aver svolto lavori di volontariato nelle varie parrocchie di Guastalla.

Lavinia Acerbi (2) Lavinia Acerbi

Ha una particolarità è tutt’ora alla Cisl Fnp Emilia Centrale risultando esserne una delle iscritte più longeve.

 

“A lei – spiega il coordinatore Fnp di zona, Angelo Sottili – esprimiamo tutto il nostro affetto e orgoglio per una vita fatta di impegno e, ora, di essere testimone a cavallo di due secoli”.

“Una nuova politica industriale, assieme, per la provincia” proposta Cisl a FestaReggio

Corre sul tema della politica industriale il nuovo dibattito di FestaReggio dove l’appuntamento “L’economia reggiana fra ripresa e incertezze” per una sera monopolizza l’attenzione del mondo imprenditoriale reggiano. Anche perché, dopo l’introduzione di Giacomo Bertani Pecorari responsabile provinciale Economia e Lavoro Pd che auspica “concretezza nell’affrontare il tema”, sul palco salgono William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale, Patrizio Bianchi assessore al Lavoro Regione Emilia Romagna che auspica “una nuova visione del mondo del lavoro, complessiva e internazionale, con grande capacità di sapere cambiare e innovare, facendolo insieme”, Nunzio Dallari, presidente Cna Reggio Emilia, Andrea Volta presidente Lega Coop Emilia Ovest che apre con un coraggioso mea culpa su alcune scelte e responsabilità della cooperazione, Fabio Storchi presidente Federmeccanica. A monopolizzare l’attenzione è, per diversità di vedute, il confronto in chiusura tra il leader di Federmeccanica – che ancora non ha siglato il contratto nazionale dei metalmeccanici in contrapposizione alle richieste del mondo sindacale e del lavoro – e il segretario della Cisl.

William Ballotta a FestaReggio (2)

 

“Occorre che ci diciamo le cose che non vanno nella realtà economica reggiana – ha esordito Ballotta dopo il lungo elenco degli investimenti nel pubblico reggiano ricordata da Storchi che, per altro, ha citato in chiave ottimistica la disoccupazione reggiana (al 5,5% contro l’11,5% nazionale) -. Il primo dato è la grandissima disoccupazione giovanile che attanaglia Reggio, oltre il 25%: occorrono definire azioni immediate per contrastarla. Ricordo anche che con l’istituzione di un osservatorio sociale dedicato, dopo lo stravolgimento della crisi, rileviamo nuovi disagi. C’è una fascia grigia di persone che fatica a esprimere pubblicamente le proprie difficoltà, siano esse lavorative o sociali. E se siamo stati tra i primi a riconoscere il valore del Jobs act, oggi possiamo altrimenti affermare che, fuori da un contesto complessivo di politiche per il lavoro, non può portare ai risultati sperati”.

Come prevedibile infiamma il dibattito il tema sul confronto delle politiche industriali. Per il leader della Cisl, infatti, “si può guardare con favore alle parole del presidente di Confidustria, Boccia che ha speso parole per confronto e collaborazione sulle parti sociali. Il sindaco Vecchi ha già preannunciato la convocazione del tavolo provinciale per il lavoro che, per Reggio, ci piace chiamare patto di comunità”.

“Riteniamo – ha concluso Ballotta in risposta a quanto auspicato dall’assessore regionale al lavoro Bianchi – che le politiche industriali si possano definire anche a livello territoriale. Come sindacato guardiamo al tema delle dimensioni di impresa (che non necessariamente significa fondere le aziende), all’agevolare l’accesso al credito, a competenza, ricerca e innovazione elementi fondamentali per rilanciare la produttività, a partire dalla contrattazione aziendale e territoriale. La Cisl, per questo, attende l’avvio del Patto territoriale per Reggio Emilia”.

