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Categoria: Comunicati

Sostegno agli scioperi proclamati nei punti vendita Mediaworld

 

 

Fisascat Cisl, Filcams Cgil, e Uil Tucs dell’Emilia Romagna, visto quanto definito dalle organizzazioni sindacali nazionali e considerato che Mediamarket prosegue nella decisione unilaterale di trasferimento delle lavoratrici e dei lavoratori dei punti vendita in chiusura e delle aree interessate da Contratto di Solidarietà, sostengono la proclamazione delle 8 ore di sciopero, che saranno programmate a livello territoriale in modo articolato ed improvviso in prossimità delle prossime festività.

L’azienda annuncia da tre anni di unificare la rete vendita e l’online attraverso l’omnicanalità, ma abbiamo assistito solo alla confusione organizzativa e al peggioramento delle condizioni di lavoro e, conseguentemente, al peggioramento del servizio. Il conto degli errori fatti viene impropriamente presentato ai lavoratori e la crisi delle vendite e le difficoltà del mercato non possono giustificare che l’impresa leda la dignità e il rispetto per i propri dipendenti.

Lo spostamento improvviso della sede, l’annuncio della fine del contratto di solidarietà, la chiusura improvvisa di Grosseto e di Milano Centrale, le minacce di trasferimento, la mancanza di informazioni sul bilancio e su quali siano gli altri negozi che non hanno la sostenibilità economica, la riduzione delle maggiorazioni domenicali insieme all’eliminazione del bonus, sono i veri motivi per cui Fisascat, Filcams e Uiltucs proclamano lo sciopero ed invitano le lavoratrici ed i lavoratori a continuare a sostenere la mobilitazione.

Sono oltre 350 i lavoratori in Emilia Romagna su 10 punti vendita ubicati in diverse province: se questa è la modalità con cui Mediamarket gestisce le riorganizzazioni aziendali ciò è inaccettabile anche per il nostro territorio!

All’arroganza dell’azienda che riduce i diritti e le tutele dei lavoratori, trasferisce unilateralmente e non accetta il confronto, è necessario rispondere duramente, quindi dopo lo sciopero del 3 marzo e di questa proclamazione, seguiranno ulteriori mobilitazioni.

 

Sdegno Cgil Cisl Uil per oltraggio memoria Marco Biagi

Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale e Uil Modena e Reggio esprimono sdegno e condanna per le scritte farneticanti tracciate su un muro della Facoltà di Economia dell’Università di Modena in coincidenza con l’anniversario della morte di Marco Biagi, ucciso dalle Brigate Rosse il 19 marzo 2002.

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AdessoBanca!: a Modena e Reggio raccolta firme per manifesto Cisl tutela risparmio e lavoro

Sono alcune centinaia i cittadini modenesi e reggiani che hanno già aderito ad “AdessoBanca!, il manifesto per la tutela del risparmio e del lavoro” elaborato dalla Cisl e dalla First Cisl (sindacato bancari). Sono sei gli obiettivi attraverso i quali il sindacato vuole aprire la strada a una riforma socialmente utile del sistema bancario orientata alla ricostruzione di un rapporto di fiducia tra i risparmiatori, troppe volte traditi, e gli istituti di credito.

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Addio a Eugenio Zambonini, il sindacalista buono dei pastori. Fu il primo presidente della storica Associazione regionale ovincoltori

E’ un ricordo affettuoso e commosso quello che la Fnp Cisl Emilia Centrale fa del minozzese Eugenio Zambonini, scomparso a 80 anni all’ospedale di Reggio Emilia.

