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Categoria: Comunicati

Fnp Cisl Emilia Centrale a congresso domani e mercoledì

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Adelmo Lasagni, segretario generale Fnp Cisl Emilia Centrale

Pensioni e servizi socio-sanitari, ma anche ambiente, economia e immigrazione. Sono alcuni dei temi affrontati nel secondo congresso del sindacato Fnp Cisl Emilia Centrale che, con 45 mila iscritti, è la più grande struttura territoriale dei pensionati Cisl in Emilia-Romagna. L’assise si celebra domani – martedì 7 febbraio – a Modena (palazzo Europa) e dopodomani – mercoledì 8 febbraio – a Reggio Emilia.

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Da Cisl Emilia Centrale appoggio ad Annamaria Furlan

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Da sin. Margherita Salvioli Mariani (segr. agg. Cisl Emilia Centrale), Annamaria Furlan (segretaria gen. Cisl) e William Ballotta (segr. gen. Cisl Emilia Centrale)

La Cisl Emilia Centrale sostiene l’operato della segretaria generale Cisl Annamaria Furlan, impegnata in questi mesi in una riorganizzazione interna con l’obiettivo di dare maggiore trasparenza e credibilità alla Cisl. Lo afferma il documento approvato all’unanimità (una sola astensione) dal comitato esecutivo della Cisl Emilia Centrale in vista del congresso territoriale, in programma il 3 e 4 aprile prossimi.

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Terre d’Argine: sospeso stato agitazione lavoratori servizi sociali

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Rakel Wiliana Vignali (Cisl Fp Emilia Centrale)

È stato sospeso lo stato di agitazione dei lavoratori dei servizi sociali dell’Unione delle Terre d’Argine. Lo hanno deciso i sindacati Fp Cgil e Cisl Funzione pubblica dopo il tentativo di conciliazione avvenuto l’altro ieri in prefettura a Modena. «Il sindaco di Carpi Alberto Belelli, che è anche assessore ai Servizi sociali dell’Unione Terre d’Argine, ha riconosciuto da subito le ragioni dei lavoratori – affermano Anna Paragliola (Fp Cgil) e Rakel Wiliana Vignali (Cisl Fp) –

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La Cisl sul punto nascite: “Alla gente d’Appennino si deve chiarezza”

 

“Ci preoccupa l’escalation mediatica sul punto nascite se, questa, è segno di una carenza della politica. Riteniamo che i pareri tecnici siano da utilizzarsi nelle sedi opportune e che sia giunto il momento che dalla Regione giunga una risposta chiara sul tema Ostetricia e Ginecologia del Sant’Anna. La programmazione del territorio sia fatta dal basso e condivisa anche con le esigenze della popolazione”. Interviene in maniera netta William Ballotta, segretario generale della Cisl Emilia Centrale sul tema che, in queste ore, catalizza l’attenzione dell’Appennino reggiano. Nei giorni scorsi, con una serie di interventi, il direttore generale Fausto Nicolini ha ribadito le posizioni per cui lo stesso si dichiara favorevole alla chiusura del punto nascite montano.

“Oltre al tema delle deroghe  – aggiunge Luca Ferri, responsabile della zona Cisl di Castelnovo Monti – siamo preoccupati, a fronte di notizie rilanciate dai media, che possa continuare con adeguata serenità il lavoro in questo reparto, ma anche la fruizione dello stesso, così come rilevato dalle mamme organizzate nel comitato. Riteniamo inoltre che sia necessario dare una risposta su tutta la tenuta complessiva del sistema socioassistenziale non solo nel comune capoluogo ma in tutto l’Appennino: ospedale, assistenza domiciliare, strutture che operano sul territorio, anche nella gestione delle patologie croniche. Una direzione in tal senso è già tracciata nel preliminare di strategia delle Aree interne che dovrà trovare applicazione sul territorio”.

