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Categoria: Comunicati

Ceramisti e tessili: domani e venerdì congresso Femca Cisl Emilia Centrale

Rosario Roselli, segretario generale Femca Cisl Emilia Centrale

Si celebra domani – giovedì 2 – e dopodomani – venerdì 3 marzo – il secondo congresso della Femca Cisl Emilia Centrale, il sindacato dei lavoratori ceramisti, chimici e tessili che tra Modena e Reggio conta 4.500 iscritti. L’assise si svolge al castello di Formigine. Il programma della prima giornata comincia alle 14.30 con gli adempimenti statutari. Seguono gli interventi del docente universitario Luciano Pero, che affronta il tema delle nuove tutele e nuovi modelli organizzativi, e del segretario nazionale della Femca Cisl Angelo Colombini. I lavori della seconda giornata cominciano alle 9 con un dibattito su giovani e sindacato e proseguono nel pomeriggio con le votazioni per eleggere il consiglio generale e la segreteria.

Leonello Boschiroli nuovo segretario generale First Cisl Emilia Centrale (lavoratori banche e assicurazioni)

Leonello Boschiroli, nuovo segretario First Cisl Emilia Centrale

Leonello Boschiroli è il nuovo segretario generale della First Cisl Emilia Centrale, il sindacato dei lavoratori bancari e assicurativi che, con quasi 2.900 iscritti, è la seconda struttura territoriale della First in Emilia-Romagna e una delle prime in Italia. La First, lo ricordiamo, è nata a livello nazionale due anni fa dall’unificazione tra i sindacati Fiba Cisl e Dircredito. Boschiroli sostituisce il segretario uscente Paolo Bellentani, giunto a fine mandato; completano la segreteria dei bancari Cisl Marcello Barbieri ed Ettore Bellelli. «La grande crisi finanziaria del 2007-2008 ha minato la fiducia dei clienti verso le banche, a partire da quelle locali – afferma Boschiroli – Nel nostro territorio ne ha fatto le spese soprattutto il credito cooperativo, il quale ha reagito con accorpamenti e fusioni che hanno ricadute sui lavoratori. Altri casi riguardano Carife (350 esuberi su 850 dipendenti), Unicredit (9 mila esuberi e chiusura di 800 sportelli in Italia) e le altre banche coinvolte nel Bail-in. In generale la digitalizzazione del sistema bancario sta trasformando il modo di lavorare, con orari diversi e nuove figure professionali. In questo scenario il ruolo del sindacato è fondamentale, come dimostra l’accordo sulle politiche commerciali siglato di recente con l’Abi (associazione delle banche italiane). Grazie a esso si creano le condizioni che consentono al lavoratore bancario di instaurare con il cliente una relazione incentrata non più sulla vendita di un prodotto, – conclude il nuovo segretario generale della First Cisl Emilia Centrale – ma sulla consulenza e qualità del servizio».

