Il servizio promosso da Anteas Fnp Cisl Emilia Centrale prosegue la sua attività in via Vecchi, per offrire assistenza sanitaria ai pensionati e non solo
Un ambulatorio per anziani e cittadini in difficoltà gestito da medici e infermieri volontari in pensione. È il servizio che Anteas Fnp Cisl Emilia Centrale promuove con costanza e impegno da due anni, in Via Vecchi, zona stazione. Qui, a differenza di ambulatori affollati, si può avere un servizio gratuito subito.
Un ambulatorio medico a tutti gli effetti, aperto il lunedì, il martedì e il mercoledì, dalle 9 alle 10, è la prova di quanto Anteas Fnp si impegni nel sociale.
“Il servizio è confermato anche quest’anno – afferma il dottor Attilio Pagliani, ex primario di maternità e ginecologia in pensione, volontario assieme al dottor Aldo Torelli, medico di base dopo anni passati al pronto soccorso, – aiutiamo tante persone bisognose, ma vogliamo che tutta la città di Reggio venga a conoscenza di questa realtà. Medicazioni, punture, glicemia, offriamo un servizio totalmente gratuito, cercando di consigliare il percorso sanitario più adatto”.
Questo servizio non è riservato solo agli anziani, tante sono state le famiglie aiutate dal lavoro dei volontari. “Il servizio è aperto a tutti – continua Pagliani – uomini, donne, bambini, stranieri e italiani. Pensate che fin’ora sono venuti soprattutto cittadini italiani residenti nel quartiere, ma può venire chiunque. Ogni giorno visitiamo quattro o cinque persone, ai quali pratichiamo le medicazioni opportunamente concordate con l’Ausl”.
Oltre ai due medici, i volontari che prestano servizio sono tutti infermieri in pensione, compresa la coordinatrice dell’ambulatorio, Elena Fontana, capo sala. Tiziana Testa, Mirella Fontanesi, Giuseppe Barbieri, Francesco Campani, Renzo Galeotti, Speranza Pisuttu, Lucio Castagnoli e Cinzia Quintadamo garantiscono, dal lunedì al mercoledì, un servizio sempre efficiente, mettendosi a servizio del prossimo.
Spiega Marino Favali, presidente Anteas che assieme alla Fnp Cils Emilia Centrale ha promosso l’iniziativa: “Abbiamo fatto di tutto per creare un servizio ottimale per la comunità. In accordo con il Comune e Ausl aiutiamo decine di famiglie, il nostro sindacato si dimostra sempre attento e accorto ai problemi che ci affliggono. Qualcuno potrebbe pensare che questo sia solo un servizio offerto ai nostri tesserati ma non è assolutamente così. Antes, inoltre, paga tutto il materiale che c’è in ambulatorio tra cui anche gli stick per la glicemia”.
“Oggi – conclude Adelmo Lasagni, segretario della Fnp Cisl Emilia Centrale – molte famiglie straniere e italiane non possono permettersi visite a pagamento. Un grazie particolare va ai medici e infermieri che, con la loro bontà e professionalità, aiutano decine di persone”.
Ci sarà anche una delegazione modenese di lavoratori e sindacalisti di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil al sit-in in programma domani – venerdì 21 ottobre – davanti alla sede di Assopanificatori a Bologna. La manifestazione avverrà in occasione dello sciopero regionale di otto ore proclamato dai sindacati per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro degli addetti dei panifici aderenti a Fiesa-Confesercenti e Federpanificatori (panificazione artigianale e industriale), scaduto da ventuno mesi.
Nascono in Italia. Crescono in Italia. Parlano Italiano. Studiano Italiano. Ma non sono italiani. Giovedì in diversi città d’Italia, tra cui Reggio Emilia, è andata in scena il flash mob di disagio per tutti coloro che pur sentendosi italiani, appartenenti a questo Paese, non sono considerati tali essendo figli di immigrati.
“Sono italiani con il permesso di soggiorno – afferma Domenico Chiatto, responsabile delle politiche per l’immigrazione della segreteria Cisl Emilia Centrale -, un permesso di soggiorno che oggi ha costi assurdi (176,46 € ). Di fatto una tassa da pagare non si sa bene per quale finalità e dopo l’udienza del Consiglio di Stato andata in scena giovedì 13 ottobre, si continua ancora ad aspettare l’annullamento della parte eccedente al costo base”.
