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Categoria: Comunicati

Arhuna: giovane africano aspirante reggiano. E sulle braccia i segni di quel viaggio. Storie di migrazione

I risvolti della migrazione e le storie delle loro persone. Partito dalla Libia nel 2012, Arhuna ora vive a Reggio Emilia dove ha svolto attività di volontariato nel sindacato Cisl

 

Dall’Africa all’Italia. Dalla Gambia a Reggio Emilia. Un viaggio di oltre 7 mila chilometri pieno di ostacoli e difficoltà. Protagonista di questa storia è Arhuna Bah, un ragazzo africano che a soli 16 anni ha deciso di abbandonare il suo Paese d’origine per scappare dalla fame e dalla guerra. Dopo sette mesi di prigionia sulle coste libiche, nel 2016, assieme ad altri 140 profughi, è salito su un barcone per intraprendere la traversata del Mediterraneo, dove hanno perso la vita migliaia di migranti partiti nella sua stessa condizione.

Arhuna Bah
Karim Gader Rita Tagliavini Arhuna Bah e Domenico Chiatto

Nelle scorse settimane Arhuna ha lasciato la sua testimonianza nella sede del sindacato Cisl Emilia Centrale di Reggio Emilia dove presta attività come volontario. Grazie a un accordo tra il Comune, l’Onlus Ceis, e la Cisl, infatti, il giovane africano, assieme ad altri ragazzi, ha iniziato un percorso d’integrazione facendo piccoli lavoretti e studiando l’italiano. “Spesso sentiamo parlare di migranti come di un problema, quando invece occorrerebbe fermarsi, ascoltare, capire e aiutare”, dice Domenico Chiatto, segretario del sindacato. Aruna sicuramente è inconsapevole del dibattito che c’è nel nostro Paese e in Europa sul tema dell’immigrazione. E’ nato 20 anni fa a  Brikama in Gambia, un paese molto povero dell’Africa Occidentale dove abitano circa 2,5 milioni di persone . “Mio padre  – racconta – lavorava nella ristorazione ma, in seguito a un incidente nel quale perse la vita mia madre, è rimasto senza un braccio e ha deciso di diventare allevatore. I soldi in casa per mantenere me, mio fratello e i figli nati dal suo secondo matrimonio, però,  non era erano sufficienti e così, dopo le elementari, sono dovuto andare a lavorare come sarto”.

Quando aveva 16 anni un amico consiglia ad Arhuna di lasciare Brikama per cercare fortuna all’estero. Il paese scelto è la Libia: un paese che, in passato , offriva lavoro a molti immigrati ed era ritenuto da molti centro e nord africani il luogo privilegiato  in cui poter accantonare il danaro per aprirsi un’attività al ritorno nella patria natale. Il ragazzo parte e lascia la famiglia d’origine con la qualche erano sorti alcuni dissapori dopo il secondo matrimonio del padre. Ma arrivato il Libia, Arhuna scopre che la realtà è ben diversa è il sogno di trovare una vita migliore s’infrange. “Per  sopravvivere facevo lavoretti saltuari, ma non avevo una casa  vivere e dormivo sotto un ponte. Alla fine sono stato arrestato e messo in prigione come clandestino. Lì si stava malissimo. Grazie a Dio sono riuscito a fuggire…” aggiunge  mostrando i segni sulle braccia che testimonia le torture subite.

Scappato di galere inizia a mettere da parte i soldi necessari per partire e venire in Italia.  Duecento euro è il costo del biglietto per scappare da quell’inferno. Normalmente il prezzo è molto più alto ma in quella tratta c’era qualche posto vuoto per cui lo scafista ha bisogno di riempire il barcone. Il 12 ottobre 2016 Arhuna parte dal porto Grigaresh in direzione Catania. “Attraccati siamo stati visitati, schedati e finalmente rifocillati”. In seguito Arhuna viene mandato nel centro migranti di Bologna e affidato al Ceis di Reggio Emilia. “Qui mi trovo bene e vorrei rimanere. Non ho mai riscontrato episodi di razzismo  e mi sto integrando nei migliori dei modi”, conclude.