Remo Perboni confermato segretario generale Filca Cisl Emilia Centrale

Remo Perboni, segretario generale Filca Cisl Emilia Centrale

Remo Perboni è stato confermato segretario generale della Filca Cisl Emilia Centrale, il sindacato dei lavoratori edili, cemento, escavazioni, laterizi, lapidei e legno che a Modena e Reggio conta 4.500 iscritti. Completano la segreteria Salvatore Cosma e Davide Martino. «Oltre alla crisi, con la conseguente chiusura di molte imprese, da alcuni anni l’edilizia locale deve fare i conti con un crescente ricorso al lavoro nero e/o irregolare – denuncia Perboni – Aumentano il finto lavoro autonomo e partite Iva, l’applicazione di contratti di lavoro di altri settori, dalle cooperative di facchinaggio al metalmeccanico. Si tratta di forme “creative” che troppe imprese utilizzano per risparmiare qualche euro di salario e contributi, spesso a scapito della sicurezza sul lavoro. È una concorrenza sleale che danneggia sia i lavoratori delle aziende “furbette”, sia le imprese che rispettano contratti e regole. Per questo – continua il segretario degli edili Cisl – chiediamo da anni l’intensificazione dei controlli e l’introduzione di criteri più severi – la cosiddetta “patente a punti” – per l’accesso e la permanenza nel settore». Quanto alla sicurezza, Perboni sottolinea che, grazie agli Rlst (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali), la situazione nei cantieri è notevolmente migliorata. Tuttavia sono ancora troppo frequenti gli infortuni, a volte anche mortali, e le malattie professionali. «Il tasso di infortuni deve diventare elemento discriminante della qualità di un’impresa nell’assegnazione di appalti pubblici e privati. Per questo – conclude il segretario generale della Filca Cisl Emilia Centrale – sosterremo l’implementazione della riduzione dei premi Inail (“bonus malos”) a favore delle aziende in cui si verificano pochi infortuni e malattie».

Fisascat Cisl Emilia Centrale: confermato il segretario Gobbi “Aperture domenicali da (auto)regolamentare”

Alleati nel rivendicare una regolamentazione (su base autonoma) delle aperture domenicali. L’annuncio al congresso Fisascat Emilia Centrale è la Federazione di categoria Cisl che rappresenta i lavoratori del settore terziario, nella provincia di Modena e Reggio Emilia con oltre 6800 iscritti, dove è avvenuta la rielezione di Enrico Gobbi segretario generale, al quale sono intervenuti la vicepresidente nazionale di Confcommercio Donatella Prampolini, a fianco dei segretari generali Michele Vaghini (Fisascat Emilia Romagna), William Ballotta (Cisl Emilia Centrale) e del segretario nazionale Fisascat Davide Guarini .

Assieme a Enrico Gobbi, i delegati hanno eletto Monica Guida e Alessandro Martignetti  per completare la segreteria.

“E’ facile – ha denunciato Gobbi nel suo intervento – per noi dire che quello delle deregolamentazioni sarebbe stato un boccone avvelenato. Le aperture domenicali, ad esempio, alienano le persone e, così, i centri commerciali della Gdo diventano generatori di mentalità consumistica che devasta l’armonia familiare”. Da qui l’impegno di Fisascat, Filcams, Uiltucs di avviare una proposta a Confcommercio e Confesercenti per l’autoregolamentazione delle aperture festive.

Nel corso della relazione il segretario ha dato diffusamente trattato il tema del rinnovo dei contratti del settore, ma anche le numerose problematicità in essere nelle diverse aziende reggiano modenesi nelle quali la Fisascat è presente.

“Continueremo, nonostante il difficile momento che stiamo attraversando, a vigilare sul commercio, sul turismo e nei servizi per tutelare i lavoratori che ogni giorno operano in settori così importante per la nostra economia” ha affermato il segretario Gobbi.

“La Scuola reclama il contratto” afferma la nuova segretaria Antonietta Cozzo

Il mondo della scuola chiede compatto la firma del contratto di lavoro. Ad affermarlo è Antonietta Cozzo, eletta nuova segretaria generale della Cisl Scuola. La neosegretaria, 58 anni di Maranello, guida una categoria che rappresenta 6.700 iscritti, tra docenti e personale Ata, nella scuola reggiana e modenese. Insegnante presso la scuola dell’infanzia, dal 2003 nel mondo sindacale e dal 2007 in segreteria, afferma: “Dopo la firma dell’accordo quadro per il contratto degli statali, avvenuta il 30 novembre 2016, è ormai improcrastinabile la firma del contratto di lavoro, che al nostro settore manca da oltre 7 anni”. Completano la segreteria le reggiane Mariarita Bortolani e Monica Leonardi, segretaria generale aggiunta, elette nell’assise congressuale tenutasi ieri al Classic Best Wester a Reggio Emilia.

