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Categoria: Comunicati

“Immigrazione, una storia diversa”: dati e proposte da seminario Cgil Cisl Uil

Domenico Chiatto, responsabile politiche immigrazione segreteria Cisl Emilia Centrale, interviene al seminario di stamattina

Si è svolto stamattina a Modena il seminario promosso da Cgil Cisl Uil sul tema “Immigrazione: una storia diversa. Lavoro, inclusione partecipazione per una convivenza democratica e solidale”, iniziativa che apre il nutrito programma del Festival della Migrazione, in programma a Modena dal 20 al 22 ottobre.

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Rsu: alla Bertazzoni eletti, dopo dieci anni, due delega ti Fim per la contrattazione decentrata

 

Nel rinnovo delle Rsu, affermazione della Fim presso l’azienda Bertazzoni di Guastalla, eccellenza reggiana che opera da anni nel settore dell’arredo, fabbrica cucine e apparecchi da cottura e commercializza in tutto il mondo. Tornata a proporre a distanza di 10 anni una propria lista, la Fim Cisl Emilia Centrale, la federazione cislina dei metalmeccanici, presentava quattro candidati alla Rsu, organo di rappresentanza dei sindacati unitari, e ne ha eletti due. Questo grazie al voto di oltre il 40% dei 226 dipendenti dell’azienda. Grande soddisfazione viene espressa dai vertici della Fim Cisl : “Auguro buon lavoro alle nuove Rsu – afferma Giorgio Uriti, segretario generale -: a loro il compito di rappresentare i colleghi nelle discussioni e nelle contrattazione decentrata nei confronti con la direzione aziendale. Il nostro obiettivo è mettere al centro il lavoratore, oltre che naturalmente il lavoro” .

Legge di bilancio: sabato 14 ottobre manifestazione sindacati davanti a prefettura Modena

William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale

Non piace ai sindacati la legge di bilancio che il governo si appresta a varare. Cgil Cisl Uil, infatti, chiedono più risorse per previdenza, welfare, lavoro e sviluppo. A sostegno di tali richieste, sabato prossimo 14 ottobre si svolgeranno manifestazioni unitarie in tutta Italia. A Modena l’iniziativa si terrà davanti alla prefettura dalle 11 alle 12.

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La Cisl Emilia Centrale ricorda con stima e affetto il professore Corrado Corghi

“Un uomo di grande intelligenza politica, capace di leggere i tempi”. Così Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale aggiunta della Cisl Emilia Centrale ha ricordato nel giorno delle esequie il professor Corrado Corghi, esponente di spicco della politica reggiana e nazionale della Democrazia Cristiana. “Ho conosciuto il professor Corghi quando sono diventata segretaria della Cisl di Reggio. Con lui ho scambiato idee e riflessioni sui tempi che stiamo vivendo, sulla crisi economica, politica, sociale e valoriale. Con estrema lucidità e ne individuava  le cause e le possibili vie d’uscita. Era affascinante ascoltarlo nel racconto della sua vita di politico, vissuta da protagonista nei tempi difficili della nostra città (era presente ai funerali dei Martiri del 7 luglio), così come nei momenti belli (è stato uno di quelli che hanno voluto fortemente la costruzione del Santa Maria Nuova). Era il racconto di un uomo che si è assunto durante tutta la sua vita la responsabilità di lavorare per il bene comune”. Per la segretaria generale aggiunta “Reggio e i reggiani non disperdono la sua eredità fatta di cultura e passione per la sua città”.

Truffe, raggiri e contraffazioni: una conferenza per non cadere nella trappola dei contratti. Promossa da Fnp-Cisl Emilia Centrale, Anteas e Adiconsum si terrà venerdì 13 ottobre, alle ore 16, in via Pasolini 3 a Scandiano

Oggi, nel libero mercato, sempre più spesso i contratti commerciali e le pubblicità nascondono stratagemmi e sotterfugi per ingannare i consumatori.