 

 

 

 

I percorsi di volontariato per migranti: ecco come funziona a Reggio Emilia

 

Il sistema di accoglienza dei  profughi a Reggio Emilia è  gestito dalle cooperative del territorio che vincono i bandi di gara e prendono a carico la gestione di queste persone,  che va dal vitto e alloggio, all’assistenza  sanitaria, burocratica e alla predisposizione di un pacchetto minimo di ore di  apprendimento della lingua italiana per favorire l’integrazione nella  nostra società. Generalmente sono ragazzi giovanissimi quelli ospitati  a Reggio Emilia la cui provenienza prevalente è  del Centrafrica.  “Come Cisl Emilia Centrale – spiega il segretario Domenico Chiatto – ci siamo attivati per ospitare almeno un migrante a rotazione in attività di volontariato propedeutiche al loro inserimento nella società.  E’ una esperienza che valutiamo positivamente e che vogliamo ripetere perché è motivo di arricchimento per entrambi”.

“I migranti, in questo modo, oltre a studiare l’italiano, apprendono e  perfezionano un mestiere, aggiunge Karim Gader, operatore del centro straordinario dei richiedenti asilo del Ceis, che offre la possibilità alle aziende, agli enti e alle cooperative di attivare percorsi di ‘tirocini formativi’ di una durate di 3 mesi, secondo le normative italiane vigenti.

“Le persone che accogliamo sono distribuite in diversi appartamenti in tutta la provincia. La scelta di dividerli è propedeutica per creare piccoli gruppi di persone che possano inserirsi con chi sta attorno, senza sconvolgere le comunità locali”.

“E’ un percorso d’integrazione che ha trovato un equilibrio organizzativo che tende andare oltre all’emergenza della prima accoglienza, riconoscendo le competenze e i punti di forza delle persone che arrivano –  osserva Rita Tagliavini, responsabile Anolf Cisl Emilia Centrale a Reggio Emilia –. Speriamo che altre associazioni possano proporre queste esperienze, perché sono utili alla conoscenza reciproca  e possono aiutare a superare gli stereotipi e le facili banalizzazioni”.

 

 

IL GAMBIA

Arhuna è originario di Brikama, città del Gambia , un paese dell’Africa Occidentale che conta solo 2,5 milioni di persone,  esteso attorno al fiume omonimo solo per un trentesimo della superficie italiana e, con la dittatura di Yahya Jammeh (conclusasi con l’esilio dopo 22 anni nell’aprile 2017). Ora Repubblica a tutti gli effetti, nel Gambia si sopravvive d’agricoltura, settore nel quale lavora il 75% delle persone.

 

 

La Cisl a Storchi, nuovo presidente di Unindustria: “Ok per le relazioni sindacali, ora il Patto per il lavoro”

“Ripartire assieme con un patto che unisca le diverse parti sociali e gli enti del territorio”. La nomina del nuovo presidente di Unindustria Reggio Emilia, per il mandato 2018-2022, Fabio Storchi, incassa gli auguri di buon lavoro della Cisl Emilia Centrale.

«Abbiamo colto nelle parole della relazione di Storchi un significativo apprezzamento per le relazioni con il mondo sindacale che rappresentiamo – afferma William Ballotta, segretario generale Cisl Emilia Centrale – e, oltre ad averlo dimostrato nello storico accordo sul contratto tra Federmeccanica e sigle sindacali, le ha citate espressamente il giorno del suo insediamento. Le parole chiave poste da Unindustria, per quanto da un altro punto di vista, ci interessano: il Politecnico, l’area Mediopadana e il completamento del nodo dell’alta velocità, l’attenzione per le grandi opere, ma in primis per la fabbrica, il confronto tra governo e parti sociali. Oltre alla formazione intendiamo continuare a dialogare con l’industria sui temi dei diritti dei lavoratori e del welfare aziendale, ma anche del rilancio del polo di Mancasale, delle Fiere, delle aree ex-Reggiane e delle delocalizzazioni. Credo che Storchi possa essere l’interlocutore giusto col quale rilanciare e ampliare su tutto il territorio reggiano il ‘Patto territoriale per il lavoro’, già siglato a livello regionale».

Per il segretario dei lavoratori cislini: «la recente costituzione della consulta permanente legalità Reggio, a cui aderiscono 34 enti e associazioni di categoria, è fatta nel segno della necessaria lotta alle infiltrazioni mafiose: rappresenta un primo mattone del patto di comunità che ci attende anche sul fronte del lavoro».

