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Autore: admin

Ryanair, alcune migliaia i reggiani a terra. Ad Adiconsum i primi ricorsi. Che fare?

Solo a Reggio Emilia sono dell’ordine alcune migliaia i reggiani lasciati a terra danneggiati dalla clamorosa cancellazione di 2.100 collegamenti della compagnia irlandese.

“E, in queste ore, sono alcune decine i passeggeri che si stanno rivolgendo ai nostri sportelli – spiega Adele Chiara Cangini, responsabile Adiconsum Emilia Centrale -: è chiaro che la cancellazione di 50 voli al giorno è un numero estremamente elevato. Di mezzo, purtroppo, ci finiscono passeggeri di diversa estrazione, dalle famiglie a chi era in viaggio di nozze, da chi doveva muoversi per lavoro a chi aveva prenotato le vacanze. Ora, mentre la compagnia sta contattando uno ad uno i passeggeri è importante che ognuno sappia se  Ryanair rispetterà il regolamento dei diritti del passeggero”.

Infatti, la compagnia con sede a Dublino sta in queste ore offrendo voli alternativi, sconti sui biglietti e rimborsi. “Ma la Commissione Europea – dettaglia la responsabile – , in particolare, ha intimato il vettore al rispetto dei diritti dei passeggeri come previsti dal Regolamento (CE) n. 261/2004, che stabilisce che in caso di cancellazione di un volo non legato a circostanze eccezionali – è questo il caso – il passeggero ha diritto a

scegliere se ricevere il rimborso del prezzo del biglietto o essere riprotetto su un volo alternativo verso la destinazione finale, in condizioni di trasporto comparabili, appena possibile o scegliendo una data successiva, a seconda della disponibilità dei posti; ricevere una compensazione pecuniaria che varia dai 250 ai 600 euro; ricevere assistenza, ovvero pasti e bevande, sistemazione in albergo, trasferimento tratta aeroporto-albergo e viceversa, due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o posta elettronica”.

“La compensazione pecuniaria – aggiunge Massimo Rancati di Adiconsum – di 250-600 euro non è però dovuta: nel caso in cui la cancellazione del volo sia comunicata al passeggero con un preavviso di almeno due settimane; oppure se comunicata, in un lasso di tempo compreso tra due settimane e sette giorni, e la compagnia offra un volo alternativo il cui orario di partenza non può essere anticipato più di due ore rispetto all’orario del volo cancellato e l’orario di arrivo non può essere superiore alle quattro ore; oppure con un preavviso inferiore ai sette giorni, e la compagnia offra un volo alternativo il cui orario di partenza non può essere anticipato più di un’ora rispetto all’orario del volo cancellato e l’orario di arrivo non può essere superiore alle due ore.

“Qualora siate tra i passeggeri coinvolti e la proposta ‘compensativa’ di Ryanair non fosse in linea con i dettami della normativa europea – conclude Rancati – è possibile rivolgersi alla sede più vicina dell’associazione consumatori per ottenere assistenza anche nella redazione e gestione della pratica di reclamo transfrontaliero per tramite del Centro Europeo Consumatori (partecipato da Adiconsum)”.

Per informazioni è possibile rivolgersi alla sede Adiconsum Emilia Centrale di via Turri, 71 (0522/357485).

Glem Gas: oggi nuovo sciopero per il ritiro del licenziamento dell’operaia

Continua la mobilitazione alla Glem Gas di S. Cesario sul Panaro in difesa della lavoratrice licenziata il 12 settembre, licenziamento che lavoratori, Fim Cisl Emilia Centrale e Fiom Cgil di Castelfranco Emilia giudicano del tutto ingiustificato. Dopo gli scioperi della settimana scorsa, anche oggi – giovedì 21 settembre – i lavoratori si sono fermati per un’ora (dalle 16 alle 17), con assemblea sindacale davanti ai cancelli dell’azienda per fare il punto della situazione in vista della convocazione della lavoratrice in Dtl (Direzione territoriale del Lavoro) il prossimo 28 settembre.