Tari: nell’Unione Terra di Mezzo siglato l’accordo per le agevolazione alle famiglie

L’accordo siglato sulle agevolazione delle tariffe della Tari – Tassa rifiuti – per gli abitanti del territorio dell’Unione Terra di Mezzo, nasce dal confronto tra le Organizzazioni Sindacali confederali Cgil e Cisl, dei pensionati Spi Cgil e Fnp Cisl con i Sindaci dei comuni appartenenti all’Unione: Paola Casali (Bagnolo in Piano), Tania Tellini (Cadelbosco di Sopra) e Maurizio Bottazzi (Castelnovo di Sotto)

Un proficuo lavoro di analisi ed approfondimento svolto sui regolamenti dei tre comuni con l’obiettivo di introdurre agevolazioni per le famiglie e le persone in difficoltà economica o sociale e di premiare i comportamenti virtuosi che tanti cittadini quotidianamente agiscono per il bene della comunità e dell’ambiente.

Il lavoro svolto ha permesso di apportare modifiche omogenee ai regolamenti dei singoli comuni tese ad uniformare gli stessi e soprattutto ad elaborare indirizzi sottoscritti da tutte le parti coinvolte.

L’accordo sottoscritto prevede agevolazioni:

  • sconto della tariffa Tari del 25% per le famiglie in rapporto alla loro composizione e reddito;
  • sconto del 20% della quota variabile della della tariffa TARI per le utenze domestiche che attuano comportamenti virtuosi come il compostaggio domestico e del 30% per coloro che conferiranno direttamente ai centri di raccolta particolari rifiuti.

L’accordo stabilisce inoltre sconti per le attività produttive che aderiscono al marchio slot free-ER (sconto del 20% della quota variabile della della tariffa TARI)  o a convenzioni contro lo spreco alimentare (sconto fino al 60% della quota variabile della tariffa TARI).

Le parti hanno infine convenuto di promuovere una corretta informazione della popolazione elaborando un utile vademecum contenente, in sintesi, le principali agevolazioni per mettere in condizioni cittadini ed imprese di chiederne l’applicazione.

Gli uffici comunali e delle organizzazioni sindacali sono a disposizione per approfondimenti e chiarimenti.

“Sulla Camera di Commercio di Reggio Emilia in arrivo un riassetto con improvvisazione”

Ieri una delegazione di Fp Cgil Cisl Fp e della Rsu della Camera di Commercio di Reggio Emilia ha incontrato il presidente Stefano Landi e il segretario generale Michelangelo Dalla Riva per iniziare un percorso di confronto in vista della fusione che l’ente camerale, in base al decreto che il governo ha licenziato pochi giorni fa, dovrà portare avanti con Parma e Piacenza o con Modena.

Il presidente ha chiarito che sono ancora aperte tutte le opzioni e si è riaperto il confronto sia con Modena che con Parma e Piacenza. Si è appreso che se non si dovesse arrivare a definire concordemente la soluzione l’ultima parola di questa importante decisione rimarrebbe Unioncamere entro i tempi definiti dal Decreto.

camera_di_commercio di Reggio Emilia

La delegazione sindacale, confermando tutte le proprie preoccupazioni relative al mantenimento della sede principale nella nostra città, dell’assetto occupazionale e della permanenza o meno delle attuali funzioni del nuovo ente, ha ribadito la necessità, condivisa dal presidente della Camera di Commercio, di essere coinvolta puntualmente nel percorso riorganizzativo, una volta decisa la sorte dell’ente camerale reggiano.

Nei prossimi giorni i sindacati chiederanno ai Parlamentari reggiani un incontro per evidenziare tutte le forti criticità che il testo del Decreto continua a manifestare.

E’ vero infatti che il decreto porta anche nuove funzioni alle Camere che, come in altre occasioni, verranno affrontate con la massima serietà e professionalità dai dipendenti, ma si ritiene di gravità assoluta eliminare o appesantire di oneri a carico delle imprese. Un esempio sono le attività determinanti per l’economia del nostro territorio, come arbitrati e conciliazioni, interventi di promozione delle filiere produttive, attività di sostegno finanziario attraverso la partecipazione a bandi. Questi servizi rivolti all’imprenditoria, ma anche ai consumatori (come la conciliazione e arbitrato), non potranno più essere assicurati ed alcune attività potranno essere svolte solo a pagamento, in concorrenza con altri enti e/o associazioni private.

