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Divieto di fumo all’aperto a Modena, associazioni consumatori: «Passo in avanti»

L’ordinanza del Comune di Modena sul contenimento dei danni da fumo passivo è un importante passo in avanti per la tutela della salute dei non fumatori, a partire da bambini e donne in gravidanza.

Lo affermano tre associazioni modenesi dei consumatori – Adiconsum Emilia Centrale, Federconsumatori Modena e Adoc Modena – commentando l’ordinanza del Comune di Modena che introduce, a partire dal prossimo 21 marzo, il divieto di fumare in alcuni luoghi pubblici all’aperto. In particolare, il divieto di fumo sarà in vigore nelle aree destinate al gioco dei bambini nei parchi e giardini pubblici, nelle aree vicine agli ingressi degli uffici pubblici, scuole e università, alle fermate del trasporto pubblico locale e nei cimiteri.

In Italia sono 70 mila i decessi annui riconducibili al tabacco.
Nel 2020, in occasione della giornata mondiale contro il fumo, alcune associazioni di consumatori modenesi aveva chiesto al presidente della Conferenza socio-sanitaria e ai sindaci modenesi di introdurre norme sul fumo passivo.

In particolare si chiedeva di prevedere il divieto di fumo nelle aree prospicienti gli ingressi degli uffici pubblici e privati, distanziando di almeno 10 metri le aree dove il fumo è possibile, anche per evitare che lo stesso penetri negli ambienti.

I richiedenti invitavano a estendere il divieto di fumo negli spazi destinati a spettacoli e iniziative pubbliche, quali cinema e teatro all’aperto, concerti, conferenze ecc.

Per le associazioni dei consumatori il divieto di fumo, o iniziative per il suo contenimento, dovevano essere adottate negli spazi pubblici (strade, piazze, portici) in occasione di grandi eventi, quali Festival della Filosofia e Notte Bianca, fiere e sagre, nelle aree monumentali delle città a maggior afflusso turistico, a partire dai luoghi dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

In seguito i consigli comunali di Carpi e Modena avevano votato all’unanimità documenti vicini alle richieste delle associazioni consumeristiche.

«Anche se non prevede alcune delle nostre proposte (per esempio, rilanciamo l’ipotesi che il prossimo Festival della Filosofia diventi “libero dal fumo”), – ribadiscono Adiconsum, Federconsumatori e Adoc – l’ordinanza del Comune di Modena merita di essere presa a modello dalle altre amministrazioni comunali della nostra provincia e non solo.

Questa iniziativa tutela i non fumatori, ma deve restare alta l’attenzione anche rispetto alla salute dei fumatori, per i quali non funzionano i percorsi fatti soltanto di divieti e restrizioni.

Per questo – concludono le tre associazioni dei consumatori – segnaliamo al 27% di modenesi che continua a fumare il prezioso lavoro svolto dai centri antifumo dell’Ausl».



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