Case popolari: no aumenti affitti, urgente modificare nuovo regolamento provinciale

Eugenia Cella, segretaria Sicet Cisl Emilia Centrale

«Sono aumenti sconsiderati e fuori dalla logica di calmierare il mercato degli affitti». È netto il giudizio dei sindacati degli inquilini Sunia Cgil di Modena, Sicet Cisl Emilia Centrale e Uniat Uil di Modena e Reggio sui nuovi criteri di calcolo dei canoni delle case popolari (Erp) previsti dal nuovo regolamento provinciale. «Dopo gli ultimi incontri avvenuti in giugno e luglio e in base alle simulazioni che ci sono pervenute da Acer, riaffermiamo le preoccupazioni in merito al nuovo regolamento, che continua a evidenziare iniquità e a produrre un innalzamento irragionevole dei canoni a livello provinciale di circa il 20% a partire dal 1° ottobre 2017 – dichiarano Antonietta Mencarelli (segretaria Sunia Cgil Modena), Eugenia Cella (segretaria Sicet Cisl Emilia Centrale) e Luigi Tollari (Uniat Uil Modena e Reggio) – Più precisamente, come da tabelle fornite da Acer, su 5.341 alloggi Erp il monte canone mensile provinciale medio attuale è pari a 742.399 euro. Con l’introduzione delle novità proposte dal tavolo provinciale, il monte canone mensile medio simulato diventerebbe pari a 878.861 euro. Questo vuol dire che annualmente ci sarebbe un maggior introito di entrate dei canoni Erp, pari a 1.637.544 euro. Ricordiamo che dal 1° gennaio 2017 i canoni hanno già subito una maggiorazione del 5,5% in base all’applicazione della nuova Isee». I sindacati degli inquilini chiedono perché nella nostra provincia si continui a proporre di maggiorare ulteriormente i canoni delle case popolari, nonostante gli importi minimi e i medi siano i più alti della regione, con un evidente rischio di difformità ingiustificata. «Non ci risulta che le famiglie della provincia di Modena siano più “ricche” di quelle delle altre città dell’Emilia-Romagna», ironizzano Sunia Sicet e Uniat, aggiungendo che un altro problema, tutto modenese, su cui riflettere riguarda il raddoppio del canone sociale che interessa le famiglie economicamente più fragili. «Chiediamo che anche questo aumento non venga applicato. Riteniamo, anzi, – sottolineano Mencarelli, Cella e Tollari – che tutti questi aumenti proposti al tavolo non siano coerenti con una generalizzata diminuzione dei canoni fissata dalla contrattazione territoriale e con i ribassi del mercato della locazione privata». A questo proposito i sindacati citano alcuni esempi. Il rinnovo dei Patti Territoriali nel 2016, riguardanti gli affitti concordati nei contratti privati, ha prodotto una diminuzione degli affitti anche del 20%; il Comune di Modena ha sperimentato lo strumento della rinegoziazione dei canoni per sollecitare i proprietari a diminuire i canoni fino a 150 euro al mese, in cambio di un contributo comunale pari a 5.400 euro; anche l’Agenzia Casa dei Comuni applica sconti dal 15 al 20% sul canone concordato. Tutto ciò porta i sindacati a sostenere che occorre applicare ulteriori correttivi al regolamento canoni proposto dal tavolo provinciale, per mantenere in equilibrio l’intero sistema Erp, in armonia anche con il contesto regionale. Sunia Sicet Uniat ribadiscono che il nuovo calcolo dei canoni Erp non deve generare alcun aumento del monte canoni e che le iniquità riscontrate devono essere sanate. «È necessario riconvocare il tavolo provinciale di concertazione delle politiche abitative. Constatiamo che le nostre richieste non sono state inutili e accogliamo con soddisfazione – concludono Antonietta Mencarelli (segretario Sunia Cgil Modena), Eugenia Cella (segretaria Sicet Cisl Emilia Centrale) e Luigi Tollari (Uniat Uil Modena e Reggio) – la riapertura del tavolo per il 28 settembre prossimo».

Il nuovo lavoro occasionale, chi lo può fare?

Un pomeriggio dedicato all’approfondimento sulle novità del lavoro occasionale. Venerdì 22 settembre alla ore 16.00, presso il circolo Parco Morgone, in via Pasolini 3 a Scandiano Anteas e Fnp Cisl Emilia Centrale, con il patrocinio del Comune di Scandiano, promuovono un incontro per fornire delucidazione sulle prestazioni di lavoro occasionale e sul nuovo regolamento approvato dopo l’abolizione dei voucher. Chi potrà richiedere la prestazione; chi potrà utilizzarla; come si attiveranno le procedure sulla piattaforma Inps e come avverranno i pagamenti sono alcune delle domande alle quali si risponderà a Michele del Fabbro (Cisl Emilia Centrale).