 

 

 

 

 

 

Rinnovato contratto operai agricoli provincia di Modena

Dopo quasi due anni di trattativa, è stato rinnovato ieri il contratto degli operai agricoli della provincia di Modena. Firmato dai sindacati Fai Cisl Emilia Centrale, Flai Cgil Modena e Uila Uil di Modena e Reggio Emilia con le organizzazioni datoriali Confagricoltura, Coldiretti e Cia, si applica agli oltre 10 mila operai agricoli tra fissi e stagionali della provincia di Modena.

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“Aldo Moro, un gigante politico, giovane”. Così l’hanno celebrato Fnp Pensionati Cisl e Cisl Emilia-Romagna

 

MORO / IN 300 ALLA GIORNATA CISL CON ANNAMARIA FURLAN ALL’UNIVERSITA’ DI MODENA E REGGIO

 

Quanto è attuale la figura di Aldo Moro lo si desume anche dalla presenza silenziosa e attenta di trecento persone che, a inizio estate, affollano l’aula Magna dell’Università degli studi di Modena e Reggio. L’occasione è la giornata di incontro sulla sua figura voluta da Fnp Cisl Pensionati Emilia-Romagna e Cisl Emilia-Romagna. Intervengono esponenti del mondo istituzionale, sindacale e giornalisti.

“I giovani possono trarre giovamento dagli insegnamenti di Aldo Moro, che fu un apprezzato docente universitario, un politico illuminato ed un grande statista – ha affermato la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan. Bisogna ripartire dal futuro dei giovani, dalla scuola e dalla formazione proprio come predicava Aldo Moro. Ripartire dalla dignità del lavoro, dalla centralità dell’Europa, dalla necessità di una maggiore giustizia sociale. In questo gli insegnamenti di Moro sono assolutamente attuali soprattutto su come costruiamo la comunità attraverso legami forti tra giovani e anziani, tra chi ha il lavoro e chi non ce l’ha, tra le diverse provenienze territoriali, tra il nord ed il sud, tra italiani ed immigrati”.  Per la leader Cisl, Moro “fu ucciso perché aveva una visione del futuro democratico del paese. Era un convinto europeista ed un assertore del dialogo sociale. La sua linea del compromesso significava non accontentarsi, era un idea coraggiosa di mettersi insieme finalizzato al bene comune del paese. Ben altra cosa rispetto  ad un contratto di governo che ha bisogno di essere siglato davanti ad un notaio”.

Inevitabile l’accenno al tema del giorno, l’immigrazione. “Sul caso dei disperati che arrivano sui gommoni e che abbiamo dirottato dai nostri porti è bene ricordare che non sono in crociera, ma cercano di salvare o migliorare la propria vita. Dove sono tutte le voci di sdegno che avremmo voluto ascoltare assieme alla nostra? Come possiamo caricaturizzare tutto questo?. Esprimo apprezzamento per chi, nel governo, ha portato la discussione sulla retta via”. Sui salari: “Dobbiamo chiederci come allargare quel minimo di salari contrattuali a tutti lavoratori? E’ questo il tema centrale in un mercato del lavoro che, invece, all’85% paga i lavoratori con salari minimi”.

Nella giornata, alla presenza di William Ballotta, segretario generale presente assieme alla segreteria della Cisl Emilia Centrale, hanno fatto le veci di padroni di casa Loris Cavalletti, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale: “Abbiamo realizzato questa iniziativa perché i più anziani hanno a cuore il futuro che, per noi sono i figli e nipoti. E il farlo all’Università significa dire ai giovani che la deve essere rimessa al centro e deve vedere i giovani impegnati. Oggi c’è bisogno di leggere i segni dei tempi capire l’importanza di essere capaci di lottare per la giustizia per costruire l’Europa come prodotti a di convivenza superando le divisioni”. Con lui Giorgio Graziani, segretario generale Cisl Emilia-Romagna: “Soprattutto in questi giorni la figura di Moro è attuale, un gigante della politica da cui ripartire per progettare un futuro migliore. E’ una figura civica, che promosse l’educazione civica nelle scuole, e che riconosceva il sindacato e i lavoratori”.

 

 

 

SALUTI E INTERVENTI

“Moro, quell’Italia che non vide”

 

All’Università di Modena e Reggio Luca Vecchi, sindaco di Reggio ha legato la figura di Moro a quella del padre costituente Giuseppe Dossetti: “giusto ricordare Aldo Moro nell’Università, perché è una figura che parla ai giovani. Era un uomo di progresso capace di intercettare, con un pensiero innovativo, le energie fresche della società”.

