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Legge di Bilancio: mercoledì 1 dicembre mobilitazione Cgil Cisl Uil a Bologna

«La legge di Bilancio non dà risposte adeguate al contrasto delle diseguaglianze sociali, economiche e geografiche del Paese. Riteniamo che i contenuti della manovra debbano, invece, seguire il solco della nostra piattaforma unitaria. Per questo da Modena andremo a Bologna a manifestare». Con queste parole i segretari generali di Cgil Modena Daniele Dieci, Cisl Emilia Centrale Rosamaria Papaleo e Uil Modena e Reggio Luigi Tollari annunciano la mobilitazione unitaria prevista per dopodomani – mercoledì 1° dicembre – a Bologna. In piazza Unità, partire dalle 10, ci saranno interventi di delegate e delegati; le conclusioni sono affidate a Domenico Proietti, segretario nazionale Uil. «Questa sarà solo una delle tappe della mobilitazione che ci porterà in piazza a manifestare, convinti che il Governo debba ascoltare le ragioni delle parti sociali a tutela di 24 milioni di lavoratori in Italia, di cui 320 mila a Modena, per la maggior parte dipendenti», dichiarano i sindacalisti. Nel merito dei contenuti, i sindacati ritengono inadeguata “quota 102” che, prevedendo per il 2022 come requisito anagrafico minimo di accesso i 64 anni, è una misura che testimonia la non volontà di metter mano seriamente alla legge Fornero. «Noi chiediamo, invece, un’uscita flessibile da 62 anni in poi o con 41 anni di anzianità contributiva a prescindere dalla età – dicono Cgil Cisl Uil – Inoltre chiediamo una pensione di garanzia per i giovani e per chi svolge lavori ‘poveri’; il riconoscimento del lavoro di cura per le donne e i disoccupati; la valorizzazione della diversità dei percorsi lavorativi migliorando Opzione donna e rafforzando l’Ape sociale con l’estensione della platea dei lavori gravosi e usuranti; il riconoscimento ai fini contribuitivi dei periodi di maternità per le donne». In materia fiscale i sindacati ribadiscono con forza che gli 8 miliardi di euro accantonati, al momento ripartiti tra imprese e lavoratori/pensionati, devono, invece, essere interamente destinati a favore dei lavoratori e pensionati, con uno sgravio inversamente proporzionale ai redditi (chi percepisce meno deve avere di più in busta paga). Per raggiungere tale obiettivo l’intervento deve realizzarsi prevalentemente sulle detrazioni e non sull’aliquota, concentrando il risparmio fiscale nelle fasce di reddito più basse. «Riteniamo anche – aggiungono Cgil Cisl Uil – che vada rilanciata l’azione di contrasto all’evasione ed elusione fiscale e contributiva (100 miliardi di euro l’anno), unico strumento per aumentare le entrate e ridurre il carico fiscale sui contribuenti, combattendo il lavoro nero». Infine per i sindacati è necessario rafforzare le politiche industriali e di sviluppo; sbloccare gli investimenti in ricerca, innovazione e formazione; affrontare le sfide della transizione ambientale e digitale; risolvere le tante crisi aziendali ferme da troppo tempo al Mise; incrementare le risorse e introdurre i livelli essenziali di assistenza in vista della legge sulla non autosufficienza; contrastare la povertà, migliorando il reddito di cittadinanza e potenziando le politiche di inclusione.



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