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Categoria: Comunicati

Scuola, sindacati: «Insufficiente il personale ata assegnato alle scuole modenesi»

«Ci aspettavamo un inizio d’anno più tranquillo dal punto di vista del personale ata. Invece dobbiamo denunciare la nostra forte insoddisfazione e preoccupazione per i numeri assegnati alle scuole modenesi». Lo affermano i sindacati Flc Cgil di Modena, Cisl Scuola Emilia Centrale, Uil Scuola di Modena e Reggio, Snals Confsal di Modena. Sono 2.424 i posti assegnati per il personale ata (collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativo). Questa cifra risulta dalla somma tra la prima assegnazione di 2.199 posti, avvenuta lo scorso mese di luglio con la definizione dell’organico di diritto, e i 225 posti assegnati in questi giorni con l’organico di fatto. «Si tratta in tutto di soli 13 posti in più rispetto allo scorso anno. È un numero nei fatti fortemente insufficiente per sostenere i carichi di lavoro delle segreterie, tra l’altro impossibilitate a effettuare sostituzioni in caso di necessità – sottolineano Cgil Cisl Uil e Confsal – A ciò si aggiunga il che il nuovo anno scolastico si aprirà con 33.276 iscritti, cioè 569 studenti e trenta classi in più rispetto all’anno scorso». I sindacati ricordano che il personale tecnico e amministrativo assegnato deve fronteggiare le crescenti complessità dell’intero sistema scolastico. All’attività ordinaria si somma una serie di compiti che appesantisce i carichi di lavoro, rendendone difficile la corretta ed efficace esecuzione. Prova ne sia, ad esempio, quanto accade per il personale delle segreterie, in queste ore impegnato a gestire tutte le pratiche legate all’obbligo vaccinale. Nelle prossime settimane lo stesso personale dovrà fronteggiare anche le migliaia di domande che arriveranno dall’avvio della campagna per le graduatorie ata di terza fascia. Un numero così alto di studenti in più richiede, inoltre, maggiore attenzione nelle operazioni di accoglienza e vigilanza da parte dei collaboratori, che però per tutta la provincia saranno addirittura cinque in meno dello scorso anno. Altre difficoltà potrebbero esserci nelle attività di supporto e sostegno agli studenti con bisogni speciali, che potrebbero più numerosi di un anno fa. «Numeri di personale così limitati, a fronte di situazioni estremamente complesse, rischiano di portar al collasso l’attività degli uffici – avvertono i sindacati – Le esigenze delle scuole sono molto più complesse, ma evidentemente non hanno trovato risposta. In quest’ottica vogliamo stigmatizzare il fatto che, nella definizione degli organici, prima si chiede ai dirigenti scolastici di sottoscrivere le richieste motivate del fabbisogno delle scuole che dirigono, poi l’amministrazione “filtra” le richieste: è un gioco che francamente non comprendiamo e non accettiamo. Per questo denunciamo la grave situazione nella quale si trovano ormai da molti anni le istituzioni scolastiche e il relativo personale, già fortemente penalizzato dai mancati adeguamenti economici dovuti al blocco contrattuale che prosegue da anni. Ribadiamo che, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, molte scuole avranno grande difficoltà a organizzare il servizio degli uffici di segreteria e assistenza ai laboratori, vigilanza, sicurezza e igiene. Chiediamo, perciò, una maggiore attenzione nella definizione degli organici e interventi che, oltre a essere necessari a garantire il diritto allo studio e il supporto all’attività didattica, – concludono – Flc Cgil di Modena, Cisl Scuola Emilia Centrale, Uil Scuola di Modena e Reggio, Snals Confsal di Modena – possono migliorare l’attività amministrativa delle istituzioni scolastiche».

Scomparso l’ex poliziotto Luigi Piscopo. Il ricordo di Cisl Emilia Centrale

Un uomo ed un sindacalista tutto “d’un pezzo”… Anche Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta della Cisl Emilia Centrale ricorda con stima e affetto Luigi Piscopo: “Abbiamo avuto modo di incontrarlo e collaborare con lui in varie occasioni. Una persona seria e affidabile, che nello svolgimento dei suoi ruoli, sia di poliziotto che di sindacalista del Siulp ha sempre rivelato una sensibilità ed una visione che abbracciavano l’interezza dei problemi del territorio”. Per la Cisl “…il nostro territorio con la perdita di Piscopo si è sicuramente impoverito, anche se la speranza è sempre quella che venga preso a riferimento il buon esempio lasciato da cittadini come lui”.