Agenzia Entrate: i lavoratori modenesi dicono basta alla loro delegittimazione e chiedono investimenti per lavorare meglio

L’assemblea dei lavoratori modenesi dell’Agenzia delle Entrate

Sollecitano investimenti per migliorare i servizi a cittadini e imprese e denunciano difficoltà operative, acuite dalla campagna di delegittimazione esterna. Sono 300 i lavoratori della direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Modena. Oltre la metà si è riunita in assemblea,

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Tutela anziani: domani a Modena incontro sindacati pensionati su contrattazione sociale territoriale

Luigi Belluzzi, segretario aggiunto Fnp Cisl Emilia Centrale

Si parla di contrattazione sociale territoriale per la tutela delle persone anziane nell’incontro che i sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil tengono domani – giovedì 21 settembre – a Modena. L’iniziativa si svolge al palazzo Europa (sala Gorrieri) dalle 9.30 alle 13. Presiede Fernanda Malavolti (segretaria Uilp Uil), la relazione introduttiva è di Sauro Serri (segreteria Spi Cgil), mentre le conclusioni sono affidate a Luigi Belluzzi (segretario aggiunto Fnp Cisl Emilia Centrale).

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I sindacati riuniti: migliore qualità ed equità per i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate

Il personale della Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Reggio Emilia, aderendo alla vertenza nazionale attivata unitariamente dalle organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP, UILPA, UNSA/SALFI e FLP, ieri, si è riunita in assemblea all’inizio dell’orario di apertura al pubblico per chiedere di ridare dignità al lavoro svolto quotidianamente e per contribuire ad una migliore qualità ed equità dell’azione dell’Agenzia.

L’assemblea, che ha registrato un’elevata partecipazione dei lavoratori, si è conclusa con l’approvazione, all’unanimità, di una mozione in cui accanto alla stigmatizzazione delle immotivate resistenze dell’Agenzia e del Ministero vigilante al riconoscimento professionale del personale, della totale indifferenza rispetto alle difficoltà operative e lavorative più volte denunciate, dell’assordante silenzio del vertice politico e Amministrativo rispetto alla forte campagna di delegittimazione esterna verso il personale,  rivendica un complessivo miglioramento dei servizi attraverso significativi investimenti sul personale e sulle strutture nonchè il rilancio della partecipazione e del confronto sui processi di riforma in atto. Le organizzazioni sindacali, infatti, ribadiscono l’importanza della ripresa delle relazioni industriali al fine di scongiurare l’ennesima deleteria “riforma a costo zero”, i cui noti effetti negativi finiscono per ricadere inevitabilmente sui lavoratori e sugli utenti che ogni giorno affollano le sedi territoriali delle Agenzie.

La mobilitazione culminerà con una manifestazione il prossimo 19 settembre presso la sede del MEF con l’auspicio che venga riaperto presto il confronto, altrimenti andremo avanti ad oltranza.

Cellulari in classe, la Bortolani: “Cellulari in classe, a rischio concentrazione e memorizzazione”

Mariarita Bortolani, 49 anni, è insegnante di sostegno e interviene, con una intervista, sulla proposta di autorizzare i cellulari in classe. “E’ bene ricordare che, oggi, nella consuetudine l’utilizzo dei cellulari a scuola è stato bandito anche da normative specifiche. L’ultima, in ordine di tempo  è la nota sullo svolgimento degli Esami di Stato.. Per chi sgarra è prevista l’esclusione da tutte le prove d’esame. Ma anche da vari regolamenti di istituto. Riforme continue e a volte contraddittorie – cellulari vietati, cellulari permessi –  destabilizzano: sa quanto lavoro per redigere i regolamenti vari che potrebbero essere superati?”

Capita che gli studenti utilizzino il cellulare nonostante gli attuali divieti?

“Sì. Molti studenti dichiarano di utilizzare il cellulare – senza farsi ‘sgamare’ per usare una loro espressione – per noia, per essere connessi, per passare o chiedere suggerimenti durante compiti e verifiche, per gli amici – casomai dell’aula accanto –  praticamente nessuno per controllare la correttezza di una parola!”.