Il mondo Cisl, poi, sostiene anche la visione alternativa: “Alle diverse problematiche citate da Nicolini – entrano nel dettaglio Davide Battini, segretario della Cisl Fp ed Ezio Razzoli, ex rsu Cisl per l’ospedale – deve essere la stessa azienda sanitaria a fornire adeguate risposte sul tema della sicurezza in loco. Un esempio che in diversi contesti si vorrebbe sperimentare sono soluzioni in merito alla formazione e rotazione del personale per garantire una maggiore pratica sui parti. E’ per noi imprescindibile che, per garantire la qualità del servizio e delle persone che vivono in montagna, si ottengano dalla politica decisioni certe con un piano di valorizzazione e potenziamento decennale sull’ospedale e sui servizi domiciliari dell’Appennino salvaguardando reparti e servizi in termini di qualità e quantità. Solo una programmazione di lungo periodo può dare ai professionisti, medici e personale sanitario, e alle persone che scelgono di continuare a vivere o di andare a vivere in montagna quella stabilità che permette di fare scelte certamente meno semplici che in altri luoghi della provincia”.

Da segnalare, infine, anche l’intervento dei pensionati della Fnp Cisl che, in vista dell’imminente congresso, intendono presentare una mozione di sostegno che impegnerà la categoria intera al presidio del punto nascite montano “è solo mantenendo le nascite in Appennino, al pari della sanità, della scuola e dei servizi, che si può pensare di mantenere l’uomo sul territorio e, questo, vale più che mai anche per gli anziani che vogliono continuare a vivere dove sono nati”.

Gestori dell’energia e banche… vessano di più i reggiani, lo rivela Adiconsum

 

Contratti non richiesti stipulati da commerciali dell’energia sempre più aggressivi e contenziosi con gli istituti finanziari, anche – ma non solo – come contraccolpo delle crisi bancarie che hanno costellato l’anno appena passato. Sono questi i due principali trend che Adiconsum segnala in importante aumento nella sua relazione sull’attività svolta nel 2016, redatta sulla base di oltre 1000 pratiche di contenzioso aperte.

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«Se analizziamo le forniture non richieste di luce e gas, la vera novità è rappresentata da compagnie emergenti che bypassano completamente il consenso del consumatore e lo costringono a ricorrere al diritto di ripensamento, esercitabile entro soli 14 giorni, per evitare grane» – fa sapere Massimo Rancati, referente dell’associazione a difesa dei consumatori promossa dalla Cisl. Per quanto riguarda l’ambito finanziario, invece, sono tanti i reggiani ad essere stati costretti a sottoscrivere obbligazioni subordinate ed altri titoli ad alto rischio da banche “pericolanti” come condizione per ottenere un mutuo. Comportamenti che Adiconsum «non ha mancato di segnalare alla Consob, mettendo inoltre in campo tutte le azioni necessarie a tutelare il cittadino, dal controllo del mutuo stesso fino al ricorso all’Arbitro Bancario e Finanziario».

Nel report Adiconsum si legge inoltre che si confermano diffusissimi i contenziosi con le compagnie telefoniche, mentre sono tornate alla ribalta anche casistiche di auto usate vendute con contachilometri alterato al ribasso. Insieme alle problematiche, si sono inoltre moltiplicate le richieste di assistenza ricevute dall’associazione, anche grazie ai nuovi sportelli territoriali attivati a Poviglio, Guastalla e Castelnovo ne’ Monti, che si sono aggiunti a quelli “storici” di Rubiera e Scandiano. La scelta di Adiconsum di avvicinarsi alla provincia è stata particolarmente apprezzata proprio in montagna, sia per motivi logistici legati agli spostamenti che «per il rapporto di fiducia che si è instaurato nel corso della gestione del Caso Ina Assitalia, con più di 2 milioni di euro recuperati dall’associazione e restituiti alle famiglie truffate».

E per il 2017? «Da febbraio partiremo con una nuova apertura al pubblico il sabato mattina, dalle 9 alle 12, su Reggio Emilia e rafforzeremo ulteriormente la nostra azione di contrasto al sovraindebitamento, in un contesto sociale di impoverimento progressivo della classe media e di percezione di insicurezza ai massimi livelli» – conclude Rancati – «All’orizzonte c’è inoltre la fine del mercato tutelato dell’energia, che rappresenta una grande sfida di informazione e formazione che ci vedrà coinvolti in prima persona, come già stato per il nuovo canone Tv». La nuova apertura di Adiconsum al sabato mattina prenderà il via dal 4 febbraio. È già possibile prendere appuntamento contattando lo 0522/357485 oppure inviando una mail a reggioemilia@adiconsum.it.