Tra i punti discussi dal congresso, e richiamati dalla segretaria della Cisl Scuola Emilia Romagna, Monica Barbolini,  “la necessità di tutelare il personale scolastico, docenti e Ata, attraverso l’assistenza e la difesa dei diritti nonostante il difficile momento che la scuola sta attraversando, la presenza nei luoghi di lavoro e la cura delle Rsu, il proseguire nel percorso di unificazione sindacale tra i territori, il rapporto strategico con la confederazione Cisl”.

E mentre dalla Cisl nazionale è intervenuta la segretaria Ivana Barbacci, un lungo applauso ha accompagnato i punti di rilievo ripresi da Antoniezza Cozzo nel suo primo intervento. “A un anno e mezzo dall’approvazione della legge 107 sulla Buona Scuola, siamo ancora in attesa del decreto attuativo. Come sindacato, piuttosto, auspichiamo il protagonismo contrattuale, sia nazionale che di secondo livello (negli istituti). Pensiamo ai bonus di valorizzazione professionale dei docenti che non ha portato alla identificazione della qualità del lavoro, al tema della formazione obbligatoria del personale, che vorremmo governare appunto con il contratto nazionale e non certo per legge. Quindi sulla mobilità del personale è per noi essenziale ripristinare la regolarità del processo di attribuzione delle sedi, considerate le grandi difficoltà mostrate dall’applicazione dell’algoritmo! Infine, chiediamo che la contrattazione nazionale dia nuova dignità e valore anche economico alla professionalità della scuola. Per questo come sindacato ci impegniamo in una rinnovata etica individuale e sindacale”.

Una giornata molto intensa durante la quale si è anche discusso della difficile situazione della scuola italiana e del bisogno urgente di una riforma che regoli i tanti lavoratori precari che svolgono il loro compito con impegno, ma senza avere alcuna tutela.

 “I metalmeccanici non sono figli di un algoritmo minore”, Giorgio Uriti confermato segretario Fim

 

E’ Giorgio Uriti il segretario generale, confermato, della Fim Cisl Emilia Centrale, la categoria dei 5000 metalmeccanici reggiani e modenesi del mondo Cisl, presente in oltre 1400 aziende con oltre 100 delegati. Con lui, in segreteria, eletti Alessandro Gamba, come segretario generale aggiunto, e Alessandro Bonfatti. Lo ha decretato l’elezione avvenuta nel secondo congresso della categoria conclusosi mercoledì presso l’oratorio cittadino don Bosco.

“Il mondo della metalmeccanica – afferma Uriti – va incontro alla quarta rivoluzione industriale anche a Reggio e Modena. Una transazione che vorremmo morbida verso una nuova industria riqualificata con tecnologie innovative. Eppure, i nuovi dati sulla ripresa non ci tranquillizzano dato che il valore aggiunto dell’industria (+1,4%) è inferiore a quello dell’anno precedente (+2,4%) e rimane distante dal 2007”.

Oltre al tema occupazionale, tra le nuove problematicità emerse in questi anni, tra Reggio e Modena, “la precarietà diffusa nel settore, la sottovalutazione delle professionalità, la limitata efficacia delle politiche del lavoro,…” da qui la richiesta dell’applicazione – o, come a Reggio, l’ attuazione – dei patti per  il lavoro”.

“Industry 4.0 declina il governo – aggiunge il segretario generale -: noi chiediamo di mettere al centro l’uomo, di far dialogare l’intelligenza artificiale con quella umana, pena il rischio dell’impreparazione o di creare nuova disoccupazione. Il metalmeccanico non può essere figlio di un algoritmo minore! Per questo la Fim guarda alle esigenze del lavoratore, ai più deboli, con uno sguardo internazionale che abbandoni le vecchie logiche della tutela nazionale o protezionistica. La Fim è attenta a quello che succede nel mondo ed è vicina anche ai lavoratori dei paesi più poveri dei diritti negati”.

