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Unione Terre di Castelli: stato agitazione dipendenti pubblici

Stato di agitazione dei circa 670 dipendenti dell’Unione Terre di Castelli, dei Comuni a essa aderenti (Castelnuovo Rangone, Castelvetro, Guiglia, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola, Zocca) e dell’Asp Terre di Castelli G. Gasparini. Lo hanno proclamato i sindacati Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale e Fp Cgil di Modena, unitamente alle rsu, a seguito di quello che viene definito un “attacco al premio di produttività più volte annunciato nel corso della contrattazione decentrata”. Rakel Wiliana Vignali (Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale)«A fronte di una revisione del contratto nazionale firmato nel 2018 dopo dieci anni di blocco della contrattazione e di aumenti salariali, la contrattazione decentrata dell’Unione Terre di Castelli ancora non produce i cambiamenti economici più volte richiesti dopo mesi di discussione – dichiarano Rakel Wiliana Vignali (Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale) e Veronica Marchesini (Fp Cgil Modena) – Da parte delle amministrazioni pubbliche è stata, invece, più volte annunciata l’intenzione di un taglio lineare della produttività dei lavoratori. Questa scelta aggrava ulteriormente le condizioni dei lavoratori pubblici che, in questi anni di profonda crisi economica e sociale, hanno sempre risposto positivamente nel territorio, anche in condizioni di sottoccupazione e con conseguenze sui carichi di lavoro. La mancanza di risposte anche sul tema della stabilizzazione del salario contrattato attraverso le progressioni economiche orizzontali, quando le risorse lo permetterebbero, dopo dieci anni di continua ridefinizione rende ancora più inaccettabile la situazione, invece che mostrare una pubblica amministrazione efficiente e motivata nel cogliere le novità del nuovo contratto nazionale. Per tutti questi motivi i lavoratori delle varie amministrazioni, le rsu, Cgil e Cisl preannunciano lo stato di agitazione dei lavoratori di tutto il territorio dell’Unione. Lottiamo contro la volontà di abbassare la produttività di tutti i dipendenti e – concludono Rakel Wiliana Vignali (Cisl Funzione pubblica Emilia Centrale) e Veronica Marchesini (Fp Cgil Modena) – per chiedere il ritorno dei negoziati economici negli enti con regole normative comuni che valorizzino l’unità territoriale».



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