A farlo è Luciano Semper, della Fnp, che con Zambonini aveva condiviso un periodo storico e significativo per il crinale: “Erano gli anni Settanta e il sindacato, all’epoca Federcoltivatori oggi Ugc Cisl che tradizionalmente forte nel mondo della pastorizia, si attivò per dare maggiore valore alla filiera. Fu così che assieme a Eugenio Zambonini, io e il commendatore Lino Bertucci, già direttore Inas e poi membro nazionale della categoria dei coltivatori Cisl, ci attivammo per dare vita all’Associazione regionale ovincioltori (Aro), il cui scopo era appunto quello di dare sostenere la remunerazione dei pastori che, in quegli anni, erano ancora numerosi nella parte alta dell’Appennino”.
Zambonini, che in ultimo era stato allevatore di montoni e capre, era stato a sua volta pastore, diventando poi primo presidente dell’Aro. “Lo ricordo – aggiunge Semper – come persona impegnata nel sociale e figura di spicco nell’ambito della pastorizia regionale e del nord Italia. Aveva a cuore la montagna come cittadino e come persona di competenza nel settore ovinicoltura. Il lavoro di quegli anni venne salvaguardato a inizio Duemila con la riscoperta e tutela, da parte di Aro, Consorzio Conva e Università di Bologna, del Pecorino dell’Appennino Reggiano”.
I funerali di Eugenio, che era nato il 30 luglio del 1937, si sono svolti quest’oggi, lunedì 12 marzo, nella chiesa parrocchiale di Minozzo (Villa Minozzo), dove nel locale cimitero è avvenuta la sepoltura.
Lascia la moglie Giuliana Antichi, i figli Antonina (impiegata nel castelnovese), Giovanni (noto avvocato in città), il fratello Vanni, la sorella Maria, la nipote Laura, il genero, la nuora e diversi parenti.
Per richiesta della famiglia eventuali offerte saranno da devolversi alla Croce Verde di Villa Minozzo.

Proclamato lo sciopero alla Asp Don Cavalletti

Accogliamo positivamente la volontà da parte dei Comuni dell’Unione di riaprire il confronto sulla riorganizzazione dell’ASP. Tuttavia ad oggi non avendo ancora condiviso temi quali ad esempio, per citarne alcuni, la ristrutturazione dell’ immobile, ma soprattutto l’esternalizzazione del servizio di assistenza domiciliare, sosteniamo lo sciopero proclamato dalle categorie di Fp Cisl- Fp Cgil- Fp Uil Fpl  programmato per l’intera giornata di venerdì 16 marzo a sostegno della salvaguardia della natura pubblica dei servizi socio-assistenziali di tutto il distretto.

Infatti come abbiamo più volte ribadito la montagna, più che altri territori, ha dei bisogni che vanno rilevati, monitorati e soddisfatti. Avere e mantenere in futuro una struttura che cerca di dare questo tipo di risposta è fondamentale per la tenuta dei servizi stessi e nello stesso tempo per le comunità che vivono sul territorio. Siamo convinti che ci debba essere, da parte di tutti, una maggior consapevolezza rispetto alla tenuta complessiva del socio assistenziale che va affrontata e in qualche modo risolta; il tavolo tecnico in Unione dovrebbe avere, tra gli altri, anche questo importante obbiettivo.

Elettricità: da 1 marzo stop maxi bollette per conguagli

Stop alle maxi bollette da mille e passa euro per i conguagli sui consumi arretrati di energia elettrica. Da giovedì scorso 1 marzo, nei casi di rilevanti ritardi nella fatturazione da parte dei venditori o nella fatturazione di conguagli per la mancata disponibilità di dati effettivi per un periodo particolarmente rilevante, il cliente può eccepire la prescrizione cosiddetta breve (passata da cinque a due anni) e pagare soltanto gli ultimi 24 mesi fatturati. Ne dà notizia Adiconsum Emilia Centrale (associazione consumatori della Cisl),

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“Gli agricoltori pensionati iscritti all’Inps non devono pagare l’Imu per i terreni agricoli di loro proprietà”. Questo l’annuncio del sindacato Cisl Fnp e Ugc Cisl

“Gli agricoltori pensionati iscritti all’Inps non devono pagare l’Imu per i terreni agricoli di loro proprietà”. Questo l’annuncio del sindacato Cisl Fnp e Ugc Cisl.