“Stando così le cose – aggiunge Aziz Sadid dell’Anolf (associazione nazionale oltre le frontiere) – un pezzo di generazione vive ignorato. Ma così si perde una parte di futuro del nostro Paese. Cittadini sospesi che, come dimostrano i casi di molti studenti o sportivi che non possono indossare la maglia azzurra, sono sospesi e in disparte. Allo stato attuale non basta nascere in Italia per essere riconosciuti italiani, ma questi ragazzi e ragazze, cittadini e cittadine lo sono eccome. Eppure vivono questa discriminazione sula propria pelle e sono costretti costantemente a richiedere il rinnovo del permesso per soggiornare nel loro paese. Dove hanno famiglia e avviato il loro percorso di vita, al pari dei loro coetanei italiani figli di italiani”.
“E’ evidente che siamo in ritardo anche su questo capitolo – conclude Domenico Chiatto -, dato che l’Italia non ha ancora riformato una legge (del 1992, la numero 91) sul riconoscimento della cittadinanza a chi nasce e/o cresce qui. Una proposta dopo essere stata approvata dalla Camera è ferma al Senato”. Non possiamo più trattare il fenomeno immigrazione solo come una emergenza, o come materia di ordine pubblico, e non possiamo solo presentarci in Europa come coloro che propongono soluzione all’emergenza profughi, ma dobbiamo avviare una legislazione vera di integrazione di cittadini che di fatto si identificano con la nostra Repubblica. Cittadinanza chiama, Senato rispondi.
Forte preoccupazione dei sindacati Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil, sia modenesi che regionali, per la grave situazione di criticità che sta interessando la Trenkwalder, una delle principali agenzie di somministrazione di lavoro che, nata in Austria nel 1985, ha la sede centrale legale e amministrativa proprio a Modena.
Coesione sociale per sfruttare le molteplici risorse a disposizione in Appennino e un “Patto” anche montano per il lavoro. Sono tra le priorità emerse al convegno “Appennino, un nuovo sviluppo per una nuova coesione sociale” organizzato da Cisl Emilia Centrale, Cgil Reggio Emilia e Uil Modena e Reggio a Castelnovo Monti. Gremita la sala municipale. Proprio sul tema della coesione sociale, i saluti di casa sono stati fatti Alberto Zanetti, segretario confederale Uil Reggio Emilia. E’ entrata subito nel vivo Silvia Dalla Porta, della Cgil di Castelnovo Monti, denunciando “situazioni di irregolarità lavorativa, talvolta coperte con l’utilizzo dei voucher, che penalizzano la permanenza dei giovani in Appennino. Ma anche il rischio di soppressione del reparto di Ostetricia del Sant’Anna che ha valenza comprensoriale”.
Luca Ferri, Alberto Zanetti, Silvia Dalla Porta
E per far fronte alla lunga serie di chiusure di servizi in Appennino – Giudice di Pace, sportello Camera di Commercio, Catasto, Inps, uffici postali! – , è stata articolata l’analisi del collega della Cisl Emilia Centrale di Castelnovo Monti, Luca Ferri, che ha posto l’attenzione sul legame persona, lavoro territorio. “Per questo occorre definire priorità di intervento (viabilità, sicurezza idrogeologica, connettività), programmazione (fondi per industria e turismo, programma regionale per la montagna, aree interne e patto per il lavoro) e partecipazione (con il coinvolgimento dei vari attori)”.
Luigi Gove, Enrico Bini, William Ballotta, Roberta Rivi
“Sono diversi i fronti comuni per i quali, forse mai come ora, si era lavorato assieme” ha ricordato Enrico Bini, presidente dell’Unione dei Comuni. “Lo ha dimostrato la soluzione della problematica della ceramica Sadon di Vetto, positivamente conclusa, quindi Terre di Badia su cui si è al lavoro assieme, ma anche – novità ndr – della Ceag di Gatta, che ha preannunciato una serie di iniziative per potere continuare ad operare. Quindi gli strumenti di lavoro, dai fondi per il turismo, alla programmazione del piano rurale, del Gal delle Aree interne “dove siamo i primi a partire. Connettività: entro il 2017 tutte le aree produttive e i locali pubblici saranno collegati con fibra ottica: un investimento di sei milioni di euro”.
Silvia Prodi. Giovanni Teneggi, Pietro Ferrari
“Ci sono gli strumenti per essere nella giusta direzione della coesione sociale auspicata dal moderatore della giornata Pietro Ferrari – ha affermato Giovanni Teneggi, consigliere della Camera di Commercio -. Dopo la crisi, ora vivere in Appennino è più difficile di prima: qui dieci posti in meno di lavoro valgono il 100% della tenuta di una valle. Serve una specificità delle soluzioni. Emblematico, in negativo, il sistema Fondo europeo di sviluppo regionale, che prevede soglie di investimenti alle aziende di 250 mila euro nel turismo. Alla Regione chiediamo una fiscalità progressiva per la montagna, che rappresenta il 40% del territorio e contribuisce a dare competitività. Ma facciamo autocritica: abbiamo creato uno scarto generazionale (di due generazioni) che non ha educato i giovani a vivere e lavorare in Appennino”.