Buoni Pasto, liberi tutti. La Cisl: “Eliminati i vincoli sugli orari e sui locali dove usarli Possibile spenderne fino a 8 allo stesso tempo”

Addio fasce orarie o giornate entro cui usare il buono. Addio limiti agli esercizi commerciali dove spenderli. Dal prossimo 10 settembre i buoni saranno spendibili anche in agriturismi, supermercati e mercati. E sarà possibile anche spenderne fino a 8 tutti insieme. Questi, in sintesi, i contenuti della legge 122, pubblicata il 10 agosto  che avrà delle ricadute anche sul territorio reggiano/modenese.

“Il decreto – spiega la segreteria di Cisl Emilia Centrale, – precisa che i ticket sono utilizzabili esclusivamente  dai  prestatori  di  lavoro subordinato, a tempo pieno o  parziale,  anche  qualora  l’orario  di lavoro non prevede una pausa per il pasto, e dai  soggetti  che hanno instaurato con il cliente un rapporto di  collaborazione  anche non subordinato. I buoni, del valore di 5,29 euro per quelli cartacei e di 7 euro per quelli elettronici, – aggiunge – sono esentasse e non sono cedibili  ne’ cumulabili  oltre  il  limite  di  otto.

“I ticket – aggiunge Alberto Ansaloni, Fp Cisl Emilia Centrale –  non sono  commercializzabili  o  convertibili  in  denaro  e possono essere utilizzati solo dal titolare. Tutti i datori di lavoro, pubblici e privati dovranno perciò adeguarsi a questa situazione e tutte quelle aziende, come lo stesso Comune di Reggio, che ponevano vincoli di qualsiasi tipo, dovranno rimuoverli entro un mese”.

Truffa Ina Assitalia: prorogato il protocollo di conciliazione. Adiconsum sul caso di Castelnovo Monti: «Restituiti 2,5 milioni di euro ai truffati»

Sono passati due anni dalla venuta a galla della “più grande truffa assicurativa d’Italia”, localizzata proprio nella nostra Provincia: Sergio Petroni, ex agente assicurativo dell’agenzia Ina Assitalia di Castelnovo Ne’ Monti, aveva raggirato diverse famiglie dell’appennino reggiano che in lui avevano riposto totale fiducia, affidandogli i risparmi di una vita. Le polizze dove sarebbero dovuti essere investiti i soldi in realtà non erano mai state stipulate, anzi il denaro era stato fatto confluire su conti correnti di cui la compagnia assicurativa nulla sapeva. Le associazioni consumatori si erano dunque immediatamente mobilitate per far valere le ragioni dei truffati, riuscendo a stipulare un protocollo di conciliazione con Generali Italia (di cui fa parte Ina Assitalia) a garanzia del risarcimento del danno economico subito. Oggi quel protocollo è stato prorogato sino al prossimo 15 ottobre.

Massimo Rancati interviene sul caso della cosiddetta truffa Ina Assitalia di Castelnovo Monti

«L’esigenza della proroga, fortemente voluta dalle associazioni consumatori, è duplice – spiega Massimo Rancati, che si è occupato della gestione del caso per Adiconsum -. Da un lato ci sono ovviamente le posizioni più complesse da portare a compimento, dall’altro sono in tanti ad aver aderito al protocollo di conciliazione solo in un secondo momento, dopo aver cercato in prima battuta soddisfazione per altre strade e con altri strumenti, ad esempio affidandosi a legali per la mediazione». Sono però bastate le “chiacchiere di paese” a far fare dietrofront a questi ultimi. «In una realtà come quella dell’Appennino, tutti conoscono tutti: chi si è affidato ad Adiconsum non ha mancato di raccontare che la conciliazione è decisamente più rapida, economica ed efficace». Difficile dargli torto se si guarda al percorso fin qui compiuto: ad oggi, l’associazione consumatori della Cisl ha assistito 70 famiglie e recuperato oltre 2,5 milioni di euro. «Ma si può arrivare a 3 milioni a ottobre – dichiara Rancati, rinnovando l’invito a chi ancora non l’avesse fatto a tentare la via della conciliazione. «Con la sottoscrizione del protocollo abbiamo avviato un’operazione senza precedenti in Italia, che inizialmente poteva avere i crismi dell’incognita, ma che ora, visti i risultati, potrebbe diventare la prassi in ambito assicurativo: approfittate della proroga, noi ci siamo». 