Per formare consumatori consapevoli, spiegare il diritto di recesso e il cambio d’utenza dei contratti, Adiconsum, Anteas e Fnp Emilia Centrale hanno organizzato, con il patrocinio del comune di Scandiano, una conferenza dal titolo “Contratti commerciali, garanzie, pubblicità ingannevole, truffe, raggiri e contraffazione”.

I relatori dell’incontro, che si terrà venerdì 13 ottobre alle ore 16, presso il Circolo Parco Morgone in via Pasolini 3 a Scandiamo, saranno Massimo Rancati e Patrizia Barletta dell’associazione Adiconsum.

 

I Sindacati su disdetta integrativo coop sociali: “Ritiratela e apriamo un tavolo”

 

Contrariamente a quanto dichiarato da Confcooperative  e Legaccop, ribadiamo che di immotivato e pretestuoso c’è solo la disdetta del Contratto Integrativo”.

Tengono il punto le Organizzazioni sindacali di categoria di Cgil Cisl e Uil dopo che le centrali cooperative hanno rimandato al mittente le posizioni espresse dai sindacati negli ultimi giorni in merito alla disdetta unilaterale del contratto integrativo delle cooperative sociali.

Nell’ultimo quadriennio nessuna preoccupazione è stata manifestata circa la difficoltà delle cooperative reggiane di erogare annualmente il premio di produttività (il cosiddetto ERT) presente nella nostra provincia da ben 15 anni – spiegano – Il costo del lavoro per le cooperative a Reggio Emilia è proporzionale ai fatturati, il fatto che sia più alto rispetto ad altre province rappresenta un valore aggiunto a difesa del territorio ed una garanzia di alti standard qualitativi dei servizi erogati, ed è strettamente legato all’andamento positivo del settore”.

Infatti, nella determinazione dei requisiti per partecipare alle gare di appalto il costo del lavoro deve essere rispettato: questo consente di evitare l’ingresso di Cooperative spurie che non applicano le tutele garantite dai Contratti Collettivi e Integrativi sottoscritti dai sindacati maggiormente rappresentativi della nostra provincia.

 

Sulla base di ciò Fp Cgil, Fisascat Cisl, Cisl Fp e Uil Fpl ribadiscono la richiesta già inoltrata la scorsa settimana di ritirare la disdetta e di ricondurre la durata del Contratto Integrativo al rinnovo del Contratto Nazionale che si sta discutendo a Roma in questi ultimi mesi.

Chi opera in questi settori svolge un lavoro prezioso per dare servizi ai cittadini – continuano i sindacati –   deve pertanto essere garantito loro il potere di acquisto dei salari percepiti visto il mancato rinnovo contrattuale che ha paralizzato il settore dal punto di vista dei salari. La contrattazione sindacale ad ogni livello non è una concessione ma un diritto – concludono –  chiediamo perciò ancora una volta il  ritiro della disdetta auspicando la ripresa di relazioni sindacali che tengano dentro, proprio per il ruolo che il socio lavoratore ha all’interno delle cooperative,  anche il mantenimento di quanto ci si impegna a sottoscrivere”.

“La chiusura dei Punti nascita indebolisce la montagna”. Denuncia unitaria dei sindacati

Come Cgil, Cisl, Uil esprimiamo forte preoccupazione rispetto alla decisione assunta dal Ministero della Salute di chiudere i punti nascita della montagna. Più volte abbiamo rimarcato che mantenere i servizi alla persona nelle aree marginali è fondamentale per incentivare la coesione sociale e di conseguenza la tenuta complessiva del territorio, non solo dal punto di vista demografico. Temi questi molto cari non solo alla Regione Emilia Romagna che ha presentato lo scorso anno proprio a Castelnovo il Programma regionale per la montagna , ma anche al Governo centrale con il programma avviato che risponde al nome di “Strategia Nazionale per le Aree Interne”. Il documento preliminare cita esplicitamente tra gli altri tre punti imprescindibili: scuola, mobilità e salute e li pone come cardini su cui incentrare la strategia per rendere attrattivo tutto il territorio appenninico “nei confronti di nuovi soggetti che lo eleggano come proprio riferimento, apprezzandone i caratteri di vivibilità quotidiana, non meno che per la capacità di offrire opportunità di lavoro e di reddito”. Scuola, mobilità e salute quindi sono ambiti su cui occorre investire non solo in quantità ma soprattutto in qualità; solo facendo così si può parlare davvero di sviluppo economico e di coesione sociale.