Di rilievo la ripresa di un sondaggio camerale: i giovani, interrogati, credono di potere lavorare in Appennino in settori assai diversi rispetto a quanto auspicato dagli adulti: ai primi posti informatica e telecomunicazioni, non il commercio, il turismo o green economy. Da qui l’invito a conoscere di più le lingue, l’informatica, i siti. Ma anche la richiesta, condivisa dalle associazioni, di una normativa per favorire le imprese locali del profit (e non solo il terzo settore).
Roberta Rivi, coordinatrice Area Impresa Cia Reggio Emilia, ha acceso i fari sul comparto agricolo: “in Appennino in 10 anni si è persa il 20% della superficie agricola utilizzata, 1/5 del terreno coltivato. E’ ora questo un territorio molto fragile. Eppure il settore primario può esprimere ancora la sua forza perché qui ci sono 400 imprese agricole, con 200 dipendenti (1 su 2 h un dipendente), impiegati al 90% a produrre 1/5 del Parmigiano Reggiano prodotto in provincia. Sia per la sua necessità di innovazione, ma anche di promozione e commercializzazione in questo campo c’è ancora spazio per i giovani”.
Nelle conclusioni Luigi Gove, segretario Cgil Reggio Emilia, ha ricordato che il Patto per il lavoro, già avviato in Regione, individua percorsi utili messi a sistema tra i diversi assessorati. “Occorre però passare da strumenti quantitativi a strumenti qualitativi: per l’Appennino ciò significa attrattività. Diciamo sì a finanziamenti pubblici a disposizione di chi ha buona progettualità, ma con applicazione dei contratti nazionali di lavoro”.
Silvia Prodi, consigliere regionale, ha portato i saluti dell’assessore Palma Costa: “l’investimento delle risorse contro il dissesto, da parte della Regione, è propedeutico alla tenuta, così come nei servizi. Con la proposta di legge La Banca della Terra, vorremmo destinare i terreni non utilizzati a chi li voglia mettere a reddito. Col Piano forestale vorremmo promuovere lo sfruttamento economico e la tutela dei boschi. Quindi con la Legge 16 sul turismo intendiamo creare un nuovo soggetto per la destinazione turistica che da Piacenza arriverà sino a Reggio, mentre Modena andrà con Bologna. Aggiungiamo temi sulla lotta alla povertà o sulla tenuta della coesione sociale. Col testo unico della legalità si tutelano i lavoratori anche dell’agricoltura”.
William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale ha infine ricordato, anche per la montagna, il valore indiscusso di manifattura e industria. “Se anche a Reggio Emilia saremo capaci di attuare il Patto provinciale per il lavoro, sulla scorta dell’esperienza regionale, allora potremo declinarlo anche per la montagna/e, guardando oltre i vecchi confini provinciali, e quindi pensare a una programmazione del territorio dal basso, condivisa con gli enti. In questo senso il coraggio delle scelte ha premiato sin qui quanto voluto dai cittadini del nuovo comune di Ventasso che hanno saputo mettersi in gioco e, quindi, ripensare al loro futuro”.
“Appennino, un nuovo sviluppo per una nuova coesione sociale”. Un incontro per mettere a fuoco le opportunità di lavoro in Appennino, anche alla luce del Patto provinciale per il lavoro che si andrà attuare a Reggio Emilia. E’ quello previsto per martedì 18 ottobre alle ore 9.30, nella sala consiliare del Comune di Castelnovo Monti. Organizzato da Cisl Emilia Centrale, Cgil Reggio Emilia e Uil Modena e Reggio è di fatto un momento di approfondimento per discutere di sviluppo. “Discutere di lavoro e sviluppo in Appennino significa affrontare i temi dell’oggi e del domani per la permanenza delle persone qui – afferma il segretario generale di Cisl Emilia Centrale, William Ballotta – sarà un modo per riflettere e fare il punto della situazione. Non solo difficoltà e maggiori costi: l’Appennino ha tantissime risorse che, messe a sistema, possono creare nuove opportunità di lavoro”.