Salvatore Coda (responsabile organizzativo Cgil Funzione pubblica) e Davide Battini (segretario generale Fp Cisl Emilia Centrale) hanno dichiarato “Siamo alla presenza di un provvedimento che ha subito importanti modifiche nel corso degli ultimi mesi e l’ultimo testo presenta qualche miglioramento che però non elimina la confusione, a causa della mancanza di un disegno preciso del riassetto istituzionale, che già si è scontato con le Province. Troppo spesso ormai dobbiamo affrontare riforme fatte con improvvisazione e poca lungimiranza, che non tengono conto degli effetti ‘a cascata’ che possono generare e delle lacune che lasciano. Che improvvisamente le Camere di Commercio abbiano tra le loro funzioni quelle dell’orientamento e di inserimento occupazionale ci porta a pensare che qualcuno si occupi del sistema del collocamento con precipitazione e senza un disegno organico”.

Castelfranco Emilia: polizia municipale verso lo sciopero

La polizia municipale di Castelfranco Emilia sciopererà per una intera giornata nella prima decade di settembre. Lo hanno deciso i sindacati dopo l’esito negativo delle trattative con il Comune per trovare una soluzione all’ipotesi di estendere il servizio di polizia municipale nelle giornate domenicali.

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Cooperative agricole: nuovo contratto nazionale

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Vittorio Daviddi, segretario generale Fai Cisl Emilia Centrale

Nuovo contratto nazionale di lavoro per i circa 1.500 dipendenti (in larga parte stagionali) delle cooperative agricole modenesi. Il nuovo ccnl vale dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2019. «L’intesa garantisce un incremento del salario reale dei lavoratori – afferma il segretario generale della Fai Cisl Emilia Centrale Vittorio Daviddi –

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Ceramica: firmato integrativo stabilimento Sassuolo Panariagroup

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Massimo Muratori, operatore Femca Cisl Emilia Centrale

È stato firmato il contratto integrativo per lo stabilimento di Sassuolo della Panariagroup Industrie Ceramiche. Ne danno notizia i sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl, le rsu e la direzione aziendale, che nei mesi scorsi avevano sottoscritto un accordo analogo nello stabilimento di Fiorano.

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Marcinelle, coi sindacati il ricordo l’8 agosto a Reggio Emilia

Reggio Emilia ricorda la tragedia di Marcinelle. Sabato 6 agosto, alle 17.30 al Parco della Pace di via Ghandi, al direzionale di San Pellegrino, si terrà una cerimonia di omaggio ai caduti sul lavoro in Italia e all’estero, promossa da Filef e dal Comune di Reggio Emilia con i sindacati di Cgil, Cisl Emilia Centrale e Uil Modena e Reggio.

Marcinelle miniera

L’occasione, il 60esimo anniversario della tragedia di Marcinelle – Le Bois du Cazier dell’8 agosto 1956, quando 262 persone morirono dentro ad una miniera di carbone a causa di un incendio provocato da un errore umano. Fra i morti, 136 italiani e 95 belgi, che lasciarono sole centinaia di moglie e figli, interamente dipendenti dal loro lavoro. Fra le conseguenze di quella strage, la fine dell’immigrazione italiana in Belgio e soprattutto l’introduzione di più severe regole di sicurezza sul lavoro nelle miniere.

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Per ricordare quei fatti, e la loro importanza anche oggi, dalle 17.30 interverranno Serena Foracchia, assessore comunale alla Città Internazionale, Stefano Morselli di FILEF Reggio Emilia e Luigi Tollari, segretario generale UIL Modena e Reggio Emilia. Al termine, vi sarà un intrattenimento musicale.