Quali i rischi di un utilizzo per i più giovani?

“E’ noto che anche i più giovani (scuola primaria/media) posseggano un cellulare, a volte molto potente, che  può anche essere incredibilmente pericoloso. Si pensi alle foto rubate, alle foto che girano, ad affermazioni pesanti. La recente legge (71/2017) sul cyberbullismo impegna ‘ogni istituto scolastico, nell’ambito della propria autonomia, ad individuare fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo’. Ripetiamo sempre, ai nostri studenti, che di tutto quello che va in rete, rimane traccia e tracciabilità, nonostante le operazioni ‘elimina, svuota cestino’”.

Eppure l’attuale titolare del dicastero dell’Istruzione, Valeria Fedeli ha mosso il primo passo ufficiale per fare entrare gli smartphone nelle aule scolastiche. Ha incaricato una commissione parlamentare di stilare le linee guida per promuovere i cellulari di ultima generazione a strumenti didattici…

“In realtà – risponde al Bortolani che all’istituto Motti è  referente il sostegno, dove si accolgono portatori di disabilità (150 alunni) e si presta particolare attenzione ai bisogni educativi speciali (Bei) – penso piuttosto a tutte quelle mamme di alunni con disabilità, per le quali gli smartphone costituiscono uno strumento di maggiore autonomia: ad esempio certe applicazioni consentono l’orientamento, i messaggi audio permettono, a chi  è impossibilitato a scrivere, la comunicazione, e così via. E, allora, come in tutte le cose, ci vogliono equilibrio e buon senso.  Se un alunno è infortunato e non può prendere appunti, la foto degli schemi alla lavagna sarebbe utile; per uno studente con disturbi specifici di apprendimento l’utilizzo di programmi adeguati può essere importante”.

Ci stiamo modernizzando anche a scuola?

“Le nuove tecnologie non ci devono mai far dimenticare che siamo persone e che le persone parlano, si confrontano, discutono e crescono. Non può passare l’idea che le relazioni si costruiscono attraverso whatsapp. Certo se si pensa al registro elettronico, segnare i compiti è un’ottima soluzione… gli studenti non possono più dire ‘io non c’ero’, ‘non sapevo che queste pagine erano da studiare per oggi’. A volte racconto che quando andavo a scuola si utilizzava il telefono fisso,  per accordarci per vedersi, per studiare insieme, per ridere: mi ascoltano, come avessi fatto le scuole nel Medioevo o venissi da Marte”.

Se si dovesse andare verso la “liberalizzazione” cosa accadrà?

“Temo diversi svantaggi: sia nel comportamento, sia negli apprendimenti. Già vediamo un significativo calo di concentrazione, memorizzazione e dobbiamo inventarci sempre nuove modalità e strategie educativo-didattiche. Inoltre,  sembra sempre che tutto sia un problema – solo – della scuola. In realtà anche questa emergenza educativa, richiede alleanze con le famiglie, condivisione. Come ha affermato la segretaria Nazionale Cisl scuola Gissi, si tratta di ‘Un problema educativo al quale la scuola non può ovviamente sottrarsi ma nel quale, non può essere lasciata sola’

Qualche giornale ha coniato il termine: “dementi digitali” se ciò avvenisse….

“L’ espressione – non si usano mai termini dispregiativi quando ci si riferisce a giovani, e bambini – non la condivido.  Non mi ha mai neppure convinta la definizione ‘nativi digitali’ : sono da auspicare abilità nell’utilizzo di apparecchi tecnologici e non riuscire ad allacciarsi le scarpe, essere impacciati a livello motorio o avere gravi carenze nella motricità fine? Non sapere inviare una raccomandata o fare una fotocopia?”

Il sottosegretario Baretta: “la #crescita sia inclusiva per giovani, anziani e poveri”

Lotta alle povertà, sostegno agli anziani, ingresso agevolato dei giovani nel mondo del lavoro. Si è trasformato in un vero e proprio meeting l’incontro, avvenuto stamane sulla motonave Padus promosso da Anteas Guastalla, tra il mondo dei pensionati della Cisl e la Cisl Emilia Centrale e Pier Paolo Baretta, sottosegretario di Stato al Ministero di Economia e Finanze.