L’incontro, aperto al pubblico, vedrà la partecipazione di una vasta platea. Oltre al sindaco di Castelnovo Monti e presidente dell’Unione montana dell’Appennino Reggiano, Enrico Bini e Palma Costi, assessore alle attività produttive della Regione Emilia Romagna, saranno presenti all’evento Luigi Gove, segretario Cgil Reggio Emilia, William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale, Alberto Zanetti, segretario confederale Uil Reggio Emilia, Roberta Rivi, Coordinatrice Area Impresa Cia Reggio Emilia e Giovanni Teneggi, consigliere della Camera di Commercio. Interverranno Silvia Dalla Porta, coordinatrice di zona Cgil e Luca Ferri coordinatore di zona Cisl, modera l’incontro Pietro Ferrari, presidente della Cooperativa Novanta (Redacon, Radionova, Reggio Emilia Meteo).
È stata consegnata oggi a Pavullo la nuova vettura che i volontari Anteas utilizzano per il trasporto sociale in tutto il Frignano. Si tratta di una Fiat Doblò attrezzata per il trasporto di disabili. Anteas è l’associazione di volontariato del sindacato pensionati Fnp Cisl Emilia Centrale attiva nel territorio tra Pavullo e Pievepelago.
Stipendi dei manager. “Riduzione dei compensi ai vertici delle partecipate, sia come strumento di contenimento dei costi a carico dei cittadini, ma anche quale segnale di equità sociale”. Sono le parole di Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta della Cisl Emilia Centrale, che così commenta il fatto che l’attuale amministratore di Iren, assieme ad altri sette manager dell”azienda percepiranno complessivamente circa 1,6 milioni di euro. Il nuovo ad risulta, secondo l’analisi dei piccoli azionisti di Iren, ha percepito nel 2015 ben 454.300 euro, 25.000 in più rispetto alla retribuzione 2014 del suo predecessore.
Margherita Salvioli Mariani
“Con puntualità – aggiunge la Salvioli – come sindacato, come categoria dei pensionati o dei bancari (che in merito fece anche una proposta di legge costituzionale con 118 mila firma raccolte) dal 2010 proponiamo lo stesso tema. Un tetto agli stipendi dei manager pubblici o delle partecipate dagli stessi enti. Questo deve valere a tutti i livelli, non solo per Iren, ma anche in altri enti, pensiamo alle ferrovie”. Non è passata, infatti, inosservata al sindacato reggiano la recente nomina del cda di Italferr di un ex manager della cooperazione locale chiamato a presidente di Logistica Ferrovie Italiane, con uno stipendio che pare essere superiore ai 200 mila euro annuo.
“Infine – conclude la segretaria – non è solo questione di indignazione, ma di smettere di richiedere i sacrifici ai soliti noti per poi chiudere gli occhi su un problema che, accomunato a pensioni d’oro e vitalizi, pare non trovare soluzione”.
Il Ministero del Lavoro aveva garantito rapidità, semplicità e sicurezza; invece da martedì 4 ottobre è di nuovo andato in tilt il nuovo sistema delle dimissioni volontarie telematiche, una delle riforme previste dal Jobs Act ed entrato in vigore il 14 marzo scorso. Lo rivela la Cisl Emilia Centrale, denunciando il disagio e disorientamento dei lavoratori che vogliono rassegnare le dimissioni per passare a un’altra azienda.
È stato firmato nei giorni scorsi il nuovo accordo territoriale che regola i contratti di affitto a canone concordato nei Comuni dell’Unione Terre di Castelli (Vignola, Castelnuovo, Spilamberto, Castelvetro, Savignano, Marano, Guiglia, Zocca e Montese). Lo hanno firmato i sindacati degli inquilini Sunia Cgil, Sicet Cisl, Uniat Uil e Asppi, l’associazione che tutela la piccola e media proprietà immobiliare.
Ammonta a 20 mila euro la somma raccolta alla fine del 2014 da rsu, attivisti, operatori sindacali, cittadini e pensionati su iniziativa di Cgil, Cisl e Uil di Modena.
Un nuovo caso di morte sul lavoro. Feneal Uil, Filca Cisl Emilia Centrale e Fillea Cgil di Reggio Emilia, esprimono il sentito cordoglio alla famiglia del beneventano Bernardo Mark, 54 anni, vittima di un infortunio mortale sul lavoro nel cantiere della ss63 alla Bocco-Canala. Nello stringersi nel cordoglio alla famiglia, è unanime la richiesta sindacale agli organi pubblici competenti di accertare le cause e le eventuali responsabilità dell’infortunio rivelatosi letale.
Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil ribadiscono con fermezza la necessità della massima attenzione e dell’adozione di tutte le misure di prevenzione della sicurezza sui cantieri, da parte di tutte le imprese.
“Piena luce su quanto accaduto in cantiere lo scorso 30 settembre” è la rivendicazione dei sindacati che reputano “inaccettabile morire per lavorare nel 2016”.
“Nelle prossime ore valuteremo l’adozione di tutte le scelte possibili a tutela della famiglia – alla quale esprimiamo le nostre sentite condoglianze – e, anche, a garanzia delle condizioni di sicurezza dei lavoratori in quel cantiere ed in tutti i cantieri della provincia. In particolare devono essere messe in atto e verificate tutte le misure previste, legate alla prevenzione nei cantieri per lavorare in modo legittimo e sicuro”. “Nella fattispecie -– concludono i sindacati – chiediamo anche alla impresa realizzatrice se quanto previsto dall’accordo sottoscritto in cantiere è stato attuato”
Si commemorano oggi – lunedì 3 ottobre – le 386 persone che tre anni fa (il 3 ottobre 2013) morirono a poche miglia da Lampedusa. «In questo triste giorno ribadiamo il valore universale della dignità umana – afferma l’Anolf, l’associazione nazionale oltre le frontiere promossa dalla Cisl Emilia Centrale –
Investimenti sicuri in banca, ma risparmiare è possibile? Impariamo a farlo con la Fnp Cisl Emilia Centrale A Cervarezza il primo incontro il quattro ottobre organizzato da Fnp e Cisl Emilia Centrale.
Essere truffati è facile. I cittadini hanno perso la fiducia nelle banche e nelle istituzioni: lo scandalo Banca Etruria, il mercato finanziario che dopo Brexit minacciava di crollare, i tanti termini tecnici che i cittadini comuni e gli anziani, in particolare, non conoscono: Bail In, eurobond, subprime, rendono di difficile comprensione il mercato degli investimenti.
Poca è la conoscenza del settore economico della maggior parte dei cittadini. “Ma risparmiare e avere un rapporto migliore con le banche è possibile, basta solo essere accorti e fare attenzione.” Dice Claudio Bucci, rappresentante di Fnp Cisl Emilia Centrale per l’Appennino reggiano. Per questo, dopo il successo che incontri di questo tipo hanno già avuto in provincia, Fnp Cisl Emilia Centrale, ha scelto di organizzare 3 incontri nei territori dell’Appennino, per rendere la gente più consapevole in materia.
“Oggi i rendimenti di mercato non rischiosi sono impossibili, bisogna diffidare di chi offre tassi d’interesse elevati. – afferma ancora Bucci- Abbiamo scelto di organizzare tre incontri d’approfondimento aperte al pubblico, perché crediamo sia fondamentale per il cittadino imparare a difendersi dalle truffe e l’unico modo possibile è quello d’imparare grazie ad esperti.”
Gli incontri, che avranno come tematica principale il risparmio, saranno tenuti da Daniele Bedogni, segretario della First Cisl Emilia Romagna, le date in programma sono tre: a Cervarezza il 4 ottobre presso il Centro Servizi; a Castelnovo Monti il 18 ottobre presso la sede della croce Verde a Palazzo Ducale in via Roma e a Carpineti, il 25 ottobre presso il teatro parrocchiale. Tutti e tre gli incontri cominceranno alle ore 15.00.
“Nella nostra zona ci sono tanti lavoratori stranieri e grazie all’apertura dello sportello Anolf Cisl (l’associazione che tutela e assiste gli immigrati) potenzieremo i servizi rivolti a questa particolare fascia di lavoratori.” Così il responsabile Cisl della zona di Scandiano, Daniele Donnarumma.
“In questo modo, sarà più semplice per il lavoratore rinnovare il permesso di soggiorno – aggiunge il sindacalista – chiedere il ricongiungimento famigliare e fare domanda di cittadinanza nel caso in cui vengano rispettati tutti i requisiti. Inoltre potranno utilizzare anche i servizi di patronato, di Caf e sindacali per avere un servizio a trecentosessanta gradi.”
Il nuovo “servizio” che sorgerà a Scandiano, che sarà aperto nelle mattine di martedì è stato individuato nell’ambito dell’unificazione dei territori di Modena e Reggio Emilia in Cisl Emilia Centrale, che vede anche l’accorpamento di zone limitrofe ed omogenee, come Sassuolo e Scandiano. Il numero dei lavoratori immigrati nel Comune, corrisponde circa a 2100 persone, 8,1% della popolazione, impiegate soprattutto nel settore industriale, edile e agricolo. “Miglioreremo la nostra presenza sul territorio grazie al lavoro di squadra – conclude il responsabile di zona – come Cisl Emilia Centrale, vogliamo favorire i processi di integrazione e convivenza nel rispetto della legalità.”