“Dopo la richiesta di un chiarimento sulla normativa – affermano Francesco Carrù reggente di Ugc Cisl Emilia costituente Agri e Adelmo Lasagni, segretario generale della Fnp Cisl Emilia Centrale -, l’esenzione della tassa per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli pensionati è stata ufficializzata in questi giorni dal dipartimento delle Finanze. L’incognita era relativa a una presunta incompatibilità tra il fatto di ricevere il trattamento pensionistico e l’agevolazione che esentava dal pagamento dell’Imu”.

“Ora è ben chiaro che la legge prevede l’obbligo per i coltivatori di iscriversi nella gestione previdenziale dei coltivatori diretti, dei coloni e dei mezzadri, purché svolgano tale attività con abitualità e prevalenza, ma senza che questa sia la loro esclusiva fonte di reddito. Godere della pensione non va in alcun modo contro l’esenzione dell’Imposta municipale unica”.

“Questa chiarificazione – spiegano Carrù e Lasagni – è un importante riconoscimento del valore sociale dell’agricoltore in pensione. Sono tantissimi coloro che una volta raggiunta l’età pensionabile continuano a lavorare in aziende, molte volte a conduzione famigliare. Questa norma salvaguardia e sottolinea l’importanza del lavoro per le famiglie e per tutta la società. Il comparto agricolo – concludono – è ormai saturo di burocrazia, quando invece spesso gli agricoltori non coprono nemmeno i costi di produzione. Questa nuova e attesa integrazione fa sì che non si perdano ulteriori aziende agricole che sono le vere sentinelle del territorio”.

Incidenti sul lavoro in aumento soprattutto tra le donne. Nella provincia di Reggio Emilia registrati centoquaranta casi in più tra il 2016 e 2017

 

“La ripresa economica, palpabile anche nel nostro territorio, è un dato certamente positivo, ma non è altrettanto accettabile che siano in constante aumento gli infortuni sul lavoro”. E’ il commenta di Domenico Chiatto, segretario Cisl Emilia Centrale – dopo che la Cisl ha rielaborato i dati Inail riguardanti gli infortuni e le morti bianche negli ultimi anni appena trascorsi in tutta la provincia di Reggio Emilia.

Nel 2017 le denunce d’infortuni nel reggiano sono state in totale 10.950, di cui 11 mortali. Per quanto siano calati gli infortuni mortali – ma su questo c’è un forte fattore di casualità -, c’è un aumento tendenziale in negativo con 140 casi in più rispetto ai 10.810 registrati nel 2016 e di cui 18 mortali. La maggior parte di questi infortuni, inoltre, riguardano dipendenti maschi tra i trenta e cinquantanove anni. Nel 2016 erano rimasti coinvolti 7.472 lavoratori in questa fascia d’età e in 12 avevano perso la vita. Numero lievemente diminuito l’anno seguente con 7.438 persone coinvolte in incidenti, di cui 5 mortali.

In crescita gli infortuni che hanno riguardato donne lavoratrici: nel 2017 sono stati registrati ben 142 casi in più. A fronte dei 3.366 episodi denunciati nell’anno 2016, sono stati 3.508 quelli del 2017. Il dato degli infortuni delle lavoratrici è purtroppo un dato in aumento costante.

La maggior parte dei lavoratori infortunati sul territorio sono italiani. Nel 2017 sono stati 8.672 i connazionali protagonisti di incidenti e 2.278 gli stranieri. Nel 2016, invece, erano stati 8.492 gli italiani e 2.318 gli stranieri. Tra coloro che hanno meno di trent’anni gli infortuni denunciati sono stati 2.647 nel 2016 e 2.825 nel 2017. Diminuiti gli episodi che hanno riguardato gli over 60: nel 2017 sono stati 687 rispetto ai 691 del 2016. Sono in costante aumento le malattie professionali sugli ultrasessantenni e questo è legato al prolungamento  della permanenza sul posto di lavoro, determinato dalla riforma Fornero: con l’avanzamento della età dei lavoratori aumenta la possibilità di contrarre una malattia professionale.

