Papaleo: «Donne penalizzate sul lavoro, serve più contrattazione»
«Ci preoccupa la flessione degli occupati, ma soprattutto il calo del numero di persone in cerca di lavoro – dichiara la segretaria generale della Cisl Emilia Centrale Rosamaria Papaleo commentando le rilevazioni della Camera di commercio di Modena https://www.mo.camcom.it/informazione-economica/informazione-economica/news/nel -2021-forte-calo-delle-persone-in-cerca-di-lavoro –
Rivela una sfiducia crescente verso una situazione economica che sta peggiorando anche nel nostro territorio. Oltre 4 mila ceramisti sono in cassa integrazione, l’agricoltura è in difficoltà a causa della siccità, il commercio è ancora in crisi, è ricomparsa l’inflazione, rincarano le bollette energetiche di famiglie e imprese. In più – continua Papaleo – cresce il divario occupazionale tra donne e uomini. L’anno scorso in provincia di Modena le donne assunte a tempo indeterminato sono state 1.640, a fronte di 5.350 uomini. A quanto pare, le imprese scaricano sulle donne le incertezze dovute alla pandemia. Nel 2021 – aggiunge la segretaria Cisl – in Emilia-Romagna il tempo indeterminato ha interessato il 9,6% delle assunzioni femminili, contro il 14,2% delle assunzioni maschili. Se guardiamo le trasformazioni da rapporti di lavoro ‘altri’ a rapporti a tempo indeterminato, scopriamo che il 61,65% delle trasformazioni riguarda gli uomini, il 38,35% le donne. Insomma – spiega Papaleo – il lavoro non standard per le donne non favorisce certo la loro stabilizzazione occupazionale. N

oi contrastiamo la prevalenza femminile tra le tipologie contrattuali più precarie che, tra l’altro, si ripercuotono sulle retribuzioni: le donne guadagnano in valore assoluto circa il 30% meno dei colleghi. Per questo – conclude la segretaria generale della Cisl Emilia Centrale – chiediamo più contrattazione a tutti i livelli per creare lavoro stabile e di qualità per tutti, a partire dalle donne e dai giovani».