E a Reggio Emilia il primo applauso che interrompe il relatore è quello a Giuseppe Fioroni, ex Dc e Ministro dell’istruzione, ha guidato la terza relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro: “Certo è che Moro lo hanno rapito e ucciso le Br: ma la domanda è come mai nel condominio nessuno vide? Questo è uno dei motivi per cui non lo si riuscì trovare. Per troppi anni ci siamo affidati al memoriale Morucci Faranda, ma questa non è la verità storica sul caso Moro, ma lascia fuori moltissimi protagonisti di quel tempo. Da Reggio Emilia partì l’avventura brigatista che, poi, riuscì a stringere legami a livello internazionale, dai Palestinesi dell’Olp ai Tedeschi ai giapponesi. Oggi è inaccettabile che terroristi che hanno fatto solo 10 anni di carcere vadano a fare interviste. Non basta chiedere il perdono occorre, oltre al perdono, il ravvedimento operoso”. E qui scoppia l’applauso della vasta platea.

Stefano Bonaccini, governatore della Regione Emilia-Romagna ha portato ricordi personali: “quando rapirono Moro e a scuola ci mandarono a casa. Quando ne ritrovarono il corpo eravamo in gita e ci inviarono a casa. E Firenze trovammo persone che, assieme con bandiere del Pci e dello Scudocrociato, andavano in centro a manifestare. E i miei genitori, militanti comunisti, mio padre camionista, mia madre operaia, di Moro dicevano. ‘Lè na brava persoina’ è una ‘brava persona’. Voleva dire tutto”.

Per l’onorevole Pierluigi Castagnetti: “Moro non era paragonabile a molti altri. Ora occorre un passaggio per emancipare Moro dai suoi ultimi 55 giorni e capire chi era effettivamente. Non era un uomo di intelligenza politica e autorevolezza come gli altri, era un uomo che ha costruito la fase più lunga di completamento della democrazia nel nostro Paese. Viveva la politica come arte di costruire la convivenza tra diversi, alla dialettica, al riconoscimento del diverso. Ha anticipato sul piano pratico i documenti del Concilio realizzando l’autonomia del cattolico impegnato in politica, è stato l’ideatore e il costruttore del passaggio dal centrismo al centrosinistra (concretizzare la possibilità dell’alternanza, era per lui un limite alla democrazia il monopolio di governo del centro). Subì l’opposizione della Chiesa, per lui credente un’opposizione durissima. Era un progettatore e realizzatore dei disegni politici. Ero assistente parlamentare di Giuseppe Dossetti nel 1967 quando si rivolse a Moro per comunicargli il suo desiderio di non ricandidarsi “abbiamo fatto troppo poco’. E Moro replicò: ‘Io sono convinto che abbiamo fatto troppo’, perché erano anni di forte cambiamento tra solidarietà nazionale e compromesso storico, cui non tanto la Chiesa, ma soprattutto il mondo Occidentale era contro, compresa la Nato. Possiamo mettere i comunisti al governo ci si chiedeva in quegli anni? Per lui più del potere era importante il disegno e, per questo, spiegò a Berlinguer che era Andreotti, e non lui stesso, la figura più autorevole per guidare il paese: di Andreotti gli americani si fidavano, di Moro no”.

“L’Italia – ha concluso Castagnetti – si è salvata all’omicidio di Moro perché non ha ceduto alla tentazione di cambiare la Costituzione in quelle ore. Non ha introdotto la pena di morte. Non ha ridotto la libertà di stampa. Oggi viviamo momenti difficili per altre ragioni: dobbiamo essere molto vigilanti”.

“Non mi aspettavo una platea così numerosa – ha detto il direttore de l’Espresso, Marco Damilano, autore di Un atomo di verità, sulla figura dello statista. Un libro che sente suo dato che da piccino recandosi a scuola passava da via Fani ogni giorno -. La generazione di Moro, Berlinguer, Dossetti aveva per la politica una dimensione assoluta. Oggi invece la politica è ridotta alla dimensione di pura gestione dell’esistente, con dimensioni temporali di qualche ora o dello spazio di un Tweet”.

“Piccolo borghesi rivoluzionari di professione”, definisce i terroristi Damilano e ancora: “’Datemi un milione di voti e toglietemi un atomo di verità e sarò comunque un perdente”, scriveva Aldo Moro dalla sua prigionia. Dopo abbiamo conosciuto politici che pur avendo milioni di voti non avevano un atomo di verità e si sono rivelati perdenti”. E presenta la copertina del prossimo numero dell’Espresso, in edicola domenica, in maiuscolo porta la scritta “Partigiani”. Anche se non c’è un partito per cui schierarsi, c’è la necessità di schierarsi contro una idea di politica che scatena la rabbia e, sulla frustrazione, lavora per costruire il futuro consenso. Siate indipendenti, diceva Moro, non guardate all’oggi ma al domani e al dopodomani”.