Per informazioni, contattare il Comune di Reggio ai numeri 0522 456051 e 0522 456158.

LA LOCANDINA

Ritardi nella Cassa integrazione #Inps: la denuncia della #Filca #Cisl Emilia Centrale

“Aumenta il malcontento che serpeggia tra i lavoratori per i grandi ritardi nell’erogazione del ‘sussidio’ di Cassa integrazione dall’Inps” a denunciarlo è Salvatore Cosma segretario della Filca Cisl Emilia Centrale.

La situazione si è fatta ancora più critica per le aziende che, per problemi di liquidità, non riescono ad anticipare la cassa integrazione e chiedono il pagamento diretto all’Inps: caso in cui i lavoratori attendono a lungo e “materialmente” i denari dall’istituto previdenziale.

Fino allo scorso dicembre 2015 – continua Cosma – mensilmente presso l’Inps si riuniva la commissione presieduta dalle associazioni imprenditoriali e dei sindacati di categoria per la valutazione e decisione sulle istanze cassa integrazione, purtroppo, dal 1 gennaio 2016 a seguito dell’art. 16 decreto legislativo 148/15 tali commissioni sono state abolite “pertanto – continua il segretario Cosma – non riusciamo ad avere più alcun interlocutore con l’Inps di Reggio Emilia ed i lavoratori che rappresentiamo attendono invano delle risposte ormai da 10 mesi”.

Salvatore Cosma

Spesso, sono costretti a migrare da un ufficio all’altro per venirne a capo, ma senza risposte. La Filca Cisl Emilia Centrale chiede ed auspica che l’istituto previdenziale reggiano si doti di una “corsia informativa ad hoc” per dare risposte in tempi brevi ai lavoratori che costituiscono l’anello debole e l’utente finale su cui vengono “scaricati” tali “meccanismi burocratici” incomprensibili per chi tutti i giorni lavora e magari purtroppo a causa della crisi è costretto a stare a casa in cassa integrazione senza “il pezzo” di salario derivante dall’ammortizzatore sociale.

 

Castelfrigo: la replica della Cisl

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Vittorio Daviddi, segretario generale Fai Cisl Emilia Centrale

La Cisl respinge con sdegno le insinuazioni della Cgil a proposito della vertenza Castelfrigo. «Il termine “organizzazione sindacale compiacente”, usato dalla Cgil nel titolo del suo comunicato stampa, offende la nostra storia e le persone che ci rappresentano – dichiara il segretario generale della Fai Cisl Emilia Centrale Vittorio Daviddi –

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Vacanze: turisti-consumatori, ora il rimborso tocca al tour operator

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Adele Chiara Cangini, responsabile provinciale Adiconsum Modena

Hai un problema con il pacchetto turistico acquistato per le vacanze? Se lo hai comprato prima del 1° luglio, ti rimborserà l’apposito Fondo nazionale di garanzia. Se, invece, lo hai acquistato dopo il 1° luglio, in caso di criticità dovute al tour operator, sarai rimborsato dalla polizza dell’agenzia di viaggio.

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I sindacati: costi maggiori per le imprese col taglio competenze delle Camere di Commercio !

Riforma della Camere di Commercio:allertati i parlamentari reggiani. L’appello a Landi a prendere posizione come il presidente (renziano) della Cciaa di Firenze. E sulla Provincia: senza risposte per il taglio alle retribuzioni e per i precari valuteremo ulteriori azioni

 