Dalla Cisl ricordano che con il nuovo regolamento Inail approvato nel 2016 sono state definite nuove norme per la conservazione del posto di lavoro per i lavoratori che, a seguito di una malattia professionale, presentino una riduzione della capacità lavorativa. In questo caso è previsto che l’azienda debba mettere in campo tutti gli accorgimenti possibili per la continuità occupazionale, attraverso un contributo Inail per l’adeguamento della postazione lavorativa che può arrivare sino a 150.000 euro. In caso contrario è possibile fare opposizione ad eventuali licenziamenti. In tutti i casi, pur dando un giudizio positivo sull’intervento dell’istituto, la priorità assoluta deve concentrarsi sulla “Prevenzione e attenzione alla sicurezza che devono essere al centro della vita lavorativa di ogni cittadino – continua Chiatto -. Lavorare è un diritto e lavorare in sicurezza deve essere sempre più considerato un investimento da parte delle aziende. Purtroppo i dati che ci consegna la Regione vedono, invece, un calo degli Ispettori Spsal che passano da 344 dl 2016 a 312 del 2017 ed un  conseguente calo  di visite effettuate dal 2014 al 2016 del -7,5%. A ciò si aggiunge un aumento dei ricorsi sul giudizio di inidoneità, legato appunto all’invecchiamento al lavoro”.

Un richiamo al problema era stato fatto anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro lo scorso ottobre. “Purtroppo – conclude il segretario Chiatto – l’aumento degli infortuni nel reggiano è tra i più consistenti di quelli capitati sia a livello regionale che nazionale, con un dato negativo che non si registrava da circa 5 anni. Dal 2012, infatti, le denunce per infortuni erano calate di quasi il 20%. I settori più colpiti restano quello dell’industria dei servizi e della fabbricazione di materiali. Sono numeri che ci devono far riflettere: occorre un intervento più capillare e sinergico tra i vari enti ispettivi; ad esso si aggiunge l’intervento che continuiamo a fare come parti sociali attraverso la rete dei rappresentanti alla sicurezza e per la consultazione sulla sicurezza, nei settori e nelle aziende più a rischio. Non è possibile abbassare la guardia perché l’obbiettivo del territorio è di far crescere l’occupazione, ma di pari passo deve crescere la cultura e la presenza della sicurezza delle persone”.

I pensionati della Cisl ricordano Giorgio Lotti: “Riscoprì nei viaggi il valore del tempo”

 

La Fnp Cisl Emilia Centrale ricorda Giorgio Lotti, sindacalista e persona dal cuore grande. Rimasto vedovo, viveva alla Canalina e da qualche tempo, con l’avanzare dell’età, si era ritirato in casa amorevolmente accudito da una famiglia composta da persone che, semplicisticamente, sono chiamati “extracomunitari”, “ma che noi del sindacato preferiamo semplicemente chiamare, appunto, famiglia”.

Giorgio Lotti si è spento, a 91 anni, al termine d’una vita spesa nel lavoro e nell’impegno sindacale.  Resta il ricordo della sua simpatia e della  giovialità che stavano alla base dei suoi rapporti  con il mondo dei pensionati. Dopo la vita lavorativa presso una nota ditta reggiana produttrice di impianti per l’enologia, da pensionato, era entrato nel sindacato della Fnp Cisl dove ricoprì l’incarico di membro della segreteria territoriale negli anni Ottanta e Novanta. Collaborava con il segretario dell’epoca, Idilio Bonacini, nella sede di Via Campo Marzio in centro storico. Coincidenze, queste, che ci rimandano ai tempi in cui nascevano, in casa Fnp, le preziosissime e attuali leghe comunali dei pensionati.

Giorgio era persona molto attiva e generosa, che si impegnò nell’organizzazione del tempo libero degli iscritti Cisl. Per questo molti ricorderanno le sue numerose e riuscite iniziative nello specifico settore – patrocinate da Etsi – con i soggiorni all’isola di Vulcano, in Calabria, oltre a partecipate settimane bianche. Viaggi, che consentivano a tanti amici di ritrovarsi e di trascorrere momenti di sana allegria e di buona amicizia, nell’ambito di una strategia che stava muovendo i suoi primi passi.