Per noi la decisione di chiudere i punti nascita di Castelnovo Monti, Pavullo nel Frignano e Borgo Val Taro va esattamente dalla parte opposta: si toglie un servizio fondamentale alla donna in uno dei momenti più delicati della vita: quello del parto dentro un contesto anche di riconoscimento identitario. Questa primavera avevamo chiesto come Organizzazioni Sindacali la possibilità di confrontarci con le istituzioni dei vari territori montani per qualificare un patto di comunità per la tenuta complessiva del territorio appenninico ; ora è ancora più impellente e non più rinviabile e lo ribadiamo con forza.

Provincia di Modena: a rischio servizi per disoccupati e strade

Se non si sbloccherà la situazione, diminuiranno alcuni servizi, come quelli per il lavoro, e ci saranno ulteriori riduzioni nella manutenzione delle strade a causa della mancanza di uomini e mezzi. Sono alcune delle motivazioni dello sciopero nazionale del personale delle Province e delle Città metropolitane, indetto oggi da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl. L’astensione del lavoro ha coinvolto anche la Provincia di Modena, davanti alla cui sede stamattina hanno manifestato lavoratori e sindacati.

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Azienda sanitaria provinciale: “Non si possono avere relazioni sindacali a spot, vanno portate avanti con serietà e correttezza”

Dopo circa tre mesi dalla fusione tra la Usl e il Santa Maria Nuova che ha dato vita ad un’Azienda sanitaria provinciale con quasi 7 mila dipendenti non mancano le prime frizioni sul piano del lavoro.

Le Organizzazioni sindacali di categoria infatti lamentano uno scarso coinvolgimento in questioni organizzative che soprattutto in una fase di riassetto della nuova struttura necessitano di essere monitorate e condivise.

I primi cento giorni di Nicolini, il direttore generale, ci lasciano perplessi – esordiscono i sindacati -. Perché ad esempio ci siamo incontrati nei mesi scorsi per definire un contratto d’ingresso per i lavoratori ma poi ci hanno dato pochissimo tempo per armonizzare i contratti di lavoro dei dipendenti che dalle due strutture sono confluite nella nuova Azienda sanitaria e nessun cenno è stato fatto a possibili modifiche sul modello organizzativo”.

Sono le relazioni sindacali e la qualità del confronto ad essere sotto i riflettori: “Abbiamo appreso che sarebbero stati attribuiti nuovi incarichi al personale sanitario senza nessuna informativa o convocazione d’ incontro con le organizzazioni e le Rsu e riteniamo che questo sia un modo scorretto di improntare le relazioni sindacali – spiegano Fp Cgil,  Fp Cisl, Uil Fpl , Fials e le Rsu -. Abbiamo richiesto un incontro per i chiarimenti in merito alle decisioni assunte dai vertici aziendali ma non c’è arrivata nessuna risposta”.

A noi non è arrivata risposta – proseguono i sindacati – ma la direzione ha inviato a tutti i dipendenti una nota via intranet che, bypassando nuovamente le Organizzazioni e le Rsu, illustrava in modo dettagliato il modello organizzativo, con tanto di incarichi e nominativi dei destinatari, sottraendosi di fatto al confronto. Se queste sono le linee di conduzione che la nuova azienda ha intenzione di mantenere sicuramente non aiuteranno a costruire un clima sereno – concludono -. Ricordiamo alla direzione che grazie al contributo e al senso di responsabilità dei sindacati e delle Rsu  fino ad oggi si sono  ottenuti buoni risultati per la comunità reggiana, anche per questo speriamo sia stato solo uno scivolone che venga recuperato nel più breve tempo possibile”.