Riunito oggi a Modena il comitato esecutivo Cisl Emilia Centrale: ecco il documento finale

Il Comitato Esecutivo della Cisl Emilia Centrale, riunito a Modena oggi 27 gennaio 2017, oltre a celebrare la Giornata della Memoria, che ci deve permettere di ricordare le molte difficoltà del tempo attuale (migranti, guerre…), esprime forte vicinanza nei confronti delle popolazioni delle regioni di Centro Italia ancora una volta colpite dai tragici eventi sismici di queste ultime settimane, aggravati dalle condizioni atmosferiche avverse.

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Estorsione a gruppo modenese lavorazione carni: sindacati, si conferma degrado settore logistica. Intervenga il governo

«I fatti di Modena ancora una volta evidenziano le distorsioni presenti nel settore della logistica che versa in uno stato di degrado». È quanto denunciano unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti in merito agli arresti di due esponenti nazionali del sindacato SI Cobas, accusati di estorsione ai danni di un gruppo industriale modenese attivo nel settore della lavorazione delle carni.

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Camere di Commercio, parlano i lavoratori: no agli esuberi, sì al fare chiarezza

 

Nelle ore scorse oltre 120 lavoratori delle Camere di Commercio hanno partecipato ad un’assemblea mettendo in videoconferenza le sedi di Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Tema dell’assise è stata la probabile e imminente fusione tra le Camere di Commercio dei rispettivi territori, che sarà votata il prossimo 30 gennaio dai tre consigli camerali.

Se la fusione dovesse avvenire si costituirà la prima Camera di Commercio in Emilia Romagna con oltre 142mila aziende attive, contro le 105mila di Bologna e l’unica con tre province come distretto territoriale.

Eppure tutto questo sta avvenendo lasciando ai lavoratori troppe incognite sul loro futuro professionale. “Come prima cosa – dichiarano Davide Battini della Cisl Fp Emilia Centrale, Francesca Fornasari della Fp Cgil e Mauro Chiarini della Uil Flp – vanno garantiti gli assetti occupazionali degli oltre 160 dipendenti. Non vi dovrà essere  nessun esubero. Eventuali riduzioni del personale andranno gestite tramite mobilità volontarie o prepensionamenti come avvenuto per la Provincia”.

Davide Battini segretario Pp Cisl Emilia Centrale (Large) (Custom)

Sono molteplici le tematiche sul tavolo che dovranno essere affrontati e discussi, continuano i sindacalisti, “a partire da quelle delle sedi, sia quelle principali che secondarie, per giungere quelle della riorganizzazione e del nuovo assetto che dovrà garantire un’adeguata presenza occupazionale e di servizi in tutte le città, a prescindere da quella sarà la sede principale e, non ultimo, gli investimenti sui territori”.

I sindacati ritengono che, oltre che un “problema” dei lavoratori, quella del nuovo assetto camerale sia una questione che debba coinvolgere le città e le rispettive provincie e di cui tutti i soggetti dalle associazioni alle istituzioni dovranno occuparsi in modo trasparente. Tale trasparenza è stata richiesta dall’assemblea in modo unanime. “I lavoratori e le organizzazioni che li rappresentano vanno coinvolti in tutti i passaggi, valorizzando l’apporto che potranno dare in base alle esperienze e competenze professionali, approntando tutti gli strumenti utili ad affrontare questa difficile fase”.

I sindacati e le Rsu delle tre camere di commercio su mandato dei dipendenti costituiranno un unico soggetto che aprirà un confronto con la dirigenza al fine di evitare inutili perdite di tempo e affrontare in maniera univoca i problemi che questa fusione comporterà per tutti i lavoratori.

 

 

 

 

Terre d’Argine: stato agitazione dipendenti servizi sociali sede Carpi

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Rakel Wiliana Vignali, (Cisl Funzione pubblica)