E dopo l’approvazione, in maniera unitaria, del Contratto collettivo nazionale del lavoro dell’Industria metalmeccanica, Giorgio Uriti si è rivolto ai delegati sindacali ricordando che “ora cambiano l’approccio, gli strumenti che devono mettere in atto gli stessi delegati, tra competenza, preparazione fantasia, anche con l’utilizzo dei social media”.

Il plauso del segretario Fim Cisl Emilia Centrale, Giovanni Caruso: “Ritrovo una Fim più coesa dopo il primo congresso della fusione del 2015, con un accresciuto desiderio di essere protagonisti nei luoghi di lavoro. Dalle parole degli intervenuti a congresso, e alla relazione del segretario che ha messo al centro il ruolo dei giovani, emerge vivacità, ma anche proposte da far vivere nelle aziende. Il futuro che ci aspetta lo vogliamo vivere da protagonisti”.

Centri prelievi sangue Ausl: con nuovo appalto a rischio lavoratori e cittadini

Preoccupazione dei sindacati per i centri prelievi territoriali del sangue e per le circa quaranta persone che ci lavorano. È in corso, infatti, il rinnovo dell’appalto dei servizi da parte dell’Azienda Usl di Modena per l’esecuzione dei prelievi ematici, l’accesso diretto ai prelievi e il ritiro dei campioni biologici giornalieri nei distretti di Modena, Carpi, Mirandola, Castelfranco Emilia, Sassuolo, Pavullo e Vignola.

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“Quel settore che è calato del 20%, ma che impiega sempre più giovani” / Agbettor confermato coordinatore Fistel Emilia Centrale

 

E’ una delle categorie più giovani del mondo Cisl. La Fistel Emilia Centrale è il sindacato dei lavoratori cartai, cartotecnici e grafici, dell’informazione, spettacolo e delle telecomunicazioni che vanta 600 iscritti. Un settore che, in Italia, ha visto calare gli occupati dal 2007 al 2015, passando da 236.000 a 189.000 unità. Un -20% che ci preoccupa e sul quale siamo chiamati con rinnovato impegno” ha affermato Edmund Agbettor, confermato oggi, nel congresso, tenutosi a Fogliano, coordinatore territoriale della Fistel Cisl Emilia Centrale, affiancato da Giorgio Bettoni.

“Interi settori, come quello dell’informatica – ha detto Paolo Gallo, segretario nazionale Fistel Cisl – sono esclusivamente fatti da giovani che, però, sono estranei al sindacato. Da qui la nostra proposta di cambiare la strategia sindacale, rivendicando uguali diritti per i giovani (pensiamo alla previdenza) e cambiare il linguaggio per essere pragmatici nella soluzione”.

Un dato eclatante preoccupa il sindacato della Fistel: i fondi pensione integrativi del settore (Byblos), si rivolgerebbero potenzialmente ai 189 mila addetti, ma ad oggi sono usufruiti solo da 31.000 persone, per altro in maggioranza over quaranta. “Non possiamo garantire ai giovani il diritto ad essere pensionati poveri” ha detto Stefano Gregnanin, segretario regionale Fistel Cisl, preceduto dall’intervento e saluto di William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale.

Edmund Agbettor ha affrontato anche il tema della difficoltà ad attuare i rinnovi contrattuali: “l’attesa media è di 26,7 mesi. Non senza fatica, tra quelli aperti, siamo riusciti a chiudere quello dei cartai cartotecnici di Confindustria. Sul fronte degli integrativi è un buon esempio quello della Tetrapack, ma anche altri ancora in via di conclusione tra Modena e Reggio”.

E in un contesto dove dal 2007 “hanno chiuse aziende storiche come Arbe, Litografica di Carpi, Srs Patrizio Pini Design, Litografica di Fiorano, quelle che sono sopravvissute sono fortemente ridimensionate oppure hanno optato per la fusione come tra Trc e TeleReggio: possono scaturire momenti di rilancio per il settore che, come sindacato, affianchiamo, mettendo al centro il lavoratore”.

