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Dieci anni fa il terremoto nella Bassa Modenese: il benvenuto di Cgil Cisl Uil al presidente Mattarella oggi in visita nelle zone del sisma

Cgil, Cisl e Uil dell’Area Nord Modenese danno il benvenuto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita oggi a Medolla e Finale Emilia. «Sono passati dieci anni dalle tragiche giornate del maggio 2012, quando una serie di eventi sismici colpì l’Area Nord modenese portando morte, macerie e disperazione – scrivono Cgil Cisl Uil – Una prima scossa il 20 maggio, la più violenta, di magnitudo 5.9 con epicentro a Finale Emilia. Poi uno sciame sismico culminato in una seconda scossa, altrettanto devastante, di magnitu

Il presidente Mattarella oggi a Medolla

do 5.8 nella zona tra i Comuni di Medolla, San Felice sul Panaro e Mirandola. Un totale di 28 vittime e 300 feriti in tutta l’area interessata al sisma, comprese le province limitrofe. Il primo terremoto “industriale” che ha colpito un distretto industriale che vale il 2,4% del Pil nazionale. In quei giorni convulsi, dopo il 20 maggio 2012, tutti ricordano la ricerca continua di informazioni al telefono e il viavai intenso di persone a piedi e in auto tra la propria abitazione, le fabbriche, i centri di accoglienza e i centri allestiti dai Comuni per rispondere alle prime esigenze: come e quando poter rientrare nella propria abitazione, come e quando poter rientrare in fabbrica. Le organizzazioni sindacali chiesero da subito l’attivazione di tutti gli ammortizzatori sociali “ordinari” per i lavoratori e chiesero alla Regione Emilia-Romagna di estendere gli ammortizzatori “in deroga” a tutte le tipologie di lavoratori. Da subito si chiese al Governo una decretazione d’urgenza per la copertura dei sostegni a lavoratori, famiglie e imprese. In poco tempo, anche grazie alla solidarietà delle strutture nazionali e territoriali, si riuscì a tenere aperti gli uffici sindacali sotto i gazebo, nei camper e nei prefabbricati. Da subito si diede corso ai confronti con le aziende sulle delocalizzazioni, che si pretendevano temporanee, e sulle primissime norme di sicurezza anti-sismica per ripristinare velocemente l’agibilità delle strutture ancora utilizzabili. Ci si confrontò con le aziende sulla messa in sicurezza delle strutture, sui travi che dovevano essere imbullonati, sui muri che dovevano essere incatenati. Questi temi diventarono anche occasioni di conflitto sull’interpretazione delle norme, così come è avvenuto per i protocolli di sicurezza sulla pandemia. I primi mesi dopo il terremoto furono una “corsa contro il tempo”: per attivare nell’immediato gli ospedali, riaprire le scuole in settembre, creare una legislazione ad hoc che evitasse i pericoli già attraversati da altre zone terremotate: la delocalizzazione delle strutture produttive, la desertificazione dei centri abitati e il dilagare dell’illegalità nel territorio. Dopo dieci anni – continuano Cgil Cisl Uil – possiamo dire che quei pericoli sono stati evitati. Le aziende, nonostante le polemiche sulla burocrazia, non hanno delocalizzato perché si è scelta una ricostruzione che non è stata un semplice rifacimento, ma una vera e propria riprogettazione degli spazi e del processo produttivo coperto da risorse pubbliche e rivolto al futuro. I paesi, nonostante i ritardi nei centri storici e nei luoghi di aggregazione, non sono stati abbandonati. La criminalità organizzata e le illegalità sono state contrastate, come dimostrano i vari processi Aemilia e White List in cui le organizzazioni sindacali si sono costituite parte civile. Il territorio è stato sicuramente segnato, ma ha reagito. È la rete sociale, produttiva e istituzionale ad aver tenuto. Grazie a questa rete si è mantenuta la fiducia a continuare a lavorare e vivere in queste zone. Diamo il nostro benvenuto al presidente Mattarella, perché rappresenta lo spirito di questa unità nazionale. Tuttavia rimane ancora da fare: 1.100 pratiche private ancora da portare a termine, molti edifici pubblici e luoghi di aggregazione da ricostruire, centri storici da rivitalizzare non solo come spazi commerciali, culturali e di servizi, ma anche come luoghi di coesione sociale. Non vogliamo dimenticare quanto avvenuto. Per questo lunedì 23 maggio a Finale Emilia ricorderemo sia quei tragici momenti sia gli anni della ricostruzione con alcune testimonianze e la partecipazione delle istituzioni», concludono Cgil Cisl Uil dell’Area Nord modenese.



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