Impossibile lavorare in quegli uffici open space, dove non si garantisce la sicurezza degli operatori e non si rispetta la privacy dei cittadini. Per questo motivo i 27 lavoratori dei servizi sociali dell’Unione Terre d’Argine, in servizio presso la sede del Comune di Carpi, hanno proclamato lo stato di agitazione. La protesta per le condizioni di disagio è stata decisa all’unanimità al termine dell’assemblea indetta dai sindacati Fp Cgil e Cisl Funzione pubblica. I lavoratori denunciano dal 2014 le difficili condizioni in cui si trovano a operare presso la sede di Borgofortino a Carpi, strutturalmente inadeguata ad accogliere un servizio delicato sia per l’Unione delle Terre d’Argine che per il Comune di Carpi. I limiti strutturali di tale sede non consentono il rispetto della normativa relativa a salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, oltre allo svolgimento adeguato e professionalmente corretto del lavoro degli operatori, con ripercussioni sul servizio ai cittadini. Si tratta infatti di un grande open space con diverse assistenti sociali, educatori, psicologi e amministrativi operanti su casi delicati che necessitano di privacy. La denuncia dei lavoratori ha portato il 27 luglio 2016 a un’intesa tra l’amministrazione comunale, i sindacati e le rappresentanze sindacali unitarie. L’accordo prevedeva alcuni lavori di manutenzione, con l’obbiettivo di migliorare le condizioni ambientali, in attesa della sede unica comunale annunciata dal sindaco Bellelli. L’accordo è stato disatteso nei tempi, perché prevedeva la realizzazione degli interventi entro il mese di ottobre 2016, mentre allo stato attuale esiste soltanto la stesura del progetto, il quale si discosta da una serie di interventi condivisi con gli operatori dei servizi sociali. Fp Cgil e Cisl Fp ritengono prioritaria l’individuazione da parte dell’amministrazione comunale di una soluzione che ridia dignità al lavoro svolto da questi operatori. «Purtroppo dobbiamo registrare che, nonostante l’impegno scritto, l’amministrazione comunale non è riuscita a rispettare quanto condiviso ma, soprattutto ha sottovalutato il disagio che da tempo esprimono i lavoratori – affermano Anna Paragliola (Fp Cgil) e Rakel Wiliana Vignali (Cisl Fp) – Per questo motivo con i lavoratori, stanchi di ricevere proposte insufficienti a risolvere le problematiche del servizio, abbiamo deciso di preannunciare lo stato di agitazione». Come prevede la normativa, ora le parti verranno convocate in prefettura. Qualora in quella sede non si raggiunga un accordo, sindacati e lavoratori valuteranno le azioni da mettere in campo a sostegno della loro proposta finalizzata al mantenimento della qualità del lavoro e dei servizi sociali erogati ai cittadini.

Canone Rai: Fnp e Adiconsum ricordano che sono esonerati ultra 75enni con reddito non superiore a 6.713,98 euro

I pensionati ultra 75enni con un reddito non superiore a 6.713,98 euro sono esonerati dal canone Rai. Coloro che, pur avendo i requisiti per l’esonero, hanno versato il canone dal 2008, possono chiedere la restituzione di quanto versato negli ultimi nove anni. Lo ricordano il sindacato pensionati Fnp Cisl Emilia Centrale e l’Adiconsum, invitando gli interessati a rivolgersi alle sedi Cisl per avere informazioni e assistenza.

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Lavoro: accordo sindacati-Confindustria Modena su detassazione salario variabile nelle imprese senza rappresentanza sindacale

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La sede di Confindustria Modena

Anche le imprese modenesi prive di rappresentanti sindacali potranno tassare il premio di risultato aziendale al 10 per cento, con un beneficio fiscale per i lavoratori. La detassazione del salario variabile è prevista dall’accordo sottoscritto tra Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale, Uil Modena e Reggio e Confindustria Modena. «Tale accordo – spiegano i sindacati – affida alle parti sociali un ruolo propulsivo per agevolare, in particolare nelle imprese nelle quali non è presente la rappresentanza sindacale, l’introduzione di forme di salario variabile legato ai risultati aziendali, cioè incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione. Del resto i contratti nazionali, a conferma del modello della contrattazione basato su due livelli, tendono a valorizzare la contrattazione di secondo livello e l’introduzione di forme di welfare contrattuale. Con questa intesa sarà più facile costruire un premio di risultato aziendale al quale sarà applicata un’imposta sostitutiva secca del 10 per cento, con un notevole risparmio fiscale per i lavoratori». Cgil Cisl Uil sottolineano che l’accordo sottoscritto con Confindustria Modena è uno strumento ulteriore per incentivare le risorse umane e le professionalità, incrementare la produttività e l’efficienza, ma anche per dare rappresentanza ai lavoratori che oggi ne sono privi. «In un momento in cui le parti sociali sono impegnate a completare la ricerca di nuovi assetti contrattuali, l’intesa raggiunta a Modena tra sindacati e Confindustria – concludono Cgil Cisl Uil – favorisce le relazioni industriali, la partecipazione dei lavoratori e la competitività delle imprese».