Adiconsum, sede di Reggio Emilia: tel: 0522/357485 – mail: reggioemilia@adiconsum.it.

 

“Truffa del catalogo”: Adiconsum spiega come uscirne

Patrizia Barletta, operatrice Adiconsum Cisl Emilia Centrale

Credevano di aver ricevuto solo un catalogo, invece avevano firmato un contratto che li impegna ad acquistare arredamenti per 10 mila euro. Sono una ventina i cittadini modenesi e reggiani, perlopiù persone anziane, che nell’ultimo mese si sono rivolti all’Adiconsum Emilia Centrale

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La Cisl fa il punto sulla Sanità reggiana: “Investimenti, confronto, tenuta dei punti nascita per un sistema più efficiente”

 

 

“Un confronto continuo e approfondito sulla sanità per rendere il sistema  sanitario  più efficiente, attraverso la collaborazione dei cittadini, degli operatori, delle istituzioni, dei sindacati. L’efficienza si può coniugare con la vivibilità dei territori, soprattutto quelli marginali”. Questa è la richiesta che muove il sindacato Cisl Emilia Centrale sul tema del riordino ospedaliero e dei punti nascita.

Dopo un confronto interno, infatti, il segretario Cisl Emilia Centrale, Andrea Sirianni ha affermato: “Abbiamo salutato con favore la nascita della nuova azienda unica Usl. Essa rappresenta un’occasione per qualificare ulteriormente la sanità reggiana, offrire servizi sempre più elevati ai cittadini. Evita un’eccessiva centralizzazione, anzi mantiene un’equilibrata distribuzione dei servizi socio sanitari su tutti i territori. Sono, del resto, le condizioni che hanno permesso alla nostra sanità di raggiungere i livelli di eccellenza e che intendiamo mantenere e rafforzare. Durante il percorso di consultazione, inoltre, abbiamo sempre dato il nostro contributo in termini di proposte e idee, molte delle quali sono state recepite e introdotte nel testo soprattutto in merito alla qualità del lavoro”.

Per Cisl Emilia Centrale è necessario ragionare sulle vocazioni distintive, degli ambiti in cui ogni presidio ospedaliero si deve specializzare. “Occorre partire da un confronto serrato – aggiunge Rosamaria Papaleo, segretaria Cisl Emilia Centrale – e, ora, si tratta di dare piena operatività ai servizi e alle forme di cooperazione per innalzare proprio il livello qualitativo, valorizzare le risorse umane e professionali. Questo porterà a migliorare il lavoro, con una particolare attenzione al territorio ed alle famiglie che lo abitano mantenendo per questo i presidi essenziali e necessari in ogni distretto ”.

Il sindacato si è espresso inoltre contrario alla turnazione estiva dei reparti maternità di Montecchio, Castelnovo Monti e Scandiano: “E’ un episodio allarmante di una programmazione che evidentemente a diversi livelli mostra tutti i suoi limiti – dicono i segretari – Abbiamo più volte domandato un confronto preventivo con l’azienda, peraltro previsto dalla legge regionale. Siamo comunque pronti a prenderci le nostre responsabilità e vogliamo al più presto affrontare l’annosa questione sull’adeguatezza degli organici nella sanità (in particolare sui punti d’emergenza e pronto soccorso). Non possiamo permetterci reparti a corto di personale!”.