Sciopero dei dipendenti della Provincia di Reggio Emilia: “Un sistema al collasso. Per il 2018 mancano oltre 11 milioni, la carenza di personale è drammatica”

 

“Stamane abbiamo esposto le nostre ragioni con un simbolico flash mob di presidio davanti al Palazzo Allende e con lo sciopero nazionale del personale delle Province e delle Città metropolitane indetto da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl” dichiarano Paolo Consolini della Fp Cgil, Davide Battini della Cisl Fp e Mauro Chiarini della Uil Fpl.

“Una scelta – proseguono – che si è resa inevitabile a causa della riforma che ha investito questi enti, della quale, gli unici risultati tangibili sono stati i tagli delle risorse e il blocco delle assunzioni senza una adeguata valutazione delle possibili conseguenze. Ciò ha fortemente compromesso la possibilità di garantire quelle funzioni fondamentali che essi assicuravano, come gli interventi nell’edilizia scolastica e la manutenzione delle strade, oltre alla pianificazione territoriale provinciale, alla tutela e valorizzazione dell’ambiente. Ricordando, inoltre, che la Provincia si occupa anche del controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e della promozione delle pari opportunità.”

 

“In particolare – lamentano i sindacalisti – , con la scadenza, del 30 settembre scorso, dei termini per l’approvazione dei bilanci degli enti locali, così come accaduto negli ultimi anni, il sistema di Comuni e soprattutto Province e Città metropolitane non riesce in gran parte dei casi, a chiudere i bilanci in regola. La violazione di vincoli di bilancio comporta per questi enti, piani di rientro che colpiscono immediatamente i cittadini attraverso l’incremento della tasse e, nei fatti, una riduzione della garanzia di diritti  fondamentali. La Provincia di Reggio Emilia ha potuto chiudere il bilancio grazie a oltre 11 milioni tra deroga ottenuta per la condizione di Provincia terremotata e avanzo del 2016… come recuperare questi soldi il prossimo anno? Tutto questo nonostante i 28 milioni che la Provincia ha dovuto versare allo Stato”.

“La situazione del personale della Provincia di Reggio Emilia sta divenendo drammatica – continuano i sindacalisti -. Con il passaggio delle funzioni alla Regione e i dei prepensionamenti il personale è sceso dalle oltre 350 unità del 2014 alle attuali 200, di questi (solo) 46 si occupano dei servizi per l’impiego in Provincia. Servizi oggi affidati all’Agenzia Regionale per il Lavoro. L’età media supera i 51 anni. Oggi rimangono solo 35 tra operai e sorveglianti stradali addetti alla manutenzione delle strade, 1 ogni 26 chilometri di strade. L’ultima assunzione di ruolo risale al 2010. Se non si sbloccheranno al più presto assunzioni e finanziamenti le strade rischieranno, per garantire la sicurezza dei veicoli, ulteriori limitazioni nel transito (già oggi su alcune strade vige il limite dei 30 o 50 chilometri all’ora fuori dai centri abitati). E’evidente che è una situazione non sostenibile!”

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno da sempre contestato il merito e le modalità della riforma di questi enti, perché, anche se persuasi della necessità della loro riorganizzazione, non hanno condiviso un approccio che è sembrato più propagandistico, che di merito, e che di fatto ha portato alla totale paralisi dell’azione amministrativa di Province e Città Metropolitane. Per questo i sindacati propongono come possibile soluzione quella di cogliere l’occasione della prossima legge di Bilancio per rivedere le modalità e l’entità dei tagli fin qui inflitti a Province e Città Metropolitane. É necessario trovare soluzioni di buon senso che consentano di evitare le situazioni di dissesto degli enti che porterebbe cittadini e lavoratori a pagare, come al solito, il prezzo più grande di un tentativo confuso di riforma.