Venerdì mattina una delegazione delle organizzazioni sindacali Cgil e Cisl insieme alle rsu della Camera di Commercio e della Provincia ha incontrato la senatrice on. Mussini e i parlamentari on. Gandolfi, Pignedoli, Incerti e Marchi per presentare le pesanti ricadute dei provvedimenti in discussione in questi giorni. Per la Provincia il Decreto sugli enti locali non ha previsto una clausola di salvaguardia e quindi i dipendenti ad oggi rischiano di subire un pesante taglio della retribuzione. Inoltre viene lasciata nella più assoluta incertezza la sorte dei precari che ad oggi sono un elemento determinate per permettere ai Centri per l’impiego di continuare a svolgere la loro importante funzione. Fortissima preoccupazione, anche, per le sorti della Camera di Commercio. In agosto sarà discusso il decreto per il riordino e il governo vuole ridurre pesantemente le funzioni e tagliare il personale. Non è chiaro a chi finiranno le funzioni: il mondo delle imprese non ha ancora realizzato il fatto che le attività che verranno tolte alle Camere si dovranno spostare sui privati con un pesante aggravio di costi, come è facilmente prevedibile solo per fare un esempio per i certificati di origine. Come ha efficacemente affermato il presidente della Camera di Commercio di Firenze, renziano di ferro e quindi al sopra di ogni sospetto, “le imprese ricevono servizi molto più costosi dell’obolo che versano (alla Ccia). Non è neanche chiaro il futuro sia dei dipendenti, 80 nella sede di Reggio Emilia e della sede stessa visto che Reggio dovrà accorparsi con Modena o con Parma e Piacenza..

Camere di Commercio alcuni momenti dell'incontro tra sindacati e parlamentari reggiani
Camere di Commercio alcuni momenti dell’incontro tra sindacati e parlamentari reggiani

Incontro parlamentari reggiani sindacati Cisl Fp e Funzione pubblica Cgil per Cciaa2

Attenzione e preoccupazione quella mostrata dai parlamentari che si sono impegnati a seguire l’iter parlamentare dei provvedimenti e a incontrare subito in agosto la delegazione sindacale non appena la bozza ufficiale del decreto approderà nelle commissioni competenti.

“Sono provvedimenti importantissimi che toccano l’economia reggiana e la coesione del suo territorio – affermano Davide Battini, segretario generale Cisl Fp Emilia Centrale e Salvatore Coda, segretario della Funzione Pubblica Cgil -. Un domani che si dovesse verificare la peggiore delle ipotesi imprese e politica si dovranno assumere le proprie responsabilità ed eventuali ‘cecità’. Il presidente della Camera di Commercio dovrebbe esercitare un ruolo in questo senso evidenziando, come ben hanno fatto altri, il ruolo dell’Ente che presiede”. Continuano poi Battini e Coda “e anche per le Provincia non ci potremo fermare qui continueremo a ‘pressare’ i parlamentari perché le conseguenze di una situazione subita dai dipendenti non diventi la causa di un taglio alla retribuzione e perché non si attenda l’ultimo minuto per dare certezze ai dipendenti precari della Provincia che dal 1 agosto saranno in comando presso la nuova agenzia regionale per l’occupazione”.

I sindacati: “Camere di Commercio, una riforma dannosa per le imprese e per Reggio”

La riforma delle Camere di Commercio che il Governo vuole chiudere in questi giorni estivi, è un danno per le imprese italiane, per i professionisti e per i lavoratori delle Camere, che dispongono di professionalità uniche nel sistema della pubblica amministrazione italiana.

Questo è quanto sottolineiamo con forza.

In un periodo storico-economico in cui è necessario potenziare gli strumenti a supporto del mondo del lavoro, e quindi potenziare le Camere di Commercio, il Governo vuole ridurle a enti burocratici che non saranno più in grado di offrire servizi moderni alle aziende italiane. Ma la strada di riforma della pubblica amministrazione deve essere lastricata di innovazione, non di riduzione delle Camere di Commercio, dei servizi alle imprese, dei dipendenti.

 

Per far ripartire il sistema imprenditoriale italiano, le Camere di Commercio vanno rafforzate, con servizi nuovi e innovativi, che vadano a sommarsi ai servizi attualmente esistenti.