Trasporto pubblico locale: Seta, 27 febbraio sciopero di quattro ore a Modena

Il trasporto pubblico locale di Modena si fermerà per quattro ore lunedì 27 febbraio, nel rispetto delle fasce di garanzia. I sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Autoferrotravieri e Faisa Cisal hanno, infatti, proclamato sciopero dopo che si è concluso con un nulla di fatto anche il secondo tentativo di conciliazione in prefettura a Modena a seguito della vertenza aperta dai sindacati nei confronti di Seta, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico locale.

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Artoni: ieri sciopero a Campogalliano a sostegno accordo Fercam-Artoni

Hanno aderito anche gli addetti dello stabilimento Artoni di Campogalliano allo sciopero nazionale proclamato ieri – giovedì 16 febbraio – dai sindacati trasporti Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltraporti a sostegno dell’accordo Fercam-Artoni per l’acquisto di ramo d’azienda. Lavoratori e sindacati si sono infatti mobilitati contro la decisione di Fercam, che l’altro giorno ha fatto saltare l’accordo per l’acquisto di Artoni come ramo d’azienda.

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Vertenza Bosch Rexroth oil control: dopo l’annuncio dello sciopero… l’azienda convoca i sindacati

La Bosch Rexroth è disponibile ad un incontro, fino ad oggi negato, con i sindacati. Il confronto tra le parti si terrà nel pomeriggio di giovedi 16 febbraio.

La mobilitazione dei lavoratori è iniziata l’8 febbraio dopo l’annuncio di una profonda ristrutturazione aziendale: 130 esuberi, aumenti della turnazione sino a 18 turni settimanali, esternalizzazione di parte delle lavorazioni a basso valore aggiunto (che corrispondono a circa il 25% del fatturato 2017) con i conseguenti esuberi, la possibile mobilità di lavoratori tra i 3 stabilimenti.

Tutto ciò di fronte ad una crescita di fatturato di oltre 20 mln di euro nel 2017 rispetto al 2016.

“Troviamo inaccettabile che siano previsti tagli occupazionali – afferma Simone Selmi, Coordinatore delle rappresentanza sindacali del Gruppo Bosch – in presenza di un aumento consistente di fatturato e di volumi produttivi, conseguenza della internalizzazione di alcune produzioni dalla Germania. Questo piano è stato presentato nella fase conclusiva sul rinnovo del contratto aziendale, con una trattativa durata 18 mesi. L’azienda ha fatto la richiesta di un maggior utilizzo degli impianti con l’ausilio di 18 turni e da parte nostra – continua il sindacalista – c’era la disponibilità ad affrontare il tema ma il maggior utilizzo degli impianti doveva essere vincolato a nuove assunzioni, stabilizzazioni dei precari, riduzioni di orario e aumenti salariali”.

“Il nuovo piano invece – prosegue – fa saltare tutti i punti su cui era imperniata la trattativa, a cominciare dal percorso che sembrava essere condiviso sino a pochi giorni fa dall’azienda, di stabilizzazione di diverse di decine di lavoratori in somministrazione. Inoltre l’azienda si era anche impegnata a rinunciare all’utilizzo di lavoratori in staff leasing, cosa che invece è riemersa nella presentazione del piano industriale”.

“Dall’incontro di giovedì – ribadisco RSU e  Fim Fiom Uilm – ci aspettiamo che Bosch riveda il piano industriale, ritiri gli esuberi e riapra un confronto vero sul contratto aziendale ripartendo da dove era stata sospesa la trattativa prima di Natale. Nel  caso Bosch non si presentasse al tavolo con novità sostanziali, la vertenza si inasprirà”.