“Ma non è tutto” continuano Consolini, Battini e Chiarini “Occorre anche protestare e lanciare un grido di allarme per le condizioni dei dipendenti della Provincia oggi assegnati presso l’Agenzia regionale per il Lavoro. Per quanto passati in gestione all’Agenzia, tuttavia rimangono dipendenti della Provincia anche i lavoratori dei Centri per l’Impiego e dopo il referendum stanno vivendo una situazione di immobilismo istituzionale che non ha risolto ancora nessuno dei loro problemi e sta mettendo a rischio il sistema dei servizi per l’Impiego. La situazione è prossima al collasso se le Regioni non interverranno rapidamente…e come sempre a rimetterci saranno soprattutto i più deboli”.

 

 

 

Oggi Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione: dal 2014 oltre 15 mila morti nel Mediterraneo

In poco più di tre anni sono morte oltre 15 mila persone, mentre cercavano di attraversare il Mediterraneo. Oggi – martedì 3 ottobre – l’Italia celebra la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, istituita con un’apposita legge (la n. 45 del 2016) per ricordare chi “ha perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro Paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria”.

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Integrativo cooperative sociali: a Reggio Emilia Fiscascat e Cisl Fp, assieme agli altri sindacati, chiedono il ritiro della disdetta e l’apertura di un tavolo di confronto. “Un atto di forza delle centrali cooperative che respingiamo”

Un atto di forza che respingiamo e verso il quale manifestiamo sconcerto e contrarietà” così le organizzazioni sindacali di categoria definiscono la disdetta unilaterale del contratto integrativo provinciale inviata lo scorso 29 settembre da parte di Legacoop e Confcooperative.

Chiediamo il ritiro immediato della disdetta e l’apertura di un tavolo delle trattative per discutere e ripristinare le condizioni migliorative che l’integrativo ha finora dato ai lavoratori della nostra provincia – spiegano oggi in conferenza stampa Sabrina Castagna, Fp Cgil, Lucia Incerti, Fisascat Cisl, Cristian Villani, Cisl Fp e Raffaella Ilariucci, Uil Fpl –. Per questo non procederemo alla sottoscrizione di alcun  genere di accordo di secondo livello con cooperative associate alle centrali e metteremo in campo tutte le azioni sindacali possibili per ottenere la revoca della disdetta e un tavolo di confronto”.

Nei prossimi giorni infatti potrebbero essere indetti presidi dei lavoratori sotto le sedi di Legacoop e Confcooperative.

La disdetta dell’integrativo firmato nel 2014, che se non verrà ritirata sarà operativa dal 1° gennaio 2018, riguarda 120 aziende e oltre 5mila lavoratori dei settori socio-sanitario-assistenziale-educativo e di inserimento lavorativo che operano sul territorio reggiano.

Si tratta quindi di un peggioramento delle condizioni di lavoro, nonché retributive, di una larga fetta di lavoratori che nella nostra provincia si occupa quotidianamente dell’assistenza in molti campi: dalle case di riposo, ai centri diurni per anziani, agli asili.

“Si tratta di un contratto che va a stringere le maglie del contratto nazionale inserendo normative migliorative come l’obbligo di comunicazione nei cambi di appalto, passaggi che mantengano le tutele dei lavoratori nello spostamento da una cooperativa all’altra, il superamento del pagamento orario con la mensilizzazione dello stipendio, migliorie di trattamento nelle attività di trasferta, polizze casco che tutelino i lavoratori che si spostano con mezzi propri e altro ancora” – sottolineano i sindacati -.

Dal punto di vista economico invece sotto i riflettori è l’elemento retributivo territoriale, cosiddetto Ert, che quest’anno si attesta tra i 250 e i 300 euro e che le centrali cooperative ritengono essere troppo oneroso.

“In realtà si tratta di un premio che viene definito insieme dalle Parti calcolato sulla base dei bilanci di aziende campione, un giusto elemento di redistribuzione per lavoratori che non prendono stipendi alti ( lo stipendio di un lavoratore full time che fa anche i turni notturni si aggira attorno ai 1.200 euro) e che si può dilazionare o addirittura congelare nel caso di dimostrate situazioni di crisi delle cooperative – spiegano Fp Cgil, Fisascat Cisl, Cisl Fp e Uil Fpl – Inoltre, le Parti si sono incontrate lo scorso 24 agosto per la definizione del premio ERT e in quell’occasione nessuna obiezione è stata  sollevata sul premio o sul sistema di calcolo dello stesso”.