Cisl Emilia Centrale appoggia con forza la deroga, presentata al Ministero, in merito alla chiusura del reparto di ginecologia ed ostetricia dell’Ospedale S. Anna di Castelnovo ne’ Monti: “In montagna il fattore identitario dei servizi è amplificato – dichiarano i segretari -. E’ necessario investire per rendere sicuro il parto in montagna e per rafforzare tutto l’Ospedale. Del resto questi investimenti sono stati già annunciati: 2 milioni per le infrastrutture ed circa un milione per l’assunzione di 16 tra medici ed infermieri come previsto nel piano presentato ai sindaci quasi sei mesi fa”.  Di giudizio positivo anche la deroga richiesta per l’ospedale di Scandiano visto l’alto numero di parti che si svolgono ogni anno: “Appoggiamo la deroga, ma vogliamo avere informazioni in merito all’ambizioso progetto Mire – concludono i segretari assieme al gruppo Cisl Emilia Centrale Coordinamento donne e alla categoria dei pensionati Cisl, la Fnp, e a quella della funzione pubblica – Le future mamme devono essere messe in condizione di partorire in luoghi sicuri e raggiungibili”.

 

“L’Italia è il Paese con il più basso tasso di mortalità materne: si stimano 10 decessi ogni 100 mila nati vivi. – conclude, infine, la segretaria Rosamaria Papaleo –. I dati sono stati elaborati attraverso un sistema di sorveglianza attiva che monitora il fenomeno in 8 regioni italiane tra cui l’Emilia Romagna. Questo non è forse un indicatore di sicurezza e di buon funzionamento delle cure specialistiche prima, durante e dopo il parto nella nostra regione? Allora tutti si collabori per mantenere e migliorare tali risultati mantenendo una forte presenza sui territori in particolare quelli più disagiati”.

Sentenza pro lavoratori e Cisl su progressione degli stipendi: condannato… il Ministro

Importante successo giudiziario per una ventina di docenti e personale Ata precari iscritti al sindacato della Cisl Emilia Centrale, sede di Reggio Emilia,  che, con singoli ricorsi individuali, hanno ottenuto un importante riconoscimento relativo alle rispettive progressioni stipendiali e differenze retributive.

Così ha stabilito il Giudice del Lavoro presso il Tribunale di Reggio Emilia che ha dichiarato “il diritto del ricorrente alla medesima progressione stipendiale spettante ai docenti di ruolo e per l’effetto condanna il Miur in persona del ministro pro tempore a corrisponderle le relative differenze retributive a partire dal 18 maggio 2011 e a ricostruirle la carriera in conformità a quanto specificato in motivazione oltre interessi legali dalla domanda al saldo” (estratto dal testo del dispositivo posto a sentenza).

Il buon risultato è frutto dell’attento lavoro della Cisl Scuola Emilia Centrale, sede di Reggio Emilia, e degli avvocati nell’individuare le giuste ragioni e pretese dei ricorrenti in uno scenario sempre più eterogeneo e non così favorevole per il lavoratore.

La Fnp lancia l’allarme: truffe agli anziani per ricevere la quattordicesima. Tramite la compilazione di una finta domanda all’Inps decine di pensionati ingannati

 

 

Finti operatori di Caaf e Patronato che ingannano gli anziani fingendo di aiutarli per ricevere la quattordicesima, tramite la compilazione di una domanda con i propri dati personali.

Questa è l’ultima truffa verificatasi in alcune città italiane, che ha costretto il sindacato Fnp Cisl Emilia Centrale ha lanciare l’allarme sul territorio di Reggio Emilia

“L’ennesima truffa che colpisce la fascia più debole della popolazione – commenta Adelmo Lasagni, segretario di Fnp Cisl Emila Centrale – Questi falsari senza scrupoli telefonano o si presentano ai pensionati fingendosi operatori del Caf per proporre la compilazione della domanda per ricevere la quattordicesima. Ma questa non è una procedura richiesta dall’Inps, la quattordicesima viene versata senza domande.”

Un raggiro, quindi, architettato per ottenere i dati personali degli anziani e poter rubare denaro. “La soglia di reddito annuo per avere diritto alla quattordicesima è di 12.049 euro lordi, – aggiunge Lasagni – i pensionati che ritengono di averne diritto, ma non l’hanno ricevuta, possono rivolgersi direttamente ai patronati per chiarimenti o accertamenti. I nostri operatori, inoltre, non si recano mai a casa dei pensionati e chi millanta di lavorare per loro, suonando alle loro porte, non va fatto assolutamente entrare”. Conclude Lasagni.

