Sicurezza nelle aziende, al via le assemblee nei luoghi di lavoro anche a Modena e Reggio. Sbarra: “Più controlli e ispettori”
“I sindacati aprono la vertenza sulla sicurezza e la tutela della salute. Lo fanno con iniziative locali e nazionali. “Il 27 maggio a Modena e il 4 giugno a Reggio Emilia faremo presidi e porteremmo alle Prefette le richieste di Cgil, Cisl e Uil, con anche documento territoriale – commenta Domenico Chiatto, segretario Cisl Emilia Centrale – ma già oggi faremo assemblee nelle più grandi aziende reggiane e modenesi”.
“Con le assemblee che faremo che stiamo facendo in tanti luoghi di lavoro apriremo una grande vertenza nazionale sulla sicurezza e la tutela della salute” ha dichiarato il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra. “La tragica morte di Luana D’Orazio, a Prato e le tante vittime che quotidianamente insanguinano i luoghi di lavoro ha acceso i riflettori dell’opinione pubblica su un’emergenza nazionale che ogni anno provoca una vera strage silenziosa, indegna di un Paese civile. Per questo abbiamo avviato una mobilitazione unitaria che coinvolgerà già dalla prossima settimana le tre organizzazioni a tutti i livelli in tutto il territorio nazionale. Servono più controlli e più ispettori, un coordinamento degli enti, migliore formazione, prevenzione e cultura della sicurezza”, ha aggiunto il leader Cisl che è tornato sul tema del rapporto con il Governo.
“Chiediamo al Premier Draghi di riconvocare il tavolo di confronto con il sindacato a Palazzo Chigi. Ci sono troppi ritardi e titubanze da parte dell’Esecutivo su molte questioni aperte. Dobbiamo discutere sui contenuti e governance del PNNR, affrontare il tema delle riforme del fisco, semplificazioni, pubblica amministrazione, avviare la discussione sulle pensioni, non autosufficienza, chiarire i contenuti del decreto sostegni in particolare sulle questioni del lavoro. E poi chiudere anche l’importante Patto sulla scuola negoziato con il Ministro Bianchi. “Dobbiamo dare risposte alle tante vertenze aperte al Mise, a chi ha perso il lavoro, alle famiglie a basso reddito, ai giovani e alle donne che si vedono negato un futuro. E la risposta non può essere altri licenziamenti dal 1° luglio. Lo abbiamo detto con chiarezza al Governo: la moratoria generalizzata va prorogata almeno al 31 ottobre. Bisogna estendere le indennità COVID, rendere universali gli ammortizzatori, rilanciare le politiche attive, rafforzare i contratti di solidarietà difensivi ed espansivi. Per il Mezzogiorno bisogna cogliere le opportunità di una mobilitazione irripetibile di risorse, con 202 miliardi entro il 2027. In Sicilia va fatto un grande investimento sulle infrastrutture materiali e immateriali, sulla difesa del tessuto industriale e produttivo, sul rilancio della sanità, scuola, politiche sociali opportunità che oggi sono alla nostra portata se mettiamo in priorità crescita economica, qualità del lavoro soprattutto per giovani e donne, innovazione, ricerca, formazione, governo della transizione ambientale, ecologica, energetica, industriale”.