«Siamo contenti di poter contribuire alla realizzazione di un progetto che potrà dare un contributo significativo al reinserimento sociale e lavorativo delle cosiddette “persone fragili” che vivono nel nostro territorio». È il commento di Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale e Uil di Modena e Reggio in merito all’avvio, previsto dal 1 gennaio 2017, delle misure della legge regionale del 30 luglio 2015 n.14, che utilizza fondi europei per rafforzare la coesione sociale nei 38 distretti socio-sanitari in cui è suddivisa l’Emilia-Romagna.
William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale
«Rispetto alla riforma Fornero, si parla di coesione sociale e non di conflitto tra generazioni: un passo avanti fondamentale». Sono le parole con cui il segretario generale della Cisl Emilia Centrale Wiliam Ballotta commenta la sigla del verbale di accordo sulle modifiche al regime pensionistico da introdurre nella legge di Stabilità,
Solo a Reggio Emilia sono oltre 200 i lavoratori dei Consorzi di Bonifica Emilia Centrale e Terre dei Gonzaga in Destra Po cui si applicherà il nuovo contratto nazionale delle bonifiche.
“Un risultato di massima importanza – osserva Vittorio Daviddi, segretario del Fai Cisl Emilia Centrale – , che premia venti mesi di vertenza e di lotta sindacale unitaria, oltre che a due scioperi (cosa inusuale in questo settore), e che rilancia il ruolo della contrattazione. Stiamo parlando del lavoro in un ambito strategico come quello dei Consorzi di Bonifica che, a Reggio Emilia, ad esempio sovraintendono alla sicurezza idraulica del Bassa e svolgono importante opere di manutenzione in Appennino”.
Il rinnovo del Contratto nazionale dei dipendenti dei Consorzi di Bonifica, che in Italia coinvolge complessivamente circa 10 mila lavoratori, è stato siglato mercoledì a Roma da Fai-Flai-Filbi e Snebi. Della delegazione trattante ha fatto parte Piersecondo Mediani, della Cisl Emilia Centrale.
“Nel concreto – osserva Daviddi – nel contratto rinnovato c’è una netta progressione sia sul versante normativo che salariale, assicurando più diritti e migliori condizioni ai lavoratori troppo spesso inconsapevoli vittime di diatribe e polemiche esterne alla loro professionalità. Tra le tante le novità introdotte: si va da una maggiore tutela del lavoro stagionale a nuove garanzie su infortuni e permessi”.
“Si aggiunge un solido sostegno contrattuale che risponde alle novità legislative introdotte dal Jobs Act in materia di demansionamento. Anche dal punto di vista salariale, otteniamo un risultato di grande rilievo, che supera quello portato a casa nell’ultimo rinnovo: l’aumento a regime è del 3,9 per cento e si recupera parte del 2015, primo anno di scadenza del contratto”.
“Questo rinnovo – conclude Daviddi – parte dalla valorizzazione del lavoro e dalla centralità della contrattazione”.
Produttività e salari. Portare nella realtà economica modenese e reggiana la sfida di programma della Confederazione europea dei sindacati (Ces). E’ quanto si impegna a fare la Cisl Emilia Centrale che, di recente, ha svolto concluso un corso di formazione per nuovi dirigenti a Bruxelles.
Tra gli incontri svolti, quello con il segretario del Ces, Luca Visentini, secondo il quale “anche in un momento difficile come quello attuale occorre impegnarsi per promuovere l’integrazione politica vera della Ue e porre il tema di un vero e proprio stato federale europeo. Contemporaneamente bisogna battersi per cambiare radicalmente l’attuale politica economica: uscire dalla lunga fase di austerità, tornando a investire – dato che è dimostrato che l’austerità non ha prodotto, tranne che per la Germania, i cambiamenti auspicati, promuovendo così la crescita. Realizzare, insomma, un piano di investimenti pubblici al fine di creare posti di lavoro di qualità. Inoltre, va gestita a livello europeo la situazione degli immigrati e dei rifugiati coerentemente con i trattati internazionali e con la specifica vocazione culturale europea di accoglienza”.