Rimangono comunque invariati il blocco dello straordinario e di tutte le forme di flessibilità. In questi giorni si stanno svolgendo le assemblee fra i lavoratori nei tre stabilimenti per informarli sul piano aziendale dell’8 febbraio e per decidere l’attuazione di un pacchetto di 10 ore di sciopero.

 

Coordinamento   Rsu Bosch Rexroth

Fiom/Cgil    Modena

Fiom/Cgil    Reggio Emilia

Fim/Cisl     Emilia Centrale

Uilm/Uil    Modena e Reggio Emilia

 

I pensionati reggiani non dovranno restituire lo 0,1% della pensione. Soddisfazione Cisl

“In un momento di crisi come questo – afferma Adelmo Lasagni, segretario generale della Cisl Fnp Emilia Centrale – le procedure intraprese dallo Stato per evitare la restituzione dello 0,1% delle pensioni, in seguito alla rivalutazione avvenuta nel corso del 2015, dimostrano l’impegno e il lavoro costante che facciamo per i diritti dei nostri pensionati ”.

Con la pubblicazione del decreto Milleproroghe il 9 febbraio scorso, infatti, è stato  presentato un  emendamento per evitare  e rinviare il recupero dello 0,1% della pensione nel corso del 2017.

“Una soddisfazione – conclude il segretario – per tutti i pensionati reggiani che vedono  in questo modo riconosciti i loro diritti acquisiti dato che non dovranno rinunciare a parte delle loro risorse. Anche nel nostro territorio infatti, la crisi si fa sentire e sempre più spesso le nostre pensioni servono per aiutare interi nuclei famigliari”.

Trasporto pubblico locale: Seta, fallito tentativo conciliazione azienda-sindacati

Ha avuto esito negativo il tentativo di conciliazione in prefettura tra sindacati e Seta dopo lo stato di agitazione proclamato il 2 febbraio dalle organizzazioni dei lavoratori, che lamentano, tra le altre cose, il ricorso eccessivo agli straordinari e la carenza di manutenzione dei mezzi. Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Autoferrontravieri e Faisa Cisal sono decisi a ricorrere nuovamente al tavolo prefettizio, con l’auspicio di ottenere risposte alle richieste dei lavoratori.

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Profughi nella Bassa Modenese: Cisl, «No chiusure, coinvolgere territorio nella ricerca di soluzioni»

Domenico Chiatto, segreteria Cisl Emilia Centrale

«Le posizioni di chiusura non appartengono ai valori e alla cultura delle nostre comunità, come dimostra l’integrazione dei molti immigrati che vivono da anni nel nostro territorio e lavorano nelle nostre aziende». Lo afferma la Cisl Emilia Centrale a proposito delle polemiche sull’annunciato arrivo di 219 profughi nei Comuni del cratere. «Non si può negare che l’Area Nord stia ancora affrontando le problematiche della ricostruzione – dichiara Domenico Chiatto, responsabile delle politiche dell’immigrazione per la segreteria Cisl Emilia Centrale – Tuttavia la Bassa Modenese è sempre stata aperta e solidale e non c’è motivo che non debba continuare a esserlo. Gli stessi numeri illustrati dal prefetto non possono, a nostro avviso, costituire elementi di preoccupazione. È vero che nell’Area Nord sta aumentando la percezione di insicurezza, ma sarebbe sbagliato collegare gli episodi di cronaca nera solo ed esclusivamente all’immigrazione». Per Chiatto i profughi hanno diritto all’accoglienza e a un percorso d’integrazione, così come deciso dal nostro Paese, per cui vanno individuate le condizioni più adatte che consentano ai profughi di essere redistribuiti, anche temporaneamente, su tutto il territorio provinciale. Secondo il sindacalista Cisl una delle soluzioni possibili è la predisposizione di bandi rivolti ai privati per mettere a disposizione appartamenti con il meccanismo dell’incentivo. «Non è un problema di costi, perché le risorse ci sono, provengono dall’Unione europea e sono destinate a questo specifico capitolo di spesa, diversamente da quanto sostengono alcune forze politiche – sottolinea Chiatto – Le difficoltà di cittadini italiani che vivono ancora situazioni di disagio per il post terremoto o hanno subìto sfratti vanno affrontate separatamente con gli idonei percorsi e provvedimenti legislativi. Auspichiamo, perciò, – conclude il responsabile delle politiche dell’immigrazione per la segreteria Cisl Emilia Centrale – che nella ricerca delle soluzioni possibili siano coinvolti tutti gli attori del territorio, dalle istituzioni alla politica alle parti sociali».