Inoltre, “si tratta di una disdetta forzata e pretestuosa  – concludono i sindacati – che arriva proprio mentre a Roma sono iniziate le trattative per il rinnovo del Ccnl delle cooperative sociali”.

Nuova Castelli: lavorano da 10 anni ma non sono assunti

 

“Sono oltre  due anni che, come sindacati, abbiamo presentato alla Nuova Castelli una piattaforma per il contratto integrativo aziendali Cia – spiega Enrico Gobbi, segretario di Fisascat Cisl Emilia Centrale -. Sono stati una serie di incontri abbiamo anche condiviso l’accordo ma non è mai stato firmato. A seguito di queste trattative abbiamo ottenuto diversi passaggi di livello la stabilizzazione di 13 interinali storici (lavoravano da oltre 10 anni li). Dovevamo proseguire con un piano di stabilizzazione degli altri lavoratori esterni (ci sono ancora oltre 30 interinali  con anzianità da 1 a 8 anni) seguendo il criterio d’anzianità preso questa azienda”.

Da qui le richieste di questo sciopero svolto e “che è solo l’inizio”. Tra queste: “la sottoscrizione del Cia che, appunto, prevede un piano  di stabilizzazione dei lavoratori esterni entro il 31 dicembre del 2017 e l’erogazione di un premio aziendale”.

Nella giornata di sabato i sindacati avevano convocato un assemblea in sciopero e i lavoratori hanno deciso di continuare fino a fine giornata. Lo sciopero è stato partecipato dalla maggioranza dei lavoratori occupati nella produzione e, inevitabilmente, ha causato ritardi nella spedizione (carico dei camion).

 

Glem Gas: mancato accordo sul licenziamento della lavoratrice

Nessun accordo tra le parti, la vertenza proseguirà sul piano legale. Questo l’esito del tentativo di conciliazione obbligatorio sul licenziamento della lavoratrice di Glem Gas, svoltosi ieri all’Ispettorato territoriale del Lavoro di Modena. In occasione dell’incontro un folto presidio di metalmeccanici di Fiom e Fim, insieme ai lavoratori Glem Gas in sciopero per tutta la mattinata, ha portato il proprio sostegno a Eva Rosa Colella, la lavoratrice licenziata. Dopo aver esaminato le motivazioni del licenziamento e ribadite le reciproche posizioni, si è tentato di trovare soluzioni alternative al mancato accordo con una proposta di rinvio. Per la lavoratrice e i sindacati il rinvio poteva essere condiviso se finalizzato al ritiro della procedura e all’immediato ritorno in azienda della lavoratrice. Viceversa, da parte aziendale è emerso che il rinvio aveva il solo scopo di prendere tempo e dare alla lavoratrice la possibilità di ricollocarsi presso altre imprese e valutare soluzioni economiche. Fiom Cgil di Modena e Fim Cisl Emilia Centrale, unitamente alla rsu e ai lavoratori di Glem Gas, valutano negativamente l’esito dell’incontro e giudicano grave la mancata volontà aziendale di sedersi a un tavolo per affrontare gli eventuali problemi di Glem Gas, ritirando da subito la procedura di licenziamento. Le segreterie di Fim Cisl Emilia Centrale e Fiom Cgil Modena hanno già chiesto un incontro urgente a Confindustria non solo per affrontare il caso della lavoratrice in questione, ma anche per ragionare in termini più generali su licenziamenti effettuati con queste modalità e che rischiano di diventare prassi. Nei prossimi giorni, intanto, la rsu di Glem Gas valuterà come proseguire le iniziative di mobilitazione.

Ryanair, voli cancellati e rotte sospese: Adiconsum assiste i passeggeri

A una coppia modenese che il 15 settembre doveva prendere il volo Bologna-Brindisi per partecipare a un matrimonio, Ryanair ha comunicato la cancellazione del volo il pomeriggio del giorno prima. La compagnia ha offerto il rimborso o la riprogrammazione ma, su consiglio dell’Adiconsum Emilia Centrale, la coppia chiederà la compensazione pecuniaria, perché ha dovuto rinunciare al viaggio ed era anche stata prenotata un auto a noleggio.