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Cisl: “I giovani entrati nel lavoro dopo il 1996 rischiano pensioni sotto i 500 euro”

“Vogliamo dare più risposte ai giovani entrati nel mondo del lavoro dopo il 1° gennaio 1996. Se non interveniamo correggendo le attuali norme sulle pensioni, infatti, saranno fortemente penalizzati, mettendo a rischio la coesione sociale dei nostri territori”. Con queste parole il segretario di Cisl Emilia Centrale, Andrea Sirianni, commenta uno degli obbiettivi del sindacato dopo il lavoro fatto all’assemblea nazionale dei quadri e delegati di Cgil Cisl Uil, riunitisi a Roma per dialogare sulla cosiddetta “fase 2” del confronto con il governo sulla previdenza.

Il problema relativo alla pensione è molto sentito anche a Reggio. L’importo medio delle pensioni da lavoro, nel nostro territorio, è attualmente di 1.144 euro. Il 75% dei pensionati che sono poco più di 100.000 persone, percepisce meno di mille euro al mese e con il sistema contributivo attuale la cifra in futuro potrebbe addirittura dimezzarsi al di sotto dei 500 euro. Un fatto inaccettabile e pericoloso secondo la Cisl.

“Nella “fase 1” del confronto con il governo – continua Sirianni –  abbiamo fatto un buon accordo che ha dato risposte concrete ai lavoratori precoci, che fanno lavori gravosi, che hanno avuto gravi difficoltà che gli hanno reso difficile proseguire il lavoro. L’accordo ha attenuato le rigidità della legge Fornero, ha dato ai giovani la possibilità di miglioramenti sui riscatti dei contributi, ha aumentato le quattordicesime per i pensionati a basso reddito. Ora, però, vogliamo correggere ulteriormente la legge Fornero e rendere più equo il nostro sistema pensionistico, facendo proposte che tengano insieme giovani e anziani in un’ottica di solidarietà tra le generazioni”.

In particolare i sindacati chiedono il congelamento e la correzione dell’aumento automatico dell’età di pensione legato all’aspettativa di vita, di rivedere i coefficienti di calcolo, di liberare e creare posti di lavoro aggiuntivi per i giovani, di fare chiarezza sulla spesa per le pensioni depurandola dai costi per assistenza e Tfr.

“Chiediamo la rivalutazione dell’importo delle pensioni, ormai fermo da anni, e un potenziamento della previdenza complementare – aggiunge il segretario generale della Fnp Cisl Emilia Centrale, Adelmo Lasagni – Deve essere riconosciuto, anche, il grande valore sociale del lavoro che tanti pensionati reggiani (in grande parte donne) fanno prendendosi cura di familiari non autosufficienti. Bisogna prevedere forme di premialità per queste persone le quali, con il loro lavoro, consentono allo Stato di risparmiare miliardi di euro che, altrimenti, – conclude il segretario dei pensionati Cisl di Modena e Reggio – dovrebbero essere spesi per assistere e curare i non autosufficienti”.

Lavorazione carni: Ballotta (Cisl); «Accordo di oggi tutela lavoratori e imprese»

William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale

«Ora abbiamo uno strumento per affrontare e risolvere, speriamo una volta per tutte, i problemi del distretto della lavorazione delle carni. Sta a noi soggetti firmatari applicarlo e renderlo concretamente efficace, nell’interesse di un settore in cui il conflitto sociale ha raggiunto livelli non più tollerabili». Lo afferma il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta

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Albertazzi G. (Carpi) in sciopero oggi e domani

Ha aderito l’87 per cento dei lavoratori alla prima delle due giornate di sciopero (oggi e domani) proclamate alla Albertazzi G., che ha la sede legale a Carpi e quella operativa a Correggio. L’azienda, attiva nel settore della stampa e del packaging alimentare in Italia, è presente da oltre 80 anni sul territorio carpigiano e conta 66 addetti.

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Domani ad Arceto consiglio generale Cisl Emilia Centrale

Si riunisce domani – venerdì 7 luglio – il consiglio generale della Cisl Emilia Centrale. L’organismo è convocato alle 14.30 nella sala parrocchiale di Arceto di Scandiano per analizzare la situazione sociale ed economica a livello territoriale e nazionale. Partecipa ai lavori Piero Ragazzini, della segreteria nazionale Cisl. Al termine del consiglio generale si disputa il tradizionale torneo di calcio.