Il sottosegretario si è rivolto a una platea, quella reggiana e modenese intervenuta, che lo ha interrogato su futuro previdenziale, aumento della povertà, tensioni sociali generate dall’accoglienza. Aspetti sociali che dipartono dai temi economici della crisi di ieri e dai dati di oggi.

“L’aumento del Pil è reale e va oltre le previsioni del Governo – ha spiegato l’onorevole Baretta –. Significa che la ripresa, che fa leva su export, industria e turismo, è in atto. Per il prossimo anno si ipotizza addirittura un +1,5%. Ricordiamo che abbiamo perso, dal 2007 al 2016, 7 punti di Pil, il 22% della produzione industriale, la borsa è scesa del 51% e i consumi del 5%. Il sistema italiano ha comunque tenuto grazie anche a una struttura produttiva fatta di piccole e medie aziende, al sistema della pubblica amministrazione (che ha comunque garantito un reddito a più di 3 milioni di dipendenti e alle loro famiglie) e al risparmio degli italiani, per quanto eroso”.

Sono però tre gli elementi di criticità che, come dimostra anche il contesto reggiano, preoccupano. “In primis la povertà – ha spiegato Baretta – , sia assoluta (4,7 milioni di persone al di sotto del reddito minimo di riferimento) che relativa (8 milioni di persone). Da qui l’impegno del Governo, oltre a un primo impegno di 1,6 miliardi di euro, a reperire ulteriori risorse stimate in 6-7 miliardi. Quindi il tema della disoccupazione giovanile, una vera tragedia: i numeri attuali sono inaccettabili, ecco perché stiamo lavorando per abbassare il cuneo fiscale per le imprese che assumono giovani. E, non ultimo, il tema della spesa sociale, tra cui le pensioni, destinata a richiedere nuove risorse con l’aumento dell’aspettativa di vita prossima agli 85 anni”. E se la spesa sociale “non è contraibile, può e deve essere qualificata” ha spiegato il sottosegretario dal tavolo dei relatori nel quale sono intervenuti Angelo Sottili, coordinatore Anteas Guastalla, Loris Cavalletti, segretario Fnp Cisl Emilia Centrale, Adelmo Lasagni, segretario generale Cisl Emilia Centrale, Margherita Salvioli Mariani e Andrea Sirianni, segretari Cisl Emilia Centrale. Per tutti sono “troppe le pensioni al di sotto dei 1.000 euro, non sufficienti a garantire una vita dignitosa per l’anziano”. “Con la qualificazione della spesa sociale dovremo trovare il modo di liberare risorse in questa direzione. Come? Legando detrazioni e deducibilità dei redditi all’effettivo potere economico delle persone”.

Garanzie, infine, per il mondo sindacale sul fatto che il dibattito sulla crescita, oltre a vedere coinvolti Governo e parti sociali, sia incentrato proprio su povertà, anziani e giovani.

 

Infermieri assolti, Cisl Fp: «Avevamo ragione noi, professionisti accusati ingiustamente»

Patrizia De Cosimo, responsabile sanità Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale

«Sui 53 infermieri assolti dopo due anni, avevamo ragione. Siamo soddisfatti di come si sia conclusa questa vicenda, anche se aspettiamo le motivazioni per entrare nel merito della posizione del giudice. Per ora ci limitiamo a essere contenti per i 53 colleghi». Lo afferma Patrizia De Cosimo, responsabile sanità per la Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale,

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Immigrazione: sconcerto Cisl per rinvio legge sullo ius soli