Bosch Rexroth Oil Control: verso lo sciopero contro il piano industriale

Blocco degli straordinari e dei sabati lavorativi, un pacchetto di dieci ore di sciopero da articolare secondo modalità territoriali che saranno illustrate nelle assemblee. I sindacati reagiscono così al nuovo piano industriale illustrato da Bosch Rexroth Oil Control in un incontro cui hanno partecipato le organizzazioni sindacali in rappresentanza dei territori di Modena e Reggio Emilia e tutte le rsu degli stabilimenti di Nonantola, Pavullo e Vezzano sul Crostolo (Reggio Emilia).

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Poste, petizione Cisl contro la privatizzazione: in dieci Comuni della montagna il postino arriva cinque volte ogni due settimane

Francesco Balzano, segretario aggiunto Slp Cisl Emilia Centrale

Parte anche a Modena la petizione contro la privatizzazione di Poste Italiane promossa dalla Slp Cisl, il maggior sindacato di settore che protesta contro la scelta del governo di collocare in Borsa quote crescenti della società. La Cisl teme che, titolare di un servizio universale che attiene ai diritti di cittadinanza, Poste Italiane muti la sua identità di impresa sociale e rischi di essere divorata dal vortice della speculazione finanziaria.

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Contro la povertà, l’impegno della nuova segreteria Fnp Cisl. Adelmo Lasagni eletto segretario

Pensionati che discutono di lotta alla povertà, nuove generazioni e tecnologie digitali, ambiente e rivendicazioni sociali: è la rappresentanza di oltre 45.000 iscritti della Fnp Cisl Emilia Centrale che, con 131 delegati, ha votato nella giornata di ieri, presso l’Oratorio Cittadino don Bosco di Reggio Emilia, il nuovo consiglio generale della categoria dei pensionati Cisl. E’ stata, altresì, eletta la nuova segreteria che, ora, risulterà composta da tre soli membri: Adelmo Lasagni, confermato segretario generale, Luigi Belluzzi, segretario generale aggiunto e Rossana Boni.

Una due giorni intesa nella quale il dibattito congressuale ha acceso i riflettori sulla crisi che, in questi anni, ha segnato la popolazione dei pensionati reggiani e modenesi, con loro, le industrie, i lavoratori, con pesanti ricadute su giovani e fasce più deboli.

Adelmo Lasagni
Rossana Boni, Adelmo Lasagni, Luigi Belluzzi
Loris Cavalletti
William Ballotta

 

“Sono aumentate le disuguaglianze tra ricchi e meno abbienti – ha denunciato Adelmo Lasagni, nella sua relazione -, con una crescente area di povertà assoluta che, nel Paese, negli ultimi 10 anni è raddoppiata, raggiungendo nel  2015  l’11,7% della popolazione. Ma all’orizzonte anche problematiche di tutela effettiva degli anziani con la contrattazione a tutti i livelli, per migliorare i servizi domiciliari sulle 24 ore, il contenimento delle rette, la riduzione dei tempi d’attesa e dei ticket, affrontare il tema del badantato e alla disponibilità posti nelle strutture protette”.

E di una eccessiva tassazione – a livelli record in Europa – è quella dei pensionati, come rilevato dalla segretaria nazionale Fnp Patrizia Volponi: “sono 60 i miliardi di euro versati ogni anno in Italia dai pensionati”.