Maserati: Fim, «Produzione, nel primo semestre +27% rispetto a 2016»

Alessandro Bonfatti (Fim Cisl Emilia Centrale)

Anche lo stabilimento modenese della Maserati ha contribuito all’incremento di produzione registrato da Fca nel primo semestre 2017. Grazie alla spinta dei marchi “premium” Maserati e Alfa Romeo, tra gennaio e giugno il gruppo ha aumentato la produzione complessiva del 12,9 per cento rispetto al primo semestre 2016. «Anche quest’anno Fca supererà quota un milione di vetture prodotte – prevede Alessandro Bonfatti, sindacalista della Fim Cisl Emilia Centrale –

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Delegazione Cisl Emilia Centrale a udienza con papa Francesco

Il saluto tra papa Francesco e la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan

C’erano anche una trentina di sindacalisti della Cisl Emilia Centrale all’udienza con papa Francesco, che stamattina ha incontrato in Vaticano la Cisl, la quale celebra il suo congresso nazionale da oggi – mercoledì 28 giugno – a sabato 1° luglio.

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Il diritto alla cittadinanza è un gesto di democrazia, civiltà e giustizia sociale. Il sindacato Cisl Emilia Centrale: “I tempi sono maturi, la politica non rallenti l’integrazione”

“E’ surreale il dibattito che stiamo vivendo in merito alla legge in discussione al Senato sullo Ius Soli”. Con queste parole il sindacato Cisl Emilia Centrale, tramite il segretario con delega alle politiche per l’immigrazione, Domenico Chiatto, si esprime sulla legge di cittadinanza.

“Da più di 13 anni – afferma Chiatto – discutiamo sulle modifiche alla legge del 5 febbraio 1992, n. 91, e su come riconoscere la cittadinanza italiana ai cittadini immigrati e ai loro figli. La data del 15 giugno, prima discussione al Senato, era attesa con ansia da tutti coloro desideravano una nuova la legge per garantire i diritti civili, ma le nostre aspettative sono state vane”.

Riteniamo che si debba fare corretta informazione e chiarezza, sulle modifiche in discussione al Senato. Non è affatto uno Ius soli “puro”. La riforma che si andrebbe ad approvare, sostiene il sindacato, non prevede in alcun modo che chi nasce in Italia sia automaticamente cittadino italiano. “Se il Senato approvasse, come ci auguriamo, le modifiche, già votate dalla Camera dei deputati nel 2015, – affermano Aziz Sadid e Domenico Chiatto – la cittadinanza si otterrebbe secondo due meccanismi: lo Ius Soli temperato, che prevede che i bambini nati in Italia ma con il permesso di soggiorno, possano ottenere la cittadinanza italiana se hanno almeno un genitore in possesso del permesso di soggiorno permanente (ex carta di soggiorno) con parametri più restringenti nel caso in cui non sia cittadino europeo; e lo Ius Culturae, che prevede, invece, che il minore nato in Italia o arrivato qui prima del compimento di dodici anni, che abbia sostenuto un ciclo scolastico per almeno cinque anni. Se il minore ha frequentato la scuola primaria, lo deve superare con successo. La richiesta deve essere presentata da un genitore, regolarmente residente in Italia o dall’interessato entro due anni dal compimento della maggiore età. Per cui l’acquisizione della cittadinanza non sarà automatica, ma occorrerà farne richiesta – “Inoltre – aggiungono –  le norme sulle riforme della legge in materia di cittadinanza sono giustamente legate alla storia di ogni singolo Paese: i nostri politici devono perciò riuscire ad affrontare il tema in modo responsabile e superando le titubanze, com’è già avvenuto negli altri stati europei, per arrivare ad una riforma concreta che garantisca i diritti che le nuove generazioni figli di immigrati meritano”.

In accordo con le parole espresse dal segretario generale Anna Maria Furlan, che ha recentemente affermato come: “la politica deve prendere atto che i tempi sono ormai maturi, e dare la cittadinanza alle nuove generazioni è un gesto di democrazia, di civiltà e di giustizia sociale” il sindacato sostiene che non si possono alzare barriere laddove l’integrazione ha già superato ogni diversità”.