 Ballotta (Cisl) su #Aemilia: “Nuova linfa per le sentinelle della legalità”

 

 “Come sindacato proponiamo nuove azioni concrete sul territorio per diffondere la cultura della legalità, il diritto all’informazione, rivolte sia agli adulti che alle nuove generazioni. Lo vorremmo fare assieme agli enti, al mondo del lavoro intero e alle scuole. Piena solidarietà agli operatori dei mezzi di informazione (Gazzetta di Reggio, Telereggio, Tg Reggio) che sono stati colpiti frontalmente dalle sibilline motivazioni per avanzare la richiesta di far chiudere le porte del dibattimento sul processo Aemilia”.

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E’ quanto afferma William Ballotta, segretario della Cisl Emilia Centrale che interviene con un “plauso alla decisione del Tribunale con il quale il giudice Caruso ha respinto l’istanza presentata dagli imputati affinché il processo Aemilia contro le infiltrazioni ndranghetiste venisse celebrato a porte chiuse, allo scopo di tenere lontani dall’aula giornalisti e scolaresche.

“Anche sul tema della legalità il mondo sindacale ed economico, amministrativo e delle scuole può fare molto. Dopo la decisione del tribunale reggiano il mondo delle sentinelle della legalità esce rafforzato: sosteniamolo con la cultura dell’informazione. Libera e che mai china la testa”.

 

Pensioni pagate a inizio mese e no alla restituzione delle rivalutazioni, soddisfazione Fnp Cisl Emilia Centrale

Soddisfazione dei pensionati della Cisl per l’accredito di tutte le prestazioni pensionistiche che saranno pagate il 1° giorno bancabile del mese a partire da febbraio. “In passato avevamo registrato numerose lamentele dal fatto che si fosse spostato in avanti il pagamento delle pensioni (dal gennaio 2015) – spiega Adelmo Lasagni, segretario generale della Fnp Cisl Emilia Centrale –. Soprattutto con la crisi ‘arrivare a fine mese’ era diventato ancora più impegnativo, considerato anche che i pensionati si erano sovente sobbarcati situazioni di perdite lavorative di familiari. Ora questa nota dell’Inps che annuncia quanto previsto dal Decreto Milleproroghe, firmato dal Presidente Mattarella lo scorso 31 dicembre: vengono unificate le date di pagamento delle prestazioni Inps, Inpdap ed Enpals. Un grazie, anche, all’attività sindacale nazionale svolta per ripristinare un diritto di tutti”.
Nel dettaglio a febbraio e marzo le pensioni saranno pagate il primo del mese mentre ad aprile le poste pagheranno il primo (è un sabato) e le banche il 3.

Adelmo Lasagni, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale
Adelmo Lasagni, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale

A maggio le pensioni saranno pagate il due mentre a giugno saranno pagate il primo del mese. A luglio le Poste pagheranno il primo del mese e le banche il 3 mentre ad agosto e settembre la rata arriverà sui conti il primo del mese.
A ottobre e novembre le pensioni saranno pagate il due del mese sia dalle Poste che dalle banche mentre a dicembre si potrà riscuotere l’assegno il primo sia dalle banche che dalle Poste.
Inoltre, comunica la Fnp Cisl, “apprendiamo con grande soddisfazione la decisione del ministro Poletti di aver predisposto un emendamento al Decreto Milleproroghe per evitare che i pensionati debbano restituire lo 0,1% della rivalutazione delle pensioni avuta nel 2015”. La dichiarazione fa seguito alle dichiarazioni del ministro Poletti riguardo l’intenzione di non voler procedere al recupero delle somme nel corso del 2017. “Una decisione di buonsenso – spiega Luigi Bonfanti, segretario nazionale della Fnp Cisl – che permette di non togliere risorse ai pensionati e rimanda tale operazione a condizioni economiche più rosee per il nostro Paese”.