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Offerta speciale nota marca aspirapolveri: pensionato Sassuolo paga, ma riceve pezzi non originali

Gli hanno offerto al telefono accessori e ricambi di una nota marca di elettrodomestici per le pulizie a prezzi stracciati, ma quando li ha ricevuti ha scoperto che non sono pezzi originali. Vittima della truffa è un pensionato sassolese di 70 anni che si è rivolto all’Adiconsum, l’associazione consumatori della Cisl Emilia Centrale.

«Questo signore, che effettivamente possiede da tempo elettrodomestici di quella marca, ha ricevuto una telefonata da una persona che gli annunciava un’offerta speciale di accessori e ricambi di quella marca lanciata in occasione di un anniversario aziendale – racconta la responsabile di Adiconsum Emilia Centrale Adele Chiara Cangini – Poiché i prezzi erano allettanti, ha accettato l’offerta e alla consegna ha pagato in contrassegno una somma di alcune decine di euro. Ma quando ha aperto il pacco, si è subito accorto che i prodotti non sono originali e non può utilizzarli». Cangini sta cercando di rintracciare i mittenti, ma non è facile perché i recapiti postali e telefonici indicati sul pacco corrispondono a una catena di supermercati completamente estranea a quella che sembra una truffa vera e propria. «In casi come questi, prima di accettare offerte telefoniche, suggeriamo di contattare direttamente l’azienda produttrice e verificare – conclude la responsabile di Adiconsum Emilia Centrale – se ci sono persone e/o imprese autorizzate a offrire prodotti originali a prezzi scontati».

La Cisl ha una nuova sede a Castelnovo Monti

Una nuova sede per la Cisl Emilia Centrale a servizio di un comprensorio con oltre 30.000, operativa dalla scorsa settima, si trova all’isolato Maestà di Castelnovo Monti. Una sede che si rivolge a lavoratori, pensionati e persone in difficoltà nei comuni della montagna dove la Cisl associa una persona ogni 10 residenti. Appositamente attrezzata per volontà della Cisl Emilia Centrale, occupa una parte al 2° piano dello storico palazzo “Grattacielo”, nel centro di Castelnovo e sostituisce la storica sede a ingresso paese (era in via Morandi).

I locali ora sono spaziosi, accoglienti e a misura anche di diversamente abili; qui operano tutte le strutture sindacali a partire dai servizi di assistenza fiscale del Caf (anche successioni), il patronato Inas, l’Adiconsum (tutela consumatori) e il Sicet (inquilini, anche redazione e registrazione dei contratti di affitto),l’Anolf (immigrati), fino alle categorie sindacali dei vari settori, tra le quali la Cisl Scuola, oltre naturalmente al sindacato dei pensionati Fnp Cisl con un nuovo ufficio. Da segnalare anche la presenza di un servizio di assistenza legale per il diritto del lavoro, il diritto di famiglia, le separazioni e divorzi ecc.

“La Cisl crede nella montagna e la ritiene al centro della propria attività sindacale – afferma William Ballotta, segretario generale della Cisl Emilia Centrale – per questo abbiamo voluto rafforzare la nostra presenza e attività vicino ai cittadini, soprattutto nelle realtà di montagna”. “La nuova sede – aggiunge Luca Ferri, coordinatore di zona – rappresenta un investimento importante in un momento storico dove tutto l’Appennino ha bisogno di un maggiore coinvolgimento nella scelte socioeconomiche. Con questi uffici la Cisl Emilia Centrale intende rafforzare la sua presenza e diventare sempre più interlocutore del territorio montano”.

L’inaugurazione avverrà il 23 ottobre in occasione del convegno “La montagna riparte. Col lavoro”.

 

Info: sede Cisl di Castelnovo Monti – Isolato Maestà 1 (2°p) – telefono 0522 812502  www.cislemiliacentrale.it



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