E’ importante, infine, valutare anche l’aspetto demografico. Come afferma il segretario Chiatto: “Nemmeno gli immigrati riescono a portare in positivo il saldo tra nascite e decessi. La questione demografica deve preoccupare la classe politica, che non deve perdere altre opportunità per investire sulle generazioni future: da questa strada passa anche il diritto di cittadinanza. Auspichiamo – conclude – che il Senato possa approvare tale proposta, che pur non completa, fornisce delle prime risposte”.

 

Occupazione: firmato il “Patto dell’Area Nord di Reggio Emilia”. Sottoscritto dai sindacati, imprenditori, comuni e istituzioni l’accordo vuole rilanciare lavoro e imprese

Corsi di formazione mirati per chi ha perso il lavoro, assistenza e supporto per coloro che vogliono intraprendere una nuova attività imprenditoriale sul territorio. Questi sono alcuni degli obbiettivi del “Patto territoriale per l’occupazione dell’Area Nord di Reggio Emilia” sottoscritto oggi nella Sala del Consiglio provinciale, in corso Garibaldi 59, dai sindacati Cisl, Cgil, Uil, Regione Emilia-Romagna, Provincia di Reggio Emilia, Legacoop Emilia Ovest, Cna, Confcooperative, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti e Unindustria, assieme ai sindaci di 20 comuni del territorio della Val d’Enza e della bassa reggiana: Bagnolo in Piano, Boretto, Brescello, Cadelbosco di Sopra, Campagnola, Campegine, Castelnovo di Sotto, Correggio, Fabbrico, Gattatico, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio, Reggiolo, Rio Saliceto, Rolo, San Martino in Rio, Sant’Ilario d’Enza.

L’accordo, che ha l’obbiettivo di riportare lavoro in un’area dalle grosse potenzialità, ma in forte difficoltà soprattutto nel settore dell’edilizia e delle costruzioni, sarà uno strumento per creare occupazione con il contributo di tutti i soggetti operanti, garantendo la riconversione professionale dei lavoratori in un territorio che, negli ultimi anni, ha avuto forti tensioni sociali ed economiche.

“Il Patto territoriale per l’occupazione è un segnale positivo e in controtendenza per uscire dall’emergenza della crisi attraverso politiche attive per il lavoro”. Ha dichiarato il segretario generale aggiunto della Cisl Emila Centrale, Margherita Salvioli Mariani”. “Di fronte a crisi strutturali di alcuni comparti come l’edilizia – commenta l’assessore regionale alle attività produttive, Palma Costi – bisogna mettere in campo azioni mirate. Le funzioni svolte dai centri per l’impiego del territorio supporteranno le persone in cerca di lavoro attraverso servizi personalizzati per creare occupazione”.

“E’ importante che un intero sistema dia un segnale concreto d’impegno per provare a reagire in un periodo così difficile e costruire soluzioni positive”. Sostiene il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi. E concludono parlando della necessità “di orientare le scuole perché sfornino figure professionali che servono al territorio”, il presidente di Confartigianato Lapam Reggio Emilia, Ivo Biagini e di “incrociare le esigenze delle imprese con la formazione di chi ha perso il lavoro” il presidente di Confcommercio, Donatella Prampolini.

Dal punto di vista demografico il bacino territoriale individuato dal patto conta 180.179 residenti con un incremento di ben 7.658 unità rispetto al 2008.  Il sistema imprenditoriale dell’area, però, ha notevolmente sofferto la crisi economica, soprattutto nei settori delle costruzioni e del manifatturiero. Circa 2.500, infatti, sono le imprese sparite a causa della crisi nella provincia, una flessione pari circa al -4,3%. Nei 20 comuni firmatari il calo percentuale è stato ancora più evidente. Alla fine dell’anno scorso, infatti, il numero delle imprese era sceso a 17.463 unità dalle 19.062 del 2009: circa 1.599 aziende in meno pari ad una flessione dell’8,4%. Soffrono, infine, anche le imprese artigiane: in otto anni sono calate dalle 7.173 del 2009 alle 6.011 del 2016. Una flessione del 16,2% decisamente maggiore rispetto al totale degli altri comuni reggiani.



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