Lettera di Annamaria Furlan alle delegate e delegati Cisl

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Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl

Care amiche e cari amici,
il 2017 si è aperto in uno scenario ancora denso di incertezze economiche e di problemi aperti nella società italiana, che si ripercuotono ogni giorno sulla vita delle famiglie, dei lavoratori, dei pensionati, degli immigrati, dei tanti giovani precari o in cerca di occupazione. Per la Cisl questo sarà anche l’anno del congresso confederale, un appuntamento importante nel quale ascolteremo soprattutto le istanze della nostra base, i problemi dei nostri iscritti, le ansie e le aspettative di migliaia di delegate e di delegati che hanno scelto di stare nella Cisl e che ogni giorno, nelle aziende e in tutti posti di lavoro, nelle leghe dei pensionati e nelle zone, sono i protagonisti della nostra organizzazione autonoma e responsabile, libera e partecipativa. Alla loro passione civile autentica, vera, deve andare oggi più di ieri tutto il nostro pensiero e la nostra gratitudine.
Abbiamo fatto accordi innovativi con il governo nello scorso anno, cambiando la legge Fornero sulla previdenza e ponendo le basi per una contrattazione innovativa in tutti i comparti pubblici e privati. Ma tutti sappiamo che ci attende anche questo anno una lunga agenda di questioni difficili da affrontare a partire dai tanti rinnovi dei contratti aperti, per i quali la Cisl si batterà per alzare i salari e le retribuzioni, tutelare la dignità del lavoro, cogliendo anche le nuove opportunità del welfare contrattuale e della bilateralità.
Così come chiederemo con grande forza al governo una svolta nella politica economica e sociale a favore della crescita e degli investimenti, con misure straordinarie per combattere il grave livello di povertà a favore delle famiglie e degli anziani, ridurre il divario nord-sud, governare i processi di digitalizzazione di industria 4.0 attraverso una rinnovata valorizzazione del lavoro. La grande emergenza del Paese è il lavoro dei giovani: sarà questo uno dei temi principali del nostro congresso. Servono nuove politiche attive del lavoro, sgravi fiscali per chi assume giovani e donne laureate, più investimenti in ricerca ed innovazione ed un rapporto forte tra scuola e imprese.
Tante sono le questioni aperte, dunque, che la Cisl vuole affrontare nel 2017 con uno spirito nuovo e con grande senso di responsabilità. Avevamo assunto tre anni fa l’impegno di cambiare la Cisl, di costruire una “casa di vetro” alla quale tutte le cisline e i cislini potessero sentirsi fieri di appartenere. Una scelta consapevole che era stata programmata e riaffermata, con grande unità interna, anche nei documenti della nostra assemblea organizzativa. Per essere sempre più credibili con le istituzioni e con le nostre controparti, il sindacato deve essere sempre più trasparente nell’utilizzo delle sue risorse, nel rispetto delle norme sul tesseramento e della contribuzione e nella sobrietà dei comportamenti e del ruolo di rappresentanza e di tutela dei lavoratori, nella efficienza dei servizi agli iscritti ed ai cittadini. Se chiediamo più moralità alla società italiana e alla politica dopo anni di scandali e corruzioni, anche il sindacato deve affrontare il tema del controllo puntuale delle risorse a tutti i livelli con grande severità e trasparenza. Questa è stata fin dall’inizio la nostra scelta. Senza equivoci o tentennamenti. Una sfida che stiamo portando avanti con coerenza, anche attraverso scelte dolorose, ma svolgendo fino in fondo il nostro compito a favore dei nostri delegati, dei nostri iscritti, della nostra gente.
Ecco perché, care amiche e cari amici, con il cuore in mano, sono convinta che tutti saprete cogliere e condividere gli sforzi che il gruppo dirigente, a tutti i livelli, sta facendo per rinnovare profondamente la Cisl. Per un sindacato nuovo, autorevole, libero, capace di confrontarsi con tutti gli interlocutori con proposte serie e concrete. Questa è stata la storia della Cisl. Una storia che vogliamo continuare a scrivere con grande moralità, autonomia e senso di responsabilità.
Un grande abbraccio
Annamaria Furlan, segretaria generale Cisl

Canone Rai: Adiconsum ricorda doppia scadenza 31 gennaio 2017

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Adele Chiara Cangini, responsabile provinciale Adiconsum Modena

Per il secondo anno consecutivo il canone Rai è stato abbassato: quest’anno si dovranno pagare 90 euro. Lo sottolinea l’Adiconsum di Modena, aggiungendo che la somma, di norma, verrà addebitata sulla bolletta elettrica in dieci rate nell’arco dell’anno. «Dal 2016 vale la presunzione che in un’abitazione di residenza si trovi anche un apparecchio televisivo. Chi non detiene alcun apparecchio, lo deve comunicare all’Agenzia delle Entrate entro il 31 gennaio 2017