“Lo ricorderemo – spiegano dalla segreteria Fnp Cisl Emilia Centrale – con simpatia, ringraziandolo per l’impegno profuso a favore di tanti. Al figlio e ai familiari le nostre vivissime condoglianze”. I suoi funerali si sono svolti martedì scorso alla Chiesa di San Pellegrino.

Asp, 8 ore di sciopero venerdì 16 marzo

I lavoratori riuniti in assemblea presso la sede dell’Asp Don Cavalletti di Poiago di Carpineti da mesi stanno lottando per la salvaguardia della natura pubblica dei servizi socio-assistenziali del Distretto della montagna reggiana.

Sulla base degli impegni assunti dagli amministratori dell’Unione con le organizzazioni sindacali confederali e di categoria nei mesi scorsi si era condiviso di avviare un percorso di verifica e di approfondimento tra le Parti per dare vita ad un tavolo tecnico che si poneva come obiettivo di ricercare soluzioni per il mantenimento della gestione pubblica dei servizi agli anziani e la sua sostenibilità.

Questo impegno che era stato confermato dagli amministratori dell’Unione nell’ultimo incontro che si è tenuto in Provincia in sede di Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria è stato disatteso e si assiste alla progressiva dismissione dei servizi e dell’assistenza agli anziani.
Ne sono una prova tangibile la recente decisione unilaterale e non condivisa con i sindacati di procedere con l’esternalizzazione del servizio di assistenza domiciliare (Sad), attualmente gestito direttamente in Asp, la preoccupante diminuzione dei minuti assistenziali per i pazienti e la chiusura di posti letto.
L’auspicio del Presidente dell’Unione di proseguire con il sindacato il confronto sul futuro e sulla sostenibilità dell’Asp Don Cavalletti, nei fatti non trova alcun riscontro oggettivo a fronte di un incomprensibile atteggiamento del Comune di Carpineti che ritiene in buona sostanza esaurito il dialogo tra le Parti.
Decisioni queste, che sconcertano i lavoratori e che vanno nella direzione esattamente opposta alla nostra proposta, che è quella di rafforzare l’Asp e non di indebolirla.

Preoccupa inoltre, l’assenza di progettualità dell’amministrazione di Carpineti per quanto concerne la ristrutturazione dell’immobile; tema questo, a detta del sindaco, che sarebbe alla base della decisione di esternalizzazione dell’Asp Don Cavalletti.
Più volte infatti il Sindaco ha dichiarato, tuttavia senza fornire dati precisi al riguardo, l’esigenza di messa a norma della struttura ma ad oggi non risulta che vi sia un progetto che ne chiarisca le tempistiche e i costi di realizzazione ma solo, vaghi e confusi riferimenti a ingenti cifre che raddoppiano di mese in mese.

In montagna più che in altri territori la popolazione anziana è in costante aumento, con conseguenti nuovi bisogni che vanno rilevati, monitorati e soddisfatti, anche rivedendo l’organizzazione dei servizi erogati fino a questo momento; pertanto, sarebbe un irrimediabile errore degli amministratori del territorio cedere i propri servizi al privato, perché questo inevitabilmente, determinerebbe un allontanamento della politica dai cittadini e dai loro bisogni e quindi dalle Comunità che loro stessi rappresentano.

Inoltre, in un momento in cui nella pubblica amministrazione è stato appena rinnovato il contratto nazionale e si stabilizzano i precari, per le lavoratrici e i lavoratori dell’Asp si prefigura il passaggio da pubblico a privato.
Per queste motivazioni i dipendenti del Don Cavalletti danno mandato a Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl di proclamare 8 ore di sciopero da effettuarsi venerdì 16 marzo 2018.