Ricordiamo che solo nel 2015, nonostante il taglio del diritto camerale, sono stati investiti a Reggio Emilia 6 milioni di euro, di questi 1,8 destinati all’innovazione tecnologica, 700 mila euro alla ricerca e sviluppo, 850 mila al credito alle imprese – che tutt’ora rappresenta una delle grandi emergenze delle imprese –, 300 mila alle start up e 200 mila euro all’attrazione di investimenti sul territorio. L’adesione ai bandi è stata anche per il 2015 molto importante, segno dell’apprezzamento delle imprese reggiane per questi strumenti. Ad esempio sono ben 51 sono le imprese che si sono avvalse dei finanziamenti per l’avvio della propria attività. Rispetto l’internazionalizzazione ricordiamo solo che ben 1 milione di euro è stato stanziato per far partecipare le imprese a fiere all’estero e quest’anno 450mila euro sono stati utilizzati per sostenere le imprese reggiane impegnate ad Expo: ben 107 aziende del settore enogastronomico sono state interessate, pari a un terzo di tutte le aziende emiliano romagnole coinvolte da analoga misura.

Le imprese non ci chiedono altro che celerità e innovazione.

Per questi motivi chiediamo al Governo e a tutti i parlamentari di Reggio che incontreremo nei prossimi giorni (domani vedremo la senatrice Mussini e una delegazione dei Parlamentari del Pd) e alle forze politiche che hanno a cuore il futuro delle imprese italiane, di modificare subito il decreto di riforma che passerà in Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni.

Tale decreto non crea altro che disservizi al sistema imprenditoriale, e chiediamo di riscriverlo, focalizzando su innovazione, ampliamento di servizi, mantenimento del personale e delle sedi territoriali, innovazione. L’attuale bozza, invece, è sostanzialmente identica alla bozza che circolava a gennaio scorso: uno schema di riforma penalizzante per ogni soggetto del sistema economico.

 

Le aziende vogliono una pubblica amministrazione come loro, non enti burocratici. E per questo è necessario che tutto miri all’offerta di servizi di qualità. Per fare questo occorre mantenere e rafforzare il personale esistente, occorre mantenere le Unioni Regionali, occorre mantenere le aziende speciali e le sedi secondarie, perché sono tutti aspetti e componenti di un’unica realtà: il sistema delle Camere di Commercio, che per funzionare a livelli ottimali necessita di ogni parte del suo corpo.

Gli imprenditori, come evidenziano ripetute indagini e testimonianze , hanno trovato nel sistema camerale (presente in ciascuna provincia e quindi vicino al proprio territorio) e nella professionalità dei suoi lavoratori, competenza, onestà e imparzialità, e apprezzati servizi a titolo gratuito o con un costo molto inferiore a quello di mercato.

Con questa riforma in atto, i servizi che le Camere non fornirebbero più alle imprese, da subito, sarebbero questi:

  • certificati d’origine
  • carnet ATA
  • contributi e finanziamenti alle imprese, per fiere o eventi per il sistema turistico locale o la promozione dei prodotti tipici
  • sostegno all’internazionalizzazione
  • supporto alle pmi per l’accesso al credito, tramite servizi di microcredito o sostegno ai consorzi garanzia fidi (confidi)
  • corsi di formazione alla nuova imprenditoria e imprenditoria femminile
  • organizzazione di convegni e seminari gratuiti su tematiche di interesse per le imprese o i professionisti (novità normative, gestione di impresa, argomenti specifici per ciascun settore economico)
  • supporto alle imprese per l’innovazione e la digitalizzazione consulenza per la fatturazione elettronica
  • consulenza per deposito marchi e brevetti
  • pubblicazione di dati e studi sull’economia locale, sui trend economici e approfondimenti sui vari settori economici

 

Le Camere di Commercio, quindi, non vanno ridotte, nel numero, nelle sedi, nel personale, nelle funzioni, ma vanno invece potenziate, mantenendo sedi e personale e attribuendo loro servizi nuovi e aggiuntivi rispetto a quelli già esistenti, per farne il fulcro della ripresa economica del Paese.

Questo è quanto deve passare nel Consiglio dei Ministri, questo è quanto chiediamo.