“Modena e Reggio Emilia – osserva William Ballotta, segretario generale della Cisl Emilia Centrale – sono il cuore della realtà produttiva padana: assieme rappresentano un territorio che, pur segnato dalla crisi, ha l’ambizione di recuperare posti di lavoro e, anche, di riallineare i salari dei lavoratori alla produttività”. Secondo il segretario della Cisl, infatti, “nel segno dell’austerità e del contenimento del costo del lavoro si è perso l’equilibrio tra salari, sostanzialmente stabili, e produttività, tendenzialmente crescente. Recuperando questo disallineamento sarà possibile incentivare di nuovo la domanda interna di beni e prodotti e, quindi, fare ripartire definitivamente l’economia. Un bene per imprese e lavoratori”.
“A livello locale – aggiunge – ci sono l’insieme di investimenti che si possono generare grazie al Patto territoriale per il lavoro che, da soli, sono una prima fondamentale leva da attivare”.
Dalla Cisl Emilia Centrale, infine, pieno appoggio all’Agenda (fatta di 10 punti) di Cécile Kyenge – che ha accolto la delegazione Cisl nella sede dell’Europarlamento, assieme a Giorgio Graziani, segretario generale della Cisl Emilia Romagna – per risolvere la crisi migratoria e dei rifugiati, tra cui spicca la solidarietà fra gli Stati membri e un piano di investimenti pubblici e privati nei paesi africani per contribuire a risolvere in loco le cause del fenomeno.
Giorgio Uriti, segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale
«Giudichiamo positiva la decisione di Fca di non cessare le produzioni di Maserati GT e Gran Cabrio a Modena e continuare l’attività con modelli di restyling almeno per tutto il 2017 con l’attuale forza lavoro, al netto di distacchi in Ferrari o trasferimenti in altri siti del gruppo».
Monica Barbolini, segretaria generale Cisl Scuola Emilia-Romagna
di Monica Barbolini, segretaria generale Cisl Scuola Emilia-Romagna
Oggi ha suonato la campanella in tutte le scuole dell’Emilia-Romagna. L’anno scolastico 2016/17 è partito, ma non regolarmente.
Preannuncia un contratto per tutti i metalmeccanici Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl intervenuto a Festa Reggio all’incontro “Industria 4.0,uno scatto per l’Italia, cosa cambia nel lavoro”.
Soddisfazione per Giorgio Uriti, segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale, che «è convinto della necessità di un nuovo contratto di lavoro per tutti i lavoratori reggiani e modenesi e non solo per il 5% meritevoli di premi per Federmeccanica: una fetta esigua di lavoratori che non rappresenta di certo tutti i metalmeccanici».
Segretario Uriti, a che punto siamo nella trattativa, in previsione del prossimo incontro tra le controparti?
«Speriamo di riuscire a breve a firmare il contratto ma non so con precisione le tempistiche. Noi non cambiamo idea: c’è bisogno di un nuovo accordo, non solo per il 5% dei lavoratori che dovrebbe essere premiato per Federmeccanica.»
Come stanno reagendo le province di Modena e Reggio a questa tormentata vicenda?
«Modena e Reggio sono determinate a trovare un accordo. La nostra è una regione importantissima nel panorama metalmeccanico e siamo pronti a lottare per trovare una soluzione a livello nazionale.»
L’ospite della serata è stato il segretario nazionale Fim Cisl, Marco Bentivogli che ha aggiornato sul fronte della trattativa tra Federmeccanica e sindacati.
«Il negoziato è aperto da nove mesi, la trattativa è difficile e gli scioperi, dal mese di aprile, continuano a intermittenza. Federmeccanica sembra ferma sulle sue posizioni: vorrebbe dare i soldi del contratto nazionale solo al 5% dei lavoratori meritevoli di premi. Da una parte siamo soddisfatti perché sono state accolte le nostre richieste su welfare e formazione dall’altra, speriamo di riuscire ad arrivare a un accordo definitivo per tutti i lavoratori.»
Si firmerà quindi un contratto nuovo?
«Faremo un contratto completamente nuovo, rinnovato, che guarda al futuro e per tutti i metalmeccanici.»
Segretario lei parla di industria 4.0, cosa si intende?
«Per industria 4.0 si intendono tutte quelle nuove tecnologie che vengono impiegate nel settore produttivo. Sarà una quarta rivoluzione industriale: il nostro paese è rimasto indietro, rispetto ad esempio alla Germania, che per prima ha iniziato a riflettere su queste tematiche. Noi vogliamo riportare l’attenzione sull’innovazione anche dal punto di vista della progettazione. »
Lei ha fatto autocritica sul sindacato, in cosa andrebbe rinnovato?
