Sondaggio Cisl tra i lavoratori del mondo della scuola
I lavoratori della scuola rivendicano professionalità, quasi mai riconosciuta, e formazione. È quanto emerge da un questionario, rivolto a uno campione di 300 persone, con cui la Cisl Scuola Emilia-Romagna ha raccolto opinioni, proposte e critiche del personale scolastico in vista del suo congresso. «Abbiamo realizzato quest’iniziativa per capire quali sono le reali priorità dei lavoratori della scuola – spiega la segretaria generale della Cisl Scuola Emilia-Romagna Monica Barbolini – La scuola è un settore in cui senza dubbio si respira un clima di forte disagio e malessere diffuso, ma che nello stesso tempo, mai come oggi, in tempo di pandemia ha dimostrato capacità di resilienza». Il bisogno di formazione si colloca in cima alla scala gerarchica delle priorità, con oltre l’80% dei

lavoratori che la considerano “irrinunciabile per la propria crescita professionale”. Percentuale che sale al 96% tra il personale ata, il quale ritiene “indispensabile un percorso di formazione dedicato e selettivo”. Nello stesso tempo gli esiti del questionario mostrano come sia necessario che la formazione venga riconosciuta all’interno dell’orario di lavoro, con spese a carico del datore di lavoro e crediti professionali spendibili. Oltre l’80% si dichiara favorevole a percorsi selettivi ai fini di una qualificazione professionale riconosciuta e di accelerazione di carriera. Non mancano le peculiarità. Ad esempio, nonostante il riconoscimento professionale sia al primo posto tra i desiderata del mondo della scuola, gli stessi lavoratori non sembrano considerare in questo momento lo sciopero come strumento principale per reclamare le loro rivendicazioni. «Di fatto questa risposta conferma la validità della scelta operata dalla Cisl Scuola di non aderire allo sciopero di settore dello scorso 10 dicembre – sottolinea Barbolini – Su sei opzioni, infatti, lo sciopero risulta solo la quinta tra le forme di mobilitazione proposte per il riconoscimento dell’impegno del personale docente e non docente». Altra caratteristica che scaturisce in modo ricorrente dalle risposte dei lavoratori è il senso di appartenenza alla propria posizione professionale. «Mai come oggi si può vedere quanto la scuola sia realmente una comunità educante in cui tutti, dai dirigenti al personale ata ai docenti, contribuiscono a far funzionare un’istituzione di vitale importanza per il Paese, utilizzando e sperimentando tutti i mezzi a disposizione, a partire dalla dad – continua la sindacalista Cisl – Proprio per questo, avendo come obiettivo strategico l’apprendimento e la crescita personale degli studenti, la scuola necessita di un’organizzazione che, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali, preveda anche figure intermedie che gestiscano e garantiscano un coordinamento. Pensiamo, ad esempio, ai collaboratori dei dirigenti, ai responsabili di plesso, alle funzioni strumentali, ai coordinatori di classe. D’altro canto, dallo stesso questionario – conclude la segretaria generale della Cisl Scuola Emilia-Romagna – emerge un personale scolastico molto consapevole del fatto che la scuola ha subito cambiamenti tali da dover essere ripensata in termini sia di profili professionali che di organizzazione».