 

FP CGIL                                             CISL FP

Coda Salvatore                      Davide Battini

 

RSU Camere di Commercio Reggio Emilia

Rita Prodi

Cecilia De Bellis

Anita Giroldi

Maurizio Giberti

Antonella Verratti

Effetti deleteri della Legge 107… anche in estate! L’intervento della Cisl Scuola

Effetti deleteri della Legge 107 … anche in estate! E’ quanto denunciamo come Cisl Scuola Emilia Centrale: la legge 107, nota come “Buona Scuola” infatti ha previsto che il dirigente scolastico “propone gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all’ambito territoriale di riferimento anche tenendo conto delle candidature presentate dai docenti medesimi“. Ecco, realizzata, la tanto auspicata “chiamata diretta”: i presidi pubblicano gli “avvisi” sui siti delle proprie scuole (si parte oggi, per la scuola dell’infanzia e primaria), dopo aver verificato l’effettiva disponibilità dei posti; successivamente esamineranno i curricula pervenuti e procederanno alla proposta di incarico. Nel contempo, i docenti dovranno “caricare” sul sistema apposito del Ministero dell’Istruzione (istanze online) il proprio curriculum, le proprie competenze ed esperienze professionali e presentarlo ad una o più scuole. Il dirigente può prevedere un colloquio, in presenza o in remoto (Skipe, videochiamata…) e, comunque, la scelta deve essere motivata.

Mariarita Bortolani, segretaria Cisl Scuola Emilia Centrale

Insomma, è stato disciplinato il meccanismo della “domanda e dell’offerta”, utilizzando, espressioni di grande impatto, molto convincenti: “individuazione per competenze”, salvaguardia di “correttezza formale e pari opportunità”, “esigenze della scuola, “coerenza con il Piano triennale per l’offerta formativa”, “progettualità”, “conoscenze disciplinari e metodologiche”… Insomma sembrerebbe una grande operazione di democrazia e di rispetto per i territori, per le esigenze peculiari e specifiche delle singole scuole.

Qualche docente non sarà assegnato inizialmente ad alcuna istituzione scolastica, o per mancato accoglimento della candidatura o per non pubblicazione del relativo avviso: in questo caso si verrà assegnati alle scuole dagli uffici scolastici regionali. Con quali criteri? Non è specificato. Tutti i docenti non richiesti, perché privi di competenze appetibili finiranno nella stessa scuola? Questo tutto in tempi brevissimi, aggravando ulteriormente l’attività dei dirigenti e delle segreterie.

Forse l’opinione pubblica – o parte di essa – esulta di fronte a queste “innovazioni”, enfatizzando i possibili effetti positivi della cosiddetta “chiamata diretta”: ci si dimentica, però, che la scuola non è paragonabile ad alcun tipo di azienda, e che, dietro ad ogni proposta, accettazione, incarico, c’è una persona – e la sua famiglia – convinta di arrivare in una determinata Scuola  di un determinato “ambito” mentre si potrebbe trovare assegnata ad un’altra Scuola.

Un impianto così, penalizzante e punitivo (qualcuno ha pensato alle conseguenze della rassegnazione, della demotivazione, della precarietà?) per i lavoratori – e gli stessi alunni – non può esigere il nostro appoggio, il nostro avallo.

 

Mariarita Bortolani (Cisl Scuola Emilia Centrale Sede RE)

 

 

 

Camere commercio: ipotesi tagli, sindacati annunciano opposizione durissima

CCIAA-Modena
La sede della Camera di commercio di Modena

«Sono inaccettabili il disegno organizzativo e le ipotesi di tagli al personale delle Camere di commercio. Così si attacca un soggetto che in questo periodo di crisi ha sostenuto il sistema produttivo modenese ed è stato elemento di coesione sociale». Lo affermano i sindacati Fp Cgil, Cisl Funzione pubblica, Filcams Cgil e Fisascat Cisl commentando le indiscrezioni relative al decreto delegato della riforma Madia sulle Camere di commercio.

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