Nella lectio magistralis del professor Riccardo Petrella (l’autorevole economista che sostiene la necessità di ‘mettere al bando’ la povertà) ha parlato della vita dei pensionati ai tempi dell’avvenuta monetizzazione della vita, dell’acqua e di una finanza governata dalle multinazionali farmaceutiche e delle armi. Così, per la prima volta, a un congresso della Fnp Cisl Emilia Centrale si è parlato anche di ambiente come risorsa da consegnare alle nuove generazioni.

“I pensionati possono essere giovani senza lifting – ha spiegato nel suo intervento Loris Cavalletti, segretario generale della Fnp Cisl Emilia Romagna –, ma grazie alle nuove tecnologie, come Whatsapp, possono trovare un modo nuovo di comunicare e fare sindacato. Ma diciamo no a una eccessiva informatizzazione della pubblica amministrazione che mette in difficoltà le persone più deboli”.

“E contrattazione, patto sociale e giovani saranno i temi dell’ultimo congresso del 3-4 aprile della Cisl che concluderà questa stagione di incontro e rinnovamento” ha concluso il segretario generale William Ballotta.

Maserati e CnhI: Fim, a Modena premio medio di 1.320 euro

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Giorgio Uriti, segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale

Soddisfazione della Fim Cisl Emilia Centrale per il premio di efficienza e redditività 2016 riconosciuto ai lavoratori del gruppo Fiat Chrysler Automobiles e Cnh Industrial. A Modena sono interessati gli oltre 2.500 dipendenti della Maserati e dei due stabilimenti CnhI. «Per il secondo anno consecutivo l’accordo sindacale di gruppo del 7 luglio 2015 consente ai lavoratori di ottenere risultati particolarmente positivi – commenta il segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale Giorgio Uriti – I dipendenti modenesi di Maserati e CnhI portano mediamente a casa 1.320 euro. I premi beneficeranno della detassazione prevista nella legge di Stabilità. È l’accordo del luglio 2015 ad averci consentito di dare incrementi salari oltre il tasso d’inflazione. I classici incrementi salariali in paga base collegati all’inflazione, infatti, avrebbero lasciato a bocca asciutta i lavoratori. Ricordiamo a questo proposito che l’inflazione 2016 è stata dello 0,5 per cento». Uriti spiega che se i sindacati avessero rinnovato il contratto legandolo al tasso inflattivo, il salario lordo complessivo nelle tasche dei lavoratori sarebbe stato inferiore ai 250 euro. Con l’accordo 2015, invece, in due anni sono stati distribuiti mediamente 2.779 euro ai dipendenti Fca e 2.650 euro a quelli di CnhI. «Per la Fim non era accettabile che a tassi d’inflazioni vicino allo zero gli aumenti salariali, anche se in paga base, fossero praticamente pari allo zero – sottolinea Uriti – Abbiamo trovato una strada contrattuale per il gruppo Fca e CnhI in grado di introdurre un sistema salariale capace di erogare importi salariali più consistenti collegandoli all’andamento aziendale. Con la contrattazione sindacale in Fca e CnhI siamo riusciti in questi anni a garantire il lavoro e condizioni salariali migliori alle maestranze del gruppo, comprese quelle modenesi. In particolare alla Maserati siamo impegnati – conclude il segretario generale della Fim Cisl Emilia Centrale – a ottenere quanto prima la piena occupazione».

Provincia, parlano i sindacati: «Per i servizi servono risorse e personale»

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Davide Battini, segretario generale della Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale

I sindacati della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil esprimono apprezzamento per la lettera inviata qualche giorno fa al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e a quello del Consiglio Paolo Gentiloni, da parte di Gian Carlo Muzzarelli riguardo all’impasse istituzionale in cui si trova da tempo la Provincia di Modena.

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