«Troppo spesso il sindacato ha guardato “solo” al suo bacino senza guardare al mercato del lavoro: un mercato sempre più frammentato e in movimento. I contratti e le produzioni industriali sono sempre più atipiche e questo impone un cambiamento di strategia e di linguaggi. Servono le tre “R”: scelte radicali, rigeneratrici e rifondatrici. Senza di questo il sindacato rischia di non essere all’altezza dei cambiamenti del domani.»
Che cosa chiede la gente comune al sindacato?
«Il sindacato deve essere un veicolo di partecipazione e promozione di giustizia. La gente si chiede cosa il sindacato vuole essere, se rilegarsi ad associazione di reduci o tornare alla sua vera missione di rappresentanza.»
Si è ritrovata unitarietà con la Fiom dopo alcune polemiche sul contratto di lavoro di Confimi, cosa ne pensa?
«L’impostazione sindacale tra le due associazioni è diversa, ma dove si possono trovare punti d’incontro siamo i primi che desideriamo fare battaglia comune. Rispetto al passato, c’è una voglia maggiore di egemonia: si vuole prevalere sugli altri, ma i lavoratori vogliono dei risultati per i lori contratti di lavoro. L’unitarietà serve per fare più contratti non solo per scioperare assieme e per farsi vedere dai politici. »
Lei viene spesso nelle nostre terre, che impressione le fa venire nei luoghi d’eccellenza della metalmeccanica?
«La vostra è una terra molto importante dal punto di vista sindacale, qui soffia un’aria nuova. Bisogna lavorare assieme per costruire un sindacato nuovo e per stare dentro le sfide del futuro.»
Stato di agitazione alle Ceramiche Gardenia Orchidea, azienda di Fiorano che occupa attualmente 259 dipendenti tra operai e impiegati ed è in concordato preventivo dal 7 settembre 2015 in attesa di omologa.
«La povertà non è più così lontana come in passato. Sono aumentati i poveri e sono aumentati coloro che si sentono impoveriti. Il volto di un immigrato o di un tossicodipendente ha lasciato il posto al volto umano di nostro cugino, del vicino di casa o di una figlia che ha perso il posto di lavoro. Dico perciò grazie a tutti coloro che si sono dati da fare ritagliando parte del loro tempo per farne dono ai più indifesi». Queste le parole del nuovo presidente Anteas, Mario Dallasta, per ringraziare i volontari dell’associazione promossa dalla Cisl, che hanno prestato servizio alla Mensa Caritas di via Adua durante l’estate appena trascorsa. Un servizio organizzato e coordinato da Ester Magnanini e Giancarlo Pozzi.
I volontari Anteas alla mensa Caritas
Alla giornata di chiusura per dire grazie ai volontari Anteas, sono intervenuti i responsabili della Fnp Cisl Emilia Centrale Adelmo Lasagni (segretario generale), Luciano Semper (segretario), della Fnp Cisl Emilia Romagna, Loris Cavalletti (segretario regionale) e dell’Anteas regionale, Lidia Giombini (presidente).
«I volontari dell’Anteas – osserva Adelmo Lasagni, segretario Fnp Cils Emilia Centrale – si sono alternati alle decine di persone intervenute da parrocchie, gruppi di giovani, scuole, laici, ed educatori impegnati nel ritiro e nella preparazione delle pietanze. Lo voglio definire un piccolo miracolo della solidarietà che fa bella Reggio Emilia».«Quelli che oggi sono serviti a questa mensa saranno i primi ad accedere al regno dei Cieli», ha detto ai volontari don Eugenio Morlini, presente all’evento e a sua volta volontario.
Gli studi recentemente effettuati da Caritas sull’anno 2015 dimostrano che sempre più famiglie, soprattutto italiane, si rivolgono ai centri di ascolto per chiedere un aiuto economico, ma non solo: 1430 i registrati alla mensa Caritas e 130 gli accessi giornalieri negli ultimi giorni prima della chiusura attestano questa indagine.
«Le età – osserva Dall’Asta vanno dai 30 ai 70 anni, con una prevalenza di uomini, ma anche di badanti o persone che, grazie a questo servizio, possono risparmiare un po’ di soldi, avendo redditi molto bassi. Erano presenti immigrati, ma anche italiani senza lavoro, anziani e senza fissa dimora. Qui ho notato alcuni aspetti molto belli: dal relazionarsi tra volontari e ospiti, alle tante persone o aziende che donavano cibo. E, alla fine, i volontari che vogliono possono pranzare lì assieme».
Da settembre il servizio si è trasferito alla mensa del vescovo, tranne il sabato e la domenica. A Natale si ricomincia.