Eletti i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale nel comparto artigiano

Si sono svolte da metà maggio fino al 13 giugno le elezioni per eleggere i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale, che saranno in carica sul territorio provinciale per i prossimi anni.

Le consultazioni si sono svolte in 116 aziende (830 addetti complessivi) che operano nel settore artigiano, a maggioranza metalmeccanico (644 addetti), seguito dal comparto ceramica gomma-plastica (115 addetti) e legno-lapideo (71 addetti).Hanno votato 578 lavoratori esprimendo un voto favorevole alla presenza degli RLST per il 98,96%.

Un dato di partecipazione che è raddoppiato rispetto a quello del 2013 quando a votare furono meno di 300 persone – hanno spiegato Domenico Chiatto di Cisl Emilia Centrale, Ciro Maiocchi di Cgil Reggio Emilia e  Giancarlo Pelati di Uil Reggio Emilia – . A dimostrazione del fatto che le visite ispettive fatte in questi anni e la collaborazione con le aziende che abbiamo messo in campo per sanare le irregolarità riscontrate hanno pagato”.

Nei passati sei anni gli Rlst hanno fatto visita a 1.138 aziende su 4.220, circa 300 aziende l’anno, con una media di circa quattro dipendenti ciascuna.  Il ruolo delle Rlst, come previsto dal Decreto 81 in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, ha favorito in questi anni una maggiore attenzione a tutti quei parametri che risultano fondamentali per la sicurezza di chi lavora.

Ci troviamo in un settore, quello artigiano, che a differenza di quello industriale ha basse probabilità di produrre incidenti mortali o molto gravi. Ciò che capita maggiormente sono schiacciamenti, cadute e tagli  – hanno spiegato i sindacalisti insieme agli Rlst eletti che hanno partecipato alla conferenza stampa – questo in particolar modo perchè è un settore in cui ci sono pochi lavoratori specializzati ed esperti e la variabilità occupazionale è molto più bassa rispetto all’industria. La presenza di rappresentanti per la sicurezza, interni o territoriali, fa da stimolo a migliorare laddove ce n’è bisogno”.

Una situazione dunque, quella fotografata, di un settore che si muove tra  irregolarità non sostanziali in cui la maggior parte delle volte c’è la volontà di collaborare per sanare gli aspetti che risultano inidonei alla sicurezza di chi lavora.

Probabilmente una delle “pecche” maggiori che abbiamo rilevato è quella relativa allo svolgimento dei corsi di formazione proprio sulla sicurezza – concludono   – , il cui costo è a carico aziendale e che vanno dalle 4 alle 12 ore a seconda del rischio comportato dal proprio lavoro”.

Gli Rlst eletti, 9 in tutto di cui 2 donne, continueranno nei prossimi anni a vigilare sulla sicurezza nelle aziende artigiane del nostro territorio (4.230 imprese in Provincia con circa 16.650 addetti – di cui 9.500 metalmeccanici).

 

Moro, 40 anni fa ma così attuale: la Cisl a Reggio lo ricorda venerdì 22 con la Furlan, Bonaccini, l’ex ministro Fioroni e Castagnetti

 

Anna Maria Furlan, segretaria generale della Cisl, l’ex ministro Giuseppe Fioroni, il governatore della regione Stefano Bonaccini e il giornalista Damilano. Sono i relatori chiamati a Reggio Emilia a ricordare venerdì 22 giugno “Aldo Moro e il suo essere coraggioso, un eroe del nostro tempo da indicare ai giovani come modello positivo di impegno civile e morale per una società migliore”, così come lo ricorda la Cisl. La Fnp Cisl Emilia Romagna assieme alla Cisl Emilia-Romagna annunciano l’iniziativa sullo statista italiano, in programma per venerdì 22 giugno alle ore 10:00, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, in viale Antonio Allegri 9 di Reggio Emilia. In quest’occasione verrà ricordato il grande statista rapito dalle Brigate Rosse il 16 marzo 1978 in via Fani e ritrovato senza vita, 55 giorni dopo, in via Caetani a Roma.