Cisl Emilia Centrale, crescono gli iscritti: a fine 2017 erano 96.604

Crescono gli iscritti della Cisl Emilia Centrale. Alla fine del 2017 il tesseramento ha raggiunto quota 96.604, in aumento di 2.984 unità (pari al +3,2 per cento) rispetto al 2016. Grazie a questi numeri la Cisl Emilia Centrale (nata nel 2015 dalla fusione tra la Cisl di Modena e quella di Reggio Emilia) si conferma la prima struttura territoriale Cisl in Emilia-Romagna

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Tra industria reggiana 4.0, Europa e mobilità: le domande della Cisl ai candidati reggiani

Dalla città di Reggio Emilia all’Europa, dalle tematiche del lavoro a quelle del fisco, ma anche welfare, immigrazione e riconoscimento dei corpi intermedi come i sindacati. Sono i temi sui quali la Cisl Emilia Centrale – il sindacato che tra Reggio e Modena associa 96 mila lavoratori e pensionati – interroga alcuni candidati reggiani al Parlamento. L’incontro/dibattito, aperto a pubblico e stampa, è in programma domani, venerdì 23 febbraio, dalle 10 alle 13 all’Auditorium Simonazzi della Cisl, in via Turri, a Reggio. Intervengono Maria Edera Spadoni (M5s), Roberta Rigon (Centro Destra – Fratelli d’Italia), Mirko Tutino  (LeU) e Vanna Iori  (Pd).

«Tra i temi locali che discuteremo con i candidati – anticipa il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta – vorremo discutere della declinazione territoriale del patto per il lavoro, di come contrastare l’illegalità nei luoghi di lavoro e quali nuove professionalità sviluppare. Tra le opere strategiche per la mobilità: il completamento della tangenziale a Ovest, la risoluzione delle criticità viarie in Appennino o sulla via Emilia a Rubiera, la bretella di Rivalta… Abbiamo già proposto di integrare i servizi socio-sanitari per rispondere ai bisogni crescenti di una popolazione reggiana sempre più anziana. E come sindacato ci interroghiamo sulle prospettive di lavoro nel contesto dell’industria 4.0».

Tra i temi generali al primo posto c’è il lavoro. La Cisl chiede di favorire l’occupazione giovanile e femminile, valorizzare la contrattazione nazionale e aziendale, attuare politiche attive, potenziare i Centri per l’impiego e migliorare l’alternanza scuola-lavoro. «Bisogna abbassare il costo del lavoro stabile intervenendo sul cuneo fiscale – aggiunge Ballotta – Lavoratori e pensionati hanno pagato la quota maggiore del costo della crisi con un maggiore onere fiscale: da qui la nostra proposta di legge di iniziativa popolare, basata su riduzione Irpef, Naf (Nuovo assegno familiare), imposta sulla grande ricchezza, federalismo fiscale, lotta all’evasione».

Le proposte Cisl sul welfare comprendono un patto per la natalità, politiche di inclusione, una normativa quadro nazionale per la non autosufficienza, contrasto alla povertà, potenziamento della prevenzione e tutela della salute anche attraverso forme di welfare contrattuale per i lavoratori.

«Per mantenere il nostro welfare sono essenziali l’immigrazione e i contributi dei migranti, che devono essere considerati una risorsa, non un problema. Per questo, però, c’è bisogno di un’Europa più integrata politicamente ed economicamente, per attuare – conclude il segretario generale della Cisl Emilia Centrale – politiche sociali e contrattuali capaci di contrastare la disoccupazione, l’esclusione sociale e lo sfruttamento dei lavoratori».

Scuola Marano, Cisl: «Comunità educante si confronti e trovi soluzione in ottica collaborativa»

«Quella del riposo pomeridiano è un’attività prevista in quasi tutte le scuole dell’infanzia e risponde ai bisogni fisiologici dei bambini di quella fascia di età, alternato con altre attività ludico-didattiche previste nel piano annuale o triennale Ptof dell’istituto». Lo afferma la segreteria generale della Cisl Scuola Emilia Centrale Antonietta Cozzo commentando la vicenda di Marano sul Panaro.

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Enti locali: rinnovato il contratto nazionale

Rinnovo di contratto in vista per circa 3 mila lavoratori modenesi dipendenti di Comuni e Unioni, Provincia, Camera di Commercio e Asp (Aziende servizi alla persona). La pre-intesa di rinnovo del contratto nazionale di lavoro, fermo da quasi nove anni, è stata siglata la notte scorsa.

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