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Modena: accordo tra sindacati e Comune sul bilancio di previsione 2017

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A sinistra il sindaco di Modena Muzzarelli e l’assessore Ferrari; a sin. i rappresentanti di Cgil Cisl Uil (in primo piano il segretario Cisl Ballotta)

Una valutazione “molto positiva” da parte dei sindacati della proposta dell’amministrazione comunale di Modena di destinare maggiori risorse (un milione di euro aggiuntivi) alle politiche sociali; la condivisione di una politica tributaria e tariffaria impostata su equità e proporzionalità con l’impegno a non innalzare pressione fiscale; la necessità di assicurare ulteriore impulso agli investimenti per favorire sviluppo economico e buona occupazione. Sono punti centrali dell’accordo sottoscritto dai sindacati confederali Cgil Cisl Uil con l’amministrazione comunale modenese,

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La Cisl: “Gelicidio, giornata di straordinario impegno di tutti i lavoratori del pubblico e in particolare della sanità!

“Un immenso senso di responsabilità e di consapevolezza del valore “pubblico” della propria professione. La giornata di ieri, con i record di accessi a tutti i pronto soccorsi della provincia, ci lascerà nella memoria questa immagine”. Sono le parole di Davide Battini, segretario della Cisl Funzione Pubblica Emilia Centrale (Reggio e Modena) e di Gennaro Ferrara, dirigente sindacale della Cisl per l’Ausl e il Santa Maria nel day after del gelicidio.

“La giornata di ieri è stata eccezionale – commentano Battini e Ferrara – Ed eccezionale è stato anche l’impegno profuso dalle migliaia di infermieri, operatori socio sanitari, tecnici di radiologia che ieri – insieme ai colleghi delle polizie locali, delle forze armate e ai vigili del fuoco -, pur in mille difficoltà, hanno garantito i servizi.  Colleghi dell’azienda Ausl e del Santa Maria che sono andati prima del turno sul posto di lavoro e sono rimasti ben oltre il termine. Che per 10 ore non hanno alzato la testa. E che per primi si sono obbligati ad andare ai propri ospedali per garantire l’assistenza. Questo – proseguono i due dirigenti della Cisl – è il pubblico impiego che vive e lavora nella porta accanto, nell’ombra, lontano dai riflettori. Questo è il pubblico impiego del servizio sanitario della nostra provincia. Circa 7mila dipendenti di cui tutta la nostra comunità deve andare orgogliosa. E oggi noi per primi, visto che siamo anche utenti dei strutture sanitarie pubbliche, diciamo a tutti loro solo grazie”.

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Pensioni: norme eccezionali per i nati nel 1952, anche per gli autonomi

“Grazie alla circolare 196/2016 – rileva una nota della Fnp Cisl Emilia Centrale  – l’Inps ha ammesso al pensionamento anche coloro che alla data del 28 dicembre 2011 svolgevano attività di lavoro autonomo, o che non svolgevano alcuna attività lavorativa”.

La legge, ora reinterpretata dalla menzionata circolare, consentiva il pensionamento a 64 anni  più l’incremento per aspettativa di vita alle donne lavoratrici nate nel 1952 con almeno 20 anni di contributi da dipendente e agli uomini e alle donne del settore privato nati nel 1951 e 1952 che alla stessa data avessero maturato la cosiddetta “quota” per la pensione di anzianità. Tale norma che vincolava al fatto di svolgere attività di lavoro dipendente al 28/12/2011 ora come sopra riportato è stata rivisitata su indicazione del Ministero del lavoro ampliando di conseguenza la platea dei potenziali beneficiari.

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Per verificare i nuovi requisiti è indispensabile che i lavoratori si rivolgano al Patronato Inas – Cisl per una consulenza più approfondita sulla propria situazione.”

Flunch GrandEmilia: continua lotta dipendenti a difesa posti lavoro

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Pascale Milone, la sindacalista Fisascat Cisl Emilia Centrale che sta seguendo la vertenza Flunch

Seppur ostacolati nelle ultime iniziative dalla sostituzione di lavoratori in sciopero e da comunicazioni offensive affisse su cartelli all’indomani dello sciopero, continua la battaglia dei dipendenti del ristorante Flunch in difesa del proprio posto di lavoro.

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