 

Attraverso un viaggio nella memoria personale e collettiva del politico, uomo di grande fede, marito e padre amorevole, e con l’aiuto delle sue carte personali finora inedite, sarà ripercorso uno dei periodi più drammatici della storia italiana e di Reggio Emilia.

 

Dopo i saluti istituzionali da parte di Luca Vecchi, sindaco di Reggio, Giorgio Graziani, segretario generale Cisl Emilia-Romagna e Loris Cavalletti, segretario generale Fnp Cisl Emilia-Romagna all’incontro dal titolo “Aldo Moro: punto irriducibile di contestazione e alternativa” interverranno: il giornalista e direttore dell’Espresso Marco Damilano, che parlerà del suo ultimo libro che tratta sul caso Moro, dal nome “Un atomo di verità”, la segretaria generale Cisl Anna Maria Furlan, il presidente della regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini e i politici Pierluigi Castagnetti e Giuseppe Fioroni.

Fabio Bertoia è il nuovo segretario di Cisl Fp Emilia Centrale. Con lui e Patrizia De Cosimo eletto Gennaro Ferrara

Fabio Bertoia, 47 anni, di Reggio Emilia laureato in Geologia, in precedenza tecnico al servizio agricoltura della provincia di Reggio Emilia, e poi segretario in Cisl Fp con ruolo di coordinatore per gli enti locali, è il nuovo segretario di Cisl Fp Emilia Centrale.

Ieri pomeriggio, infatti, alla presenza del segretario generale nazionale della categoria, Maurizio Petriccioli, e del segretario generale regionale Roberto Pezzani, la segreteria Cisl Fp Emilia Centrale, che rappresenta oltre 4 mila lavoratori del mondo del lavoro di sanità e di assistenza pubblica e privata, agenzie fiscali ed enti pubblici si è rinnovata. Oltre al nuovo segretario Fabio Bertoia, che succede a Davide Battini (ora segretario regionale), sono stati eletti Patrizia De Cosimo e Gennaro Ferrara.

“Dobbiamo creare un laboratorio di nuove proposte per rinnovare la percezione del nostro sindacato – esordisce il nuovo segretario –. Siamo il primo sindacato della sanità reggiana, abbiamo vinto nell’ultima elezione della Rsu presso l’Azienda Usl di Reggio Emilia e cresciamo in numero anche tra gli enti locali. Ma proprio nel settore pubblico è necessario lavorare per cambiare l’idea scorretta che il dipendente pubblico non abbia voglia di lavorare e non s’impegni sul posto di lavoro. I pochi che sbagliano screditano ingiustamente tutta la categoria”.

“Un ulteriore punto su cui intendo lavorare – continua Bertoia – è il rinnovo del contratto nazionale. Vogliamo che i nostri rappresentanti interni abbiano nuovi strumenti, all’interno dell’ente pubblico, perché crediamo che i dipendenti, che lavorano quotidianamente all’utenza, siamo i primi a poter riconoscere le discrasie organizzative e a poter porvi rimedio. La contrattazione sarà uno strumento per fare innovazione all’interno delle stesse Pubblica Amministrazione.  Ci aspettano nuove importanti sfide nel futuro – conclude – e un profondo cambiamento della pubblica amministrazione e nel mondo dei servizi pubblici e privati sta avvenendo. I lavoratori pubblici – conclude sono una risorsa del Paese e il Sindacato deve mettere in campo tutte le sue forze e il suo senso di responsabilità, che l’ha da sempre contraddistinto, per i loro diritti”.

Agricoltura: sospeso sciopero nazionale 15 giugno

È stato sospeso lo sciopero nazionale dell’agricoltura, proclamato per dopodomani – venerdì 15 giugno. Lo hanno deciso le segreterie nazionali di Fai Cisl Flai Cgil Uila Uil dopo aver ricevuto dalle controparti Confagricoltura, Coldiretti e Cia la proposta di riaprire le trattative per il rinnovo del ccnl operai agricoli e florovivaisti, interrotte nei giorni scorsi.

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Sanità: sindacati critici su piano ferie Ausl Modena

Non piace ai sindacati il piano estivo sugli ospedali presentato dall’Azienda Usl di Modena. «La realtà è ben diversa da quella che viene raccontata. Nei reparti si fatica a coprire i turni e i lavoratori assunti non sono sufficienti», avvertono Fp Cgil Modena, Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale e Uil Fpl Modena e Reggio.

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