Domenico Chiatto, componente segreteria Cisl Emilia Centrale

Rammarico, sconcerto e delusione per il rinvio della legge sullo ius soli. Li esprime l’Anolf (associazione nazionale oltre le frontiere) di Modena, un’associazione di immigrati di varie etnie nata in Emilia-Romagna nel 1995 per iniziativa della Cisl. «Il Senato non ha messo in calendario un provvedimento di civiltà e giustizia sociale che aspettiamo da troppo tempo – commenta Domenico Chiatto, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale – Leggiamo che la maggioranza non ha i voti, mentre esultano formazioni politiche che si richiamano anche ai valori del cattolicesimo. Eppure la mancata approvazione definitiva della legge sulla cittadinanza ai giovani di seconda generazione causa un’evidente discriminazione verso ragazzi nati e cresciuti qui». Chiatto ricorda che la Cisl sostiene il riconoscimento della cittadinanza attraverso lo ius soli temperato e lo ius culturae. Insieme alle associazioni che condividono questa posizione, la Cisl continuerà a fare pressioni sul governo per creare le condizioni per la sua approvazione. «Nello stesso tempo – aggiunge Chiatto – continueremo a spiegare ai cittadini, lavoratori e pensionati, cosa realmente significa l’inclusione piena di questi giovani in termini di diritti e doveri e cosa comporta per la nostra società di oggi e di domani». «Sono alcune migliaia i modenesi senza cittadinanza – sottolinea Mohamed Jabri, vicepresidente Anolf Cisl di Modena – Sono considerati stranieri dalle nostre istituzioni e dalle leggi, mentre di fatto studiano nelle nostre scuole, si laureano nelle nostre università, lavorano e pagano le tasse come ogni cittadino italiano. Non possiamo consentire che la politica innalzi barriere dove l’integrazione le ha abbattute. Questo tema – continua Jabri – non può essere ostaggio di populismi, rivincite politiche o rigurgiti di sentimenti xenofobi che nulla hanno a che fare con la storia di una nazione di immigrati quale è l’Italia. Per questo ci appelliamo ai parlamentari modenesi affinché – conclude il vicepresidente dell’Anolf Cisl di Modena – permettano ai figli di immigrati nati e/o cresciuti in Italia di veder riconosciuto il diritto di essere considerati definitivamente italiani».

Casa: a Modena uno sfratto ogni 172 famiglie. I sindacati scrivono al prefetto

A sin. Eugenia Cella (segretaria Sicet Cisl Emilia Centrale) e Antonietta Mencarelli (segretaria Sunia Cgil Modena)

I sindacati degli inquilini hanno scritto al prefetto di Modena Maria Patrizia Saba per chiedere un incontro urgente sull’emergenza abitativa e sugli sfratti, in particolare quelli per “morosità incolpevole. La richiesta è rivolta anche ai sindaci e al presidente del tribunale di Modena.

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Unione Frignano: manca nucleo valutazione, dipendenti senza produttività

Vincenzo Tagliaferri, responsabile Cisl Frignano

I dipendenti comunali del Frignano stanno aspettando da sei mesi l’erogazione della produttività 2016 ma, nonostante gli accordi sindacali sottoscritti da tempo, i vari uffici paghe non possono erogare la produttività in quanto non è ancora stato rinnovato l’Oiv l’Organismo indipendente di valutazione decaduto dal mese di marzo 2017. Lo denunciano Claudio Pasquesi (Fp Cgil) e Vincenzo Tagliaferri (Cisl Funzione pubblica), spiegando che uno dei compiti dell’Oiv è validare la relazione sulla performance, senza la quale le singole amministrazioni non possono procedere all’erogazione delle indennità economiche relative alla contrattazione integrativa. L’Oiv, che in precedenza si chiamava “nucleo di valutazione”, dal 2012 è gestito in forma associata per i dieci Comuni che fanno parte dell’Unione del Frignano. Da mesi le organizzazioni sindacali del pubblico impiego del Frignano ne sollecitano la nomina. «Sono passati mesi di discussioni e tentennamenti da parte della giunta dell’Unione che, anche su questa questione, non riesce a fare sintesi – accusano Pasquesi e Tagliaferri – Nello specifico ha posizioni diverse sui numeri e sulle professionalità da inserire nell’Oiv. Da tempo, tra l’altro, esprimiamo perplessità sul costo dell’Oiv uscente, il più costoso in assoluto della provincia di Modena. Ci sono Unioni anche di dimensioni maggiori che il costo dell’Oiv l’hanno addirittura azzerato» L’assenza prolungata dell’Oiv penalizza tutti i lavoratori dei Comuni del Frignano, che già devono fare i conti con salari fermi da oltre otto anni e che adesso non possono ricevere nemmeno le quote di produttività loro spettanti. Le organizzazioni sindacali sollecitano l’Unione del Frignano ad agire presto e bene, auspicando che sia garantita la professionalità e competenza dei componenti dell’Oiv, oltre che la loro indipendenza dall’apparato burocratico-amministrativo e dalla politica. Fp Cgil e Cisl Funzione pubblica si riservano di mettere in campo tutte le azioni sindacali utili ad accelerare l’istituzione di questo organismo.



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